Josephine Yole Signorelli esordisce e lo fa con una sincerità carnale, reale e totalmente disarmante.
"NON ME NE FREGA UN CAZ*O SE MI HAI TRADITA, SONO LE BUGIE A FARMI MALE"
Questa è soltanto una delle riflessioni spiazzanti e apparentemente menefreghiste che l'autrice scrive in ROMANZO ESPLICITO; fumetto d'esordio uscito da pochissimo ed edito Feltrinelli, nella collana Comics. È una continua lotta tra l'innamoramento e la sola infatuazione, tra il sesso viscerale e fine a sè stesso e l'amore tenero e lacerante. Il tutto visto dagli occhi di una ragazza siciliana che scappa a Bologna per inseguire un amore e si ritrova immersa in Night Club, droga, debiti e delusioni. Yole è terribilmente vera, cruda, nuda e grezza per tutta l'opera. Senza filtri o veli, come se ci abbia permesso di entrare dentro di lei. Associabile indubbiamente a quel realismo sporco che ha tanto reso celebre Bukowski. I brividi mi hanno travolto per l'intera lettura. Il capitolo "La Lettera", monologo interiore che riflette sulle bugie esistenziali dette alla madre lontana è una bomba atomica piazzata sullo sterno: ti annichilisce. Decisive, toccanti e scuotenti sono le parti in cui si rivolge all'amante in prima persona: "D. MI ASCOLTA CHE MI SFOGO SU DI TE". I repentini cambi di registro e narrazione, i disegni poco dettagliati e spesso bicromatici, le scritte tutte rigorosamente a mano, ti danno quell'idea di esigenza di parlare, di dire la tua al più presto e in ogni modo possibile. La bellezza di quest'opera sta nell'intima imperfezione che noi tutti incarniamo e di cui siamo ben consci.
"HAI ROVINATO TUTTO", sono queste le prime tre parole del romanzo. Sarà che a te quello lì ha rovinato tutto Yole; ma a chi legge, hai in parte salvato la vita.