Ero partita con tutti i buoni propositi del mondo, relativamente a questo libro. Io sono una fanatica del Rinascimento, perciò non vedevo l'ora di mettere le mani sulla storia di una delle famiglie che hanno segnato l'Italia e l'Europa sotto ogni aspetto.
Peccato che, dopo le prime 28 pagine abbia realizzato quanto le mie aspettative fossero state tradite.
Sin dal primo romanzo su Cosimo il Vecchio, ho riscontrato una totale assenza di profondità nella trasposizione dei personaggi. Benché Strukul ci racconti per sommi capi le vicende - perché lo fa con una fastidiosa struttura episodica che non si attarda a definire le dinamiche degli avvenimenti - non ci dà una visione personale dei suoi protagonisti. I sentimenti, le emozioni, passano per una superficialità disarmante e un piattume da brivido.
La vicenda va avanti grazie a lunghi dialoghi che definiscono la politica dell'epoca - in modo anche molto fantasioso, perché i Medici vengono trasformati sempre e comunque in eroi romantici, quando assolutamente non è vero -, a scene di sesso prive di alcun tipo di utilità nella storia e di emozioni, e racconti di vivida violenza. A tratti mi è sembrato di vedere una versione italiana e senza draghi de Il trono di spade.
La situazione non è cambiata molto quando sono passata al secondo volume, tuttavia Lorenzo de' Medici era un po' più caratterizzato di Cosimo. Così come anche i comprimari.
In entrambi i libri appaiono due personaggi originali, Laura Ricci e il mercenario Schwartz che mi sono piaciuti più dei protagonisti, proprio perché Strukul si prende la briga di approfondirli e contestualizzarli.
Il terzo volume, dedicato a Caterina de' Medici e ambientato nella Francia degli ultimi Valois è stato il migliore. Aveva un buon ritmo, una protagonista interessante, dei comprimari davvero molto efficaci. Mentirei se dicessi che non mi è piaciuto.
Ho storto un po' il naso sull'inserimento di un Nostradamus stregone e la magia che in un romanzo storico secondo me non ci sta.
Tuttavia, mi sono sinceramente divertita, anche se la questione sesso inutile mi ha infastidita, così come la caratterizzazione dei personaggi femminili che non riescono a rinfrancarsi dal loro ruolo di sottone. Sì, Caterina de' Medici, secondo Strukul, soffriva per il non amore del marito, come la protagonista dell'ultimo, disastroso e disagiato romanzo.
Maria de' Medici è una mia vecchia conoscenza. Avendo scritto un libro su Richelieu, l'ho studiata in maniera approfondita e diciamo che Strukul ne riporta una storia e un carattere completamente stravolti. La trasforma in un'eroina, una madre amorevole, quando io so benissimo che non lo era affatto. Devo ricordarvi che picchiava e isolava Louis XIII affinché crescesse inadeguato, in modo da poter prolungare la reggenza? Devo sottolineare che costrinse questo ragazzo, a soli 14 anni, a fare sesso davanti agli ambasciatori e ai notabili con la sua sposa ragazzina perché non potesse annullare il matrimonio con una infanta di Spagna? Andiamo! Maria non nutriva amore verso Louis. Punto e basta! Come non era rimasta fedele al ricordo di Henri IV: era piena di amanti! Su. I protagonisti non devono essere per forza virtuosi, specialmente quando sono persone reali che hanno lasciato dietro di sé una scia di testimonianze accertate.
Non parliamo poi del mio amato Richelieu, maltrattato come un viscido che desiderava continue guerre e che spingeva il re a intraprenderle, solo per poterci guadagnare. Chiunque sa qualcosa sulla linea di pensiero di Richelieu è ben conscio che le guerre da lui portate avanti furono atte a potenziare la posizione francese in Europa e allontanare i nemici dai confini. Non gli permisero di guadagnare un becco, anzi, lo costrinsero a investire il proprio capitale per mandare avanti le campagne. I soldati ebbero soldi, medicine e cibo grazie a lui.
Richelieu non ebbe mai nessuna idea di spodestare il re, anzi, voleva che lui, in quanto rappresentante della Francia tutta, diventasse sempre più grande, al di là dei loro rapporti personali.
Sono ancora amareggiata, al pensiero che tutta questa ignoranza sia passata tra le pagine di un libro che molto è stato letto e apprezzato.
Ci sono delle note positive in questo libro, come le belle scene di combattimento. Quelle, devo dire, sono davvero magistrali. Scritte gran bene e appassionanti. Belli anche gli approfondimenti sull'arte e sui costumi dei personaggi. Peccato che tutto questo contesto non sia sfruttato a dovere da protagonisti piatti e troppo diversi dalla loro versione originale, giusta.
Non vi consiglio questa lettura, perché fa male al cuore di chi prende la Storia seriamente e con rispetto.