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L'acquaiola

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Maria ha quindici anni, vive in un paesino dell'Appennino centro meridionale d'Italia e mantiene se stessa e l'anziano padre malato facendo la bracciante nei campi dei signori, un lavoro incerto e molto gravoso, fino a quando non viene assunta come acquaiola nella casa di don Francesco, il signorotto del paese, con il compito di recarsi più volte al giorno e con qualunque tempo alla fonte, che dista tre chilometri dal paese, per rifornire la famiglia di acqua. A don Francesco, infatti, è nato il quinto figlio, Luigi, il quale rivela fin dall'infanzia una natura ribelle, precoce e assetata di libertà. I destini di Maria e Luigi, così diversi fra loro, si intrecceranno in una serie di vicende dolorose ma, nello stesso tempo, intense e salvifiche per entrambi. Intorno a loro, una umanità umile, legata alla terra e alle antiche tradizioni, assuefatta a una vita di miseria, sacrifici e secolari soperchierie sopportate con fatalistica rassegnazione e per questo spesso dura e inflessibile, ma anche capace di pietà e umana solidarietà.

249 pages, Hardcover

First published October 2, 2018

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153 people want to read

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Carla Maria Russo

20 books67 followers
Vive e lavora a Milano. È appassionata di ricerca storica e adora le biblioteche, dove trascorre parecchio tempo.

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Displaying 1 - 30 of 56 reviews
Profile Image for Malacorda.
603 reviews289 followers
September 30, 2019
Parte benino, con l'intento sempre lodevole e interessante di raccontare la miseria nella vita dei paesini arroccati sull'appennino meridionale a cavallo tra fine XIX sec e inizio XX sec.
Finisce altrettanto benino con un qualcosa che somiglia ad una redenzione o liberazione: la protagonista che finalmente riuscirà a liberarsi da quella inspiegabile durezza di carattere che da sempre la contraddistingue.
Ma in mezzo c'è un gran guazzabuglio: tempi e luoghi non ben definiti, carenze storiche più o meno gravi, pseudofemminismo che serve solo a banalizzare i personaggi, e un po' di realismo magico che invece sarebbe meglio lasciare ai sudamericani, ché sanno meglio come maneggiarlo. Tutto questo messo insieme, ne esce una sufficienza stiracchiata.

Con i personaggi femminili purtroppo siamo alle solite: la piantassero una buona volta gli autori (le autrici soprattutto!!!) di farcire le loro storie di personaggi banali e stereotipati. Perché la protagonista deve sempre-sempre-sempre essere la più bella, la più splendida, la più affascinante e ammaliante, la più caparbia, la più forte, la più volitiva, la più decisa, la più onesta, la più irreprensibile, la più tutto? Arrivavo già con una discreta irritazione, nei confronti di questo modo di impostare i personaggi, dopo la lettura di Eva dorme della Melandri, per cui nella prima metà del libro questa solita banalizzazione mi ha ulteriormente esasperata. Mi dico: guarda caso, ho cambiato autrice, ho cambiato ambientazione, ma eccomi di nuovo alle prese con neonati che non frignano neanche a palarli (e si capisce, perché la mammina wonderwoman deve andare a lavorare già poche ore dopo il parto, sennò come fa a dimostrare di essere caparbiamente indipendente da ogni uomo e dal resto del mondo? Vien da chiedersi cosa l'hanno fatta a fare la legge che prevede il congedo per maternità, chi saranno e dove saranno quelle pappemolli che l'hanno voluto e richiesto?); eccomi di nuovo alle prese con una protagonista che oltre alla sua eccentricità e caparbietà - e già questi dovrebbero essere elementi sufficienti per metterla nell'occhio del ciclone e nell'occhio del mirino di tutta la comunità - ha pure avuto una figlia conseguentemente ad uno stupro: l'autrice ci spiega che il paesino con mentalità arretrata ha da sempre ostracizzato personaggi di tal fatta, ma come per magia, questa volta l'usanza antica di millenni non viene perpetuata e in paese sono tutti uniti e gentili e solidali con lei, magia delle magie! Ed eccomi di nuovo alle prese con una certa Saveria (comprimaria) che dopo 3 (tre) figli in meno di tre anni è ritornata snella e agile e bellissima come prima del matrimonio (sennò come fa a far innamorare il Ridge di turno?)! E di nuovo il tutto si ripeterà con la nipotina: la più bella, la più brava, la più ammirata, eccetera...

Uff, mi sento delusa e un po' frustrata...il mostruomo della Ingalls, ma anche l'androide Tony di Asimov in Consolazione garantita, e anche il protagonista de La tregua di Benedetti, e tanti altri, sono personaggi letterariamente molto più interessanti e credibili anche perché - e non credo sia un caso - hanno a che fare con donne normali e non con wonderwoman.
Con il procedere della storia mi sono persino meravigliata di vederle invecchiare normalmente, queste superfemmine, con rughe, acciacchi e malattie: non era per niente scontato. C'era un buon spunto di riflessione verso il finale, dove si suggerisce l'idea che la ragazzina abituata ad essere una specie di superstar in paese, allorquando dovrà trasferirsi nella grande città, diventerà solo una delle tante perdendo così la sua aura di celebrità. Era uno spunto un tantino diverso dal solito, per lo meno, ma non viene sviluppato perché dopo poche pagine sopraggiunge, per l'appunto, la fine del libro.

Avevo annotato tutta una serie di osservazioni circa l'indeterminatezza delle coordinate geografiche e temporali per dire che questa scelta ha sia lati positivi che lati negativi, ma la corposa farcitura di stereotipi mi ha veramente stancata e fa sbiadire, almeno ai miei occhi, ogni altro aspetto da analizzare. Anzi, peggio, per effetto del nervoso di cui sopra finiscono per saltarmi all'occhio in maniera ancor più evidente gli aspetti negativi: siamo nella montagna del profondo sud, tra la fine del XIX secolo e l'affermazione del fascismo, e non compare mai, né direttamente né indirettamente, un brigante, un accenno di 'ndrangheta, niente di niente. Alla faccia degli studi storici.
Altre piccole incoerenze: i contatti con paesani e parenti emigrati in America sono difficilissimi o relativamente facili a seconda del momento, a seconda dell'esigenza della trama. Informazioni che dovrebbero restare riservatissime in quanto scambiate tra due amiche fidate, non si sa bene come divengono di dominio pubblico e oggetto dei pettegolezzi.

Che i capitoli saltino avanti e indietro nel tempo ci sta, ne ho letti tanti di libri strutturati in questo modo, ma l'autore dovrebbe dare al lettore almeno un qualche piccolo indizio per capire quanto tempo è passato tra un capitolo e l'altro: qui finisce che si lascia intendere che ad essere stuprata sia stata una ragazza press'a poco ventenne o forse trentenne e invece dopo un po' si scopre che aveva quarantacinque anni già compiuti, un equivoco piuttosto fastidioso dal punto di vista della scorrevolezza della lettura. All'interno di uno stesso capitolo si è convinti di essere ad un certo punto della storia ma poi ci si accorge che il/la protagonista sta facendo riflessioni relative ad un'epoca precedente, che era già stata trattata nei capitoli precedenti.

Mentre nella prima metà del libro c'era per lo meno una certa attenzione ai dettagli di vita quotidiana dei protagonisti, nella seconda metà l'andamento prende ulteriore abbrivio e il tenore della narrazione tende a diventare sbrigativo.

L'idea di raccontare la famiglia attraverso tre generazioni di donne è sempre valida, a mio avviso non stanca mai, però richiede una cura che qui non le è stata prodigata. Per il giudizio di facciata non so se mettere due o tre stelle: le due sono più veritiere rispetto quello che è il mio personale gradimento, le tre sarebbero come formula di rispetto perché intuisco esserci del materiale autobiografico, relativo alla famiglia dell'autrice, e non è da escludersi che alcuni dei fatti più o meno eccentrici possano corrispondere a verità; comunque sia la sensazione è quella della sufficienza stiracchiata, un due e mezzo.
Profile Image for Antonella Imperiali.
1,271 reviews143 followers
May 15, 2019
La penna di Carla Maria Russo ci regala una storia color seppia, una serie di istantanee di altri tempi, immersi in un ambiente montano, selvaggio, ostile, con una rosa di personaggi molto particolari.

Prima fra tutte Maria, l’acquaiola, poi sua figlia Nella, ed infine Linù, sua nipote. Tre figure femminili molto forti che segnano l’evoluzione di un’epoca.
Intorno a loro ruotano figure maschili di rilievo: i cafoni, che reggono con la zappa e le braccia l’economia agricola del posto, inevitabili vassalli dei signorotti del Borgo, ormai alle soglie della decadenza, non meno ignoranti dei primi, ma più o meno ancora forniti di rendite; tutti avranno un ruolo importante nella vita delle tre donne.

Si parla di povertà, di lavoro duro, di analfabetismo, di emigrazione, di solidarietà, di amicizia, di passione, di sacrificio. Di potere.
Si parla di tante cose, meno che di amore.
Questo è un sentimento che rimane costantemente tra le righe, nascosto, ripudiato, disconosciuto, perché fa paura e indebolisce.
Fin quasi alla fine, quando all’improvviso esplode e meraviglia.
Ed emoziona. Forte.

Si manifesta con le sembianze di una bimba dal carattere e dalle mani dolcissime, delicate, che non esitano a stringere quelle ruvide, grosse e screpolate, deformate dal lavoro e dall’età di una donna anziana che nella vita ha sopportato di tutto, ma è sempre rimasta ferma nel suo proposito di libertà. E per questo rispettata e difesa.

Una bimba ostinata e orgogliosa, lieta di poter trasmettere il proprio sapere, che riesce ad insegnare ad una donna di ottant’anni a scrivere il proprio nome: Ma-ri-a.
Una magia, una incredibile magia.

E poi carezze, tante, e baci, tanti, che raggiungono il cuore, lo sciolgono e lo spezzano.
Ma dove era nascosto tanto amore?

Nonna e nipote vivono l’una negli occhi dell’altra, fino alla fine, ripercorrendo tutto l’amore che le ha unite.
Un battito di ciglia... e il filo si spezza...

Basta... ho le lacrime agli occhi...

Per comprendere la potenza di questo romanzo, dovete leggerlo. Viverlo. Fino in fondo.


🇮🇹 LdM 2019 - Regione: Molise
📚 Biblioteca
✍️ C. M. Russo

This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews630 followers
March 18, 2019
Siamo in paese dell'Appennino centro meridionale, durante il Fascismo.
Maria è una ragazza che di mestiere fa l'acquaiola e subisce uno stupro. Da questa violenza, nasce Nella, figlia illegittima, che Maria non ha mai amato fino in fondo.
È la storia di tre generazioni che vivono confinate nelle ristrettezze legate all'ambiente chiuso e alla povertà. Maria è una donna che fa della sua dignità il suo principio imprenscindibile. La ruvidezza di questa donna svanisce con la nascita della nipotina Linù. E le mani nodose della nonna accarezzano con tanta tenerezza la nipote tanto da conferire un'aria magica al libro. E in quella donna di altri tempi, ho rivisto tutta la tenerezza della mia nonna materna.
Peccato che non sia entrata nella dozzina.
Profile Image for Gaetano Laureanti.
491 reviews74 followers
June 23, 2019
La storia di Maria, una donna analfabeta ed umile, ma fiera come non mai, anche quando la vita tenta di travolgerla.

Sfiorata dai grandi avvenimenti della Storia (da fine Ottocento in avanti) in un piccolo paesino del Sud Italia (Molise?), Maria ci trasmette rettitudine, dignità e coraggio, e la determinazione delle donne che dovevano anche affrontare il difficile mondo del lavoro (quando il salario delle donne era la metà di quello dei maschi).

Scritto bene, molto coinvolgente e… difficile non commuoversi in alcuni momenti.
Profile Image for Lilirose.
584 reviews76 followers
March 1, 2023
Questo è un romanzo che racconta splendori (pochi) e miserie (molte) di un paesino sperduto tra i monti dell'Appennino negli anni a cavallo tra la fine dell'800 e l'ascesa del fascismo: un affresco storico quindi, ma anche una carrellata di vite e di esperienze che si intrecciano e il cui filo conduttore è l'acquaiola del titolo.
Non è un capolavoro e spesso manca di incisività, è come se Carla Maria Russo non riuscisse mai ad arrivare alle estreme conseguenze delle sue scelte autoriali; la sensazione che ne deriva è che quella descritta sia una miseria patinata e molto distante dalla realtà, che magari ci coinvolge ad un livello superficiale ma con cui si fa fatica ad empatizzare per davvero. . I personaggi poi sono un po' troppo stereotipati tanto che a volte sembra di aver a che fare con tipi umani più che con persone, anche perché la scrittrice tende ad esasperare pregi e difetti dei suoi protagonisti.
Al netto del buonismo e dei clichés però è un'opera che si lascia apprezzare, innanzitutto per lo stile scorrevole e poi perché riesce a centrare bene il focus sui conflitti generazionali e in particolare sull'incomunicabilità tra genitori e figli, causa ed effetto di tante incomprensioni e tanto dolore.
Insomma un libro che non sconvolgerà nessuno ma che appassiona quel tanto che basta per renderla una lettura piacevole.
Profile Image for Sally68.
298 reviews32 followers
March 27, 2019
Le donne di questo libro sono donne che hanno sofferto la fatica, cresciute in arretrattezze, violate, arrabbiate, poco amate ma fiere, orgogliose e piene di dignità. Donne a cui hanno fatto male e che a sua volta hanno fatto male, perche questo la vita gli ha dato, per cui non in grado di perdonare e tanto meno in grado di dare amore, per cui donne ferite.
Questa è la storia di Maria, un'acquaiola di un paesino sperduto nell'Appenino centro meridionale e di sua figlia Nella, una spaccato di un'Italia, che grazie al cielo non esiste piu ma che grazie a questa testimonianza ci ricorda il nostro passato e che a me personalmente tocca sempre molto.
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,976 reviews238 followers
October 29, 2018
Romanzo corale che tratta temi molto importanti: la condizione di estrema povertà degli abitanti del borgo, l’arretratezza, l’analfabetismo. Lo sfruttamento da parte dei potenti e l’avanzamento inesorabile del progresso raggiungono anche le parti più recondite del Paese.

Ciò si evince in particolar modo nel momento in cui deve venire approvato il progetto di creazione della linea ferroviaria. Essa vedrà la luce nonostante molta sia la perplessità da parte dei signorotti locali. Vedono infatti nella ferrovia la perdita della loro presa sui poveri diavoli, finora costretti ad accettare condizioni lavorative che sfociano nello sfruttamento. L’unica alternativa possibile è partire per Le Metriche, e solo pochi permettersi il biglietto per il viaggio.

Quello che maggiormente colpisce in mezzo a tanto degrado e miseria è la solidarietà dei compaesani, uno scambiarsi ricorrente di favori e aiuti gli uni verso gli altri. E quando Maria si trova a dover affrontare il momento più brutto della sua vita, quello che le segnerà l’animo ancor più del corpo, le si stringono tutti intorno come una vera famiglia. Ricambiano così la gentilezza e la disponibilità che lei ha sempre elargito a chiunque ne avesse bisogno senza chiedere mai nulla in cambio.

Maria e Luigi sono accomunati da un profondo bisogno d’amore, di darlo e di riceverlo. Lei è donna tutta d’un pezzo, vestita d’orgoglio e di una tempra d’acciaio, lui un giovane dai grandi sogni di avventura e libertà, che diventa un uomo integerrimo e di sani principi.

La loro sincera e inusuale amicizia rimarrà salda negli anni a venire, e i loro destini ineluttabilmente incrociati sino alle generazioni future.

" Non sa immaginare, Maria.
Non sa pensare al futuro come a un’entità autonoma, diversa dal presente, a uno spazio vuoto che può essere riempito di sogni, speranze e desideri. Per lei il tempo più lontano è l’alba del giorno successivo, le speranze e i desideri spaziano nell’ambito angusto della sopravvivenza: che l’asino, ormai vecchio, resti in buona salute, che il freddo domani non sia così intenso da spaccare le mani, che riesca a trovare un lavoro da sbrigare, uno qualunque, non importa quanto faticoso, per poter sfamare se stessa e il padre malato."

E laddove ogni personaggio sembra percorre strade già battute dalla notte dei tempi, è proprio la rude, indefessa e solerte Maria a rompere tutti gli schemi con le proprie scelte. Rifiuta, con la propria intransigente fermezza, di piegarsi alle convenzioni, pur di difendere da tutti e da tutto l’unico bene che possiede e a cui non è disposta a rinunciare: la propria libertà. Per essa nessun sacrificio sarà mai troppo o troppo grande.

" Oggi don Francesco e la sua famiglia sono in festa.
È nato Luigi, il quinto figlio, dopo Filippo, Leopoldo, Agnese e Leonardo.
Don Francesco è felice ma, nello stesso tempo, frastornato. Chi si aspettava un quinto figlio, dal momento che sua moglie ha superato da un pezzo i quaranta e lui i cinquanta? Un miracolo, sembra, che lo riempie di orgoglio ma anche di apprensione. Avrà le forze necessarie per seguire l’ultimo nato? Vivrà abbastanza a lungo per vederlo diventare grande? Che carattere rivelerà? Francesco si è sempre comportato con fermezza verso i suoi figli, non ha mai tollerato alcuna impuntatura o autonomia, atteggiamento che ha prodotto ottimi frutti. Nessuno dei suoi ragazzi gli ha provocato la benché minima preoccupazione. (…) E quest’ultimo arrivato? Cosa gli riserverà il futuro? Sembra quasi che per lui non esista uno spazio adeguato nelle attività di famiglia, che ogni casella, ogni posto sia già occupato."
.
Mumu' per RFS
Profile Image for Marika Pinto.
201 reviews66 followers
August 18, 2020
La storia di base è bella, ma nel complesso il romanzo non mi ha convinto: si fa leggere, ma la scrittura ha poco carattere e ci sono salti temporali davvero poco chiari.
Profile Image for Carmen Marciante .
253 reviews6 followers
September 29, 2023
Ho appena finito di leggere questo libro della C. M. Russo, sto cercando di riordinare le idee.
Concordo appieno con le lettrici che mi hanno preceduta e che hanno assegnato tre o addirittura due stelline. Purtroppo, pur avendo apprezzato "la bastarda degli Sforza", ahimè non posso dire altrettanto de "L'acquaiola". Forse quando ho letto altri suoi lavori, mi viene da pensare che ero una lettrice diversa, un pó ingenua e meno attenta di adesso che leggo davvero molto e spazio con i generi.

L'inizio era partito abbastanza bene, i personaggi si stavano delineando anche se notavo che gli eventi storici, l'ambientazione e comunque tutto il contorno del racconto rimaneva vago. Ci vuole impegno per scrivere un libro, ancora di più fare ricerche storiche e approfondire alcuni avvenimenti che si vogliono raccontare. Purtroppo, e mi sa che userò spesso questo avverbio, è tutto superficiale :
- eventi storici (solo accennati)
- personaggi (i protagonisti principali tutti belli, perché?!??)
- ambientazione (non ho ancora capito dov'è ambientata la vicenda )

È tutto un po' confuso, il trascorrere del tempo: non si capisce mai quanto tempo è passato, bisogna andare a deduzione, per non parlare dei salti temporali. Mi rendo conto che non sia facile riuscire ad incastrare la vita di tutti i personaggi e sviluppare la storia in modo armonioso e chiaro, soprattutto quando si racconta una storia in un lasso di tempo così ampio e i personaggi si susseguono...

In conclusione, non mi sono sentita di dare solo due stelle perché l'idea c'era ed era anche molto interessante!
Profile Image for Lia Valenti.
832 reviews57 followers
October 10, 2018
Il libro è buono ma non l'ho trovato all'altezza delle altre opere della Russo!
Mi è mancata molto la cronologia dei fatti.
Anche se si può benissimo immaginare l'epoca in cui gli eventi succedono ,
delle date ben precise mi avrebbero fatto sentire meno spaesata.
Profile Image for Lalettricesovrana.
187 reviews11 followers
November 20, 2019
Mentre scorrevo I primi capitoli non riuscivo ad apprezzare la narrazione degli spazi temporali di questo libro, ma a poco a poco lo stile di C.Maria Russo mi ha coinvolta, accompagnandomi in un' epoca a noi ormai lontana, dove avere l'acqua in casa e' un lusso che nessuno puo' permettersi con estrema facilita', se non procurarsela alla fonte dopo lunghi e faticosi viaggi accompagnati da fedeli asinelli o, per I piu' fortunati, poter pagare qualcuno che lo faccia al posto tuo.
E qui compare la figura di Maria, giovane donna prima e adulta poi che si presenta nella sua semplicita' e rudezza.
Un crescendo di personaggi si accavallano alla vita di Maria, rendendo la trama semplice ma al tempo stesso vera, contornata da sentimenti puri: dall'odio, al rimorso, alla paura, per poi culminare con l'amore.
Assolutamente consigliato.
Profile Image for Elisa.
143 reviews24 followers
April 18, 2022
Non mi ha entusiasmato.
Lo stile di scrittura è piuttosto scialbo, tutta la narrazione è al presente, anche se gli eventi si svolgono sull'arco di 55 anni (inizio '900).
La storia di Maria l'acquaiola e della sua famiglia, viene così appannata da uno stile che non dà risalto ai caratteri dei personaggi, soprattutto di quelli femminili, a volte fissati in veri e propri clichés.
Salti temporali incomprensibili. Alcuni passaggi in cui emerge qualche promessa, subito dilavata via dal ritorno a uno stile troppo semplice perché sia, a mio personalissimo giudizio, coinvolgente.

Profile Image for Antonino Saccà.
44 reviews3 followers
January 13, 2021
Gli manca solo un po' di consistenza. E forse necessiterebbe di una caratterizzazione un meno stereotipata, ma alla fin fine non mi è dispiaciuto.
Azione e reazione. Le cose vanno come devono andare, senza forzare il susseguirsi degli eventi ma lasciando (quasi) sempre che vengano formati dai personaggi e le loro decisioni, (quasi) sempre coerenti con le vicende e le personalità.
Direi che c'è (quasi) poco da dire, su questo libro.
Profile Image for Mariasole.
39 reviews
August 3, 2020
Devo dire che mi aspettavo qualcosa di più. Mi aspettavo un libro più impegnativo ed approfondito, ma in realtà L’acquaiola è un libro leggero scritto in maniera semplice ma tutto sommato godibile, anche se i personaggi sono decisamente piatti e poco approfonditi. Lo consiglio come lettura non impegnativa sotto l’ombrellone.
Profile Image for Marta Folgarait.
696 reviews8 followers
April 3, 2020
Una storia di povertà e ignoranza che rende faticoso l'evolversi di un paese del sud ma che, piano piano, grazie a qualche mente più acuta, apre uno spiraglio ad un futuro che può rendere la vita meno dura e pronta al cambiamento
Profile Image for Daniela.
163 reviews26 followers
May 22, 2024
Meraviglioso. Narrazione molto scorrevole di una storia in cui traspare l'umiltà unita all'aiuto vicendevole. Alle prossime letture di questa autrice!
Profile Image for Stefano.
81 reviews10 followers
June 17, 2019
Mi è piaciuto ma preferisco la Russo quando mi collega la Storia vera con le sue capacità descrittive. Qui sono personaggi ben caratterizzati ma a volte irreali|
Profile Image for Valuzza Deimos Baguette.
49 reviews1 follower
January 26, 2019
L'acquaiola
Carla Maria Russo

Il romanzo si svolge in un paesino del sud,sperduto tra le montagne,un piccolo Borgo poco raggiungibile.
Siamo in un ambiente povero,contadino,dove la maggior parte degli abitanti sono analfabeti,parlano solo il dialetto e vivono la loro esistenza lavorando,si sente forte la differenza di classe sociale rispetto ai signori e la vita è scandita per lo più dal lavoro e dalle domeniche in chiesa.
Un ambiente dove si parla di immigrazione,ma lo si fa pensando alla "merica",che viene vista come un luogo dove tutti sono ricchi e il denaro si trova per la strada.
Siamo a livello temporale prima dell'epoca fascista,che verrà menzionata solamente nell'ultima parte del romanzo.
Questa è la storia di Maria,figlia dello stagnaro del paese e ultima di quattro sorelle;Maria ha 15 anni,occhi azzuri ed è alta,sottile e dotata di una grazia innata,che traspare nonostante gli abiti rozzi da contadina,è una ragazzina taciturna,rispettosa e consapevole che la vita è dura,lavora quanto un uomo e provvede al vecchio padre malato che non può più lavorare.
Abita nella parte alta del paese,al Travucco,lontano dalle case dei signori,dove grazie a Don Carmelo troverà lavoro come acquaiola presso la casa grande,la casa più elegante del paese,proprietà di una famiglia ormai in decadenza ma che detiene ancora molto potere.
Maria dovrà recarsi con il suo asino più e più volte alla fonte,lontana tre chilometri,su una strada difficile da percorrere,un lavoro gravoso e stancante.
Don Francesco è il padrone della casa grande e ha 5 figli,Filippo,Leopoldo,Leonardo che prenderà poi i voti e diventerà parroco,Agnese che nonostante la diversità di classe è molto amica di Maria e infine Luigi,l'ultimo nato,che mostrerà un carattere forte,ribelle, sempre pronto a contrastare le decisioni di un padre padrone che vuole scegliere la vita più adatta a lui.
Assuntina è una delle sorelle di Maria ed è sposata con Isidoro,un uomo rude e brutale che spesso la picchia e che mostra un interesse ben poco fraterno verso la sorella della moglie.
Saveria è la giovane,bellissima ed infelice moglie di Giuanne,un uomo ricco che è riuscito a prenderla in sposa per via dei suoi quattrini e la tratta come se fosse una sua proprietà.
Il romanzo racconta la storia di Maria,l'acquaiola e di rimando di tutti coloro che intrecciano la loro vita alla sua,dalla sua giovinezza fino alla vecchiaia.
Una vita dura,piena di dolore e di disgrazie ma che alla fine le farà conoscere l'amore,anche se non nella forma in cui si aspettava di trovarlo.

Questo romanzo è un pugno nello stomaco,una storia struggente,dura è che lascia poco spazio alla speranza.
Un ambientazione che rende perfettamente l'idea di una società retrograda,legata ai pregiudizi e alle più rigide convenzioni sociali.
Personaggi ben caratterizzati,per cui è facile provare empatia o provare addirittura ribrezzo.
Uno stile scorrevole,una trama non particolarmente ricca di colpi di scena
ma conivolgente,q
Infatti questo romanzo coinvolge,in un modo tutto suo,ti prende e ti lega ai personaggi,e confesso di essermi emozionata,di avere pianto leggendo l'ultima parte,pensando alla vita di questa donna,che era un fiore ma non ha potuto sbocciare e che si é trasformata in un rovo,che punge ma che alla fine da preziosi frutti.
Ho amato il personaggio di Maria e la sua forza caratteriale,la sua capacità di superare ogni ostacolo e ho provato una grande empatia per questo personaggio,al contrario ho detestato il personaggio di Luigi che inizialmente vedevo sotto una luce positiva ma che si è rivelato una grandissima delusione,troppo simile ai suoi genitori e legato anche lui nonostante l'istruzione alla classe sociale da cui deriva.
In generale ho veramente apprezzato quest o libro,che ho letto tutto d'un fiato e che è riuscito a trasportarmi in un ambiente difficile ma decisamente ben congeniato.
Sicuramente leggerò altre opere di questa autrice,alla quale mi sono approcciata per la prima volta leggendo questa opera ma di cui ho apprezzato molto lo stile scorrevole e la capacità di creare storie coinvolgenti ed emozionanti.
Profile Image for La Biblioteca di Eliza.
590 reviews90 followers
February 3, 2019
Sono 2 stelle e mezzo

https://www.labibliotecadieliza.com/2...

Avevo letto solo pareri positivi su questo libro e io stessa ero molto curiosa di leggerlo. Vuoi il poco tempo solo ora è giunto tra le mie letture. La storia parla di Maria, l'acquaiola appunto. Siamo a cavallo tra '800 e '900 e Maria ha da sempre dovuto lavorare duro, spaccarsi le mani e la schiena nei campi, nei pascoli, persino nella vicina cava pur di mantenere se stessa e di restare indipendente. Maria basta a se stessa, non sente il bisogno di alcun legame e soprattutto di un marito che gli imponga cosa e come fare. Seguiamo quindi la sua vita, su e giù per le montagne, a portare acqua alla Casa Grande dove vive la famiglia di Luigi, ragazzo bene che però sente l'arretratezza del territorio in cui vive e che vuole poter studiare e conoscere. Tante vicende e soprattutto tanti personaggi punteggeranno le loro vite.

Nonostante non abbia fatto alcuna fatica nel leggere questa storia, non sono uscita del tutto convinta dalla sua lettura. Ci sono, infatti, diversi aspetti che mi hanno confusa e tenuta un po' sulle mie, in primis la sua protagonista. Maria è il perno intorno a cui gira tutta la storia. È una ragazza prima, una donna poi, instancabile e pronta a tutto pur di non dover dipendere da qualcuno, pur di non dover rinunciare alla sua libertà. Lavora duro, durissimo, tanto da fare anche lavori che all'epoca erano esclusivo appannaggio degli uomini. Chiacchiere che la circondano ci sono, ma in generale è ben vista e ben voluta. Io non amo molto personaggi e persone dedite al martirio e Maria mi ha dato molto questa idea. La sua sete di indipendenza supera il limite consentito e la porta ad una vita fatta di cosa? Lavoro solo lavoro. Capisco i tempi e la condizione sociale, ma questo non è vivere. Questo è eccesso di orgoglio. Non sono riuscita mai a provare una qualche simpatia per questa donna, colpita capitolo dopo capitolo da una sfortuna dopo l'altra. È un personaggio che riesce a privare il lettore di qualsiasi accenno alla speranza durante la lettura, tanto che già dopo le prime pagine sapevo che non sarebbe andata bene, che non ci sarebbe stata neanche una scintilla di vera positività.

Altro aspetto che mi ha confusa è stato il ritmo del racconto. Tra un capitolo e l'altro passano a volte anni, altre mesi, e il lettore, che non riesce mai a capire esattamente in che punto della storia si trovi, è costretto a fare avanti e indietro, rileggere, magari ricontrollare, farsi due conti sulle nascite. A volte ho proprio percepito la fretta di giungere alla fine, come se qualcuno ci rincorresse. Avrei di gran lunga preferito un po' più di calma, magari una finestra temporale meno ampia o meno personaggi, ma comunque un ritmo più tranquillo. Anche perché in questo modo alcune cose poi vengono lasciate per strada, mandate in America e dimenticate o, peggio, ci si inventa uscite di scena di personaggi in modo strano.

Altro aspetto stridente è il linguaggio. L'autrice, a mio avviso, ha una bella scrittura, evocativa e poetica, ma in questo contesto mi è sembrata un po' troppo ricercata, poco adatta ai personaggi e ai luoghi descritti. So che in passato si è concentrata su romanzi storici e penso che sia sicuramente un genere più adatto alla sua penna (tanto che vorrei recuperare i libri su Caterina Sforza).

Io e questo breve libro non ci siamo proprio presi, cose che capitano.
Profile Image for Anna Giovane Reader.
248 reviews19 followers
October 10, 2018
Con poche pennellate, Carla Maria Russo realizza un quadro nei toni del grigio che rappresenta un vero e proprio ritorno ai tempi dei nostri avi. L'acquaiola infatti è questo, una fotografia in bianco e nero, un omaggio all'antico. Una storia intensa, realistica ed estremamente vera.

Recensione completa sul blog: https://appuntidiunagiovanereader.blo...
Profile Image for Marianna.
174 reviews16 followers
July 8, 2020
La vita è dura, prima lo capisci e meglio è

L’acquaiola” di Carla Maria Russo , candidata allo Strega 2019, è un romanzo avvincente, scritto con una prosa lineare e asciutta, fondato sui valori del sacrificio, della lotta alla sopravvivenza e, di quello ormai dimenticato, dello spirito collettivo di solidarietà, tipico delle piccole realtà rurali.
La vita di Maria l’acquaiola, protagonista indiscussa del romanzo, è segnata dal lavoro duro fin dall’adolescenza, quando, per provvedere al mantenimento di se stessa e del padre malato, trasporta acqua presso la casa della famiglia di Don Francesco, un andirivieni continuo e faticoso, di solito affidato agli uomini, dalla sorgente alla ricca famiglia, più volte al giorno e sotto il sole cocente e le intemperie senza chinare mai il capo.

“L’acqua da prendere alla fonte ogni giorno dell’anno, più volte al giorno, con qualunque tempo: il sole di agosto, mentre il sudore scorre a rivoli e la polvere della strada toglie il respiro, la pioggia di ottobre, col fango che appesantisce gli scarponi e lega le gambe, la neve e il gelo dell’inverno, quando l’asino va tenuto con forza perché a ogni passo rischia di scivolare e il freddo spacca le mani fino a farle sanguinare”.

Il carattere volitivo di Maria, il suo spirito di indipendenza, nonché la sua povertà - ma non la sua bellezza- la rendono poco appetibile ai fini del matrimonio. “Gli uomini la ammirano ma temono di non riuscire a dominare una donna così. E che figura ci fa, un uomo, se non riesce a comandare la moglie?”.

Ci sono molti personaggi, il cui nome dà il titolo ad ogni capitoletto del libro: Luigi , che all’epoca dell’ingresso di Maria nella sua casa come acquaiola aveva pochi anni, lo vediamo crescere, innamorarsi di una locandiera, Saveria, affezionarsi a Maria; Ermes, figlio di Luigi e di Saveria; Nella, figlia di Maria e tanti altri personaggi secondari che fanno parte della piccola comunità in cui vive l’acquaiola che si era legata indissolubilmente alla famiglia del suo datore di lavoro.
Maria, amata da tutti, rispettata per la laboriosità, lo spirito di sacrificio, la forza di volontà, degne di un uomo, conserva questa stima presso i suoi vicini nonostante la disgrazia che le capita nelle prime pagine del romanzo, ma che non vi rivelo.
La frase che riassume la lucida consapevolezza della sua condizione è infatti “La vita è dura, prima lo capisci e meglio è”.

Spicca nell’opera la denuncia ai soprusi dei potenti e alla loro doppia morale, quella pubblica diversa ed opposta a quella privata, e, come detto all’inizio, anche quella della solidarietà del vicinato: “Ci si aiuta l’un l’altra, oggi tocca a te domani a me, la vita ha una dimensione collettiva, il privato non esiste quando gli usci sono l’uno accanto all’altro e i matrimoni generano relazioni così fitte e intricate che tutti, per un verso o per l’altro, sono parenti di tutti”.

Uno stile particolare che potrebbe non piacere a chi non ama i salti temporali. All’interno di uno stesso capitolo, infatti, l’autrice ci fa saltare interi anni della storia dei personaggi senza un preavviso, neppure, per così dire, “grafico” (capoverso). Questo all’inizio mi ha un po’ disturbato, anche se i salti temporali sono tutti in avanti e mai all’indietro.

Il romanzo è avvincente, si divora e avrebbe meritato il massimo della valutazione se avesse presentato con più accuratezza e approfondimento lo sfondo storico e l’ambiente in cui si svolge la storia. Sappiamo che siamo nell’Appennino centro meridionale e dagli accenni all’avvio della costruzione delle ferrovie ormai diffuse nel Nord Italia, e dal fenomeno dell’emigrazione verso la “Merica”, intuiamo gli anni in cui si svolgono gli avvenimenti che abbracciano un arco di tempo che tocca abbondantemente il ventennio. La figura di Maria prevale su tutti i personaggi e sullo stesso sfondo. Una donna indimenticabile.
Consigliato.
Profile Image for Chiara Giacobelli.
Author 9 books28 followers
February 17, 2021
"L'acquaiola" mi sembra finora il miglior romanzo di Carla Maria Russo, autrice che in ogni caso non è tra le mie preferite.
Il libro è interessante e l'ambiente che racconta - quello di un piccolo paese montano nell'Italia pre-industriale - è suggestivo; da questo punto di vista la Russo è abile nel mettere in evidenza le limitazioni culturali dei paesani, il loro scetticismo nei confronti del progresso, ma anche l'immensa disparità sociale tra ricchi e poveri, nonché le condizioni oggi inammissibili in cui certe persone sono costrette a vivere e lavorare.

Maria l'acquaiola è una donna entremamente forte (forse troppo) che basa la sua vita sulle sue uniche forze, rigettando l'ipotesi del matrimonio e quindi di diventare proprietà di un uomo. Tutto ciò comporta immensi sacrifici, ma anche coerenza nei confronti dei propri valori e delle proprie idee. Mai, infatti, si piega al peso della pressione sociale.
D'altra parte, non è un personaggio interamente positivo e puro, poiché il suo rigetto nei confronti della figlia e il rapporto distaccato che mantiene con lei senza possibilità di cambiamento la rende "colpevole" di condannare un'innocente all'infelicità. Ho quindi apprezzato molto la scelta di raccontare un'eroina che non è davvero tale, facendone emergere tutte le contraddizioni e i limiti dovuti all'educazione, all'ambiente sociale di cui fa parte e anche alla sua personalità.

Ciò che invece non ho amato di questo romanzo è la scelta di aver preso in considerazione un periodo di tempo piuttosto lungo, seguendo passo passo le vite di numerosi abitanti. Se da una parte questo ci offre un affresco completo e variopinto della realtà descritta, dall'altra non entra mai in profondità, trattando le storie dei personaggi su un piano superficiale.
In fondo, questo è proprio l'aspetto che non mi è mai piaciuto nella narrativa della Russo: il rimanere sempre troppo sul vago, evitando di approfondire qualsivoglia tematica, figura, ambiente, fatto e contesto storico. Talvolta certi avvenimenti sono liquidati con due parole, mentre sarebbe stato opportuno, a mio parere, spendere qualche pagina in più per analizzare stati d'animo, dinamiche, interiorità dei personaggi.

In definitiva è un romanzo che mi è piaciuto con riserva. Purtroppo non sono molto in sintonia con il modo di scrivere dell'autrice, specie considerando che tratta quasi sempre romanzi storici, da cui mi aspetto veridicità, approfondimento e i necessari dettagli.
322 reviews4 followers
January 23, 2019
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Voto: 3,5/5 (7/10)
Lo ammetto, è un libro che non avrei letto se non mi fosse stato chiesto, e, almeno per metà, avrei avuto ragione.
Non è un tipo di lettura che mi attira, ma nella prima parte, un po' per curiosità, un po' per ammirazione nei confronti di Maria, non ho avuto grandi problemi.
La storia inizia più o meno a inizio '900 per arrivare fino agli anni del fascismo e il periodo storico è importante per inquadrare sia Maria sia le difficoltà che incontra.
Per questo nella prima parte mi è piaciuta. Ne ho ammirato la forza, non solo fisica, e la costanza. Più che forte la definirei coriacea.
Troppo, per questo nella seconda parte invece mi è 'caduta'.
Mi sono sentita sollevata quando la bambina è sopravvissuta, ma il rapporto che ha con Nella, il modo in cui la tratta no. Forse non l'ho capita io, o forse, più probabilmente, pur avendo capito le sue motivazioni, l'ho trovata esagerata. Troppo dura, troppo caparbia, troppo testarda. Soprattutto vedendola con Luigi prima (anche se era limitata) e con Linu poi.
Anche Luigi mi ha fatto lo stesso identico effetto: prima ammirazione, poi naso storto. Senza rendersene conto, cade nello stesso identico errore del padre, inoltre la sua superficialità nelle questioni di famiglia, portano il figlio in una situazione difficile.
Ho ammirato molto di più zi Sabina e Saveria. Forse due stereotipi, ma più sagge, più materne, più umane.
Ambientazione antipatica. Non perché l'autrice l'abbia resa male o peggiore di quella che fosse, anzi, secondo me, l'ha resa perfettamente, ed è proprio questo che mi è antipatico: è un tipo di scenario che non amo.
Ma tutta la storia, in generale, è pervasa di quella negatività che, pur se vera e realmente accaduta, mi rendono le letture ostili, la fine del libro una liberazione e il costante ricorso al pensiero: per fortuna ci sono altri libri.
Ma allora perché 3,5? Perché, davvero, oggettivamente il libro è bello. Come ho detto è ben ambientato, ben raccontato, molto realistico. Nonostante tutto l'ho letto davvero in fretta e il ricorso a capitoli brevi e ad un continuo cambio di punto di vista tiene alta l'attenzione e a bada la noia.
E' che non è piaciuto a me. Tutto qui.
Profile Image for Riccardo Negri.
30 reviews
August 25, 2019
I cafoni. I caporali. I signori. Un borgo appenninico. Pietre. Campi aridi e sassosi.
La storia narrata da “L'acquaiola” (romanzo di Carla Maria Russo edito da Piemme) si svolge nei primi anni dell’Unità d’Italia; ma, salvo che per alcuni particolari, sarebbe potuta accadere anche due secoli prima: in un mondo immutabile, nel quale le famiglie di braccianti non avevano speranza alcuna di modificare la loro condizione. In un mondo arcaico, nel quale nascere femmina costituiva di per sè una pesante ipoteca sul futuro (al punto che le donne sole potevano concepire di sposare l’uomo che le aveva violentate, pur di ottenere un pezzo di pane quotidiano e un cognome sui documenti dei figli).
Il progresso (il treno, l’automobile) è altrove. Eppure il cambiamento fa paura: «La ferrovia ci porterà in paese sconosciuti, malintenzionati, delinquenti, che ci ruberanno il bestiame e si intrufoleranno nelle nostre case».
Nel libro emergono due personaggi: Luigi, il borghese illuminato, incapace di adattarsi a quella “prigione” sociale e culturale; e soprattutto Maria, lavoratrice, generosa, perfettamente adattata a quella società, ma il cui modo di vivere - buono e riservato, indipendente e testardo, orgoglioso e dignitoso come le sue montagne - costituisce già per certi versi una ribellione. Nonostante il carattere rigido e silenzioso, Maria è amata da tutti (una caratteristica nella costruzione del personaggio che non mi convince pienamente); ed è anche grazie ai disconosciuti sacrifici di donne come lei - che la scrittrice omaggia apertamente – che qualcosa potrà finalmente cambiare. Sono la solidarietà tra povera gente e tra donne, la comprensione e abnegazione di alcuni uomini di fede, la forza dirompente dell’amore passionale, lo studio, a fornire il grimaldello per scardinare poco a poco le vecchie catene. Si intravedono i primi segnali dell’Italia che verrà: la figlia di un’umile acquaiola può immaginarsi scrittrice, un giovane istruito sogna di lavorare per la giustizia sociale.
Profile Image for Anto_s1977.
797 reviews36 followers
June 25, 2023
"L'acquaiola" è un romanzo di Carla Maria Russo, pubblicato da Piemme nel 2018.

La storia è ambientata in un piccolo paese in Abruzzo, nel quale la quindicenne protagonista, Maria, vive insieme al padre invalido, affrontando ogni giorno difficoltà enormi.

Nella parte più curata del paese si erge la cosiddetta Casa Grande, dove abita, invece, la famiglia di Don Francesco, un tempo molto potente, ma sempre più impoverita a ogni passaggio di generazione. Ed è proprio per risparmiare qualche moneta, perché le donne sono pagate molto meno degli uomini, che Maria viene assunta alla Casa Grande, nella qualità di acquaiola. Don Francesco non ha fatto, però, un cattivo affare: Maria è giovanissima e minuta, ma possiede la forza di un uomo ed è in grado di percorrere molti chilometri al giorno e di sollevare pesanti barilotti colmi d'acqua per soddisfare le esigenze della famiglia.

La vita di Maria non è soltanto faticosa, ma è anche costellata da eventi tragici, ai quali non si arrende, ma che la temprano e la inducono a crearsi una dura scorza protettiva.

Nel suo cuore non c'è più spazio per i sentimenti, nemmeno per la carne della sua carne! Rimane solo un tenero e inspiegabile affetto per il figlio minore di Don Francesco, il figlio ribelle, che non tollera alcuna imposizione paterna.

Il romanzo di Carla Maria Russo racconta tutta la vita dell'acquaiola, permettendo al lettore di cogliere i cambiamenti della protagonista che, da ragazzina tenace, si trasforma in adulta severa, brusca nei modi e intransigente sempre.

Seppur ci siano pagine di un'intensità straordinaria, questo romanzo non è riuscito a convincermi pienamente. Trovo lo stile narrativo estremamente frammentario e povero di dettagli, con salti temporali continui che, spesso, si fatica a seguire e un episodio surreale che, francamente, poco si concilia al contesto narrativo.

Lettura gradevole in generale, ma il potenziale che possiede la storia, non è stato sviluppato, secondo me, nella maniera ottimale.
Profile Image for Mari.
375 reviews29 followers
March 27, 2019
Concludo questo faticoso mese di marzo con una lettura veramente bella e intensa, L'acquaiola di Carla Maria Russo.

Maria vive al Travucco, la parte alta di un paesino senza nome dell'Appennino centro meridionale, quella destinata ai poveri, raggiungibile solo attraverso scalini pavimentati da lisce.
È bella Maria, ha quindici anni e gli uomini la guardano, con timore però, perché Maria è diversa dalle altre ragazze del paese. Lei deve occuparsi di suo padre che è malato e per farlo deve lavorare come un uomo, ma guadagnando la metà. Ogni mattina si alza all'alba per rassettare la casa, coltivare l'orto e poi va in piazza per cercare lavoro.

"...il senso del dovere è radicato nel suo cuore come le rocce nella terra delle sue montagne...".

Quando le viene chiesto di lavorare come acquaiola presso Don Francesco non ci pensa due volte. Il lavoro è faticoso, deve riempire barili d'acqua più volte al giorno e la fonte dista tre chilometri dalla Casa Grande. Ma a Maria non spaventa la fatica.

L'acquaiola è una storia che conquista subito per la semplicità con cui ci viene raccontata e la coralità degli altri personaggi, protagonisti anche loro e tutti legati in qualche modo a Maria. È impossibile non affezionarsi a Maria, non volerle bene o non provare tenerezza per lei.
La bellezza di questo romanzo però sta anche nella narrazione suggestiva della Russo, nella bravura con cui descrive usanze di un epoca lontana attraverso una donna fiera e determinata.
Il tempo passa, si percepisce da un capitolo all'altro, questa scelta narrativa un po' disorienta ma non influisce sulla lettura del libro.
Profile Image for Giovanna Barbieri.
Author 28 books67 followers
November 20, 2025
Carla Maria Russo è una maestra a descrivere donne energiche, forti, determinate, spesso troppo oneste e sfortunate. Personaggi, spesso, privi di ombre.
Così è per Maria, contadina analfabeta, che fa di tutto (anche i lavori più faticosi) pur di mantenersi. Un giorno, da un'amica (solidarietà femminile per una malattia) è stuprata dal marito della donna. Invece di ricevere il biasimo della comunità arretrata, ottiene la solidarietà (un po' fantascientifico, dato il periodo)
Ha una figlia, Nella, identica a lei, anche nel carattere. Maria non la ama, le ricorda l'affronto subito. Anche la figlia rimane analfabeta e odierà Maria fino alla morte. Non così le nipotine che Maria adorerà e coccolerà fino al suo ultimo giorno.

Siamo nel periodo del fascismo, ma Maria è già più che adulta. La scuola non la può frequentare (almeno fino alla terza elementare) perché le sorelle maggiori si sposano giovani e lei deve pensare al padre malato. Però avrebbe potuto concedere alla figlia Nella di frequentarla. Invece no, perché detesta quella creatura.
Nel XX secolo non si potevano dare i bambini in adozione, in qualche istituto? Gli orfanotrofi erano pieni zeppi. Che senso ha crescere da sola una bambina che si odia?
In ultimo, una persona che fatica tutto il giorno, estate e inverno, dalla fanciullezza a oltre i settant'anni, nei campi/miniere ecc, senza aver mai visto un medico, non vive fino a oltre ottant'anni.
Profile Image for Mary.
299 reviews5 followers
May 28, 2019
In questo libro si racconta la vita di Maria l'acquaiola, una donna che sin da piccola ha dovuto lavorare sodo per poter sopravvivere in un piccolo paese dell'appennino meridionale d'Italia. La durezza della vita l’ ha portata a costruirsi un carattere forte ma anche scontroso tanto da non riuscire ad amare la propria figlia arrivata indesideratamente. Col passare del tempo diventa nonna e scopre la capacità di dare e ricevere amore . Libro scritto in modo semplice tanto che all’inizio ero piuttosto scettica. E’ diventato più piacevole con il passare delle pagine , mi sono affezionata ai personaggi e al delicato tema dei rapporti familiari soprattutto a quelli tra madre e figlia . Maria rimane per me il personaggio principale e indimenticabile. ” L'acquaiola” infatti è una storia intensa, realistica, libro consigliato anche perché si legge tranquillamente.
162 reviews
March 5, 2024
"L'acquaiola" di Carla Maria Russo è un romanzo storico che narra la vita di Maria, una contadina che vive tra la fine dell'Ottocento e il periodo fascista. La storia si svolge in un piccolo paese di montagna, dove la vita è dura e faticosa, soprattutto per le donne. Maria si trova ad affrontare le difficoltà della vita con tenacia e coraggio.
La scrittura di Carla Maria Russo è limpida e coinvolgente, capace di trasmettere al lettore le emozioni e le fatiche di Maria e dei suoi compaesani.
I personaggi sono ben caratterizzati e suscitano l'empatia del lettore.
Il romanzo è un invito a riflettere sulle condizioni di vita delle donne e dei contadini in un'epoca passata.
"L'acquaiola" è un romanzo piacevole e commovente che ci fa conoscere una pagina di storia spesso dimenticata. La storia di Maria è un esempio di coraggio e resilienza di fronte alle avversità della vita.
Profile Image for Maria Cristina.
Author 8 books3 followers
August 22, 2022
Mi era piaciuto molto "La bastarda degli Sforza". Questo, in vece, mi ha lasciato un po' perplessa. Non che non si tratti di un prodotto ben confezionato: lo è, e anche molto. Il fatto è che l'ho trovato troppo appiattito su uno stereotipo verghiano, e io non ho mai amato Verga.
Maria l'acquaiola mi ha ricordato tanto un personaggio del progettato "Ciclo dei vinti". Se la storia continuerà, forse Nella prenderà le fattezze di un mastro don Gesualdo e Linù, perché no, potrebbe essere una mai scritta contessa di Leira.
Ci sono alcuni episodi, poi, che mi hanno lasciato perplessa, come quello dell'improvvisa bilocazione del presunto santo. In un romanzo così legato al "vero" e segnato da una scrittura tanto misurata, mi è parso fuori posto.
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