Edward Lee, THE PIG, Indipendent legions.
Più volte sono stato tentato di mollare la lettura, perché questa roba è troppo per me. E non sono un ragazzino che si nasconde davanti a sangue e budella e sperma. Qui c'è un'escalation di violenze e sadismo senza limiti, e io dei limiti li ho, anche nell'immaginazione. Ma poi mi sono detto: "Vediamo dove arriva, non molliamo", anche perché qui una storia c'è, e anche una prosa coinvolgente. Poi ho anche trovato una chiave di lettura. Questo libro è per tutti quelli che "Se ci credi ce la fai", ma soprattutto per quelli che "sono disposto a tutto per raggiungere i miei obiettivi", figli di una certa filosofia da Maria Filippa che non mi appartiene. Leonard è disposto a tutto, sopporta tutto, ma è un tutto per me inconcepibile, una discesa in abissi di atrocità disturbante e a tratti disgustosa.
Però. Però è tutto qui. Bidimensionale, una superficie fatta di brandelli rivoltanti. Estremo, ma niente profondità. Lee è un maestro in questo genere, ma non fa per me. Lo apprezzo sulla breve distanza, tipo Mr Torso, ma per i romanzi, io scendo qui. Non è tanto la violenza a disturbarmi, finito un Evenson ne inizierei subito un altro. O un Di Orazio, per dire. Scavo psicologico, critica sociale, finezza introspettiva dietro a quella violenza. In Lee no, solo aberrazioni senza fine e senza limiti. Può essere divertente, ecco, ma fine a sé stesso. Se avete voglia di roba davvero estrema, con questo libro vi togliete ogni prurito.