Ci sono storie che ti scavano dentro, ti travolgono come un fiume in piena, lasciandoti solchi nell'animo che straripano di domande, e quando finiscono stai lì, ci rimugini per giorni e giorni, cerchi le risposte e non le trovi, non tutte, e forse va bene così, perché più che le risposte contano le domande.
La forza di continuare a porsi le domande, anche quelle più scomode, di costruire castelli di carta anche se il vento delle circostanze continua, implacabile, a demolirli.
Quello che mi ha lasciato questa storia è qualcosa di troppo intimo che, per citare l'autrice, tengo per me, perché le storie, quelle autentiche, sanno custodire segreti, e non solo quelli di chi le scrive.
Un invito posso però lasciarlo a chiunque vorrà dedicare una manciata del proprio tempo per leggere queste righe: regalatevi questa storia e scoprirete che il prezzo che vi chiede, il tempo che assorbe, cinque secondi alla volta,è più che compensato dal segreto che scorgerete incastrato tra le parole, il segnalibro che non sapevate di aver nascosto tra le pagine.