Una raccolta di poesie abbastanza banali. Vi sono alcuni componimenti validi, non lo nego, ma la maggior parte delle poesie comunicano ben poco e il tema africano risulta spesso quasi forzato. 1.5/5
Anche questo libro vendutoci in corso dal ragazzo senegalese citato nella scorsa recensione. Devo dire di essere contenta di averlo, perché mi ha esposta ad autori che non avrei avuto modo di conoscere altrimenti (preciso che ho dovuto fare le mie ricerche per associare concetti e ideologie ai nomi, poiché solo ed esclusivamente quelli vengono forniti ad accompagnare le poesie).
Questo libro contiene:
•23 poesie di Abdel Kader Konate, poeta senegalese.
Per la maggior parte non mi hanno provocato nulla: sembravano spicce e sotto sviluppate, avrebbero beneficiato forse da più revisioni e chiarificazioni. Le tre che non ho trovato male sono “Madre terra”, “Signore” e “Finestra nel nulla” (la mia preferita tra quelle di Konate), in cui l’autore riesce a trasmettere le proprie emozioni e il proprio sentire. Non capisco le sue scelte in fatto di punteggiatura (mi riferisco a !!!).
•1 poesia di Malik Fall tratta dalla sua raccolta “Reliefs”, autore, diplomatico e burocrata senegalese.
La traduzione italiana contenuta in questa raccolta ha lasciato a desiderare. La poesia in sé l’ho apprezzata.
•2 poesie di Leopold Sedar Senghor, politico e poeta senegalese, nonché ideologo della negritudine. La prima, tratta da “Canti d’Ombra” (1945), la seconda dedicata a Pablo Picasso.
È chiaramente un grande poeta e sono interessata a leggere sue opere complete. Anche qui le traduzioni italiane hanno lasciato a desiderare, per “l’uragano” gradisco maggiormente la traduzione di Maurizio Cucchi del 2006.
•1 poesia di José Craveirinha, considerato il maggior poeta del Mozambico.
Una delle mie poesie preferite di sempre. Qui mi ha perplesso il testo francese accanto, considerato che l’autore scriveva in portoghese e nel 1991 fu il primo autore africano a ricevere il premio camões.
•1 poesia di David Diop tratta da “Coups de Pilon”, poeta franco-senegalese
•1 poesia di Birago Diop, poeta senegalese che ha aderito al movimento della negritudine.
Poesia bellissima e, anche qui, sono perplessa dalla traduzione. Il titolo usato in quest’opera è “I morti non sono morti”, ma la poesia è meglio conosciuta come “Il respiro degli antenati” che, a mio parere, è migliore.
•1 poesia di Renè Philombe tratta da “Petites gouttes de chant pour créer l’homme”, poeta e scrittore camerunense impegnato politicamente.
Sono anche qui perplessa dalle scelte di questa edizione: in francese la poesia è comunemente conosciuta con “l’homme qui te ressemble”, il che è una scelta concettuale ed interpretativa; in questo libro viene utilizzato “ouvre-moi, mon frere!” che è la più comune scelta in italiano.
•1 poesia di F.G. Mavoungou Badinga, poeta africano anti-apartheid.
In particolare, si tratta di “Esilio II”, in questo libro chiamata solo “Esilio”, cosa che del tutto ignora l’esistenza di “Esilio I” dello stesso autore, dedicata a Nelson Mandela. Qui noto che non mi è stato possibile scoprire molto sull’autore dalle mie ricerche su Internet, cosa di cui parlerò meglio dopo.
•1 poesia di Perpetue Kassy, poetessa della Namibia.
Anche qui, non mi è stato possibile trovare informazioni, se non che le sue poesie compaiono in “Poeti africani contro l’apartheid”.
•1 poesia di Bernard Binlin Dadié tratta da “La Ronde Des Jours”, poeta, sceneggiatore ed amministratore governativo ivoriano.
Mi ha fatta sorridere.
•1 poesia di Marianne Williamson, autrice statunitense.
Vi fa ridere leggerlo, vero? In quest’opera hanno incluso “La meditazione”, poesia falsamente attribuita a Nelson Mandela, in quanto citata dallo stesso nel suo discorso di insediamento come presidente del Sudafrica nel 1994.
Veniamo alle critiche vere e proprie:
1. l’introduzione è risibile e non si addice a un libro di poesie, non dà alcun contesto o cornice con cui interpretare Abdel Konate e i suoi scritti, per non parlare degli illustri autori che lo accompagnano;
2. le traduzioni lasciano a desiderare e il testo è pieno di refusi;
3. non esistono note a piè di pagina, spiegazioni sul testo, biografie degli autori da me sopracitati, il che è un peccato. Come può un libro contenere nel titolo “poeti africani” e non volerteli presentare con la dignità che richiedono? Due di questi sono autori di poesie contenute unicamente in antologie ed è quasi impossibile scoprire informazioni a riguardo su Internet, perfino in lingua francese.
4. questo libro fallisce a istruire i suoi lettori: è fine a se stesso, privo di contesto e di connessioni culturali con ciò che c’è nel titolo. Le informazioni sugli autori che accompagnano questa recensione sono state trovate su Internet e, tra parentesi, migliori traduzioni italiane di queste poesie.
La funzione che questo libro ha avuto per me è farmi venire voglia di trovare migliori raccolte sull’argomento. Può essere migliorato sotto innumerevoli punti di vista e spero che prima o poi venga riveduto e ampliato.
I got this book and was intrigued since I had never read a collection of poems. The poet Konate really fascinated me, some of his poems were really interesting and I strangely related to. There are some other poets but not many of them were as good.
Alcune poesie molto carine, altre un po’ meno. Comunque, nella sua interezza, una raccolta interessante, per sensibilizzare le persone verso un paese che rappresenta letteralmente la “riserva” di materie prime del mondo. Un diamante grezzo ancora da scoprire. 3.5/5⭐️