Anche se l’Italia è in guerra, agli occhi di Chinin (Francesco) il mondo non ha perso la sua poesia. Ci sono le camminate nei boschi, i pomeriggi di gioco, i racconti del nonno, e un borgo (Sordevolo, nel biellese) dove tutti si conoscono. Ma non si può restare bambini per sempre. Quando il padre torna dal fronte e poi scompare nel nulla, il ragazzino intuisce che è successo qualcosa e decide di andare a cercarlo. Protetto da due talismani (un sasso e un coltellino) sfiderà la paura, infilandosi in avventure più grandi di lui. Entra in una cascina che ospita alcuni disertori e solo per un soffio ne evita le bastonate; rischia di precipitare in un orrido e viene salvato in extremis; affronta la montagna per avvisare un gruppo di partigiani di un rastrellamento dell’esercito tedesco. Ma il nostro eroe non è mai solo: al suo fianco c’è una persona speciale che ha la strana capacità di entrare in scena proprio quando Chinin è in pericolo e sembra avere più bisogno di lui...
Chinin è un bambino, ma purtroppo vive in un periodo storico complesso per tutta l'Europa. Siamo infatti nell'epoca della Repubblica di Salò, in mezzo a soldati nazisti ancora inferociti, che piombano nelle case della gente per scovare i partigiani e ucciderli senza pietà alcuna. Chinin è troppo piccolo per comprendere appieno la malvagità umana, sa solo che non vede il suo papà da troppo tempo e che gli adulti hanno troppi segreti. Ma le voci si rincorrono in paese e Chinin capisce che suo padre potrebbe essere vicino casa, nascosto tra le montagne, che offrono un nascondiglio sicuro ai partigiani. E così, ingenuamente, ritiene di poterlo trovare per poterlo riabbracciare al più presto. Ma questa convinzione lo porta ad affrontare molti pericoli, a mettere a repentaglio la propria vita e a far provare alla madre e ai nonni una gran disperazione. Per fortuna che il suo amico Tersillo è sempre a portata di orecchio! Questo romanzo, oltre a trattare le vicende storiche proprie dell'ultimo periodo di guerra, ci presenta il conflitto visto attraverso gli occhi di un bambino, il quale fa delle considerazioni semplici, prova un amore incondizionato e ha sentimenti puri e forti. Teme il male, ma nello stesso tempo è impulsivo e ingenuo e corre tra le montagne, affronta ostacoli e non pensa alle serie conseguenze che ne potrebbero derivare. Non ci sono ostacoli che possano impedirgli di trovare suo padre o di salvarlo dalla furia nazista e questa sua semplice certezza dà a tutta la narrazione una connotazione fiabesca, che riscalda il cuore del lettore.