En Occident, la nature et le rôle de l'inconscient sont des découvertes récentes, mais dans les spiritualités orientales, il occupe souvent une place fondamentale. Pourtant, comme le montre ce troisième tome d' À la recherche du Soi , ces deux savoirs ne sont pas incompatibles. Les fondements de l'Adhyatma yoga, que détaille ici Arnaud Desjardins, trouvent en nous une résonance étonnante. Car les concepts traditionnels du Vedanta, sur lesquels il s'appuie, rejoignent bien souvent notre expérience et notre intuition, lorsque nous constatons combien nos émotions, nos préjugés ou notre vécu nous empêchent d'aborder objectivement les situations de la vie.
Autrefois grand voyageur, réalisateur pour la télévision, Arnaud Desjardins a fait connaître aux Occidentaux les spiritualités vivantes de l'Orient à travers les films qu'il a tournés en Inde et en Asie. Il a suivi les enseignements de son maître Swâmi Prajnânpad pendant de nombreuses années. En 1974, il fonde un ashram installé aujourd'hui à Saint-Laurent-du-Pape en Ardèche, ou il transmet l'héritage spirituel qu'il a reçu. Très engagé dans le dialogue interreligieux, il est internationalement reconnu, et ses livres sont traduits dans plusieurs pays.
È un testo per tutti, per i primi due capitoli, con certe punte di intelligenza spirituale che raramente ho trovato. Poi diventa uno scritto per discepoli, più profondo, meno pratico, irto di spiegazioni che tuttavia richiedono l'assistenza di un Maestro in carne ed ossa. Saltate diverse parti, soprattutto dopo la metà. C'è un capitolo sul lying che puo' essere compreso solo facendolo con qualcuno che sa che diavolo è.
Ci sono pero' chicche che non vanno dimenticate, tipo questa:
Essere liberi dalle cose, com’è possibile? Anche il più grande saggio si bagna se esce quando piove. Come potete essere liberi dal mondo? Il mondo è lì. Ciò che può cambiare radicalmente è il modo di percepirlo. E per iniziare a capire di cosa si tratta, per trovare un piccolo legame tra l’esperienza suprema della vostra esperienza quotidiana, attenetevi a questa formula: esiste il mondo ed esiste il vostro modo di percepirlo. E' questo a costruire la vostra prigione, ma tale inutile interpretazione può scomparire. Rendetevi conto che l’unica definizione che potete dare di felicità è la coincidenza perfetta del mondo col vostro mondo... Ora vi svelo in termini molto semplici il segreto di ogni insegnamento spirituale. Il prerequisito è: "continuo a volere che il mondo coincida col mio mondo?". Nel qual caso, affronterete le dottrine spirituali in tale falsa prospettiva: lo yoga mi renderà più efficace, svilupperà in me alcuni poteri sugli altri o sugli elementi. Molti pensano che la loro preghiera sarà esaudita se "imparano a pregare", e la vostra preghiera consisterà nell’invocare che il mondo coincida col vostro mondo. Da 5,10 o 30 anni, tantissime persone sono impegnate in un cammino spirituale o in un tentativo di sintesi di vari cammini spirituali con questo pensiero recondito: tutto questo lavoro, queste conferenze, queste meditazioni, questo yoga mi permetteranno di far coincidere meglio il mondo con mio. Questa è una totale illusione, che snatura gli insegnamenti e fa loro perdere efficacia.