Roger Fry (1866-1934), il più importante critico d'arte del Novecento inglese, ha dedicato al sommo Giotto questo fulminante testo che ne analizza l'opera. "È difficile resistere alla tentazione di affermare che Giotto fu il più grande artista di tutti i tempi, frase usala a proposito di troppi maestri. Ma egli rappresenta il più prodigioso fenomeno in tutta la storia dell'arte a noi nota. L'aver creato, partendo dal crudo realismo di Cimabue, un'arte in grado di esprimere tutta la gamma delle emozioni umane; l'aver trovalo, quasi senza guida, il modo di trattare il materiale grezzo della vita stessa in uno stile così diretto ed eroico al tempo stesso; l'aver intuito i princìpi rappresentativi (per stabilire i quali scientificamente occorsero due secoli di continue ricerche); l'aver compiuto tutto questo è, senza dubbio, una prova meravigliosa, più di quanto qualsiasi altro artista abbia mai dato".
Roger Eliot Fry was an English artist and art critic, and a member of the Bloomsbury Group. Establishing his reputation as a scholar of the Old Masters, he became an advocate of more recent developments in French painting, to which he gave the name Post-Impressionism. He was the first figure to raise public awareness of modern art in Britain, and emphasized the formal properties of paintings over the "associated ideas" conjured in the viewer by their depicted content. He was described by the art historian Kenneth Clark as "incomparably the greatest influence on taste since Ruskin... In so far as taste can be changed by one man, it was changed by Roger Fry".