Salwa al-Neimi racconta la trasgressione nell’amore, nella vita e nella femminilità delle donne arabe. Una femminilità contrastata e, per questo, ancora più forte. Otto racconti brevi, intensi, che esprimono con grande forza e coraggio un desiderio di libertà e di riscatto. Da La pancia, sulla maternità illecita, ad Angeli, dove il sarcasmo pungente di Salwa al-Neimi mette alla berlina la rispettabilità presunta del matrimonio. O, uno per tutti, Pisolino, inno alla libertà di decidere di vivere la propria vita sessuale senza inibizioni. Nel raccontare di un uomo e una donna che si incontrano a un convegno sul ruolo della donna nei paesi arabi, Salwa al-Neimi è abilissima, sottile e ironica nell’accostare la sensualità dell’approccio dei due alle voci dei massimi esperti che si affannano a dimostrare come la donna araba non possa avere un ruolo di responsabilità nella società perché non è in grado di gestirlo. Otto racconti dove Salwa al-Neimi critica e sbeffeggia le impalcature che circondano le strutture sociali e le oscurano con una facciata di falsità e buonismo. Otto storie pervase di una femminilità piacevolissima, di una bellezza primitiva e irriverente.
Dunque, non è male ed un brutto libro, anzi, dà punti di vista inusuali su talune situazioni nella vita di una donna tipo. Le mie riserve si pongono in particolare per lo stile stesso della scrittrice semplice nel lessico, ma sconclusionato e caotico nella forma. È parecchio irritante, non riesco a capire se sia così per la traduzione dall'arabo o se sia lo stile stesso della scrittrice. Diciamo che non mi ha convinta totalmente. Nota, un po' fuori contesto, ma l'ultimo racconto, Tecniche di sopravvivenza, mi ha ricordato molto La bella estate di Pavese.
Difficile recensire questo libro, composto da 8 racconti brevi, colmi di ironia, in merito all'illecito: nell'amore, nel matrimonio, nella famiglia e nella vita in generale delle donne arabe. Devo ammettere che il penultimo racconto, in merito al rapporto con la madre, mi ha un po' sorpreso e mi ha lasciata addirittura spiazzata in certi punti, però la scrittura è semplice e veloce, l'ironia c'è e si sente ma non è mai esagerata, anzi aiuta molto a comprendere il punto di vista dell'autrice e quello che vuole trasmettere. Neanche 100 pagine che si leggono molto facilmente e in maniera scorrevole. L'ironia dell'autrice è un'ironia che fa riflettere e rende ancora più piacevole la lettura.
Mi ha sorpreso e colpito in positivo, anche se comunque mi aspettavo forse qualcosa di un po' diverso vista la descrizione che ne da la copertina.
Salwa Al-Neimi schiude il suo segreto davanti allo sguardo scrutatore del lettore, come una bocciolo di rosa pronto a mostrarsi nella sua intensità, con il suo profumo pungente, il suo fascino misterioso.
Durante gli otto brevi racconti qui narrati pian piano entriamo non nella mente, ma nel cuore dell’autrice: ci fa spazio nel segreto della sua intimità. Ma soltanto se avremo la pazienza e la sensibilità giusta per ascoltarne il battito.
Il primo racconto, “La pancia”, è come uno squarcio: il velo di Maya crolla, il dolore è acuto, l’atmosfera è nauseabonda. Salwa Al-Neimi ci rimanda l’esperienza di un trauma. Ormai ne siamo già completamente soggiogati. Allora lei abbassa il tiro, infittisce la trama del suo mistero, lo spoglia e lo veste con una corazza di razionalità e tangibilità: ma ormai non serve, noi lettori sappiamo che sta celando qualcosa di potentissimo, non ci inganna.
Lo stile è respingente, lapidario. Frasi brevi, brevissime. No lirismo, no metafore. È tutto diretto, crudo. Irrimediabile. Freddo, altrimenti impronunciabile. Nel racconto conclusivo, “Tecniche di sopravvivenza”, spiega la sua scrittura: un premio per chi ha continuato a leggerla, a dare fiducia?
Personalmente ho amato questi racconti in maniera viscerale: sono pulsanti di vita.
Narra con delicatezza e con ironia l’assopirsi nel matrimonio del piacere, il nascere di scontri, litigi e fughe. Il riaffiorare del desiderio con un altro uomo appare un’esperienza vissuta senza sensi di colpa, ma con estrema naturalezza. Le proibizioni, le inibizioni o le accuse di trasgressione possono tuttavia turbare la magia di un amore che rinasce. Ciò che più traspare è l’illecito in tutte le sue forme, un atto di ribellione di una donna araba che non tollera più la prigione che la sua cultura le impone. Si sente libera, lei può fare di se stessa ciò che vuole. Scrittura particolare, cadenzata, scorrevole e narrativa. Nel complesso interessante punto di vista e buone trame, ma nulla di eccezionale.