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476 pages, Paperback
First published January 1, 1919
[...] Tutti gli esseri umani aspiravano, che la si considerasse cosa sensata ovvero stoltezza, a superare se stessi e il possibile, infiammati da segreti desideri, accecati da esempi, attratti da ideali. (...) Certo, non mancavano i perfetti, non mancavano i semidei, c'erano stati un Buddha, un Gesù, un Socrate. Ma anche costoro erano stati perfetti, compenetrati dall'onniscienza soltanto in un unico instante, l'istante della morte. La quale null'altra era stata se non il loro ultimo essere compenetrati dal sapere, l'estremo, finalmente riuscito abbandono. Né era escluso che ogni morte avesse lo stesso significato, che ogni morente fosse un essere che giunge al compimento, che rinuncia all'errore dello sforzo, che si abbandona, che non vuole più essere nulla.
Viaggi onirici, p. 243, Fiabe