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Ti racconterò tutte le storie che potrò

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Di Paolo Borsellino, del suo esempio e del suo lavoro di contrasto alla mafia, si è sempre parlato molto. Negli ultimi tempi, forse, si parla più della sua morte, dei misteri che la avvolgono, delle trame che si sono consumate prima e dopo di essa. Ma della famiglia Borsellino, dell'uomo anziché del giudice, dei figli e della moglie, non si sa molto. Fin dai primi, terribili giorni dopo l'attentato di via D'Amelio, infatti, la moglie Agnese e i figli Lucia, Manfredi e Fiammetta - allora poco più che adolescenti - hanno mantenuto uno stretto riserbo e sono intervenuti solo raramente nel dibattito mediatico. La signora, che proprio quest'anno si è dovuta arrendere a un male che l'ha perseguitata per anni, ha voluto utilizzare gli ultimi mesi della sua vita per lasciare dietro di sé - ai figli, ai nipoti, alle persone che mantengono vivo il ricordo di Paolo Borsellino e, in definitiva, a tutti gli italiani - i ricordi di una vita accanto a un eroe civile, che era un uomo normale, innamorato della moglie, giocoso con i figli, timido ma anche provocatorio, generoso e indimenticabile.
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Paperback

First published November 5, 2013

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Agnese Borsellino

5 books2 followers

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Displaying 1 - 18 of 18 reviews
Profile Image for Eos BookCar.
152 reviews
January 11, 2025
Agnese Piraino è stata la moglie di Paolo Borsellino, madre di Lucia, Manfredi e Fiammetta.

A vent'anni dalla strage di Via D'Amelio, dopo aver saputo delle minacce ricevute ai danni di due magistrati di Caltanissetta che stavano indagando sulle stragi del 1992, Nico Gozzo e Sergio Lari, Agnese decise di aprirsi e raccontare la sua vita, la sua famiglia, la vita insieme al suo Paolo.

Bello, scorrevole, anche se mi sarebbe piaciuto con ancora più aneddoti e racconti.
Profile Image for Laura~.
80 reviews4 followers
March 26, 2024
"La giustizia lenta è un'ingiustizia per la società. Ecco perché non posso concedermi molti spazi per me. Tanta gente aspetta una mia decisione."

"Io ti sollecito, ti stuzzico, ti racconto la lieta novella che sta dentro tante storie di ogni giorno. Ti racconterò tutte le storie che potrò. Così il nostro sarà un romanzo che non finirà mai, sino a quando io vivrò".

"La lieta novella manterrà sempre fresco il nostro amore. Perché l'amore ha bisogno di mantenersi fresco.
(...) L'amore si mantiene fresco con una novità ogni giorno. Che non è il fiore, o un regalo qualsiasi. Perché tutto passa. Io ogni giorno mi devo reinnamorare di te. E tu di me. Inventandoci qualcosa di diverso".


Questo libro mi è piaciuto un sacco.
Ci sono tantissime frasi bellissime, io ne ho riportate sopra solo alcune.
Agnese Borsellino scrive questo libro quando era molto molto malata per la leucemia. Racconta la sua storia, la storia con Paolo, con i figli, racconta delle sue "molte vite"...
Ma Agnese in questo libro riversa anche tantissimo amore, l'amore suo, l'amore di Paolo Borsellino, l'amore verso gli altri, l'amore che tenta di redimere, l'amore per la verità... Sotto tutto il peso del dolore, dell'amarezza e della rabbia, Agnese comunica un'immensa forza di vivere, una pienezza di amore e di gioia...
Ed è per questo che, mentre leggevo il libro, dopo che l'ho finito, ora che ci ripenso, la sensazione più forte che provo e che il libro mi ha lasciato è: gioia.
Profile Image for Amaranth Chevalier.
290 reviews7 followers
January 28, 2014
Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.i...

Oggi vi parlerò di un libro importante di cui non posso scrivere una vera e propria recensione: è possibile scrivere una recensione sulle vite di una, due, più persone e di tutta l'Italia perfino? Me lo chiedo da quando ho iniziato la lettura, ma non ho più dubbi: non è possibile o almeno non credo di esserne in grado. In ogni caso voglio parlarne con voi anche se ancora non so con quali parole lo farò.

Il 19 luglio 1992 non avevo ancora compiuto due anni: non ho ricordi diretti di quel giorno ma, come molti altri che erano troppo piccoli o ancora non erano nati, la mia mente mi ripropone vecchie immagini in bianco e nero, fotografie dello scheletro di un'auto. Quel giorno morirono Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta.
Anni dopo studiavo il nome di Borsellino e quello di Falcone sui libri di scuola ed ero abbastanza grande per intuire la portata del loro impegno, il significato della loro morte e della parola «mafia». Ciononostante sono stati molti i momenti in cui tutto mi è sembrato lontano, quasi non mi riguardasse davvero e questo sebbene vi abbia sempre prestato una certa attenzione.
Dopo aver letto Ti racconterò tutte le storie che potrò, mi sembra che la questione sia meno nebulosa di prima e certamente meno distante: smettiamo di credere che la mafia sia solo in quel sud lontano, che sia fatta da uomini brutti e cattivi, delinquenti di poco conto.
Non so come e perché mi sono avvicinata al libro che Agnese Borsellino, con l'aiuto di Salvo Palazzolo, ha scritto. Vi ho trovato molto più di quello che mi aspettavo: molta speranza, forza e coraggio per i giovani, parole e valori in cui riconoscersi, da far propri, da trasformare in fatti.

Mi colpiscono, ancora una volta, la tua voglia di vivere, l'amore per le piccole cose, anche quelle un po' frivole, e soprattutto l'inesauribile speranza di ritrovare la luce in fondo a quel tunnel in cui pensavano di averti cacciato definitivamente coloro che ti hanno privato troppo presto dell'amore della tua vita.

Manfredi Borsellino

Non è un libro che vuole rivelare verità scomode, ma vi è anche l'appello perché la verità (non solo quella sulla strage di via D'Amelio) emerga, si diffonda luminosa. È, invece, il racconto di una donna innamorata del marito e della vita. Agnese ricorda le tante vite che ha vissuto: quella in cui era la signorina dei pizzi e dei merletti, quella con Paolo che è stato capace di plasmarla e trasformarla e quella dopo quel pomeriggio di luglio. Attraverso i ricordi di Agnese emerge l'uomo che fu Paolo Borsellino e non nascondo che mi sembra ora di averlo conosciuto.

In quel giorno di aprile, Agnese ha deciso che era venuto il momento di raccontare le sue tante battaglie, prima e dopo il 19 luglio 1992. "Per ridare entusiasmo e speranza al nostro paese," mi ha detto con un sorriso grande. "Perché io non mi arrendo, devono saperlo gli uomini della mafia e gli uomini dello stato che conoscono la verità sulla morte di Paolo. Le mie parole vivranno per sempre, perché sono un gesto d'amore nei confronti del mio Paolo." E ha iniziato il suo racconto.

Salvo Palazzolo

Ho letto le prime venti pagine, piangendo ininterrottamente. Non sapevo come avrei potuto portare a termine una lettura che si stava rivelando così emotivamente impegnativa. Poi sono arrivati i momenti di "respiro", in cui le lacrime non mi annebbiavano la vista, e momenti in cui ho persino sorriso. Naturalmente ci sono stati altri passaggi difficili da leggere senza sentire la commozione e soprattutto la rabbia prendere il sopravvento. Mi si stringe lo stomaco anche solo ripensandoci ora: come altri, sento il vuoto di una perdita personale.

Tante vite ho vissuto. Prima e dopo Paolo Borsellino, mio marito, il padre dei miei figli. Me l'hanno portato via una domenica di luglio di vent'anni fa, me è come se fosse ieri. Lo sento ancora avvicinarsi: mi sorride, mi fa una carezza, mi dà un bacio, poi esce accompagnato dagli agenti di scorta. E non c'è più, inghiottito da una nuvola di fumo che vorrebbe ingoiare tutta la città.
[…]
E allora, tante parole di mio marito mi sono apparse chiare, chiarissime. Come non mai.
Voglio ritrovarle tutte le parole di Paolo. Parole di amore, di verità, di rabbia, di indignazione. Voglio ritrovare anche le sue parole di paura, di amarezza, di tristezza, che poi erano accompagnate sempre da altre parole: di coraggio, di speranza, di gioia, di ironia, di forza. Lo so che non sarà facile ritrovare le parole del mio amato Paolo, ma ci voglio provare, ripercorrendo dentro di me tutte le vite che ho vissuto. Prima e dopo di lui. Perché le mie vite sono state scandite dalle parole di Paolo. Scandite, accarezzate, sostenute.

Non posso aver la pretesa di trasformare me stessa sulla base di un libro, sulle parole che ho letto, ma voglio lasciare che mi tocchino, che siano la scintilla di un cambiamento, che siano ispirazione del percorso che farò nella mia vita.
Quando spiegavo che questa non può essere una recensione, mi riferivo al fatto che non ci sono trama o stile da commentare: c'è da leggere (che in questo caso è come sedersi ad ascoltare) e da capire le ragioni dietro alle stragi di mafia, da carpire la passione che un uomo, Paolo Borsellino (ma non solo), metteva nel lavoro e nella vita. Dobbiamo iniziare una nuova vita perché avremo il futuro che ci saremo costruiti.
Sembra una frase banale, ma non lo è: non lo è per i significati che si porta dietro. Siamo noi, giovani di oggi, che abbiamo la possibilità e il dovere di cambiare il nostro mondo e il futuro dei nostri figli. Sembra lontano il 1992, ma quanto è lontano? È davvero il passato quello che ho letto?
Non voglio che le mie parole banalizzino questo libro, per questo ho preferito lasciar spazio a dei piccoli estratti. Perdonatemi, se il post di oggi esce un po' fuori dai generi di cui vi parliamo di solito: sentivo la necessità di condividere una piccola riflessione con voi.

Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.

Leggere le parole di Agnese, e indirettamente di Paolo Borsellino, mi ha fatto sentire più intensamente l'amore per la terra di mio padre e di mio nonno, ma anche per la nostra nazione, la nostra Italia che ha tante, troppe cose che non funzionano, che sarebbe meravigliosa se la corruzione non fosse così quotidiana da aver smesso di farci indignare.
Imparare a riconoscere la mafia, in tutti i suoi aspetti perché essa si sa nascondere troppo bene, ci farà compiere un piccolo passo, ma saremo più forti se sapremo volgerle le spalle senza tornare indietro.

"Parlate della mafia, parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene. Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente mafia svanirà come un incubo".

Ecco perché scrivo.

Ecco perché leggiamo.
Profile Image for Alessia.
38 reviews3 followers
August 9, 2025
Quanta forza in questa splendida donna 💕
Mi sono molto commossa a leggere le sue parole. Uno dei libri più belli letti in questo 2025 ma direi pure negli ultimi anni.
Profile Image for Katiuscia.
552 reviews8 followers
July 9, 2015
La mia recensione completa la trovate qua
http://katiusciarigogliosi.blogspot.i...

Agnese Borsellino, moglie del giudice Paolo, mancata un paio di anni fa a causa di una brutta malattia, racconta in quasi 200 pagine i retroscena della vita del famoso giudice palermitano.
Perchè noi italiani lo conosciamo per le sue indagini, per i suoi processi, per l'immagine seria che dava di sè, per la sua tonaca nera svolazzante. Lo ricordiamo per il suo passo lento, il suo sguardo triste, la sia risolutezza davanti ai mafiosi.
Ma com'era il giudice Borsellino a casa? Come viveva coi suoi figli? Come amava sua moglie? Come si erano conosciuti?
Agnese descrive in modo gioioso, mai arrabbiato, tranquillo e sereno la vita da segregati che erano costretti a fare: il rapporto con gli uomini della scorta, le amicizie con Falcone e Chinnici, le adolescenze dei figli e l'arrivo dei nipoti.
Perchè gli eroi, dentro le mura di casa, sono esseri umani - padri, mariti, figli - come tutti noi.

Mi ha stretto lo stomaco la lettura di questo romanzo. Non tanto per le vicessitudini di cui tutti siamo a conoscenza, ma proprio per quello che, agli occhi dei più, era nascosto.
Vedere come i figli siano stati costretti a crescere come se fossero in prigione - non avevano le sbarre reali, ma quelle insinuate dalla scorta erano vive sulla pelle - senza possibilità di evadere.
Vedere come una moglie possa diventare l'ombra devota di un marito che sai quando esce ma non sai quando, e soprattutto se, rientra.
Un padre amorevole, un marito passionale, un amico fedele, un figlio devoto: Paolo Borsellino andava ben oltre l'essere giudice, e tutte queste caratteristiche diventavano un tutt'uno col suo amor di patria, con la sua dedizione al lavoro, con il suo rispetto per lo Stato.
Quello Stato che - ancora oggi i dubbi sono tanti in merito - gli ha voltato le spalle.

Lui era solo un uomo libero, che si impegnava con tutte le forze a rendere libera la sua terra.

Libro consigliatissimo a chi vuole vedere oltre il mantello da supereroe.
Profile Image for Alice.
675 reviews12 followers
June 24, 2021
A costo di sembrare impopolare e pur cercando di non offendere la memoria dell'autrice e del magistrato Paolo Borsellino, questo memoir a me non è per nulla piaciuto.
Gusto personale, ovviamente.
Nel 1992 avevo 5 anni, troppo piccola per poter capire cosa significassero gli attentati ai magistrati Falcone e Borsellino da parte della mafia.
Negli anni, intraprendendo la professione di avvocato, inevitabilmente mi sono imbattuta in queste figure simbolo della lotta alla mafia.
Ogni giorno, andando in Tribunale a Milano dall'ingresso di Corso di Porta Vittoria la loro fotografia più nota campeggiava con fierezza e maestosità.
Falcone e Borsellino sono diventati il simbolo di una lotta in punto di diritto nei confronti delle associazioni per delinquere, dei sistemi criminali che fanno parte del nostro ordinamento.
Questa narrazione, però, non mi ha lasciato molto né della figura di Paolo Borsellino come magistrato, né dell'uomo dietro il ruolo.
La moglie, Agnese, autrice del memoir si descrive come una ragazzina inizialmente superficiale, poi completamente plasmata dalla personalità del marito, uomo serio sul lavoro, sarcastico e ironico in ogni circostanza.
La donna accusa lo Stato di aver nascosto una trattativa con la mafia, di cui ancora oggi si parla e di aver avuto un ruolo nella morte del marito.
Nulla più.
Ci sono testimonianze raccolte attraverso una pagina Facebook, qualche aneddoto interessante ma nulla che sia stato in grado di coinvolgermi da lettrice e da professionista.
Forse un'occasione sprecata.
C'è da dire che quando Agnese Borsellino ha iniziato la stesura dell'opera era oramai in fin di vita e ha utilizzato questa sorta di diario per spronare i giovani a non abbandonare i propri ideali e perseverare nella ricerca della verità.
Messaggio nobile e assolutamente condivisibile, purtroppo a mio avviso non del tutto efficace per lo stile letterario e per i contenuti.
Profile Image for Monica.
22 reviews
July 18, 2021
"Ma ce l'ho fatta, come quel pomeriggio prima che ti portassero via da me, quando siamo fuggiti, mano nella mano, per andare a vedere il nostro mare di Villagrazia.
Amore mio, lì è rimasto tutto come è sempre stato, come l'abbiamo costruito io e te. Nel nostro rifugio, nessuno ha potuto stravolgere niente.
Mi sembrava quasi di sentire le tue risate, stamattina. Poi, anche il ticchettio della tua macchina da scrivere sistemata nello studio di mio padre Angelo: stavi ore e ore a scrivere, ti ricordi? Un giorno ti venne anche un callo e tu stesso ti prendevi in giro.
Continuo a cercarti per casa, ma non ci sei. Allora, apro una finestra. E aspetto.
Aspetto di vederti spuntare da un momento all'altro, con la tua bicicletta, il pane nel cestino e il braccio destro in alto mentre fai il segno di vittoria con la mano."
15 reviews
March 8, 2017
biografia di Paolo Borsellino scritta dalla moglie Agnese e dal giornalista Salvo Palazzolo.
Racconta di un Paolo più intimo, di un uomo onesto e altruista che amava la sua famiglia e la sua città. Dei loro viaggi prima del maximum processo, dei segreti di Cosa Nostra e della sete di verità. Agnese racconta di Paolo come una persona normalissima nella sua quotidianità, un uomo che ha sognato una città diversa, con dei sogni normali, di ogni giorno, sogni di libertà.
Mi ha molto colpito sopratutto per il coraggio di questa donna che anche davanti alla morte di suo marito non si è mai arresa.
Voto 9
Copertina 9
Titolo 8
Narrazione 10

Dal libro
"Palermo non mi piaceva, per questo ho iniziato ad amarla, perché bisogna amare ciò che non piace per cambiarlo".
Profile Image for Francyy.
679 reviews72 followers
June 22, 2020
Accanto ad un grande uomo non può che esserci una grande donna, Agnese è tale perché ha condìviso con Paolo tutto, anche la morte, pur non essendo stata dilaniata nel fisico da quella maledetta bomba. Non amo le biografie scritte a quattro mani, ma qui il cuore e la vita di Agnese Borsellino ci sono tutti, le parole non possono che essere le sue. Questi libri andrebbero fatti leggere in tutte le scuole
Profile Image for Doriana Ferrari.
1 review1 follower
August 1, 2017
"È normale che ci sia la paura in ogni uomo. Ma l'importante è che la paura sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna mai farsi sopraffatte dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che ti impedisce di andare avanti. "

P. Borsellino
Profile Image for Cristina.
47 reviews1 follower
May 26, 2025
Divorato.

Agnese Piraino Leto ripercorre le sue vite: prima, insieme e dopo Paolo Borsellino. Depositaria dei racconti del marito, la signora Borsellino si fa tramite del giudice e dell'uomo che è stato suo marito e lascia un messaggio potentissimo alle nuove generazioni: c'è speranza, c'è un futuro migliore, se lo costruiamo insieme, arredando una stanza ciascuno per godere tutti di una città più bella.

Agnese Borsellino non lascia intendere nulla: parla di trattativa mafia-stato del 1992; parla di un dipendente dello Stato "punciutu"; della morte del giudice voluta dallo Stato e operato dalla manovalanza mafiosa.

Ci sono alcuni pensieri del giudice Borsellino che mi hanno fatto riflettere: i magistrati non devono avere rapporti con i politici né frequentare i salotti bene; i politici non devono essere persone indagate o che hanno scontato pene con la giustizia, è questione di moralità.
Mi hanno colpito, perché li davo per scontati, invece, se li menziona, vuol dire che, scontati, non lo sono affatto, e il pensiero va all'Italia del post 1992.

In questi 57 giorni dell'anno, ripercorro sempre quel 1992 attraverso film o letture. Quest'anno sono felice di aver letto questo libro, di aver scoperto il senso dell'umorismo, l'ironia, le battute dell'uomo Paolo che costituiscono l'altro lato dell'integerrimo giudice Borsellino, e ho pensato che è vero che le persone che sanno ridere sono le più serie di tutti.

Complimenti a Salvo Palazzolo per aver raccolto questa bella testimonianza.
Profile Image for Daniele Grossi.
10 reviews
March 2, 2025
Il libro è bellissimo perché la signora Borsellino, attraverso i suoi racconti, ti fa rivivere i colori, gli odori e la temperatura di una Sicilia che rimane sempre magica. Non ti lascia l'amaro in bocca, anche se quelle difficoltà e le brutture dell'Italia corrotta le viviamo quotidianamente, perché alla fine esistono ancora delle mosche bianche. Più che mosche, le definirei angeli invisibili che ogni giorno combattono un sistema malato, di cui molte persone non si rendono conto perché assuefatte. So che questo mio commento non lo leggerà mai, ma spero che da lassù possa sorridere.
Profile Image for Eleonora.
223 reviews1 follower
August 5, 2025
Desideravo questo libro da anni, ma avevo paura di affrontarlo.
Sono molto legata alla persona di Paolo Borsellino, e avevo paura di trovare in questo libro solo dolore e tristezza.
Invece è stata una sorprendente scoperta. Da avere e leggere assolutamente.
Ho trovato tanto amore, spunti di riflessione, aneddoti che non conoscevo. Ho segnato praticamente almeno un passaggio in quasi ogni capitolo, in modo da andare a rileggerli ogni tanto (o suggerirli a lezione nelle scuole).
5 reviews
January 22, 2025
Semplice, non certo banale: storie che emozionano in un modo o nell'altro, capaci di illuminare serenamente l'aspetto umano.
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