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80 pages, Paperback
First published January 1, 1925
Don Miguel Asín Palacios ha mostrato i numerosi rapporti esistenti, nella sostanza e perfino nella forma, fra la Divina Commedia (per non parlare di certi passi della Vita nuova e del Convivio), il Kitâb el-isra (Libro del Viaggio notturno) e le Futûhât el-Mekkiyah («Rivelazioni della Mecca») di Mohyiddin ibn Arabi, opere anteriori di circa un'ottantina d'anni, concludendo che le analogie con queste opere sono più numerose di tutte quelle che i commentatori sono riusciti a individuare fra l'opera di Dante e qualunque altra letteratura. Ecco qualche esempio: "In un adattamento della leggenda musulmana, un lupo e un leone sbarrano la strada al pellegrino, così come la pantera, il leone e la lupa fanno indietreggiare Dante ... È il Cielo che invia Virgilio a Dante, come Gabriele a Mohammed"
Ma ecco la cosa più interessante: la durata di 13.000 anni non è altro che la metà del periodo della precessione degli equinozi, valutata con un errore di soli 40 anni per eccesso, dunque inferiore a mezzo secolo, e che rappresenta di conseguenza un'approssimazione del tutto accettabile, specialmente quando la durata è espressa in secoli. In effetti, il periodo totale è in realtà di 25.920 anni, sicché la sua metà è di 12.960 anni; questa metà del periodo equivale al "grande anno" dei Persiani e dei Greci, talvolta valutato anche in 12.000 anni, una cifra molto meno esatta dei 13.000 anni di Dante. Questo "grande anno" era effettivamente considerato dagli antichi come il tempo che intercorre tra due rinnovamenti del mondo, e va indubbiamente interpretato, nella storia dell'umanità terrestre, come l'intervallo che separa i grandi cataclismi durante i quali spariscono interi continenti