Il primo romanzo di Palo Nori, il primo irrinunciabile capitolo della saga di Learco Ferrari.La storia di un aspirante scrittore che tenta accanitamente di pubblicare il suo romanzo; il protagonista, Learco Ferrari, lavora come traduttore dal russo, odia il suo lavoro ma per fortuna suona la tromba nei Bogoncelli, un gruppo letterario-musicale che sembra uscito da un film dei fratelli Marx. Con un linguaggio originale e dissacrante Paolo Nori ci racconta una storia di resistenza umana, il tentativo di non scendere a compromessi con la quotidianità.
Dopo il diploma in ragioneria ha lavorato in Algeria, Iraq e Francia. Tornato in Italia ha conseguito la laurea in Lingua e Letteratura Russa presso l'Università di Parma, con una tesi sulla poesia di Velimir Chlebnikov. Ha quindi esercitato per un certo tempo l'attività di traduttore di manuali tecnici dal russo part time. Alla redazione de Il semplice conosce Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati, Ugo Cornia, Daniele Benati, con i quali collabora per anni, cominciando a pubblicare i suoi scritti fortemente influenzati dalle avanguardie russe ed emiliane. È fondatore e redattore della rivista L'Accalappiacani, edita da DeriveApprodi. Collabora con alcuni quotidiani tra cui Il Manifesto, Libero, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.
Ho finalmente letto il primo libro di Paolo Nori. Che dire… c’è già tutto quello che amo di lui e che lo rende uno dei miei scrittori del cuore. La quotidianità di uno scrittore/traduttore/musicista squinternato alter ego di Nori , che parla un po’ a tutti noi pseudo intellettuali 30enni, con la consueta lingua meravigliosa
Che poi di solito si dice che i primi romanzi sono i migliori, e invece no, non stavolta. Mi sono ripromesso di leggere un libro di Nori al mese e questa è la prima delusione. Partito dall'ultimo, passando per Bassotuba non c'è... Niente, non regge il confronto. C'è tutto di Nori, ma non scava. Questione di gusti, niente da dire, ma ci sono rimasto male. Scrivo recensioni e dopo averle scritte mi accorgo sempre che ho depositato addosso ancora un po' dello stile del libro che ho terminato. Divertente, comunque, nel raccontare le idiosincrasie di uno scrittore emergente, in un modo che, forse, riesce solo a lui. 3.5
audiolibro. paolo nori, nella sua lettura, mette un'enfasi e a volte una tristezza che non mi sarei aspettata (e lo dico in senso neutrale, e per dire che, se me lo fossi letta da sola certe cose le avrei lette diversamente.) alcuni punti hanno del genio. da traduttrice squattrinata (senza particolari velleità autoriali) ha sicuramente colpito qualche tasto conosciuto.
Il primo Nori ha qualche incertezza, e in certi momenti sembra più un flusso caotico che un romanzo vero e proprio. Però dentro c’è già tutto ciò che rende Nori Nori: la lingua viva, l’ironia sgangherata, le associazioni imprevedibili, quella capacità di raccontare il niente come fosse importante. Learco Ferrari è un alter ego buffo e malinconico, che osserva il mondo con un’attenzione disarmata. Alcune pagine fanno ridere davvero, altre sorprendono per una malinconia sottile che arriva senza avvisare. Non il suo libro migliore, ma un esordio divertente, vitale e molto piacevole: perfetto per entrare (o rientrare) nel mondo di Paolo Nori.
Da piccoli io e Mario avevamo una ammirazione incondizionata per quelli che avevano due o tre anni più di noi. Quello che facevano loro era ben fatto, non solo le cose come fiondare e andare al cinema da soli, ma anche cose come spostarsi da una camera all’altra. O star fuori dal bar o star dentro al bar. Quando uno di due anni più grande andava fuori dal bar, sentivamo subito che in quel momento quella era la cosa giusta da fare, e andavamo fuori anche noi. Quando eravamo lì sul marciapiede e vedevamo quello più vecchio che stava fumando, Mario mi diceva Dammi una sigaretta, io gli dicevo Le vendono. Lui mi diceva Dài, spaccaballe, che devo fumare, io gliela davo, ne accendevo una anch’io e fumavamo. Poi quello più grande spegneva la sigaretta e tornava dentro e Mario spegneva la sigaretta che aveva appena acceso e entrava nel bar. Io non sapevo cosa fare, che mi dispiaceva per la sigaretta. Però, a rigor di logica, bisognava andar dentro. Poi mi ricordavo che si poteva fumare anche dentro al bar, entravo e dicevo Mario, sei una testa di cazzo.
ho letto molte recensioni contrastanti, ma a me è piaicuto molto.
parla della quotidianità di learco ferrari (alter ego di paolo nori perchè il romanzo + molto autobiografico), traduttore e interprete in russo per necessità, trombettista per passione e apsirante scrittore di romanzi.
lo stile di scrittura è eccezionale; folcloristico, culturale, antifrastico e crudo. tutto è reale e viene detto senza mezzi termini.
non vedo l'ora di continuare questa serie (mannaggia alla mondadori che si è messa a produrla in edizioni diverse)
Al primo romanzo, l'autore offre una sorta di greatest hits di ciò che sarà o non sarà in futuro. Senza forzare, fa vedere di cosa è capace. E infatti prima del primo romanzo di Paolo Nori, di romanzi di Paolo Nori non ce n'erano. Raccontato in prima persona, il protagonista Learco Ferrari si lascia vivere dalla vita, che corrisponde alla sua fidanzata Bassotuba, al suo gruppo Bogoncelli ed ai suoi datori di lavoro. Tutto ciò che egli intraprende diventa divertente raccontato alla sua maniera.
Forse avevo troppe aspettative, da tanto desideravo leggere Paolo Nori. E forse non sapevo bene cosa fosse. Comunque per due terzi del libro non ho capito niente, una bella scrittura, particolare, godibile, ma non sono riuscita ad acchiappare il contenuto. Le ultime 30 pagine sono entrata nel sistema, belle, ma troppo poche per dare più di due stelline
Se non avessi ascoltato l'audio libro Grandi Ustionati, letto dall'autore stesso e visto alcuni video di interviste a Paolo Nori non so se avrei il libro allo stesso modo. Bel libro sui tragicamente divertenti esordi di un giovane scrittore.
Ancora una volta Paolo (non la gatta😅 ) ci porta all'interno delle sue giornate raccontando tutto o forse realmente nulla ma se L'importante non è la meta ma il viaggio, il viaggio con Paolo è magnifico è divertente ovunque Esso conduca!
Se avessi cominciato da questo, gli altri (che mi sono piaciuti tantissimo), non li avrei letti… il primo di solito è il migliore, qui secondo me il primo non è il migliore . La vita è strana…
Una piccola gemma. Lettura consigliatissima, soprattutto a chi ha un umorismo simile a quello di Nori: le occasioni per scoppiare in risate non mancheranno. Così come i momenti di riflessione.
È l'opera prima di Nori, ed era la mia prima volta con Nori. Mentre leggevo mi ci volevo perdere dentro, nel senso che è uno di quei romanzi che vorresti non finissero mai, e il giorno dopo averlo finito vorresti ricominciare. Porta ironia, leggerezza, nonsense e una buona dose di allegria, anche là dove da ridere non ci sarebbe proprio niente. Il limite, a ripensarci adesso, è che la leggerezza che allora me l'ha fatto divorare subito dopo me l'ha portato via. Ed oggi "Le cose non sono le cose" mi resta soltanto come un ricordo lontano, bello ma remoto.
Libro di immagini di cose (cibo, vestiti, utensili da bagno e da cucina, frutta, colori, forme, numeri, giochi eccetera) con le didascalie, adatto a bimbi di 3-4 anni. Mi sembra bello, ma non sono la persona più adatta a giudicarlo: ci penserà mio cugino Miguelito, al quale voglio regalarlo.