"Il nichilismo ci ha dato la consapevolezza che noi moderni siamo senza radici, che stiamo navigando a vista negli arcipelaghi della vita, del mondo, della storia: perché nel disincanto non c'è più bussola che orienti; non vi sono più ritte, percorsi, misurazioni pregresse utilizzabili, né mete prestabilite a cui approdare".
Che cos'è il nichilismo? Il libro essenzialmente intende rispondere a questa domanda e lo fa secondo una prospettiva storica: Franco Volpi illustra la nascita e l'evoluzione del concetto dal Settecento ai giorni nostri e lo fa con un approccio non troppo specialistico ma preciso nei riferimenti, con citazioni appropriate e significative. In questo modo scopriamo che il nichilismo non è solo appannaggio di Nietzsche, che l'esistenzialismo ne è profondamente debitore così come, tanto per fare un altro esempio, anche il "pensiero debole" di Vattimo. E c'è pure una letteratura nichilista, e un'arte... Insomma, se c'è un movimento filosofico, un concetto forte, una congerie culturale che caratterizza veramente la modernità è proprio il nichilismo. E questo volume lo illustra in modo soddisfacente.
Unica pecca? E' datato e andrebbe aggiornato.