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Cara Speranza

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"Cara Speranza" di Marchesa Colombi. Pubblicato da Good Press. Good Press pubblica un grande numero di titoli, di ogni tipo e genere letterario. Dai classici della letteratura, alla saggistica, fino a libri più di nicchia o capolavori dimenticati (o ancora da scoprire) della letteratura mondiale. Vi proponiamo libri per tutti e per tutti i gusti. Ogni edizione di Good Press è adattata e formattata per migliorarne la fruibilità, facilitando la leggibilità su ogni tipo di dispositivo. Il nostro obiettivo è produrre eBook che siano facili da usare e accessibili a tutti in un formato digitale di alta qualità.

96 pages, Paperback

First published January 1, 1888

8 people want to read

About the author

Marchesa Colombi

44 books3 followers
Maria Antonietta Torriani è stata una scrittrice italiana. Con lo pseudonimo di Marchesa Colombi entrò nella storia del romanzo popolare e del femminismo. Il nome di "Marchesa Colombi" era in realtà uno pseudonimo, tratto dalla commedia «La satira e Parini» di Paolo Ferrari, in cui i marchesi Colombi sono personaggi futili e frivoli. Negli anni settanta il giornalista Eugenio Torelli Viollier, nato a Napoli nel 1842 e trasferitosi a Milano nel 1865, era redattore di una rivista a quei tempi molto diffusa, L'Illustrazione Universale, che pubblicava anche racconti e novelle. Incontrata la Torriani che si era recata alla redazione del periodico per offrire la propria collaborazione, se ne innamorò. Il matrimonio, che alla fine naufragò, fu celebrato il 30 ottobre 1875. L'anno seguente Torelli fonderà il Corriere della Sera. Sarà in questo periodo che la Torriani assumerà definitivamente lo pseudonimo di Marchesa Colombi - già usato in precedenza assieme ad altri nomi d'arte - avviando così la sua carriera di narratrice. Nel 1973, dopo la riscoperta del romanzo Un matrimonio in provincia da parte di Natalia Ginzburg ed Italo Calvino, la critica iniziò ad interessarsi alla sua ricca produzione letteraria.

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Profile Image for DarkMiryam.
113 reviews6 followers
July 19, 2016
Ho provato a leggere qualcosa della Marchesa Colombi in seguito a una succosa recensione fatta da Angiemela sul suo blog (http://librinellabrughiera.blogspot.it). Mi è sembrato doveroso partire con dei racconti, giusto per "assaggiare" il suo tipo di scrittura.
Per quanto si tratti della cosiddetta narrativa "rosa" di fine ottocento/inizio novecento, tutta fatta di buoni sentimenti ed happy ending, è stata una bella lettura. Forse non proprio adatta al periodo che sto passando e, di conseguenza, impossibile da apprezzare a pieno, tuttavia delle sei novelle proposte tre hanno catturato vivamente la mia attenzione.
"Cara Speranza", che dà anche il nome alla raccolta, narra di una ragazza di provincia,molto sempliciotta e genuina, la quale trova lavoro come domestica presso una buona famiglia. Il suo scopo è metter da parte i soldi ed il corredo per il matrimonio che farà col suo innamorato bersagliere, quand'egli tornerà dalla Sicilia. Ci si affeziona in fretta ad Amalia, inutile negarlo. E'il finale della novella che spiazza e ci riporta con i piedi per terra, lasciandoci con l'amaro in bocca ed un senso di vuoto.
"Il curare" esula da tutte le novelle qui presenti perchè non parla assolutamente d'amore, bensì di... Avvelenamento! Durante una cena di Natale tra amici, il professor Navaro racconta loro della sua indimenticabile (e non certo positivamente!) esperienza d'avvelenamento con il curaro e di come sia stato salvato da un amico i cui studi compiuti a Parigi gli son stati,in questo caso, fatalmente utili. Un'esperienza simil-post-mortem che non augurerei al peggior nemico. Un racconto che, da solo,si beccherebbe quattro belle stelline. Ma arrivano, poi, sparate di fila, due novelle che abbassano la mia personale valutazione del libro.
"Suor Maria"è un racconto con un non so che di dickensiano. Gli elementi ci sono tutti: l'orfano che vive con il nonno, il nonno che s'ammala poco prima della vigilia di Natale, la vicina di casa burbera che se ne prende cura "a modo suo", la fuga del ragazzino e, infine, la figura di Suor Maria che in un modo o nell'altro aggiusta tutto. Carina come storia ma manca di originalità. Troppo scontata. Lasciamo a Dickens quel che è di Dickens,suvvia!
"Silenzi d'amore" invece è stata una palla mostruosa. Ci sono questi due tizi che si innamorano ma non vogliono dirselo, fin quando lui non le dice "Bon, basta, vado via che mi son rotto di star qua".Ecco, non dice proprio così ma quasi. E quindi la Contessa capitola e se ne vanno via assieme a braccetto. WTF?!
Oltretutto ho trovato la narrazione di questa novella molto spinosa e ingarbugliata. Mah.
"Una vocazione", al contrario, è un racconto che ha tutta la mia stima poichè va ad indagare una delle motivazioni per cui, ai tempi, alcune donne prendessero i voti. Un vero peccato che la storia consti di poche pagine perchè sarebbe stato bello leggerne una trasposizione più vasta e con caratterizzazioni più importanti dei personaggi.
"Racconto alla vecchia maniera" non mi ha entusiasmata per niente. Una ragazzina alle prese con il primo amore - che non riusciamo a capire se sia veramente corrisposto - e con la prima delusione amorosa. E poi.. e poi... Nel giro di un'ora si innamora di un "VECCHIO" amico del padre... VECCHIO!!! Vecchio a 38 anni! Dall'alto dei miei 35 mi sfrigola il fegato dalla rabbia! Ohibò!
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