Ho deciso di leggere questo volume pregno di romagnolità ignorante in estate, nella mia CRimini, col caldo tropicale impegnato a fabbricare sulla mia pelle una tutina di sudore della consistenza del lattice e gang di zanzare tigre pronte a ogni ora del giorno e della notte a scartavetrarmi i maroni con le loro richieste di alimenti.
Una scelta obbligata e comunque vincente, per addentrami appieno nell'atmosfera oleosa del libro.
Non conoscevo i due autori, ma li ho subito apprezzati per la loro propensione a fanculizzare il politically correct: poche pugnette.
Qui abbiamo sei capitoli, sei quadretti che ci parlano della Romagna e di Bologna con una visione post apocalittica. C'è la spiaggia col mito del bagnino, la religione dei motori e il Santamonica di Misano, il culturismo e la cura del corpo, la passione per la gnocca, le discoteche, l'egemonia delle cooperative rosse, una trasferta nelle paludi ferraresi.
Il tutto decantato col contorno di personaggi noti, attraverso mutazioni e irrigazioni al napalm.
I due autori talvolta giocano a fare i patacca, ma la loro irriverenza non concede sconti a nessuno.
Riviera Napalm e Comacchio Safari(gustoso omaggio a I guerrieri della notte) sono i capitoli a mio avviso più gustosi. L'unico che non mi ha esaltato è La guerra del luppolo. Comunque il libro è di una freschezza disarmante. Nonostante il napalm.
A lettura conclusa, non conoscendo minimamente i due autori, mi sono chiesto come faccia Mazza a sopportare la sburonaggine di Sensolini...ma forse si tratta solo di finzione letteraria. Forse.