In una Milano buia e sferzata dalla pioggia, Lena sta inseguendo la sua amica Sofia, misteriosamente caduta in uno stato di trance. Davanti alla mole imponente della stazione Centrale, tra i marmi fievolmente illuminati dalla luce dei lampioni, la giovane assiste a un incredibile duello: un’immensa creatura di fuoco sta per annientare un ragazzo nudo e coperto di sangue. D’istinto Lena interviene e permette al giovane di approfittare di un momento di distrazione dell’avversario per rovesciare le sorti della battaglia e decapitarlo con la sua stessa spada. Solo che l’assalitore era un angelo e il giovane, Arioch, un demone appena evocato per uccidere Sofia. Lena è determinata, coraggiosa, testarda e per salvare la sua migliore amica è disposta a tutto, anche a mettersi contro un demone. Arioch è antico come il mondo, violento, sanguinario e ha una missione cui è vincolato. E, purtroppo per Lena, ha anche due occhi penetranti e stregati...
Laureato in Storia delle Religioni all’Università Cattolica di Milano, è stato giornalista e redattore. Attualmente collabora con varie case editrici come traduttore, editor e consulente: tra le sue traduzioni figurano opere di Douglas Preston e Lincoln Child per Rizzoli, e di Jonathan Stroud e Nahoko Uehashi per Salani.
Ha esordito come scrittore nel 2006 con il romanzo urban fantasy Pentar (Alacran) (ripubblicato nel 2008 con il titolo Pentar – Il Patto degli Dei).
Sempre nel 2006 ha dato alle stampe il saggio-biografia a tema spirituale La Sciamana del Deserto (Lindau – L’Età dell’Acquario), sulla vita di Doña Maria, un'italiana istruita nello sciamanesimo dagli Huicholes del Messico.
Nel 2008 ha pubblicato Il Libro dei Peccati (Alacran), raccolta di racconti di varia natura (storici, fantasy, horror) e ambientazione (la Costantinopoli del VII secolo, la protostoria biblica, l'Italia del XIII secolo, la Scandinavia medievale e il mondo contemporaneo), tutti sul tema della colpa e della redenzione.
Nel 2009 ha partecipato all’antologia Sanctuary (Asengard) con il racconto Saint Vicious, e ha pubblicato Le Due Lune (Alacran), primo urban fantasy ambientato a Milano; il romanzo, descritto dal punto di vista di una ragazza diciassettenne, ha per tema la licantropia e basa buona parte della propria ambientazione su leggende tradizionali italiane, personaggi storici (come il conte Giuseppe Gorani) e luoghi realmente esistenti (la chiesa di San Bernardino alle Ossa, la cripta di San Giovanni in Conca, il Cimitero Monumentale di Milano).
Nel 2010 ha pubblicato per Asengard il romanzo breve Il Sentiero di Legno e Sangue, rielaborazione in chiave new weird di Pinocchio; ha poi partecipato all'antologia Stirpe Angelica (Edizioni della Sera) con il racconto Il Re, l'Angelo e il Serpente, ambientato alla corte di Salomone.
Nel febbraio 2011 viene pubblicato Quando il Diavolo ti Accarezza, edito da Salani: il romanzo, sempre di genere urban fantasy, è ambientato nella stessa Milano de Le Due Lune e ha per tema principale gli angeli e i demoni; anche in questo caso l'autore si rifà a figure reali della mitologia inerente (Arioch, Azazel, Hadraniel), della storia (il conte Manfredo Settala) e della città in cui il racconto si svolge (in particolar modo vanno ricordate la Stretta Bagnera, Piazza Mercanti e Piazza Vetra).
Appassionato di occulto, cinema, telefilm e giochi di ruolo, prosegue tuttora i suoi studi di storia delle religioni e ha tenuto numerose conferenze in Lombardia e Piemonte. Alan D. Altieri lo ha definito “il geniale autore italiano che ha portato in primo piano la variazione di genere nel genere chiamata urban fantasy”.
Vive ad Arona con la moglie Erica, veterinaria, in una casa piena di animali.
La trama farebbe pensare al classico urban fantasy con ragazza mortale che incappa in qualcosa più grande di lei e rimane stregata dalla gnokkaggine (ormai il termine penso possa comparire anche sui dizionari…) del bellissimo e maledetto co-protagonista. E avrei pensato esattamente questa cosa, se non avessi letto il precedente libro di Tarenzi, Il sentiero di legno e sangue, rilettura a modo suo di Pinocchio. E se non avessi conosciuto a Lucca l’autore. Che no, non mi è sembrato minimamente il tipo da indulgere sulla moda del momento. Aggiungiamo al tutto la raccomandazione di Francesco Dimitri, ed eccomi con il libro in mano e un’incredibile curiosità di leggerlo.
Mi aspettavo qualcosa che si discostasse enormemente dai classici libri di questo genere, mantenendone al tempo stesso i punti chiave. E mi aspettavo che Luca ci mettesse del suo. Alla fine posso dire di essere enormemente soddisfatto, il libro mi è piaciuto oltre le mie più rosee aspettative e grazie a una mezza giornata dedicatagli quasi interamente me lo sono letto domenica.
Abbiamo Lena, la protagonista. Una ragazza come noi, che vive a Milano. Forse fin troppo come noi: con pochi soldi, con un lavoro serale per pagarsi l’università visto che è troppo orgogliosa per chiedere aiuto a casa, con alle spalle una storia finita male con un ragazzo che si è rivelato ben diverso da ciò che sembrava. Una passione sfrenata per i telefilm e per tutto ciò che interessa a noi generazione di internet. E così, in ogni contesto possibile e immaginabile, ecco che ritroviamo Supernatural, Buffy, True Blood, Dollhouse, Star Trek. Non vuole assolutamente cadere in un cliché, è testarda e si caccia nei guai. E’ forte e maldestra. E sopratutto, grazie a film, telefilm e quant altro, riesce a non stupirsi eccessivamente di fronte all’impossibile. Vive più una reazione del tipo “lo sapevo, in fondo, che era tutto vero”.
E quello che scoprirà essere vero è un mondo ben più vasto di quello che conosceva.
Il multiverso, creature che vivono in più dimensioni e la cui eventuale forma terrena è solo una manifestazione della loro essenza. Meccanici secolari che operano sulla carne come sul metallo, moderni Frankenstein occultisti; mercati magici notturni e invisibili a chi non sa cosa guardare, che richiamano il Dent de nuit; angeli, demoni e tutto ciò che sta in mezzo.
Gli angeli ci fanno una figura abbastanza ridicola, un po’ come in Angel Sanctuary tanto per rimanere in tema: gerarchici, rigidi, inflessibili. Fanno quasi tristezza. Dall’altra parte abbiamo invece Arioch, demone evocato per uccidere l’inconsapevole Sofia, e che nel giro di poche ore si ritrova in balia di una perplessa Lena… proprio grazie ad Arioch scopriremo di più sui demoni, sulla loro evocazione -che richiama molto le evocazioni di Stroud-, sulla loro natura. Orgoglioso e potente, Arioch non sa perché ma non riesce a fare del male a quella sciocca ragazza che ha attaccato un angelo rischiando la vita e che poi lo ha imprigionato con un sigillo mistico. E abbiamo Azazel, che pare uno showman. Straripante e in grado di fare qualunque cosa, può lasciare perplessi inizialmente per il suo agire… ma tutto ha senso, tutto.
Ha senso l’arrivo di Arioch e ha senso la figura di Sofia, ha senso il comportamento “umano” di Azazel e ha senso il comportamento del Filosofo. Ha senso l’agire del gruppo di angeli che protegge Sofia, ha senso il ruolo di Khaled. Ha senso Lena, hanno senso i sentimenti, ha senso l’amore. Hanno senso teologia e demonologia. Non si capisce bene solo il senso di un personaggio che rimane in disparte, di contorno, e che sembra quasi una sorta di Dagon delle storie di Dimitri.
Un gran bel libro, una bella storia. L’urban fantasy che mi piace.
Non sapevo bene cosa aspettarmi accostandomi a questo (per me) primo libro di Luca Tarenzi. Quando l'avevo comprato sapevo soltanto che Francesco Dimitri ne parlava molto bene (e Dimitri è uno dei pochi autori da cui sono disposto a ricevere consigli) ed ero piuttosto curioso, anche se l'idea di una storia (in parte) d'amore tra un demone e una mortale non è che mi facesse impazzire. Poi ho avuto modo di conoscere Luca durante l'ultima Lucca e l'ho trovato una persona in gamba e intelligente, facendo ulteriormente salire la mia curiosità. Il risultato è stato più che onorevole. Tarenzi scrive bene, davvero bene: la trama scorre che è un piacere, le pagine si divorano, la voglia di vedere come procederà la vicenda viene ben alimentata. Inoltre il libro si svolge a Milano, nella Milano di oggi, esattamente come il Pan di Dimitri si svolge a Roma (e l'universo è probabilmente lo stesso, ci suggerisce in un paragrafo Tarenzi strizzandoci l'occhio). I riferimenti alla cultura nerd odierna si sprecano (da Supernatural, che indubbiamente deve aver influito molto, a Dollhouse passando per Doctor Who) e l'insieme di questi ingredienti dà vita a un libro divertente, vivo, classico. Rispetto al mio unico altro termine di paragone (quel Francesco Dimitri che è non solo ricorrente qui sopra, ma anche amico di Tarenzi) qui abbiamo un po' meno di spunti innovativi, meno scintille e più luce diffusa (se rendo l'idea), ma il piacere della lettura è innegabile. L'originalità della trama, per chi è immerso nella suddetta cultura nerd moderna, non è sicuramente il punto più forte del romanzo, ma si fa ben perdonare: il mix tra luoghi reali, personaggi mitici, cultura ebraica, cristiana e araba funziona bene e stuzzica la curiosità del lettore. La trama, giusto. Una studentessa milanese come tante, Lena, si trova ad assistere a qualcosa di molto più grande di lei e ad intervenire, salvando un demone da morte quasi certa. Si ritroverà catapultata in qualcosa di molto più grande di lei, tra Angeli, Demoni, Djinn e creature magiche e dovrà capire dove veramente riporre la sua fiducia. I Demoni sono sempre crudeli assassini? Gli Angeli sono sempre dalla parte del bene? Ma esistono davvero un bene assoluto o un male assoluto quando si tratta di creature oltre la nostra comprensione? E se esistono, fino a che punto è lecito smettere di porsi la domanda? Personalmente avrei fatto a meno della parte più "romantica" della vicenda, ma per fortuna non è così invadente da inficiare il resto. Riassumendo: è divertente, si legge bene (era un po' che non mi capitava di leggere a tavola al ristorante durante la pausa pranza da un cliente), stimola curiosità; non è Gaiman, certo, ma nessuno è Gaiman se non Gaiman stesso. Non è affatto poco per un romanzo di genere e, sicuramente, è sufficiente per me per continuare a esplorare i mondi narrativi del buon Luca.
Bello, diverso, ironico e corposo, un romanzo che, una volta letto, lascia qualcosa e rimane fra le pieghe della mente. Luca Tarenzi è uno dei pochi autori italiani che, quando lo leggi, non percepisci ad ogni pagina quel pensiero fastidioso che dice "Sì sente che è un Italiano". E' un peccato ma, di fatto, quando leggiamo gli urban fantasy italiani è quello che ci capita, un vago sentore di inadeguatezza, di fastidio o di incompletezza che ci porta a rimugiare e a focalizzare la nostra attenzione su questo piccolo pensiero. Con Tarenzi questo non accade, mai.
E' un romanzo fantasy il suo, più paranormal che urban, ma di fatto questo autore si è cimentato in una di quelle chimere che da sempre affliggono gli autori italiani e che raramente li vede uscire vincitori dallo scontro. Non sempre è facile individuare "perchè" il lavoro urban fantasy italiano sia così inferiore eppure l'unica spiegazione che sembra possibile dare è che questa volta Tarenzi non si è limitato a raccontare una storia, magari nata come colpo d'ispirazione durante le numerose letture fatte. Luca Tarenzi ha "creato" un romanzo, si percepisce chiaramente che non sono solo "idee" buttate su carta ma che dietro ad ogni parola, ogni virgola e ogni fatto c'è uno studio, un perchè ed un motivo.
Il romanzo, anche se fosse unico e il primo di questo genere avrebbe un "perchè" e si reggerebbe da solo, sulle sue solide, per quanto insolite, fondamenta. Ecco cosa piace di Luca Tarenzi: la concretezza delle sue idee che, condivisibili o meno dal punto di vista etico religioso, hanno un fondamento inattaccabile, frutto di studi e conoscenze.
Siamo a Milano, all'autore non serve andare troppo lontano per trovare una "casa" al suo lavoro. Una Milano gotica, un po' inquietante ma realista fino all'ultimo viuzzolo. E qui, in questa mistica città, assistiamo alla nascita di Arioch, demone evocato per compiere un omicidio, evocazione che, però, verrà interrotta e che pregiudicherà tutto il resto del romanzo.
Demoni e Angeli in questo lavoro vengono analizzati sotto un profilo più profondo e complesso del semplistico "Bene contro Male". C'è qualcosa di insinuante e intrigante che spinge il lettore a riflettere, anche una volta finita l'ultima pagina. Perchè i Demoni risultano essere, paradossalmente, più "umani" e "positivi" degli stessi angeli? Libero arbitrio dell'autore? Non solo. In questo caso il demone non è considerato come un semplice fautore di dolore e morte ma come una creatura che ha scelto, che pensa e decide (anche se male) e ben diversa dalla figura rigida, lontana e passiva dell'angelo che si limita a rispettare ordini senza valutarne prima la fondatezza. L'Angelo come creatura imbrigliata dalla sua stessa natura di "servitore", umile esecutore di ordini e poco altro... Quale grandezza può esserci in una creatura che esegue semplicemente senza essere mai messa di fronte alla "scelta"? Come poter considerare la potività di queste figure se queste non sono mai chiamate a "provare" la loro bontà dato che si limitano ad eseguire come burattini dei semplici ordini?
E ancora, quanto "un bene superiore" può giustificare carneficine e morti che gli angeli sembrano compiere senza realmente comprendere la grandezza dell'atrocità commesse? A sostegno di questa teoria non viene portata semplicemente la penna dell'autore ma anche nuove interpretazione di fatti e testi esistenti e liberamente fruibili e consultabili da tutti. La stessa "decima piaga", conosciuta da tutti, può essere nuovamente rivalutata se si pensa con quanta facilità sono stati uccisi i primogeniti egiziani per punire il Faraone, dopotutto erano solamente anime pure, bambini.
Lena è una ragazza "reale", un po' svampita e fissata con i telefilm ma non per questo incline ad aprire braccia e cuore ad un demone solo perchè increidibilmente "figo"!
In definitiva un romanzo che vi consiglio molto caldamente, anche solo per avere il piacere di leggere qualcosa di squisitamente diverso, scritto con uno stile ironico, pulito e irriverente. Senza contare che stiamo parlando - Dio sia lodato! - di un romanzo autonclusivo, ambientato in Italia, scritto da un italiano e che non sembra un semplice copia incolla di altre decine di romanzi. Consigliatissimo!
Anche gli Italiani sono in grado di scrivere un bell'urban fantasy. Strano, ma vero. Luca Tarenzi e il suo "Quando il diavolo ti accarezza" lo dimostrano.
Milano. Un ragazza, Eleonora detta Lena, si ritrova a soccorrere, come se fosse un gattino ferito, il demone Arioch. Nudo. E nudo lo ammanetta nel letto, in attesa di decidere cosa fare, quando ancora non sa che il demone si trova sulla Terra proprio per uccidere una persona a lei molto cara.
Ho ADORATO la prima metà di questo libro, questa parte infatti si merita 5 stelline piene, purtroppo nella secondà metà ho trovato la storia un pochino confusionaria e affrettata. In particolare non mi sono piaciute molto la veloce evoluzione di Cesare e l'eccessiva pignoleria nel trattare alcuni temi religiosi e/o fantasy, dando invece per scontata la spiegazione di alcune figure come il djinn o i Rephaim. "Quando il diavolo ti accarezza" resta comunque un bel libro, che mi sento di consigliare a tutti gli amanti degli Urban Fantasy. Inoltre dobbiamo sostenere gli autori italiani, quando se lo meritano! Il finale lascia la possibilità per un continuo, che spero davvero l'autore abbia intenzione di scrivere, soprattutto perchè voglio incontrare nuovamente Azazel, senza ombra di dubbio il mio personaggio preferito.
A Tarenzi infine va la mia stima totale per i riferimenti a Supernatural e per i ringraziamenti finali a Eric Kripke. Ha ragione, è un genio.
All'inizio, leggendo la trama, pensavo che fosse un paranormal romance, ma mi sbagliavo..
Nella prima parte, anche grazie al fatto che l'ho letto in viaggio, ho fatto un po fatica a destreggiarmi tra tutti i personaggi, poi invece, andando avanti ,tutto ha acquistato un senso.
Se la tua migliore amica è messa in pericolo da un demone bellissimo, che facciamo, non ci mettiamo in mezzo?? Faremo questo sforzo!! ( sarcastico)
Da qui inizia il romanzo che poi coinvolge personaggi e poteri più grandi di noi, e a parte qualche momento di leggera confusione, mi è piaciuto tutto l'intreccio generale.
Ho voluto aspettare un pò prima di esprimere un mio giudizio su questa lettura. Il libro è stato per quasi 10 anni in libreria a prendere polvere, in attesa del suo momento e una volta che questo è arrivato ha fatto scintille.
Figlio di un autore italiano di cui avevo già in precedenza letto altro, "Quando il diavolo ti accarezza" è indubbiamente un libro dove il titolo ha poco col suo contenuto. Leggerlo a distanza di così tanti anni dal suo acquisto, senza nemmeno leggere la quarta di copertina, ha ancora una volta fatto centro.
Mi sono lasciata immergere senza sforzo alcuno nella storia, in una Milano popolana da creature fantastiche come solo la Bibbia può dar vita, e con personaggi accattivanti e alla mano. Una storia che ti trascina fino alla fine senza pretese, senza rocambolesche influenze esterne ma con la sola forza dei personaggi e delle loro scelte. Tra umani, angeli e demoni, lasciatevi anche voi prendere per mano da Tarenzi e guardate Milano come non l'avreste mai vista in chiave urban fantasy.
3 stelline e mezzo Questo libro ha decisamente parecchi punti a suo favore: l'autore è italiano, la storia di per sé riprende un genere fantasy in voga ma in maniera originale, i personaggi non sono degli adolescenti ormonati e si vede benissimo che l'autore sa di cosa sta parlando. Peccato che lo sappia così bene da lasciare i lettori nell'ignoranza... Compaiono varie figure nel corse del libro, i djinn e i raphaim, dei quali non si capisce un granché, soprattutto dei primi. Probabilmente gli appassionati potranno sicuramente capirlo, ma se io leggo un libro non ho intenzione di comprarmi un'enciclopedia su queste cose per capirlo, qualcosa può spiegarla pure lui. Stessa cosa per quanto riguarda la descrizione fisica dei personaggi: se vuoi farla falla, non limitarti a dire "somiglia a Bradley James" perché, seriamente, quella non è una descrizione fisica di un personaggio. Inoltre, non é che il lettore che non vede Merlin debba andare a cercarsi la foto su internet, perché il libro può anche leggerselo mia nonna che non sa manco accendere un computer. Inoltre, forse è accettabile una cosa della serie "aveva un'aria alla james dean" che capiranno pure le persone tra un secolo, ma fra un secolo qualcuno capirà com'è il tuo personaggio se ti limiti a dire che somiglia a bradley james? Inoltre, nella prima parte sono presenti continui riferimenti ai telefilm (true blood, dollhouse, spn) che poi scompaiono. Ecco, perché non eliminarli o ridurli anche all'inizio? Sono martellanti e alquanto noiosi, sembra che l'autore voglia quasi ribadire continuamente che sì, lui se li guarda. Il libro di Enoch è la protagonista a nominarlo spesso e fin lì niente da dire, ma questi riferimenti ai telefilm mi hanno dato un'idea differente. Infine, altra cosa che non mi è piaciuta è la superficialità con la quale é stato trattato il personaggio di Sofia: segue la vicenda dal punto di vista di personaggi differenti, perché non anche dal suo che, in fondo, è tra i principali? Inoltre credo che Lena abbia perso parecchio nel corso del libro, si sia insipidita. Perché farsi chiamare Lena, poi? Ho preso il libro quasi per il semplice fatto che lei si chiama Eleonora, e poi si fa chiamare Lena? Diciamo che mi è dispiaciuto questo fatto del nome, ecco. Per concludere, questo libro ha delle carenze, e sono delle carenze che l'autore poteva recuperare semplicemente evitando una seconda parte così frettolosa, soffermandosi anche a spiegare la natura di quelle creature che non tutti i suoi lettori possono conoscere.
In ogni caso Tarenzi si dimostra capace di scrivere un urban fantasy decisamente accattivante e con una trama originale, molto più di certi autori stranieri. Sicuramente un italiano da leggere e sostenere: nonostante la delusione per le parte citate precedentemente, sicuramente leggerò qualche altro libro di questo autore.
"Quando il diavolo ti accarezza" è ambientato a Milano, con la città che fa da campo di battaglia per una guerra tra angeli e demoni. Scontri molto violenti, che mettono a ferro e fuoco interi isolati. Tutto ha inizio in una notte di tregenda quando un gruppetto di fanatici dell'occultismo non ha niente di meglio da fare che non... evocare un demone! Ed ecco Arioch, il primo personaggio fondamentale di questo romanzo: un demone spietato, potente e legato alla sua missione omicida. Ma la sua rinascita rischia di interrompersi subito, quando un angelo arriva per ucciderlo. A salvarlo, inaspettatamente, un colpo di borsetta di una ragazza (Elenora, detta Lena, la protagonista del libro), che poi se lo porta a casa per curarlo, bloccandolo in un sigillo ispirato alla serie tv Supernatural! Caso vuole (non troppo il caso in realtà, quanto l'incredibile concatenazione degli eventi) che missione di Arioch sia proprio uccidere Sofia, la migliore amica di Lena, che è inspiegabilmente difesa da una schiera di angeli armati di sekhem fino ai denti. In mezzo a tutto questo, spuntano Khaled, il jinn che può sentire le voci degli Angeli nell'Etere, il fantastico Azazel (non il demone con gli occhi gialli di Supernatural!) con il suo Apriporta multiuso e Settala, personaggio ispirato all'Archimede milanese dell'omonima famiglia. Storia e leggende si mescolano, in un unicum che è tipico delle opere di Luca Tarenzi. I personaggi, infatti, si muovono sì nella Milano contemporanea, quella di tutti i giorni, ma anche in una Milano diversa, più oscura e misteriosa, quale quella di Piazza Vetra (ove un tempo venivano bruciate le streghe) o quella del Mercato Vecchio (dove si riuniscono le creature sovrannaturali per fare affari). Sono sicuro che, la prossima volta che andrò a Milano, mi fermerò di continuo a ricordare che cosa è avvenuto a ogni angolo di strada! Scherzi a parte, trovo che questi elementi siano i punti di forza dei due romanzi: non solo la trama avvincente, ma anche personaggi ben congeniati (e lontani dagli stereotipati personaggi di una certa scadente narrativa paranormal romance), donne con le palle e che non frignano a ogni pagina, demoni sfaccettati, male e bene non così distinti (un pò come nella vita reale) e soprattutto questo substrato di storie e leggende locali, interessanti da conoscere anche per chi non è del posto (ma anche per i nativi che, sono certo, hanno qualcosa di nuovo da scoprire sulla loro città. Qualche angolo misterioso che non conoscevano!).
Cercare di commentare un libro con la sensazione di avere la testa svuotata di neuroni e riempita al posto loro con cotone non finirà bene, ma non si dica mai che io non ci abbia provato ;)
In ogni caso, si ritorna ai punti:
1. Tarenzi mi piace: scrive bene, ha ottime idee, begli sviluppi, non è banale, dà da pensare. Sicuramente uno dei migliori autori del fantastico (italiano e non, direi).
2. Il sentiero di legno e sangue mi era piaciuto di più. Forse proprio perché la carica innovativa era avvertibile maggiormente e la forza evocativa ancor più potente.
3. Quanto il diavolo ti accarezza mi è piaciuto comunque tanto: una lettura direi più complessa della media del genere in cui si inserisce. Più pensata, più originale. Ma di contro uno sviluppo che mi è parso un po' soffocato dalla lunghezza relativamente ridotta del romanzo. C'era molto da trattare, molto da dire, e anche se molto viene detto, mi sarebbe piaciuto si fosse approfondito ancor più. Tarenzi è bravo a farci vedere e interessare a tutti i personaggi che ci presenta (e non solo a Lena e Arioch, i principale protagonisti), ma poi lascia un po' (troppo a mio gusto) in sospeso le loro vicende. La fine credo sia abbastanza esplicativa per far capire meglio quel che intendo.
4. Voglio incontrare anch'io un demone come Arioch.
5. Se ho apprezzato l'organizzazione angelica e demoniaca, la componente new weird nelle loro azioni l'ho trovata un po' eccessiva. Non che stoni, ma mentre nel Sentiero è *normale* che succeda così, in questo romanzo, ambientato nell'urbanissima Milano, risulta un po' troppo inverosimile che nessuno degli umani ignari si accorga di nulla. Pur dando per buono che l'occhio non vede quel che non vuol vedere.
6. Voglio incontrare pure un demone come Azazel.
7. Lo sapevo che prima o poi avrei perso del tutto il filo, quindi concludo qui. Come sempre sono molto più precisa nel dire quel che non mi convince rispetto a quel che ho amato, ma le quattro stellette dovrebbero essere una buona indicazione: mi è piaciuto e tanto. Consigliato.
Avete presente quei libri che ti fanno scivolare subito nella storia, che chiudi con difficoltà e non vedi l'ora di riprendere in mano? Ecco, il romanzo di Tarenzi mi ha fatto questo effetto. Bello, originale, fluido ed efficace, con dei personaggi che sembrano uscire dalle pagine, che ti sembra di conoscere da sempre. L'autore sa miscelare perfettamente cultura, fantasia e ironia. Sa intrigare il lettore, tenerlo sulle spine, stupirlo capitolo dopo capitolo con le sue trovate, con le sue atmosfere. Un gioiello dell'urban fantasy tutto italiano. Incredibile ma vero.
Inaspettata piacevolissima sorpresa questo romanzo!! L'ho preso per via della coprotagonista di nome Sofia, e per la copertina da urlo...splendida!! Ma anche la storia e il modo di scrivere di Tarenzi mi hanno colpita in positivo. Persino Paola ha divorato il romanzo in pochissimo tempo. Dovrei cercare qualcos'altro da leggere di questo autore.
Tre stelline e mezzo per Gabriella Francia, che ha letto il libro per il Blog di Babette Brown: Sono rimasta a lungo indecisa su quante stelline dare a questo romanzo, perché mi ha lasciato un po’ di insoddisfazione e non è stato facile capire a cosa fosse dovuta, se all’argomento, una materia complessa che conosco davvero poco, o se ci fosse dell’altro. Comunque: tre stelline e mezzo.
“[…] perché anche tu capisca che le cose hanno un senso. Che niente avviene per caso, che tutti abbiamo uno scopo in un ordine immensamente più grande di noi.” Adoro questa frase. È un’idea che torna sempre anche nei miei romanzi, il famoso “nulla accade per caso”, ma qui si arricchisce in un modo che mi è parso affascinante “[…] nemmeno quella Legge che separa i Cieli e scrive i destini e costringe le stelle a muoversi nel tuo e in tutti gli altri mondi, basta a toglierti il potere di scegliere per te stesso”. Nulla accade per caso, ma tu puoi sempre scegliere come reagire! È una considerazione che mi riempie di ottimismo e di energia. Siamo a Milano, nella metropolitana di Piazza Duca d’Aosta (quella della Stazione Centrale per chi non è pratico!). È notte e un gruppo di fanatici evoca un demone, Arioch, il Principe Leone, allo scopo di uccidere una ragazza. Subito attaccato da un angelo, Arioch viene soccorso da Lena, che quella notte è uscita di casa inseguendo l’amica Sofia che, come una sonnambula, vaga in cerca di risposte alle proprie sconvolgenti visioni notturne. Sofia è proprio colei che Arioch dovrebbe uccidere. Dovrebbe. Nel frattempo, gli angeli che popolano Milano, si muovono. È Khaled, un djinn che vorrebbe soltanto vivere una vita normale, a sentire le loro voci, a comprendere che è in corso una guerra, voluta da uno dei “grandi” del cielo, una guerra che non vede soltanto gli angeli contro i demoni, ma gli stessi angeli lottare tra di loro a colpi di sekhem, la fiammeggiante spada degli angeli. L’ambientazione urbana e contemporanea, nella quale si svolgono lotte tra esseri dell’altro mondo, ricorda film come Costantine o serie tv come Supernatural. Numerose sono infatti le citazioni a serie tv e romanzi “a tema”. Forte di una laurea in scienze delle religioni, Tarenzi dimostra di conoscere bene la mitologia giudaico-cristiana e anche il folklore pre-islamico e, se è riuscito a non far perdere la bussola a me, vuol dire che ha saputo destreggiarsi bene nelle gerarchie celesti! Angeli, demoni e djinn (i geni pre-islamici) convivono tutti nella stessa realtà, sono semplicemente un popolo unico, ma diviso da ideologie e fazioni, eppure così simili nei sentimenti e nella perdizione. “[…] Ricordo le stelle trascinate via dalle loro orbite, scagliate giù sulle linee nemiche, e le foreste del Terzo Cielo che andavano in cenere da un orizzonte all’altro. Ricordo la Stella del Mattino che urlava ‘Andate avanti! Andate avanti!’ mentre gli arrivavano addosso da ogni lato, e Michele e la sua Schiera che calavano dall’alto con la loro luce che incendiava persino i pensieri… E ricordo il boato del Firmamento infranto, quando cademmo […]”. Un modo molto alla Blade Runner per descrivere la caduta di Lucifero! Il libro è a tutti gli effetti un Urban Fantasy che tenta di ibridarsi con un Paranormal Romance e forse è proprio questo il punto che mi ha lasciato insoddisfatta, perché la storia parte caricando di parecchie aspettative il lettore (me ), aspettative che si sgonfiano un po’ come un soufflé quando lo tiri fuori dal forno troppo presto (o almeno a me si sgonfia sempre! ). Il demone Arioch è il classico bad-boy con quel quid in più dato dall’ironia, Lena è “una di noi” , la storia fra loro è frizzante, monta bene, ma risulta troppo frettolosa e al momento di arrivare al clou tutto sfugge via in un paragrafetto succinto, che ho trovato molto poetico, ma con poco “effetto wow”! Tarenzi ha costruito personaggi intriganti, dando forse il meglio sui personaggi secondari; mi si è impressa a fuoco nella memoria la strega di Piazza dei Mercanti e ho amato il demone Azazel (dimenticate il demone con gli occhi gialli di Supernatural e pensate all’attore che interpretava Azazel in Hex, come ci suggerisce lo stesso autore). Sofia è un’ombra che attraversa la narrazione quasi senza farsi notare e avrebbe magari meritato un po’ di spazio in più, come gli antagonisti, che sono più di uno, ma che si perdono. Lo stesso finale si chiude senza fare il botto che una storia del genere avrebbe meritato. Lo stile di Luca Tarenzi è come sempre diretto, chiaro, molto cinematografico , perfetto per una trama così incalzante, e rende il romanzo scorrevole. Fatemi sapere se lo leggete e se provate le mie stesse sensazioni contrastanti di passione e delusione.
“Quando il diavolo ti accarezza” di Luca Tarenzi aveva tutte le premesse per diventare probabilmente una delle mie letture preferite di questo inizio anno, MA ci sono state alcune cosette che mi hanno fatto storcere il naso, una delle tante è stato, appunto, l'amore istantaneo tra i due protagonisti principali della vicenda.
Ma andiamo per gradi. Questo è uno Urban Fantasy tutto italiano, ambientato a Milano, una Milano cupa e oscura brulicante di demoni e ogni sorta di creature soprannaturali, sì anche gli angeli, che per la cronaca qui non sono come ce li immaginiamo noi con grandi ali soffici e bianche e capelli dorati e ricci, ma piuttosto sono rappresentati come automi quasi indistruttibili dai corpi fiammeggianti che sputano fuoco dalla bocca. Lena è una ventenne come tante, che si divide tra università e lavoro, vive da sola, e una sera è costretta a seguire la sua migliore amica Sofia, in evidente stato di trance, lungo le strade di Milano, fino a giungere alla metropolitana, dove assiste alla quasi uccisione di un ragazzo mezzo nudo ricoperto di sangue da parte di un individuo non identificato che poi scopriremo essere, appunto, uno della schiera angelica.
Ha inizio così la vicenda, e presto veniamo a sapere che il ragazzo mezzo nudo è in realtà un demone antichissimo di nome Arioch, evocato da un gruppo di fanatici (o così sembra) per ammazzare proprio l'amica di Lena, Sofia, che comparirà nel corso della storia sì e no…tre volte? Forse quattro.
Quattro come i giorni che serviranno ai due protagonisti per innamorarsi. Avete capito bene: dopo quattro giorni un demone vecchio quanto il mondo invocato dai grandi re del passato per assassinare gruppi di gente in un batter d'occhio e una ragazza di vent'anni si promettono amore eterno, combattendo (si fa per dire perché alla fine sti due non combinano una cippa) fianco a fianco, proteggendosi come fossero l'una la salvezza dell'altro, quando in realtà alla fine fanno tutto gli angeli e loro sono solo spettatori di una pseudo apocalisse.
Non mi sento tuttavia di bocciare del tutto questa lettura, dato che a parte l'istante love che mi ha fatto salire leggermente la bile e l'introduzione di personaggi che alla fine non sono serviti ad un bel niente alla storia e il cui percorso non viene nemmeno tanto approfondito, ho trovato la mia stella, il demone Azazel, che avrebbe potuto benissimo tenere da solo in piedi l'intera vicenda, e soprattutto un worldbuilding di tutto rispetto, con creature e fonti tratte dai vangeli di Enoch e dai vangeli apocrifi, che personalmente trovo appassionanti e molto interessanti.
Le battaglie tra angeli e demoni sono il mio pane, e provo sempre a trovare libri che ne parlino nel modo più originale possibile, mantenendo pur sempre quel fondo di verità dei testi da cui vengono tratte, ma qui viene tutto sviluppato in modo troppo frettoloso e repentino anche solo per potersi affezionare a qualcuno dei protagonisti, e soprattutto la storia d'amore tra Arioch e Lena, alle volte artefatta, quasi surreale, e poco credibile, poteva anche essere evitata, a parere mio, tanto quanto risulta frivola.
Iniziamo col dire che questo libro de-costruisce completamente il tema " paranormal romance", non che l'amore sia il tema centrale della storia, anzi, è solo un tassello marginale, ma devo dire che l'autore ha amabilmente deriso diversi cliché del genere e strizzato l'occhio ai "classici angelici", come "Il bacio dell'angelo caduto" o "Fallen". Il libro è a tutti gli effetti un urban fantasy (mi raccomando, micetti, l'urban ed il P.R. sono due generi distinti che però potrebbero ibridarsi. Dato che l'amore è un elemento secondario e non il cuore della vicenda,il romanzo si definirebbe più urban). L'autore ha dimostrato di conoscere molto sulla mitologia giudaico-cristiana e anche sul folklore pre islamico. Angeli, demoni e djinn convivono tutti nella stessa realtà. Ho apprezzato il fatto che si avvicina al concetto di angelo rappresentato nella mitologia: creature divine che vivono in un sistema che si potrebbe dire militare e strettamente gerarchico. Insomma, se l'inferno è governato dall'assolutismo di Lucifero, in paradiso vi è un amabile regime totalitario addobbato di luce e confetti. Due facce della stessa medaglia. Angeli e demoni sono semplicemente un popolo unico, ma diviso da ideologie e fazioni, eppure così simili nei sentimenti e nella perdizione. Gli angeli arriverebbero a radere al suolo città per trovare una persona, auto convincendosi di portare il bene sulla terra. Cosa li renderebbe diversi da un diavolo? Cosa li porterebbe a compiere per nascondere la vergogna?
"Quando il diavolo ti accarezza" presenta una Milano con due volti: una normale, l'altra esoterica. I bassifondi pululano di stregoni, fattucchiere e creature oscure. Naturalmente non manca un sano black humor a rendere vivace la lettura.
I personaggi sono ben costruiti, tutti, perfino gli angeli, hanno la loro personalità. Non tutti i demoni sono malvagi così come non tutti gli angeli sono santi. Ogni fazione ha una propria morale che può risultare riprovevole per l'altra parte. Come fatto notare prima, una angelo non si farebbe scrupoli ad uccidere migliaia di innocenti pur di seguire il suo obbiettivo, giustificandolo con la morale, ma un demone potrebbe decidere di risparmiare una vita senza un'apparente motivazione. Lena e Sofia, invece, sono il polo su cui gira tutta la vicenda. Sono vittime indirettamente di una guerra silenziosa.
5.0 - Voto Un cult imperdibile per gli amanti di demoni e angeli, con tanti particolari sfiziosissimi ed appassionanti… Tutto ciò e molto altro in questo libro del 2011 di uno scrittore italianissimo, Luca Tarenzi, che con maestria ed attenta conoscenza dell’argomento crea un magnifico castello di carte, alto quanto il Duomo di Milano, città dove la storia è ambientata.
Un territorio a noi noto e utilizzato in modo insolito fa da sfondo ad una storia fantastica, che racconta di lotte millenarie tra demoni ed angeli, senza esclusione di colpi, per il mantenimento del potere e per celare agli umani la propria esistenza.
Curiosamente in questo libro nulla è scontato: gli angeli non sono esattamente dei santi, ed anche i demoni possono essere facilmente presi al laccio da una intrepida eroina, Lena, che, da una vita tutta università e divertimenti, passa a battaglie epiche al fianco di Arioch, demone millenario che arriva sulla terra nelle sembianze di un bellissimo ragazzo.
Naturalmente love story assicurata, con le ovvie complicazioni create da differenze difficili da gestire: un essere umano e un demone non possono amarsi, come d’altronde un essere umano e un angelo.
Bellissima la lotta interiore di Arioch che tenta invano di invertire il processo di trasformazione operato dall’amore di Lena… sarà impossibile.
Bello, coinvolgente e romantico, scritto con grande perizia ma senza risultare noioso; con quel pizzico di originalità tanto difficile da trovare nei fantasy oggi è un cult imperdibile per sognare ad occhi aperti.
…Non poteva più fingere di non capire cosa gli stava succedendo. Non conosceva quelle emozioni: lo colpivano ogni volta all’improvviso, di schianto, e si rendeva conto di non riuscire assolutamente a controllarle. Ma ormai aveva capito che cos’erano, quale nome davano a esse gli uomini…
New York? Los Angeles? Parigi? No! Il romanzo è ambientato in Italia, a Milano, nella quale si nascondono moltissimi esseri "non umani", che vivono la propria vita mondana celando la loro vera natura. Tra questi c'è Azazel, uno dei demoni protagonisti del romanzo, che al Mercato Vecchio non incontrerà esattamente mercanti che vendono calzini 🤷🏻♀️
Lo stile del libro è semplice e scorrevole, permettendo al lettore di continuare a leggere, spinto anche dalla curiosità, che mi ha accompagnato per tutta la lettura.
Ho amato le citazioni di serie tv, ad esempio Buffy e Supernatural, nominate perché viste da Lena, che per questo non rimane molto sconvolta dopo aver scoperto dell'esistenza di angeli e demoni. Per questo la protagonista non dubita mai della sua sanità mentale, eppure c'è un "ma". Ebbene si. Lena è forte eccetera eccetera, MA purtroppo l'autore la fa cadere nel cliché più vecchio del mondo, che non vi spoilero, ma che già (come me) avete capito dalla trama🙄
Il mondo degli angeli e dei demoni è spiegato molto bene e mi è piaciuto tantissimo. La guerra tra angeli e demoni è concretizzata con dei combattimenti ben scritti e che rendono il libro e la trama molto avvincenti e dinamici.
ANTICIPAZIONI Notai questo libro sullo scaffale di una nota libreria in un piovoso pomeriggio di primavera, e subito attirò la mia attenzione per l'originalità della trama descritta nel quarto di copertina. Un romanzo a base di demoni e creature soprannaturali, l'ennesimo, pensereste voi, ma questa volta anche gli appassionati di esoterismo e culture religiose rimarranno piacevolmente colpiti dallo scoprire che non hanno per le mani l'ennesimo clone di Buffy o Twilight. La diversità dell'opera è intuibile fin dal primo capitolo, introdotto magistralmente da un estratto del Libro di Enoch ( testo sacro ebraico ), e già da questa piccolezza è possibile intuire il grande bagaglio culturale dell'autore in tema di religioni ed esoterismo. Andando avanti nella lettura rimarrete piacevolmente colpiti dai colpi di scena che accompagnano l'avventura del Principe Infernale Arioch, evocato da una misteriosa setta per assassinare una giovane ragazza di nome Sophia. Niente avrebbe potuto frapporsi tra lui e la sua missione, niente, se non l'amore che a poco a poco si farà largo nel suo cuore nei confronti di Lena, amica di lunga data del suo berrsaglio, nonché colei che, proprio nel primo capitolo, salverà ignara la vita al demone aiutandolo a porre fine all'esistenza di un angelo mandato dal Cielo per fermarlo. Se questo non basta per attirare la vostra attenzione, aggiungerei la presenza nella storia di figure leggendarie della religiosità ebraica, come il ''terribile'' e ben noto Azazel, il più celebre dei diavoli ribelli cacciati dal Cielo in un passato ormai dimenticato dall'uomo, o Metatron, Signore di tutti gli angeli. Una folle corsa contro il tempo, un amore ostacolato da una tragica missione di sangue, un complotto celeste di proporzioni bibliche che potrebbe portare il mondo verso una nuova Apocalisse. Il tutto contornato da una conoscienza in materia dell'autore non indifferente.
PREGI Trama originale e coingvolgente, colpi di scena, attendibilità e coerenza con le fonti di riferimento di stampo religioso sono i punti di forza di questo romanzo, accompagnati da un carisma impareggiabile dei personaggi principali e un ottima descrizione caratteriale e introspettiva di quelli secondari. Altro punto a favore, questa volta soggettivo, davvero PERFETTA l'idea di ambientare la storia in una delle nostre città italiane, lasciando ai fan il brivido di ripercorrere con la mente gli eventi del libro ogni qual volta si trovano in uno dei luoghi di Milano descritti.
DIFETTI Fino ad ora mi sono dilungato ad evidenziare i punti di forza del romanzo di Tarenzi, che tuttavia non è, a parer mio, esente da pecche abbastanza importanti. Prima tra tutte la stessa storia d'amore tra Arioch e Lena. Da un romanzo intitolato ''Quando il Diavolo ti accarezza'', con in copertina la dicitura ''cosa succede quando il Diavolo si innamora?'' mi sarei certamente aspettato che tale storia sentimentale, nonché motivo per cui acquistai il libro, avesse un importanza di primo piano, invece di venire brutalmente calpestata dal resto della trama riguardante Sophia e il suo collegamento con gli angeli. Più che una critica al romanzo questa è una critica alla presentazione di esso, anticipato come una combattuta love story tra un demonio e un umana, un paranormal romance per farla breve, e rivelatosi poi un romanzo d'avventura dove la love story in questione è poco più che mero contorno. Ribadisco, non sarebbe motivo di critica, se soltanto il libro venisse presentato per quello che è. Sempre rimanendo in tema, lascia davvero l'amaro in bocca la superficialità con cui viene descritta l'unione carnale tra i due protagonisti, bramata e attesa per interminabili capitoli, e poi liquidata in poco più di una manciata di righe. E non mi stancherò mai di ripetere, la voce DIFETTI sarebbe stata vuota, se appunto il romanzo fosse stato presentato fin dall'introduzione nel quarto di copertina come un avventura e non un paranormal romance, a conti fatti ciò che ha lasciato l'amaro in bocca a me è ciò che capita quando ci si aspetta un libro di un genere, e ti trovi per le mani qualcosa di diverso. Il succo della critica non riguarda le singole cose che ho portato all'evidenza, ma si riduce tutto a come il libro viene presentato. Come ci rimarreste voi se andando al cinema a guardare un film dell'orrore, vi ritrovaste davanti un action movie? magari apprezzate anche il genere, come io apprezzo le storie d'avventura e nel complesso ho apprezzato il libro di Tarenzi, ma l'impatto iniziale una volta finito di leggere è: ''non era ciò che mi aspettavo che fosse'', seguito solo col tempo da ''tutto sommato è un bel romanzo d'AVVENTURA''. Se posso avanzare un ulteriore critica, questa volta sogettiva, non ho apprezzato per nulla il finale, rigirato a qualcosa di visto e rivisto invece di puntare sulla stessa originalità dei primi capitoli ( non faccio spoiler ).
CONCLUSIONE Nel complesso ''Quando il Diavolo ti accarezza'' è un buon libro, se non ci si lascia ingannare dalla sua presentazione e lo si legge con gli occhi e il cuore con cui leggereste un buon romanzo d'avventura, potrebbe anche invogliarvi a riprenderlo in mano e rigustarvelo dall'inizio. Ma ribadisco, forse fino ai conati di vomito, che va letto come un AVVENTURA, per non rimanere delusi da esso e ritrovarvi a notare una miriade di punti deboli nella storia che, se aveste preso la lettura con un altro spirito, non sarebbero certamente stati tali. Potrebbe anche stuzzicare la vostra attenzione riguardo storie e leggende narrate nei testi sacri non canonici delle religioni monoteistiche, capaci di far rivalutare la figura del Diavolo e stimolare una seria riflessione sui concetti di Bene e Male che fin dal catechismo ci sono stati inculcati a forza a mo di lavaggio del cervello.
3.5 ⭐ Mi è piaciuto tutto tranne il finale 🙈 L'ho trovato troppo aperto su una determinata questione che secondo me poteva essere decisamente più approfondita. I personaggi sono ben caratterizzati e anche la trama è ben congeniata. È iniziato tutto bene, ha proseguito catturandomi per molte pagine.. poi verso la fine si è un po' lasciato andare.. C'è anche un personaggio che se l'autore l'avesse messo in gioco meglio, sarebbe stato tutto molto più interessante e "mistico" (non so se sia la parola adatta, cmq sto parlando di Ivan). Consiglio? Sì se volete un Urban Fantasy diverso e NON young adult.
Forse la storia d'amore è un po' semplice. La storia è però raccontata così bene, i dialoghi non sono per nulla forzati, i personaggi coerenti, la trama non è scontata e il ritmo così incalzante che non può non appassionare! Senza contare i numerosi riferimenti culturali che danno forza all'ambientazione e un di più al racconto. Finalmente una protagonista che ha il coraggio di agire e non si fa travolgere dagli eventi.
Bello, mi è piaciuto leggerlo e mi sono anche divertita. Qua e là ho imparato cose che non conoscevo e ho riconosciuto la correttezza di altre che già sapevo: indubbiamente, a monte del romanzo c’è un’approfondita ricerca su più argomenti, poi sgocciolata abilmente nella storia. Belli tutti i personaggi, ben descritti nel fisico (Azazel è favoloso: voglio il suo mazzo di chiavi!) e ben costruita la trama, in sé abbastanza semplice, non fosse che si parla di Angeli e Diavoli, laddove i ruoli spesso si invertono. Per non dire dei vari colpi di scena che si susseguono per una Milano che anche io conosco (elemento aggiuntivo di interesse) e che vanno in crescendo mentre la trama si dipana veloce coinvolgendo sempre più i lettori, anche me che, per età, sono probabilmente fuori target. Ma se un romanzo è bello, ben scritto e ben costruito piace anche agli adulti! Celestiali le descrizioni degli Angeli, più carnali quelle dei Diavoli che, ovviamente, finiscono per stare molto più simpatici ai lettori. Fantastiche le descrizioni delle battaglie/duelli tra esseri immortali: imperdibili. E, in tutto, questo, c’è anche una delicata storia d’amore: davvero tenerissimo il motivo primo che porta il diavolo a diventare umano molto più velocemente di quanto dovrebbe.
Un gioco carino e intelligente, ma poco di più. Sicuramente consigliato a chi sta cercando un urban fantasy ben fatto e dall’impronta nostrana, ma non a chi vuole leggere qualcosa di indimenticabile.
Non lo definirei proprio un ,, urban fantasy,, ma comunque non è stato affatto leggerlo, seppur un po intricato per i miei gusti e non mi è piaciuta l'ambientazione, però può andare
Finalmente un fantasy ambientato in Italia. Dopo New York, Londra, New Orleans e praticamente ogni angolo del mondo, i demoni a gli angeli hanno scoperto il Bel Paese, anche se in una città che, personalmente, non apprezzo più di tanto: Milano. Però devo ammettere che fa da perfetto sfondo alle vicende, piuttosto cupe e inquietanti, che danno vita alla storia. Comincia con l'invocazione di un demone, ma qualcosa va storto e un angelo uccide gli evocatori e per un attimo anche Arioch, il demone invocato, sembra destinato a fare la stessa fine. Invece viene salvato da Lena, una studentessa di veterinaria che sbarca il lunario con un lavoretto in un bar. La sera dell'evocazione esce nella pioggia per riportare a casa Sofia, la sua migliore amica, che negli ultimi tempi è ossessionata da strani incubi. Mentre cerca di far salire in macchina Sofia, vede Arioch combattere con l'angelo e, come ogni ragazza dotata di buon senso, interviene salvando la vita al demone e se lo porta pure a casa svenuto, e mezzo nudo. Perché se in un libro i demoni non sono mezzo nudi non ci piacciono. E cosa fa arrivata a casa? Lo lega al letto con un pentacolo sul pavimento (visto in Supernatural, perciò di assoluta affidabilità) e invece sul petto gli mette un altro simbolo che il cugino le aveva insegnato ai bei tempi, dopo che lei e le amiche avevano combinato disastri in una seduta spiritica. In tutto questo diventa sempre più chiaro che la cara amica Sofia si trova in un bel guaio, dato che il demone è stato evocato per ucciderla e non si fermerà finché non avrà portato a termine il suo compito. A parte alcune scene piuttosto scontate, come l'inaspettato innamoramento dei due protagonisti (come resistere al fascino di un figo da paura che ti vuole uccidere?), ho apprezzato molto questo libro. Viene usata molta mitologia biblica e le citazioni di telefilm e altri libri rende il racconto più verosimile, in qualche modo legato davvero alla realtà di Milano. Gli angeli e i demoni vengono visti in una luce diversa da quella a cui ero abituata e mi ha colpita soprattutto la figura di Caethel, uno degli angeli che vegliano su Sofia e che, soprattutto nel finale, rivela una profondità che mi ha commossa. Un altro personaggio che mi ha conquistato è stato Azazel, uno degli angeli Caduti, o demoni, in base a come preferite chiamarlo. Azazel era decisamente necessario per smorzare i toni drammatici. L'ho adorato dall'inizio alla fine e spero quasi di leggere un seguito su di lui, e sul suo mazzo di chiavi in grado di aprire qualsiasi porta per finire in ogni angolo del pianeta, o quasi. Ho l'impressione che se avessi lo stesso gingillo la mia vita sarebbe più facile. L'unica cosa che ho trovato stonata è stata, come ho detto anche prima, il subitaneo innamoramento dei due protagonisti. Quando Lena dice al demone di amarlo mi è venuto da ridere. Insomma, si conoscono da due giorni, la maggior parte dei quali il demone l'ha passata svenuto, e lei gli dice di amarlo? Era davvero un po' forzata. Ma magari sono troppo cinica. Forse se un Arioch piombasse nel mio letto anche io ce lo legherei...