«Rikon Club, il club delle divorziate» è una serie pubblicata dal 1974 al 1975 sulle pagine della rivista «Weekly Manga Action» di Futabasha (la stessa di «Lupin III» e «Lone Wolf and Cub») e si può considerare uno dei lavori più significativi di Kazuo Kamimura sul tema della donna e sulle dinamiche della quotidianità femminile. Attraverso gli occhi e la vita di Yuko, l'autore affronta con magistrale sensibilità il tema del divorzio, in una chiave poetica che unisce bellezza e malinconia.
Kamimura continúa profundizando en la espiral agridulce de los personajes, sobre todo en el drama que rodea a Yuko. Algunas revelaciones sobre su divorcio, los sinsabores de su sueño como empresaria, sus sacrificios... La última página del penúltimo capítulo y todo el último se leen con el corazón en un puño. Hay también un par de historias centradas en clientes de El club del divorcio esplendorosas, desplegadas con una retórica visual desarmante tanto a la hora de celebrar la alegría de vivir como enfatizar su carácter trágico. Con razón en Angoulême lo consideraron patrimonio de la historia del cómic.
Excel.lent. Personatges complexes, molt ben dibuixats (en sentit literal i figurat). Un ritme pausat portat de manera magistral. I una denúncia a la situació de la dona al Japó dels anys 70 que té una vigència en molts aspectes dels que toca que fins i tot espanta.
Manga que entraría en el género "melodrama intensito" de arte y ensayo al estilo de un Fassbinder, un Almodóvar, un Von Trier o un Carlos Vermut, una rama del género fantástico en el que lo "extraño" reside en los comportamientos absurdos o incomprensibles de los personajes y lo forzado y artificioso de las situaciones. Este manga encaja perfectamente en el subgénero, con su siempre presente melancolía, sus frases pretendidamente profundas y sus personajes tristones (aunque me hace mucha gracia cuando en medio del drama te mete la tezukada, como cuando corta el clímax erótico-dramático del tebeo porque hay que ir a comprar un condón, sin duda la escena cumbre del manga). Reconozco que mi arrugado y reseco cerebro es incapaz de procesar este género y lo encuentro falso e irritante, por lo general.
Creo que se ha promocionado este manga de forma equivocada, como un manga sobre el estigma con el que cargaba la mujer divorciada en Japón en los años setenta, cuando este conflicto apenas ocupa un diez por ciento del tebeo, siendo generosos, es más, en la historia se contempla el divorcio como un fracaso traumático pero en lo sentimental. El rechazo que sufre la protagonista proviene de su ocupación como madame de hostess, un trabajo que no implica necesariamente prostitución, pero que sí se considera trabajo sexual y está, o estaba, generalmente mal visto en Japón. Pero dicho trabajo no es más que la única salida que le queda a nuestra protagonista, puesto que no tiene otra alternativa tras rechazar el papel que la sociedad japonesa de aquella época tenía establecido para la mujer. Este trabajo encasilla a la protagonista en una posición de mujer abierta sexualmente, en la que ella no encaja del todo, lo que le conduce a la soledad sentimental, que, de algún modo un tanto enigmático no sabe como romper, y que finalmente le condena al nihilismo sentimental.
Por lo demás, el diseño y composición de página de Kamimura es exquisito y atemporal, pero no me acaba de sostener un tebeo cuyo conflicto se agota enseguida, que acaba por resultar reiterativo y aburridísimo en este segundo tomo de escena tras escena tristona, melodramática e insulsa, como si Kamimura fuese a tientas buscando qué contar antes de resolver la historia, que podía haber cerrado perfectamente cuatrocientas páginas antes.
Aqui continua la relación entre Yuko y Ken, pero la pronta salida de las jovenes hostess de este numero le quita alegria y variedad a esta historia. Asi mismo que el negocio vaya peor da un toque de pesimismo. En resumen es mas alegre la primera parte, pero no deja de ser interesante la lectura de la segunda y ultima parte.
Leído el segundo volumen. Este cómic merece estar en cualquier hogar que pueda permitírselo. Una historia trágica, con momentos de una dureza profunda y oscura como la falla de San Andrés. Aquí se profundiza más en la soledad de los personajes y se hace incapié en las historias de algunos clientes que te dejan, literalmente, sin aliento y con el corazón en un puño. Pocas veces he leído una denuncia de la situación que vivían las mujeres en los años 70 de manera tan brillante. Todo el volúmen es un espiral poético que te va llevando a una desazón infinita, con un final de tomo que hace añicos cualquier esperanza pero que te reconcilia con la alta literatura, esa que nos ayuda a comprender mejor la vida y a nosotros mismos.
Una absoluta obra maestra. No me extraña que Jiro Taniguchi le debiera tanto a Kamimura.
Me ha gustado aunque desgraciadamente vemos a un protagonista villano, su intención era evolucionar para bien y lo único que hace es dar vuelta sobre si misma y destruir a las personas de su lado.
Secondo e ultimo volume narrante le vicende di Yuko e del suo bar nel distretto di Ginza.
A Novembre 2020 vi parlai con entusiasmo de Il club delle divorziate 1. I temi trattati nel manga - divorzio, emancipazione femminile, indipendenza - risultavano estremamente attuali e stimolanti, soprattutto perché il fumetto era stato scritto negli anni '70 e portava luce sulla condizione della donna giapponese in tale periodo.
Sebbene io abbia letteralmente divorato in una sera il secondo volume, la storia è risultata piatta e assente della profondità di discussione che trovai nel primo volume.
In queste pagine seguiamo passo a passo l'evoluzione della figura di Yuko e le difficoltà che le si pongono di fronte: la chiusura del Club delle divorziate, i problemi sentimentali, i continui rimproveri della madre, l'inadeguatezza come figura materna nei confronti della figlia. Vediamo la sua crescita, il suo sviluppo: lo si vede già solo nel suo cambio di look dove abbandona i capelli raccolti e il kimono per un caschetto e outfit più moderni.
Però ho sentito come se mancasse qualcosa. Manca quel punto di vista analitico che aveva reso il primo volume così diverso da altri manga letti in passato. Il fatto che Kazuo Kamimura avesse inserito grafici e dati statistici sulla condizione della donna in Giappone rendeva la lettura de Il Club delle Divorziate stimolante.
Per quanto riguarda il comparto grafico, Kazuo Kamimura mostra appieno il suo stile e ho notato una maggiore cura ai dettagli. Numerose sono le tavole a doppia pagina che, senza il bisogno di dialoghi, raccontano le emozioni dei personaggi attraverso meravigliosi disegni.
Malgrado il secondo volume non mi abbia colpito appieno, è un'opera assolutamente da recuperare. Sicuramente approfondirò la conoscenza di questo mangaka con altre sue opere.
Il secondo volume è meno coinvolgente del primo, ma gli ultimi capitoli sono incredibili grazie alla potenza evocativa delle immagini. L'abilità di esprimere le sensazioni che a parole non possono essere trasmette con dei disegni semplicissimi è eccezionale.
(ma quanti refusi!)
- Non è triste pensare a ciò che saresti voluta diventare ma alla fine non ci sei riuscita? - Già, per me è triste pensare che sono diventata ciò che non avrei voluto.
Come un singolo seme caduto nel mio cuore che era colmo dell'amore per te, la paura crebbe e diventò un albero chiamato ansia, dal quale poi maturò un malaugurato frutto.
Kamimura ha scritto un capolavoro. Il secondo tra i due volumi mi è piaciuto ancora di più nonostante abbia dato 5 stelline anche al primo. L’entrata in scena dell’autore nel racconto è stato un tocco di classe
Dei due volumi ho trovato indubbiamente più coinvolgente il primo, anche perché tratta più temi e in modo più analitico. Questo secondo volume è un pochino più lento e piatto, ma ho scelto di dargli lo stesso numero di stelline che ho dato al primo perché tutto sommato lo trovo ugualmente riuscito. Stavolta la trama prende spunto dalle difficoltà economiche che il club sta attraversando, tanto che Yuko è costretta a cercarsi un finanziatore. Il povero Ken, il barista del club innamorato di Yuko, spera sempre che lei decida finalmente di stare con lui e si assiste a un continuo tira e molla fra i due. Non nego che in alcuni momenti non ho proprio capito le mosse della protagonista, forse anche perché non mi ritrovo nella mentalità giapponese e fatico a capirne le dinamiche. In ogni caso speravo in un finale che desse più speranza.
Este tomo continúa con la historia de Yuko como Madame de un pequeño bar llamado "El club del divorcio".
Con este segundo tomo se cierra la historia de la protagonista que ha ido avanzando emocionalmente a lo largo de la historia. Parece que con algo más de madurez comienza a tener un objetivo claro en la vida. Aún así no faltarán los momentos en los que la naturaleza caprichosa de la protagonista la haga sufrir tanto a ella como a las personas de su entorno.
Vuelven a salir temas tabús relacionados con el matrimonio, el divorcio, la maternidad, la crianza de los hijos, etc. que pondrán de relieve ciertos aspectos sociales de Japón.
Es un manga enfocado al público adulto con la intencionalidad de dar visibilidad al estigma de las mujeres divorciadas en Japón que puedo recomendar a todas las personas, mayores de 16 años, que disfruten con este tipo de novelas gráficas.
"da bambina cosa saresti voluta diventare?" "io... beh... credo una dottoressa. ero molto attratta dal camice bianco. più avanti iniziò a piacermi la figura dell'infermiera, e durò fino alle scuole medie." "e quando andavi alle superiori?" "a quel tempo non c'era più niente che mi piacesse. non volevo diventare nulla." "non è triste pensare a ciò che saresti voluta diventare, ma alla fine non ci sei riuscita?" "già. ma più che altro... per me è triste pensare che sono diventata ciò che non avrei voluto."
"io ho conosciuto l'amore delle persone solo dopo aver toccato il fondo"
"ti prego... lasciami dormire. un po', soltanto un po'. fammi dormire finché sarà mattino. tanto il mattino arriva subito..."
Manga realista que muestra los sinsabores de una mujer que regenta un local en Ginza, el ser divorciada, pasar las noches rodeada de hombres que van a su local muchas veces a ahogar las penas o a sentir algo de confort, la relación tormentosa con su madre que se hace cargo de su hija. El estigma de estar divorciada. Me ha parecido muy peculiar la figura del maestro Kuroi. El sufrimiento y la soledad, la rutina, los pesares de la vida de los personajes. El dibujo, el juego que hace con las sombras, mostrando los claro oscuros del día a día
Toujours aussi joli, mais certaines scènes étaient un peu moins lisibles dans le découpage. Par moments, l’œuvre est très dure (je pense notamment au ). La fin ne m'a pas convaincue (je suis restée sur ma faim, sans mauvais jeux de mots). Elle était trop rapide, alors que le reste de l’œuvre a plutôt tendance à prendre son temps pour exposer les choses. Et puis c'était d'un triste... Je suis néanmoins ravie d'avoir lu ce manga.
Toujours dans la même veine que les premiers tomes, j'ai moins aimé ce deuxième volume. J'aurais aimé moins de suggestions et plus d'action entre les protagonistes. Mais j'imagine que c'est aussi le message du mangaka de nous dévoiler à quel point la vie des ces femmes japonaises est fragile et certaine.
4.5✨ Questo sequel è stato anche più bello del primo. Disegni meravigliosi, mai volgare nonostante la presenza di scene di nudo (anzi, i disegni delle scene intime sono forse i più delicati). Mentre sullo sfondo si srotola la vita della protagonista, ogni capitolo è uno scorcio nella vita di gente di provenienza e classe sociale diversa. Realistico. Poetico. Delicato. Divertente.
[1975] La segunda parte y final de la historia de Yuko se va desmoronando sin remedio hacia la nada y sí, ciertamente, es como debe acabar pero lo vas viendo venir y extrañamente se pierde la emoción por el camino.
Ce tome en lui-même est très bien, mais la fin reste assez incompréhensible, elle gâche l'ensemble à mes yeux, je suis assez déçue de ne pas être parvenue à saisir ce qu'a voulu transmettre Kazuo Kamimura sur ces dernières pages.
Je me suis forcé à terminer mais au final j’ai trouvé cette série intéressante pour le regard qu’elle apporte sur les femmes divorcées des années 70 au Japon, et toutes les attentes qui pèsent sur elles (famille, sociales, travail,…) alors qu’elles veulent juste mener la vie qui leur chante.
Kazuo Kamimura non si smentisce mai. La profondità e la semplicità al tempo stesso della narrazione, unita alla bellezza dei disegni, rende questa storia unica. Bellissimo
CONTENT: - Twenty chapters; - Approximately 500 pages.
PROS: - Realistic story taking place in modern Tokyo; - Elegant lineart reminiscent of woodblock prints; - Strong lead character and colorful supporting ones; - Highly documented immersion in the world of Japanese bars.
CONS: - A few anatomy inconsistencies; - Assistants with radically different styles; - Sometimes awkward storytelling.
ADDITIONAL INFORMATION: - Series in two volumes; - Based on the author's own experiences.
TARGET AUDIENCE: - Japanese culture and society scholars; - Graphic novel enthusiasts.
RELATED READING: - "The Man Without Talent" by Yoshiharu Tsuge; - "A Distant Neighborhood" by Jiro Taniguchi; - "Ayako" by Osamu Tezuka.