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L'abisso di Eros. Seduzione

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«Con la sua passione contagiosa Nucci ci trasporta in un viaggio sorprendente nel mito eterno di Eros. »
Donatella Di Pietrantonio

«Chi ama davvero non può che essere riamato». «Chi ama davvero ama per sempre». Stanno così le cose o queste due leggi dell’amore non sono altro che un sogno cui tutti vorremmo credere? Dobbiamo tornare molto indietro nel tempo per trovare una risposta. Sono storie famosissime quelle che possono aiutarci. Elena e Menelao; Pericle e Aspasia; Saffo e le sue ragazze; Socrate e i suoi ragazzi. Tutti i grandi amanti dell’antichità seppero conquistarsi amori eterni. Quale fu il loro segreto? In un libro in cui lo studio e i racconti si uniscono al viaggio nei luoghi dove tutto accadde, Matteo Nucci narra la potenza invincibile di Eros, il dio oscuro delle origini, maschile e femminile assieme, capace di squarciare il petto di coloro che incontra pur di penetrarne l’anima e sovvertire ogni regola. Scopriremo che, con inarrivabile chiarezza, i greci – poeti e filosofi, narratori e storici, scienziati e politici – seppero cogliere l’irresistibile potere della forza che come nessun’altra può muovere gli esseri umani, costringendoli a calarsi nelle loro profondità abissali. Soltanto Eros infatti riesce a spingere tutti noi alla ricerca inesauribile di quella sconcertante bellezza che ci fa tremare le gambe. Una bellezza che solo chi sa arrossire e provare vergogna può cogliere. La bellezza che brilla quando siamo noi stessi. E che, proprio per questo, unica può renderci felici.

323 pages, Kindle Edition

First published October 1, 2018

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About the author

Matteo Nucci

26 books21 followers
Matteo Nucci è nato a Roma nel 1970. Ha pubblicato con Ponte alle Grazie i romanzi “Sono comuni le cose degli amici” (2009, finalista al Premio Strega), “Il toro non sbaglia mai” (2011), “È giusto obbedire alla notte” (2017, finalista al Premio Strega) e il saggio narrativo “L’abisso di Eros” (2018). Per Einaudi sono usciti una nuova edizione del “Simposio” di Platone (2009) e i saggi narrativi “Le lacrime degli eroi” (2013), “Achille e Odisseo. La ferocia e l’inganno” (2020), “Il grido di Pan” (2023). Per HarperCollins il romanzo “Sono difficili le cose belle” (2022) e il saggio “Sognare i leoni. L’eroismo fragile di Ernest Hemingway” (2024). Suoi racconti sono apparsi in quotidiani, riviste, antologie, eBook. Collabora con La Stampa e l’Espresso.

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Raquel.
341 reviews171 followers
September 20, 2020
Recibí una copia del libro por parte de la editorial (Duomo Ediciones) a cambio de una reseña. Esto no afecta mi opinión sobre el libro ni el contenido de mi reseña.
«Cuando amamos no intentamos recrear una unidad perdida sino que buscamos lo que es bueno para nosotros. El amor es búsqueda, tensión, aspiración continua a algo siempre debemos seguir buscando.»

Reseña en español | Review in English (below)
Eros nace de una abertura, del abismo o precipicio que es el Caos según la Teogonía de Hesíodo. De un desgarro nace el Amor, y es tanto fuerza creadora como destructora, siendo las teogonías de la antigüedad griega relatos llenos de violencia patriarcal. Pero el amor es también búsqueda y "aspiración continua a algo que siempre debemos seguir buscando” (como así es la filosofía en la búsqueda continua del saber) e incluso "el deseo que empuja a los seres humanos a buscar la mitad perdida” (por la condena de Zeus y el corte que hizo a los individuos primigenios de doble rostro).

El autor italiano Matteo Nucci nos lleva de la mano en un viaje a la Antigua Grecia en tres partes -Desgarro, Seducción, y Desconcierto– donde mezcla la historia, el arte, la filosofía y la literatura para responder en qué manera eros cambia nuestra alma y qué ocurre cuando nos enamoramos (de alguien, de algo, del saber, de un libro…). Hay fragmentos en esta narración que me han chirriado por, quizás, querer buscar una mirada feminista y de género sobre cuestiones de violencia en la historia, mitología y filosofía antigua –pero como buen ensayo me deja con ganas de ahondar en estos temas a través de otra perspectiva no clásica–, pero me ha gustado el carácter reflexivo de este libro y lo mucho que me ha hecho pensar y (volver a) disfrutar de la filosofía.
«Es difícil decir cuál es la distancia entre eros y philía, amistad. Sin duda lo que une a los auténticos amigos es un sentimiento que emana amor. Sócrates lo sabe y pregunta concienzudamente cómo es posible contraer una amistad: si es suficiente que uno quiera al otro o si también se requiere que el otro corresponda la amistad»

Mi aspecto favorito de El Abismo de Eros es cómo se entrelazan cuestiones filosóficas sobre Eros (con Platón, Aristóteles y Sócrates en el centro) con representaciones artísticas de mitos, historia y literatura –aunque me hubiera gustado que se incluyesen láminas o fotografías de algunas obras comentadas.

El Abismo de Eros es un ensayo que os gustará si estáis bastante interesados en filosofía y mitología griega. Una narración muy especial, para subrayar y anotar, pero sólo si os llaman especialmente estos temas y no os molesta un ritmo lento y muy reflexivo.
«Los hombres, ya sea en nuestra época o al principio, empezaron a filosofar a causa de la maravilla »

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Review copy was received from the publisher in exchange for an honest review. This does not affect my opinion of the book or the content of my review
Eros is born from an opening, from the abyss or precipice that is Chaos according to Hesiod’s Theogony. From a tear Love is born, and it's both a creative and destructive force, and the theogonies of Greek antiquity are stories filled with patriarchal violence. But love is also a search and the "continuous aspiration to something that we must always keep looking for“ (as philosophy is in the continuous search for knowledge) and even "the desire of all human beings to search for their lost half”.

Italian writer Matteo Nucci ( L'Abisso di Eros / The Abyss of Eros ) takes us by the hand on a trip to Ancient Greece in three parts –Tear, Seduction, and Bewilderment– where he mixes history, art, philosophy and literature to answer how eros changes our soul and what happens when we fall in love (with someone, with knowledge, with a book…).

There were some parts that annoyed me for, perhaps, my need to analyse with a feminist and/or gender perspective issues of violence in ancient history, mythology and philosophy –it leaves me craving for delving into these topics through a non-classical perspective–, but I liked the reflective nature of this essay and how much it's made me think and (return to) enjoy philosophy. I've loved how philosophical questions about Eros (with Plato, Aristotle and Socrates in the centre) are intertwined with artistic representations of myths and history –although I'd have liked it would include pictures or photographs of some commented artworks.

The Abyss of Eros is an essay that you'll like if you're interested in Greek philosophy and mythology. It's a very special book, amazing to underline and write down on its margins, but only if you're a big fan of these topics and you don't mind a slow pace and a very reflective mood.

*I use the CAWPILE rating system created by Book Roast, and this book was a 6/10 for me.
Profile Image for Intervalla Insaniae.
141 reviews40 followers
October 9, 2020
Per me che sono piuttosto ignorante in quanto a mitologia greca c'è stato, in questo libro, qualche spunto interessante.
Peccato però che il modo di scrivere dell'autore sia dei più fastidiosi.
Insopportabili frasi-sentenza prive della minima grazia grammaticale costellano il testo; i paragrafi sono così scoordinati l'uno dall'altro da creare una grande confusione (certo scambiata da Nucci per una potente trovata stilistica). Ne risulta una lettura a saltelli, sgraziati e inutili, intervallati da atmosfere idilliache un po' ridicole.
No, non ci siamo proprio, mi sono talmente infastidito! Non si può scrivere così, con tutta questa volgare voglia di creare enfasi crivellando di punti il testo. Esistono le virgole! Esistono le subordinate e le frasi di senso compiuto. Ma cosa si deve capire da un paragrafo che, proveniente da una riflessione sul Fedro, comincia con "Stesicoro."? C'è bisogno dell'effetto trailer di Hollywood per portare l'attenzione sui temi trattati?
C'è bisogno di usare questa profusione di sinonimi consecutivi, tre, quattro a volte, per esprimere qualsivoglia concetto (ho pensato con gusto a Proust e Madame de Cambremer, ridendo di Nucci)?
Oltretutto, al di là di quei pochi spunti di cui sopra, mi sembra che il tema sia trattato in modo a dir poco sconclusionato e disordinato.
Che irritazione.
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