La Sicilia è un’isola per modo di dire è molte cose insieme: un libro di raffinata e irresistibile comicità, un racconto lucido di una terra molto amata, un diario di viaggio curioso e impertinente, un manuale d’istruzioni per montare e smontare il mito della sicilitudine. Mario Fillioley sa bene di trovarsi davanti un luogo fin troppo raccontato, ammantato di una sua tradizione che – dal ciclo dei vinti fino alle fiction televisive – ha accumulato e inglobato una serie sterminata di versioni, sempre al confine tra topos e stereotipo. E sa che per raccontarlo, quel luogo, nelle sue infinite manifestazioni, ha una sola arma vincente: l’ironia. Evitando tanto le pose retoriche quanto quelle antiretoriche, Fillioley parla al lettore come fosse un amico, senza trucchi e senza ipocrisie. Riesce così in un’impresa apparentemente impossibile: dire qualcosa di nuovo sull'isola troppo grande, troppo complessa, l’isola per modo di dire. Raccontare, con leggerezza e amoroso disincanto, una Sicilia diversa, non definitiva e quindi tanto più vera e credibile.
Sono Siciliana, costa orientale. Ho studiato a Pisa, come l'autore, e vivo qui, tornando spesso in Sicilia. Amo particolarmente la zona di Siracusa, il mare, Ortigia, le tragedie al teatro greco... E ho riso ad ogni singola pagina di questo libro. Un racconto della Sicilia ironico e fresco. Bellissimo soprattutto per chi da siciliano spesso si racconta più attraverso gli stereotipi che con la realtà. Ho amato davvero questa lettura, divorata in pochissimo tempo
Quanti modi esistono per raccontare la Sicilia? Un fazzoletto di terra al centro del mediterraneo a cui calza troppo stretta la definizione riduttiva di isola. Gli arabi, i normanni, la mafia, la caponata, le nonne, i vizi e le virtù dei siciliani, tutti aspetti già raccontati dai giganti della letteratura ma Mario trova una via nuova, leggera ma efficace : l'umorismo, attraverso una narrazione a tratti esilarante riesce a cogliere l'essenza della Sicilia e dei siciliani.
Letto in "abbinamento" a una settimana di vacanza a Favignana. Divertente, ironico, arguto, un perfetto compagno di ombrellone sicano (non diciamo siciliano ché Fillioley se la prende)
Sulla Sicilia si sono creati tanti stereotipi, anche in positivo, alimentati da una lunga tradizione letteraria che poi si è rafforzata con le serie tv, i tour enogastronomici, la creazione del mito del ragusashire. Nel suo libro, Filiolley cerca di raccontare un’altra Sicilia, lontana da questi modelli e la racconta con una lingua fresca che nn è infarcita di dialetti ammiccanti e di macchiette.
Non raccomando questo libro agli stranieri che vogliono imparare l'italiano perché è volutamente scritto con un linguaggio colloquiale. Per il resto, è una boccata d'aria, una lettura scorrevole, divertente, di intrattenimento ma anche "informativa" sulla vita in Sicilia.