Wa significa armonia, ma come tutte le parole giapponesi evoca molto di più. Wa è infatti tutto ciò che è mite, sereno e moderato, ma è anche tutto ciò che è giapponese.
Wa è un prefisso, che come un sigillo si applica sulle cose e sui concetti. Tramite Wa, il Giappone ci insegna la sua più grande lezione: che la bellezza, la gioia e il senso civile si costruiscono con grande impegno, attraverso un lavoro continuo su se stessi, imparando la pazienza, facendo le cose con cura e mai a discapito degli altri, perché una felicità davvero sostenibile è un progetto di tutti e mai di uno soltanto.
Questo libro è un viaggio attraverso 72 parole – 72 come le stagioni giapponesi, che ogni cinque giorni danno la possibilità di rinnovarsi – che simboleggiano e racchiudono in sé il fascino e l’essenza del Giappone.
Laura Imai Messina was born in Rome and graduated in Literature from La Sapienza University. She moved to Tokyo at the age of twenty-three to perfect the language and has been permanently living in Japan ever since. She obtained a first level doctorate in Comparative Cultures at the International Christian University with a thesis on the Japanese writer Ogawa Yōko and at the Tokyo University of Foreign Studies a PhD with a comparative thesis on the subject of materiality in Japanese and European literature.
Non una guida turistica in senso stretto, ma un’intensa full immersion nello spirito del Giappone delineato per mezzo di 72 parole-chiave pregne di poesia e significato; 72 come le stagioni dell’antico calendario lunare che servono a contrassegnare la fine e l’inizio di nuovo ciclo.
Partendo dal loro etimo Laura Imai Messina ci conduce per mano in un mondo dove WA 和 (l’armonia) è sacrosanta e ci svela quei piccoli atteggiamenti e codici di comportamento che, per gli stranieri, rendono così indecifrabili gli abitanti del Sol Levante abbattendo così ogni pregiudizio e luogo comune. Si serve di questi vocaboli quasi quanto un pittore impressionista nel dipingere con mirate e variopinte pennellate l’ambiente che lo circonda; raffigurando una realtà che, sotto numerosi punti di vista, si discosta dalla nostra. C’è un grande senso di appartenenza alla propria nazione e lo si evince dal fatto che ogni azione è finalizzata al bene comune e mai a privilegiare il singolo, oppure per il loro autocontrollo che, erroneamente, potrebbe essere scambiato per disinteresse. È inequivocabile che sia stato scritto con sentimento; l’autrice è profondamente legata a questa terra mite e dalle mille sfaccettature, rappresentataci da una scrittura fascinosa e oltremodo complessa che è anche istantanea di delicate immagini – come se fossero dei mini haiku - per esempio il kanji di “gentilezza” 優しさ (Yasashisa) che - lanciando a sbriglia sciolta la nostra immaginazione - mostra una persona che, con animo preoccupato, guarda dal margine, di lato.(cit. da pagina 334 ) Un compendio sul pensiero e la saggezza nipponica raffinato come un roseo petalo di sakura(桜), ma con un lato kawaii per l’aggiunta di disegni stilizzati e scritte conformi alla parola corrispondente. Messina ha il dono di comunicare concetti talmente significativi da rasentare la poeticità proprio per il garbo e la misuratezza dei quali si avvale, suscitando quell’irrefrenabile voglia di approfondire e scavare più a fondo. Forse non è stato l'approccio migliore, ma voi - a differenza mia - potreste seguire il suggerimento dell'autrice e pescare direttamente dall'indice le parole che più vi ispirano, lasciandovi guidare dalle sensazioni. Io mi sono avvicinata a questo libro come se fosse un vero e proprio testo scolastico: armata di matita, segnapagina colorati e post-it per accludere postille a piè pagine, ma soprattutto di molta, molta pazienza. L’impegno è stato ricompensato, ho imparato e apprezzato ancora più nel profondo questa cultura che ha sempre esercitato su di me un particolare ascendente - magari proprio per la lieve potenza ammaliatrice che emana – , nonostante ne abbia ancora una conoscenza abbastanza superficiale. Il Giappone è discreta ed eterea bellezza scevra da ogni vanteria. Consiglio questo testo a chi come me sogna di andarci, ma anche a chi c’è già stato e vorrebbe prolungare ancora questa magica esperienza.
Ho vissuto proprio "wa" l'estate scorsa e l'ho percepita appena salita sull'aereo, sono bastate quelle quattro chiacchiere sincere con un signore anziano giapponese che ritornava a casa dopo una vacanza in Italia con un suo amico, per capire quanto siano come popolo interessati a comprendere la diversità ed approcciarsi ad essa con sincera curiosità! E' bastata quella domanda: "perchè voi mangiate così tanti panini quando andate in gita o siete fuori casa?" e la nostra risposta: "è un po' come il vostro bento, ci accompagna nelle pause pranzo, offrendo infinite possibilità di combinazioni" per creare immediatamente "wa". Le barriere geografiche sono cadute in pochi minuti ed era come se stessimo parlando con nostro nonno! Poi appena atterrate a Narita altre mille sfaccettature di "wa" ci sono piovute addosso come una pioggerellina primaverile. Non basterebbe un'enciclopedia, una vita intera per vivere ed assimilare appieno l'armonia della società giapponese; perchè non si può spiegare facilmente a parole. Non è vero che i sorrisi sono falsi o sono delle maschere, perchè dai bambini, alle ragazze o agli anziani che abbiamo incontrato sui vagoni della metro, nei negozi oppure nei locali che abbiamo frequentato durante la nostra meravigliosa vacanza, ho percepito quel desiderio di creare empatia, di diffondere gioia, nonostante ci fossimo incontrati per la prima volta. Basta uno sguardo per mettere a proprio agio, quanto è vero; i giapponesi sono educati in un certo senso all'instaurare empatia, a diffondere armonia con tutti e proprio questo abbatte ogni barriera, ogni pregiudizio. L'accoglienza, l'accettazione dell'altro da sè si possono creare solo attraverso "wa", tanto che le file o le code per salire sul treno o per accedere ad un tempio in una domenica mattina, non pesano affatto. I giapponesi sanno farti sentire parte del loro mondo! Non ci si sente stranieri nè a Tokyo nè a Kyoto, ma al contrario inseriti nelle vie e nel brulicare della società. Le regole le si rispettano così con ammirazione e si vuole proprio contribuire nel proprio piccolo, dando esempio di altrettanto rispetto! Il Giappone regala pace, regala armonia, regala emozioni e mi manca troppo!! Ho lasciato seriamente il cuore lì e non vedo l'ora di tornare, di esplorarlo nuovamente e di arricchirmi nel profondo della mia anima!! Davvero consiglio questo libro a tutti gli amanti del Sol Levante, che vi sono stati o che da sempre sognano di andare! E' un paese che merita un'infinità di vite di viaggi!
Scandito come il ritmo delle 72 stagioni dell'antico calendario lunare, il libro è diviso in 4 macro-capitoli (primavera, estate, autunno, inverno) di 18 mini-capitoli ciascuno, in cui l'Autrice prende spunto da alcuni termini in lingua giapponese per approfondire i relativi tratti culturali nipponici. È un'ottima lettura per chi è affascinato dal paese del Sol Levante ed è interessato a conoscerne usi e costumi e offre anche interessanti spunti di riflessione filosofica. Molto gradevole anche l'approccio linguistico e l'indagine etimologica degli ideogrammi per identificarne lo spirito alla base.
Laura è entrata nel novero delle mie autrici preferite, e mi spiace tantissimo non aver apprezzato questo suo lavoro.
Un po' credo abbia contribuito la struttura enciclopedica, sapevo di questo format ma in qualche modo me lo ha fatto apprezzare un po' meno.
Ho colto la seconda via che si propone il libro, quella di aprire il lettore ad una cultura nuova e totalmente differente tramite queste 72 parole. Istillare le idee sulle quali, più o meno inconsciamente, rifletterò e mi serviranno come nuove lenti tramite cui interpretare il mondo e gli altri.
Il taglio però, mi è sembrato molto di parte. Forse sono io che cerco sempre i diversi punti di vista intorno alle cose, ma in questo contesto mi sembra tutto bellissimo, elegantissimo, a postissimo. Il che in un certo senso pone una sorta di velo, mi viene da chiedermi "ma è davvero tutto così nella vita di tutti i giorni in Giappone"? Come ogni cultura credo viva di luci e di ombre, e un po' mi spiace qui vengano presentate solo le luci.
Forse, semplicemente, ho letto questo libro in un momento sbagliato. Forse dovrei essere meno digiuna di quel che è il Giappone per apprezzare appieno queste parole, queste idee, queste sfumature. Sicuramente questo libro è stato capace di alimentare ancora di più la mia curiosità verso il Sol Levante. Chissà, forse un giorno riuscirò a toccarlo con mano...
Ho impiegato qualche mese per leggere quest’opera, perché ho voluto prenderla con calma, in quanto ho capito subito che nonostante i concetti fossero espressi in modo molto semplice e intuitivo, avrebbero richiesto comunque una certa dose di tempo per poter essere introiettati al meglio.
All’interno di “Wa” infatti troviamo più di sessanta espressioni giapponesi, suddivise secondo uno schema stagionale, e il loro relativo significato. Queste parole ci aiutano ad avvicinarci alla comprensione di cosa sia “Wa”, un termine che comprende diverse sfumature che vanno dall’armonia, all’inclusività, all’accettazione.
La bellezza di questo libro sta proprio in questo, non solo nel fatto che mi abbia dato la possibilità di imparare delle nuove espressioni, ma anche tutto il corollario di usi e tradizioni che le accompagna, lo studio dei loro kanji, i proverbi a esse collegati e molto altro ancora.
Capire il Giappone è possibile, se si analizzano le parole e i gesti messi in atto da questa cultura. Non so se giudicarlo del tutto positivamente o forse aggiungerci un po’ di critica perché ho intravisto un po’ troppo “orientalismo”.
Tutto sommato è una bella lettura, ricca di curiosità e informazioni sul popolo, sulla lingua e sulle tradizioni giapponesi.
Un viaggio attraverso la cultura giapponese. A tratti mi è parso ripetitivo e poco scorrevole, ma rende comunque appieno la sensazione di Lost in translation che si prova entrando in contatto con il Giappone... Voglia smisurata di tornarci oggi stesso... E di imparare a scrivere e riconoscere i kanji!
Questo saggio mi ha catturato fin dalle prime righe! Una lettura davvero interessante, che tratta di cultura giapponese e non solo. Grazie alla scrittura super coinvolgente dell'autrice, infatti, il lettore è spinto non solo al confronto culturale, ma anche all'autoanalisi, alla riflessione e, se vogliamo, alla meditazione. La sensazione di "wa" (armonia), pervade ogni parola e accompagna per l'intera lettura.
Heute habe ich eine ganz besondere Empfehlung für alle Japan-Liebhaber und für alle, die mehr über Land, Menschen und Sprache erfahren wollen und dabei auch eine Reise der Selbstreflexion antreten möchten.
Denn die Kultur Japans spiegelt sich sehr stark in den Schriftzeichen / den Kanji wieder und allein wenn man sich diese naher anschaut, erfährt man so viel über die Ursprünge der Kultur, die Wurzeln des respektvollen Miteinanders und die ganze Japanische Lebensweise. Die nahezu philosophischen Ansätze regen zum Nachdenken und Reflektieren an.
Meine erste Begegnung mit der Autorin war durch das Buch „Das Archiv der Herzschläge“, das für mich ein Jahreshighlight war. Im Gegensatz dazu handelt es sich bei „Eine Reise in 72 Wörtern“ nicht um einen Roman, sondern um ein Sachbuch. Ein Großteil der Texte stammt aus dem über viele Jahre geführten Blog „Giappone Mon Amour“ von Laura Imai Messina; für das Buch wurden die Beiträge überarbeitet, ergänzt und in eine neue Form gebracht. Die Texte sind gegliedert nach Jahreszeiten; in Japan bricht alle 5 Tage eine neue Jahreszeit an, womit sich das Jahr in 72 Abschnitte gliedert, in denen immer Bestimmtes von besonderer Bedeutung ist. Dies ist der rote Faden des Buchs. Man muss das Buch aber nicht chronologisch lesen, sondern kann sich nach Lust und Laune Kapitel heraussuchen, die einen grade ansprechen, oder sich für den Tag ein bestimmtes Thema vornehmen. Auf melodiöse und poetische Art und Weise nähert sich Laura Imai Messina den Themen, das Gelesene löst etwas aus und man beginnt unweigerlich zu reflektieren. Für mich hat das Lesen dieses Buchs etwas Meditatives - eine ganz besondere und außergewöhnliche Lektüre, die einem viel geben kann, wenn man sich dafür öffnet ♥️
„Auch hierin liegt die besondere Weisheit Japans: dass man nämlich die Freude vergrößern kann, indem man dieselbe Sache wie durch ein Prisma betrachtet, um sie in all ihren Facetten zu sehen, und indem man den Dingen Namen gibt - man tauft den Regen, benennt die vielen Spielarten des Windes oder das sich langsam wandelnde Aussehen einer Blüte.“ (S.46)
Un libro che ho amato tantissimo, in tutto: nella struttura, nella scrittura, nella grafica.
Sono tante parole-concetti esaminate con la volontà di fare parallelismi tra il linguaggio e la cultura che l'ha concepito. Già di per sé è un approccio affascinante, ma è reso ancora più efficace da una trattazione innamorata e una esposizione che ha il sapore di pomeriggi passati assieme; lunghe camminate ad esplorare l'etimologia delle stagioni. È uno sguardo attento che si pone lo scrupolo di capire il Giappone e di comunicarlo, per sottrarsi all'errore di reinterpretare tutto attraverso la visione occidentale. Nonostante l'apparente leggerezza c'è un immenso lavoro di costruzione alle spalle, come testimoniano le frequenti citazioni letterarie all'interno del testo, che tirano in ballo una curata bibliografia. La divisione in stagioni e i disegni a bordo pagina fanno da perfetta cornice a un calendario di parole che si susseguono con la stessa naturalezza e assenza di pretese dei giorni dell'anno.
Non c'è molto altro da dire. Chi ama il Giappone amerà questo libro. Chi non parte già sbilanciato potrebbe scoprire un intero mondo che non conosce.
Unico appunto: non è una visione a tutto tondo. Non va visto come un trattato antropologico del Giappone che va ad esplorare anche le complicazioni della sua società (le sfiora però, in alcuni casi). Non ne ha minimamente la pretesa. È una scelta lucida che pone l'accento sul positivo, la cui motivazione è tutta contenuta nelle conclusioni, e attinge proprio alla mentalità che cerca di rappresentare.
🎐 72 ᴘᴀʀᴏʟᴇ ᴘᴇʀ ᴄᴀᴘɪʀᴇ ᴄʜᴇ ʟᴀ ꜰᴇʟɪᴄɪᴛᴀ̀ ᴘɪᴜ̀ ᴠᴇʀᴀ ᴇ̀ ǫᴜᴇʟʟᴀ ᴄᴏɴᴅɪᴠɪsᴀ: e proprio attraverso 72 𝙥𝙖𝙧𝙤𝙡𝙚-𝙨𝙞𝙢𝙗𝙤𝙡𝙤 l’autrice ci riporta ancora una volta in 𝙂𝙞𝙖𝙥𝙥𝙤𝙣𝙚, la terra che l’ha adottata e che ormai da molti anni chiama casa.
🎐 Ognuna di queste paroline nasconde in realtà 𝙨𝙞𝙜𝙣𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖𝙩𝙞 molto 𝙥𝙧𝙤𝙛𝙤𝙣𝙙𝙞 ed 𝙚𝙫𝙤𝙘𝙖𝙩𝙞𝙫𝙞, e ci raccontano di una terra ricca di 𝙘𝙪𝙡𝙩𝙪𝙧𝙖, 𝙨𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖, 𝙪𝙨𝙖𝙣𝙯𝙚 e 𝙖𝙗𝙞𝙩𝙪𝙙𝙞𝙣𝙞 totalmente diverse dalle nostre (italiane), ma proprio per questo ancora più affascinanti e intriganti.
🎐 Ciascuna di queste parole riconduce inesorabilmente a 𝙬𝙖 和, parola che indica l’𝙖𝙧𝙢𝙤𝙣𝙞𝙖 e tutto ciò che è legato al Giappone, e ognuna di esse ci lascia un 𝙢𝙚𝙨𝙨𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤, una lezione, un suggerimento su come affrontare e 𝙫𝙞𝙫𝙚𝙧𝙚 la vita in modo più 𝙨𝙚𝙧𝙚𝙣𝙤, 𝙦𝙪𝙞𝙚𝙩𝙤, armonioso appunto.
🎏 Una lettura interessante e molto affascinante, da godere tutta d’un fiato oppure a piccole dosi, quando più se ne ha bisogno, o semplicemente seguendo l’andamento delle stagioni.
Non un romanzo, piuttosto un saggio dotto, con tantissime citazioni di letteratura giapponese e occidentale, che attraverso 72 parole cerca di spiegare la civiltà di un popolo. Il Giappone mi attrae da molto tempo, e seguivo l'autrice sul suo blog da prima dell'uscita di questo libro, perciò l'ho acquistato presa dall'entusiasmo. Non è facile da assimilare, forse non è neanche quello il suo scopo, forse basta una fuggevole illuminazione, una connessione sottopelle. Quest'anno l'ho ripreso in mano, come parte della coltivazione di un nuovo progetto, per vedere questo mondo malato con occhi nuovi, e sono felicemente arrivata in fondo. Alcuni concetti sono giocoforza ripetuti sotto più angolazioni, ma le sfaccettature del wa, raccontato da una occidentale, sono tante e tutte interessanti.
ATY book challenge, week 47: a book that is not-fiction, other than biography etc. Goodreads Italia Monopoli, vicolo Corto: titolo di una parola Iread book challenge 24/40 Libro sulla crescita personale Popsugar reading challenge 24/50 libro più vecchio sulla TBR list
In questo libro l’autrice – un’italiana che ha scelto il Giappone come nuova casa – ci accompagna in un viaggio fatto di parole della lingua giapponese, ognuna utilizzata come lente attraverso cui osservare alcuni aspetti significativi della cultura nipponica, invitando il lettore a riflettere su ciò che ogni civiltà potrebbe imparare dal Giappone. La scelta di citare autori, filosofi e pensatori, sia orientali che occidentali, colloca la cultura giapponese in un contesto più universale, pur lasciando talvolta l’impressione che i temi affrontati siano più un’introduzione, pensata per offrire le porte d’ingresso al Giappone. È una lettura che invita a rallentare, osservare e lasciarsi sorprendere: qualità che, come il libro suggerisce, non appartengono solo ai giapponesi, ma sono patrimonio di chiunque scelga di coltivarle.
Un gioiellino per chi ama il Giappone, un manuale per chi vorrebbe imparare a conoscerlo. Laura Imai Messina ci spiega, con linguaggio semplice e diretto, la filosofia del mondo giapponese senza avere paura di evidenziare anche quelli che per noi occidentali sembrano difetti. Il paragone con altre culture unito alle citazioni di personaggi illustri sia giapponesi che non, creano la perfetta mescolanza tra culture. Un libro molto interessante che fa pensare, filosofie che quasi ci costringono a guardarci allo specchio per analizzare il nostro stile di vita e il nostro modo di pensare. Un confronto delicato e rispettoso che rende questo libro un vero e proprio tesoro.
Il glossario messo nelle ultime pagine è praticamente inutile, secondo me è troppo lento, descrittivo fino all'esagerazione, ci si perde nelle frasi e si esprimono sempre gli stessi concetti. Pur di avere 72 parole sembra che ne abbia infilate 30/40 per forza. Le frasi a volte vengono lasciate a metà, le citazioni sono eccessive, e si parla di frasi e parole giapponesi come se il lettore sappia già molto su questa lingua e sui relativi vocaboli. Non vedevo l'ora di finirlo!! Peccato perché l'idea del libro prometteva molto bene.
"Donare è rinunciare, farlo bene è non far intuire all'altro l'eventuale privazione. Il compito di chi riceve, invece, è non dare il ricevuto per scontato: mettendosi nei panni di chi dà, dovrà infatti immaginare che, per quanto elegantemente lo nasconda, quel qualcuno ha effettivamente rinunciato a qualche cosa."
"Soffermarsi sui dettagli tanto a lungo, considerare tutto quello che ci accade e attribuire a ogni cosa la medesima importanza, porta con sé il rischio di smarrire la capacità di orientarsi."
Seguo Laura Imai Messina da molto tempo, ho altri suoi libri, amo il suo modo di raccontare, non solo il Giappone ma la vita in generale, con poesia, colori e delicatezza. Un'anima gentile, una scrittura semplice ma non banale, che arriva dritta al cuore! Un libro per chi ama il paese del Sol Levante e ne subisce il fascino, misterioso e raffinato. Un libro che promette una micro rinascita ad ogni parola e che ti fa venir voglia di essere una persona migliore!
Il testo è scritto molto bene e raccoglie aneddoti molto interessanti di una cultura spesso incompresa. Personalmente ho trovato il libro molto istruttivo e ricco di spunti per migliorare il proprio stile di vita. Lo consiglierei vivamente ad ogni lettore che vi si approcci con una mente aperta e con la voglia di conoscere e non di giudicare.
Un saggio sulla cultura giapponese. Un viaggio attraverso le 4 stagioni che ci lasciano immergere nel significato profondo delle parole che le caratterizza. Ogni singola parola è stata, per me, una dolce carezza serale, a conferma che per vivere tutti in armonia bisogna essere educati a farlo collettivamente. Lo consiglio a chiunque si sente fuori posto in questa parte di mondo.
Bellissimo, specialmente per chi ama il Giappone e tenta inutilmente da anni di impararne la lingua. Però dire che questo è un libro solo per cultori della materia è estremamente riduttivo quindi non lo farò e mi limiterò ad apprezzarlo e consigliarlo a chiunque!
72 parole che spalancano la porta su aspetti peculiari della cultura giapponese e permettono di capirne un po' di più le diverse sfaccettature. La poesia della voce dell'autrice riesce a trasformare questo saggio in una lettura coinvolgente e delicata
Che grandioso concentrato di saggezza e poesia. Un saggio linguistico che attraverso l'esposizione di 72 concetti spiega con incantevole delicatezza ed efficacia la filosofia che sta alla base del funzionamento della società giapponese. Lettura caldamente consigliata agli amanti del Giappone.
Definire questo libro "Illuminante" è poco...peccato non averlo letto prima di andare in Giappone. Dovessi tornarci adesso, guarderei certi aspetti di questa cultura con occhi diversi. Grazie Laura Imai Messina, è stata una grande lezione di antropologia!
Purtroppo non sono un fan degli elenchi, comunque è un libro pieno di informazioni approfondite sulla cultura giapponese e sul loro modo di vedere e concepire il mondo.
Interessantissimo e ho imparato un sacco di cose. La struttura enciclopedica l’ha fatto un po’ decadere rendendolo monotono e difficile da continuare. Nel complesso un buon libro