Nella Sicilia occidentale alla fine degli anni Cinquanta, Irene, una ragazza al confine dell’infanzia, trova nel suo mandorleto un giovane dalla carnagione è nudo, e sembra che dorma. È apparso dal nulla. Non ha passato, né memoria. La famiglia di Irene – il padre fotografo e la vecchia nonna possidente – lo accoglie nella sua casa di Sette Cannelle con il nome di Italo e lui in cambio porta fortuna e scompiglio. Trasforma tutto quello che tocca, riaccende un camino intasato, porta la luce elettrica, l’acqua corrente, ritrova fonti disperse. A poco a poco estende i suoi doni alle famiglie dei casali vicini. I bambini gli vanno dietro, sedotti dalla sua energia giocosa, perché lui gioca, non fa che giocare. Ma chi è Italo Orlando? Gira voce che ci sia in lui qualcosa di inquietante, oscuro, minaccioso. Intanto, nella provincia si scopre il petrolio, e lo smemorato si lega agli ingegneri e ai tecnici venuti a cercare l’oro nero. Ma c’è una relazione tra la comparsa di Italo e i mutamenti che stanno per intervenire? è forse un mercuriale, fatale, dio del cambiamento che cancellerà il mondo vecchio in nome delle ambigue metamorfosi del presente? Di certo, il suo arrivo e il suo terribile lascito segneranno il passaggio di Irene all’età adulta. Con La prima vita di Italo Orlando Carola Susani dà il via a una trilogia che vedrà il ritorno di questo personaggio in altri due momenti chiave della nostra storia nazionale.
«Mi monta un sorriso dall’interno, un calore che viene dai piedi, sale e si diffonde. Lo sospettavo. Dentro di me mi sembra una conferma: Italo ci è destinato, non potremo mai liberarcene. Forse è un tritone, una sirena, forse è davvero l’uomo serpente».
Chi è veramente Italo Orlando, il ragazzo dalla carnagione giallastra che Irene, ragazzina narratrice, ha trovato disteso sull’erba del campo, addormentato, nudo e innocente? Vestito, scaldato, e accolto nella casa di campagna dove Irene vive con il papà e la nonna matriarca, Italo, di cui non si conosce né si conoscerà mai il vero nome, diventa parte della famiglia, ammaliata dal suo mistero. Sarà lui a portare scompiglio, luce raggiante e ombra raggelante, sarà lui a portare innovazione in quella società rurale siciliana del dopoguerra (è il 1957) che si affaccia alle prime trasformazioni dell’età industriale e precipita verso la ‘mutazione antropologica’ di pasoliniana memoria. Sospeso tra realtà e magia il racconto si snoda flessuoso e incantatore, come il suo mitologico e misterioso protagonista.
Nell’assolata campagna siciliana Irene trascorre le giornate in una solitudine infinita e felice insieme alla nonna e al padre, con cui condivide la sua più grande passione: la fotografia (“fotografavamo cortecce, fili d’erba, buche, talpe, cornacchie, insetti”). Un quadretto certamente idilliaco, fino a quando la protagonista non scorge nei pressi dei mandorli della sua proprietà Italo, un giovane dalla memoria labile, forse figlio di un importante avvocato della città di Marsala, e lo accoglie in casa propria. Il ragazzo ha i tratti di una figura mitologica: oltre a recitare Ovidio e Virgilio a memoria, trova un sacco di monete nel camino, porta l’acqua nelle falde ormai asciutte, riattiva il vecchio pozzo, allontana le cornacchie. In paese, però, tutti lo considerano un demonio. Chi è davvero Italo? Una bella penna, quella di Carola Susani, che riesce a carpire l’attenzione del lettore fin dalle prime pagine. Minimum Fax non sbaglia un colpo.
Molti amici nelle redazioni dei quotidiani, ma l’autrice lo merita. Scrittura di qualità e grande riflessione metanarrativa; la sovrapposizione di magia e boom del dopoguerra come idea forte e originale; ma anche un eccesso di letterarietà e allusioni. Memoria e fotografia: Annie Ernaux? Realismo magico e casalinghitudine; la poesia dell’elettricità. L’elemento che mi è piaciuto di più: l’amore per l’arte attraverso le cartoline. Ma la narrazione non decolla. Lo rileggerò presto perché una presentazione mi ha suggerito altre chiavi di lettura: cambiamento e confini, adolescenza.
Mi auguro che un giorno Carola Susani possa essere considerata un classico della letteratura italiana.
In questo libro scritto con un linguaggio raffinato, racconta della comparsa di un giovane a cui si cominciano ad attribuire caratteristiche sovrannaturali. Per certi versi ricorda il protagonista de L'estate che sciolse ogni cosa di Tiffany McDaniels anche se il finale qui è ben diverso. Una storia magica, cupa, asciutta raccontata con la maestria del vero narratore.