Quando Lara lascia la provincia di Napoli in cui è cresciuta per iniziare una nuova vita nella capitale, per lei l'amore ha il sapore dei panini imburrati che sua madre le preparava la mattina, prima di andare a scuola. A Roma, in quella città dove ciò che a Napoli è folklore diventa degrado, Lara però scopre che l'amore può avere un sapore molto più amaro di quanto avrebbe mai immaginato.
Ma questa è solo la prima delle sue da Napoli, città autentica, si è trasferita a Roma, città della finzione, e ora il suo destino la porta a Milano, la città dove lavorano tutti, ma che a lei apre le sue porte segrete, guidandola alla scoperta del vero sapore dell'amore. E ora ha capito che ciò di cui si vergognava da piccola di fronte alle sue amiche lì è di gran moda. È cool. Come quel panino fatto in casa che sua mamma le preparava infagottato nel sacchetto del pane e che lei nascondeva nello zainetto con timidezza di fronte alle merendine sintetiche e cellophanate ostentate dalle sue compagne. O glamour, come la sua fedele amica, una buona lavatrice, che fa il bucato e non ti tradisce mai.
E allora ecco che il suo cuore si trasforma nella centrifuga di una lavatrice, in un groviglio di capelli, nella vertigine di un giro su un ottovolante che non si ferma mai.
Caterina Balivo ci sorprende inventando un personaggio che molto le Lara, la magnetica e spiritosa ragazza napoletana che spesso parla troppo, che dice sempre la verità e che taglia i vestiti dei suoi fidanzati se scopre che la tradiscono. Guarda i loro cellulari, li avverte. Prima.
Nelle pagine di questo romanzo d'amore si ride e ci si commuove. E, naturalmente, si sogna. C'è una lei. Ci sono le amiche. E poi diversi lui. Intese fulminee e tanti ostacoli pronti a dividerli. Tra ragioni e sentimenti, buoni o cattivi che siano.
L'amore finisce, gli uomini si cambiano, ma le lavatrici buone no. Le lavatrici buone sono come i per sempre. O, se non proprio come i diamanti, sono come i bisogna tenersele finché durano.
Devo ammettere che questo romanzo era partito con le migliori intenzioni, ero super gasatissima. Poi però il mio entusiasmo è andato a scemare. Io adoro Caterina Balivo. La seguo praticamente da sempre, ma con ‘Detto Fatto’, il programma che presentava fino a qualche tempo fa, l’ho proprio amata. Lì ha fatto uscire la sua personalità forte, ironica e divertente. Non nego che le sue gaffe sono MEMORABILI. E all’inizio del romanzo ho ritrovato questa sua personalità. Ma man mano che Caterina spariva, entrava in gioco Lara. Beh sinceramente non l’ho tanto amata. Passa da una storia ad un’altra. E nonostante il fatto che la storia precedente finisca male, perché poverina incontra sempre dei veri bastardi con tanto di patentino europeo, lei continuerà a fidarsi ad oltranza. Ma dico io figlia mia, impara dai tuoi errori. Altra cosa che non ho molto amato è che a distanza di tempo capisce sempre di non aver mai amato quella persona, ma solo quello successivo la farà sentire in modo diverso. L’unica cosa di cui sarà sicura saranno le lavatrici, che l’accompagneranno nella sua vita. Non so, sinceramente non mi ha fatto impazzire. Non mi ha lasciato granché. Quindi se cercate una lettura leggera questo romanzo fa per voi!
RECENSIONE A CURA DI ELLA GAI per il blog ELLAGAI.COM
“Gli uomini sono come le lavatrici” Non è una mia frase, ma è il titolo del primo libro di Caterina Balivo, che esordisce nell'editoria, con un romanzo spiritoso, dissacrante, ma soprattutto reale. Perché in fondo, se ci pensiamo, la lavatrice è indispensabile nella vita di tutti i giorni, ma se si rompe, sei subito disposta a comprarne un'altra.
Diciamocelo francamente, è più facile avere la stessa lavatrice per dieci anni, piuttosto che un uomo fedela per la vita.
Lara, la protagonista di questo romanzo, ricorda moltissimo l'autrice. Non so perché, ma come ho iniziato a leggere il romanzo, mi sono immaginata Lara con la voce e le sembianze dell'autrice.
Lara è campana, Caterina è campana, per l'esattezza di Aversa, anch'io lo sono per metà di padre. Lara lavora nel mondo del spettacolo. Caterina lavora nel mondo dello spettacolo. Lara ha un fidanzato. Suppongo che Caterina all'età di Lara abbia avuto un fidanzato.
Il romanzo ruota tutto attorno al rapporto con l'altro sesso. E alla ricerca dell'uomo perfetto, ma non perfetto nel senso letterale del termine, ma perfetto per qualunque donna cerchi un uomo adatto a sé. Ma parla anche di amicizia, tradimenti, sofferenza, fratellanza tra donne e perché no, anche forse della vendetta, che alla fine non guasta mai, sopratutto nei confronti di un uomo che è un po' farfallone. Lara parlerà di quattro amori. Il primo quello con Luca, che crederà essere quello vero, quello che la porterà a compiere un passo importante come la convivenza. Sarà un'amore che le insegnerà che la perfezione non esiste,e che il tradimento è sempre dietro l'angolo. Crederò nell'amore per Eugenio. Proverà un'amore vorace per Andrea, che però, si consumerà in paio di giorni. E infine per Ettore. Un'amore inaspettato che, guarda caso, è in grado anche di aggiustare le lavatrici.
“Era qualcosa che non mi era mai successo prima. Io avevo sempre – o quasi, considerato la disgraziata parentesi con Andrea – ben dosato le attenzioni da concedere agli uomini che frequentavo. Ma con Ettore, che prima mi aveva conquistata con le sue parole scritte e poi aggiustandomi la lavatrice, tutto era esploso in un modo che non ero riuscita a governare. Anzi, che non avrei voluto governare.”
Il tutto è mischiato, amalgamato, con uno stile fresco e anche molto ironico. L'autrice sa di essere identificata con la sua protagonista, e per questo non ne prende le distanze, anzi si lascia coinvolgere dalle sue esperienze. E ci regala forse più di una chicca, che poi è racchiusa nel titolo stesso (oserei dire azzeccato).
Ma anche le più fedeli lavatrici, quelle che riprendono vita grazie a chi le sa aggiustare possono dare forfait da un momento all'altro.
“ Cominciai a piangere, a singhiozzare. Questo era molto peggio di quanto mi era successo con Eugenio, con Luca e perfino con Andrea. Era stata un'escalation di delusioni. Mi sfiorò il pensiero che qualcosa non andasse in me. Ma cosa?
Con Eugenio ero ancora una ragazzina. Con Luca ero stata fredda e calcolatrice. Con Andrea ingenua. Questa volta mi ero lasciata andare, gli avevo aperto il mio cuore. Come aveva potuto trattarlo a quel modo?”
Il messaggio è chiaro. Non importa come finirà una storia o forse come inizierà. Abbiamo sofferto, abbiamo avuto una grande delusione. Ebbene, tutto quello che verrà da adesso in poi, apparterrà al presente. Non dobbiamo legarci a un ipotetico futuro. Il nostro nuovo flirt sarà un'amore travolgente o un'amore di una sola notte? Non importa! Ciò che importa è che faccia stare bene.
“Quindi facevo bene a usare strategie con gli uomini, a fare la preziosa, a lasciarli per un po' sulla graticola. Una volta che mi ero lasciata andare... guarda cos'era successo? Il disastro più disastroso di tutta la mia storia sentimentale”
E, francamente, anch'io mi identifico in questa affermazione (che poi io ho riproposto a parole mie).
Tutte le donne sigle, quelle che hanno visto naufragare una relazione o tutte quelle che non credono più all'amore dovrebbero imprimere nelle loro menti questo mantra: Viviamo step by step e non aspettiamoci mai nulla. Il grande amore arriva sempre per tutte.
Con questo vi saluto e vi consigio di dare un'occhiata a questo romanzo.