Anne alle prese con la macchina per scrivere. Anne tra schedari e pile di libri. Anne al telefono, la solita sigaretta, il solito drink. Anne al mare, filiforme ed enigmatica. Anne assieme alle figlie. Anne con il marito: “che si è seccato gli occhi/per non guardarmi più dentro” [ “45 Mercy Street”, traduzione rilevata dal web]
Le fotografie di Anne Sexton ci rimandano una donna molto bella, sorridente, elegante; i pochi filmati giunti fino a noi, la riprendono mentre declama le sue poesie, con piglio deciso, con occhi che bucano lo schermo. Ma, si sa, ogni medaglia ha il suo rovescio.
Irene Di Caccamo indaga, con prosa piena, fluida, passionale, la vita ‘nascosta” di Anne.
La vita in bilico tra sobrietà e nefandezza, le maschere indossate per “ piacere a tutti”, famiglia, colleghi, lettori… la psicanalisi, necessaria alla sua sopravvivenza, l’uso abusato di medicinali e alcolici, il sesso incontrollato:
"Ogni giorno vado disseminando bombe dentro di me"

Nelle intenzioni dell’autrice, questa non vuole essere una biografia
Eppure, al termine del libro, si ha la sensazione di conoscere Anne, nel profondo.
Conservarsi in vita per esaltare la Poesia, sperimentare la poesia per sublimare la Vita: questa è la storia di Anne.
Un libro bello, che invoglia a conoscere di più di Sexton, con l’ auspicio che qualche editore prenda in considerazione la possibilità di ampliare le fonti esistenti in Italia (perché valutare di recuperare un epistolario presso un fornitore in Texas, USA , farà anche tanto Helene Hanff In “84, Charing Cross Road”… ma, indubbiamente, è un tantino macchinoso).