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Dio nella macchina da scrivere

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Chi c'è dietro la maschera di Anne Sexton, la poetessa bellissima e dannata, straordinaria figura letteraria del Novecento? Come superarne lo stereotipo di donna volubile, egoista, dolce, furiosa ed erotica, per arrivare al nocciolo della sua identità e ricostruire la complessità di una vita così estrema e contraddittoria? Attraverso sottrazioni e tentativi, costeggiando nel romanzo una nuova forma di verità. In un continuo sconfinamento fra realtà e immaginario, scritto in tono lirico e potente, "Dio nella macchina da scrivere" indaga liberamente il personaggio di Anne Sexton entrando in connessione con la passione, con l'autentico, con il dolore e l'urgenza della parola, per lei forma di terapia e unica risposta possibile al disagio e al caos emotivo che l'hanno attraversata. Questo libro, riscrittura personalissima e intima dei suoi giorni, condotta in prima persona e dal punto di vista di Anne, vuole essere un omaggio e un vero atto di tenerezza verso una poetessa modernissima, schietta e intensa, che, nel bisogno ossessivo di trovare "una voce", ha stabilito il suo scarto da ogni possibile definizione e la misura irriducibile della sua vita.

262 pages, Paperback

Published October 11, 2018

22 people want to read

About the author

Irene Di Caccamo

3 books1 follower

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Roberta.
142 reviews34 followers
December 12, 2018
Sono rimasta affascinata fin dalla prima pagina dalla lingua dell'autrice, una prosa immaginifica, molto curata e soprattutto molto intima. Non conoscevo Anne Sexton ma dopo aver trascorso 250 pagine nella sua testa posso dire che è il tipo di personaggio femminile che mi affascina da sempre, quello della donna sregolata, atipica, che attinge alla sua insoddisfazione per scrivere -un po' come Sylvia Plath, che pure appare nel racconto anche se per poco. E nonostante tutto, forse il libro poteva essere meno ripetitivo, più asciutto.

"(...) non si possono arginare gli incubi con delle piccole palizzate bianche."

"- E lei invece per se stessa cosa crede, Anne?
- Mi sento incapace di tutto. (...)
-Forse è così che la facevano sentire.
-No, è come io mi sento sempre.
-E come si sente?
-Chiusa nella stanza sbagliata."

"(...) tutti vanno verso qualcosa e io voglio solo tornare."

"Voglio che qualcuno mi presenti a me stessa. (...) Questi giorni solo un deserto mentale, una carovana di pensieri sbagliati."

"Solo quando scrivo mi sposto e vedo l'altra parte di me che sono io."

"- Ho bisogno di definirmi (...) Sono una donna fragile e squilibrata e piena di paure, ogni volta che mio marito si allontana vado a cercarmi qualcuno.
-Perchè lo fa?
-Forse perchè ho bisogno dello sguardo innamorato di un uomo per sapere chi sono?"

"Io non so se sono una vera poetessa, ma per ora ho imparato a dire tutto ciò che si ha in mente come durante una seduta e a trovare parole vive, ad annodarle con forza, ma anche a spezzare una frase nel modo giusto, e ad andare a capo. E poi l'alcool mi tiene fuori dalle cose sempre uguali e tutto mi aiuta ad arrivare alla poesia."

"Nel pomeriggio dal mio dottore parlo di mia madre.
-Sì, lei mi conosceva bene e riusciva a fregarmi, e nonostante tutto io ho passato la vita intera a cercare di capirla."

"Ora però il mio equilibrio è spaventoso, la sola cosa che mi sta salvando è la poesia, quindi adesso con la mia solita ostinazione, tornerò alla scrittura e ai miei fogli bianchi. E spero con tutte le mie forze che anche oggi tutto ciò che è folle e isterico in me diventi subito materia per la mia arte."

"(...) ci ritroviamo come due isole vicine dopo un terremoto. Lui è l'uomo della mia vita e riconosco che questa separazione alla fine ci ha avvicinato, e dato che non sono capace di solitudini, gli dedico tutte le mie ore, le parole di questi giorni."

"Morire è sempre una possibile soluzione o una sorta di risposta a quello che sono, ma il fatto di non essere mai arrivata fino in fondo è la dimostrazione che in realtà per ora voglio solo punirmi."

"Eppure vorrei che ci fosse una non colpevole via di fuga dal proprio sé, la psichiatria per me è come uno specchio sporco, come riesci a tollerarlo tu? Come ci riesco io?"
Profile Image for fra'.
8 reviews1 follower
January 17, 2020
Anne alle prese con la macchina per scrivere. Anne tra schedari e pile di libri. Anne al telefono, la solita sigaretta, il solito drink. Anne al mare, filiforme ed enigmatica. Anne assieme alle figlie. Anne con il marito: “che si è seccato gli occhi/per non guardarmi più dentro” [ “45 Mercy Street”, traduzione rilevata dal web]

Le fotografie di Anne Sexton ci rimandano una donna molto bella, sorridente, elegante; i pochi filmati giunti fino a noi, la riprendono mentre declama le sue poesie, con piglio deciso, con occhi che bucano lo schermo. Ma, si sa, ogni medaglia ha il suo rovescio.

Irene Di Caccamo indaga, con prosa piena, fluida, passionale, la vita ‘nascosta” di Anne.
La vita in bilico tra sobrietà e nefandezza, le maschere indossate per “ piacere a tutti”, famiglia, colleghi, lettori… la psicanalisi, necessaria alla sua sopravvivenza, l’uso abusato di medicinali e alcolici, il sesso incontrollato:

"Ogni giorno vado disseminando bombe dentro di me" 

 



 

Nelle intenzioni dell’autrice, questa non vuole essere una biografia
Eppure, al termine del libro, si ha la sensazione di conoscere Anne, nel profondo.
Conservarsi in vita per esaltare la Poesia, sperimentare la poesia per sublimare la Vita: questa è la storia di Anne.

Un libro bello, che invoglia a conoscere di più di Sexton, con l’ auspicio che qualche editore prenda in considerazione la possibilità di ampliare le fonti esistenti in Italia (perché valutare di recuperare un epistolario presso un fornitore in Texas, USA , farà anche tanto Helene Hanff In “84, Charing Cross Road”… ma, indubbiamente, è un tantino macchinoso).
Profile Image for Lisa Pitrolo Savà.
Author 1 book10 followers
December 23, 2021
Anne la donna oppressa.
Anne la poetessa.
Anne la pazza.
Anne l’adultera.
Anne l’infelice.
Anne la ninfomane.
Anne la casalinga.
Anne la vittima.
Anne il premio Pulitzer.
Anne l’insegnante.
Anne la madre e la moglie.
Anne la figlia.

Quale tra queste era Anne Sexton?

Sarebbe corretto rispondere “tutte” ed altrettanto corretto dire “nessuna”. Perché nessuna identità fu mai in grado di contenerla. E questa, forse, è la definizione stessa di malattia mentale: l’incapacità di essere una soltanto.
L’incapacità, infine, di 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦.

Anne trascorse la vita cercando di conoscersi; cercandosi in un abbraccio paterno e poi nell’eco delle molestie subite che rimbombava tra le pareti del suo inconscio; nell’approvazione di un marito che la temeva, perché diversa dalle altre, e nei suoi ceffoni per rimetterla in riga; nei letti di uomini e donne conosciuti a stento e, infine, nella poesia – unico luogo che le dava la totale impressione di vivere.

Anne è contraddizione come la sua visione della poesia: antidoto al disturbo bipolare che la affliggeva e sua sostanziale fonte. Anne è al contempo emblema dell’oppressione subita dalle donne negli anni Cinquanta e della rivoluzione che le attendeva nel decennio successivo. Ma è anche la penna più rappresentativa di un genere letterario che non solo ammiro, ma a cui sento “Piccole Morti”, la mia raccolta poetica, appartenere: la poesia confessionale.
Anne, come Sylvia Plath (che diverrà sua amica e il cui suicidio si unirà alla sua collezione di traumi), usava la scrittura come un bisturi per sventrare il proprio subconscio, per poi spiattellarlo su carta senza filtri. Non fu un genere letterario gradito a tutti, all’epoca, perché crudo nella sua forma tanto quanto nei suoi contenuti. Ma ho l’ardire di credere che, tra i generi letterari, resti il più coraggioso.

“Dio nella macchina da scrivere” non ha l’ambizione di farsi biografia – l’autrice lo rivela apertamente. La sua natura risiede a metà tra il diario e il romanzo, con sprazzi di verità e di fantasia sulla vita della poetessa. Ma ciò che più ho amato è stato scoprire me stessa al suo interno. E con me, il ritratto più significativo dell’essenza di un poeta.

RECENSIONE PUBBLICATA SULLA MIA PAGINA INSTAGRAM: LA.BOVARYSTE
Profile Image for Lucia.
106 reviews14 followers
November 11, 2018
Questo libro mi ha rapita. L’ho trovato meraviglioso. Non è una biografia, perché la vita di Anne Sexton, come ci dice l’autrice, non è riprodotta fedelmente ma il romanzo é “ispirato” alla vita della poetessa, “in un continuo sconfinamento tra realtà e immaginario”. Questo non é affatto un limite, anzi è l’occasione per leggere pagine di una bellezza struggente, poetiche e nello stesso tempo realistiche. Il tema dominante è il dolore, descritto nel modo più straziante e nello stesso tempo più vero che si possa immaginare. Un dolore immenso, profondo, cui la poetessa cerca di reagire con l’aiuto di farmaci, incontri sessuali, psichiatri ed alcool ma soprattutto con lo strumento delle parole che si fanno poesia, parole di una bellezza infinita.
“Ogni giorno io lavoro con le parole, sono strappi nel vuoto e mi meraviglia sempre la poesia. Nei versi e nella rima ogni giorno il corpo ama, desidera, si spezza e si mostra nella vera luce eliminando ogni maschera. Rimango nella mia stanza con tutte le mie parole ed entro in un altro mondo, un mondo senza colpe, errori”.
Un applauso alla bravissima Irene Di Caccamo ed alla casa editrice La nave di Teseo; lo consiglio vivamente.
54 reviews1 follower
April 6, 2019
Biografia romanzata della. Poetessa Anne Sexton. Sicuramente ben scritto ma a tratti forse un po' debole. Capitoli molto brevi e rtimo sincopato. Un flusso di coscienza direi. Da leggere
Profile Image for Claudia Gio.
125 reviews5 followers
December 27, 2019
Una scrittura in prima persona che permette al lettore di immedesimarsi con la sua protagonista, la poetessa Anne Sexton. Un romanzo diverso
Displaying 1 - 6 of 6 reviews

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