Questa è la storia di un amore. Un amore indomabile, travolgente. E innanzitutto proibito. Quello che lega un ragazzo appena quattordicenne a una suora che di anni ne ha ventisei. La passione che vivono, fino in fondo e senza rimorsi, queste due giovanissime creature viene raccontata con candore e precisione, senza compiacimenti e senza moralismi, da uno scrittore che all'epoca ha solo diciott'anni. In questo romanzo dotato di una grazia quasi prodigiosa (e che inevitabilmente ci fa pensare a un altro romanzo, pressoché perfetto, opera di un adolescente: Il diavolo in corpo di Radiguet) percepiamo, tra Denis e suor Clotilde, una tensione erotica palpabile, bruciante: e ogni qualvolta ci sono loro due, soltanto loro due, la pagina è come illuminata. Gli altri – genitori, autorità scolastiche, gerarchie ecclesiastiche – faranno tutto quanto è in loro potere per opporsi a quell'amore. Ma non vi è migliore risposta dell'epigrafe apposta al libro dall'autore stesso: «Credi nel tuo Dio se puoi, ma credi soprattutto nella vita. Se la tua vita dimentica il tuo Dio, tieniti stretta la vita...». Non è un caso che Emmanuel Carrère abbia definito Japrisot «un grande scrittore», «uno dei più originali del suo tempo».
Sébastien Japrisot was a French author, screenwriter and film director, born in Marseille. His pseudonym was an anagram of Jean-Baptiste Rossi, his real name. Japrisot has been nicknamed "the Graham Greene of France". Famous in the Francophony, he was little known in the English-speaking world, though a number of his novels have been translated into English and have been made into films. His first novel, Les mal partis was written at the age of 16 and published under his real name (see also author profile of Jean-Baptiste Rossi).
“CREDI NEL TUO DIO SE PUOI, MA CREDI SOPRATTUTTO NELLA VITA. SE LA TUA VITA DIMENTICA IL TUO DIO, TIENITI STRETTA LA VITA. SE IL TUO DIO TI IMPEDISCE DI VIVERE, ABBANDONA IL TUO DIO. LA TUA VITA È L'UNICA COSA CHE HAI E, CHIUNQUE TU SIA, IL TUO DIO NON È IL MIO. “ Un libro provocatorio, irriverente, una penna che non ha paura di esprimersi nella maniera più assoluta possibile perché in essa arde il fuoco dell’indignazione, il grido della protesta, l’incontrovertibile certezza del giusto che vive in chi è sì cresciuto, ma non ancora vissuto. È la storia di un amore, di una passione bruciante, tra un ragazzino di 14 anni ed una suora di 26. Lo scontro tra etica e sentimento, tra morale e pulsioni, nonché tra religione e desiderio, percorre tutto il libro, senza che si riesca a trovare un punto d'incontro, senza che si riesca a decidere quanto sia lecito difendere l'amore ad ogni costo. Ma inevitabilmente tu, lettore, vuoi questo amore. Io sì, di sicuro. Un romanzo fatto di dettagli, dall'erotismo appena accennato e mai volgare. Sullo sfondo la Francia occupata dai tedeschi, il pane razionato, la fine della seconda guerra mondiale, il rigidissimo ambiente scolastico gesuita, il freddissimo ambiente famigliare in casa, l'amicizia sigillata a suon di botte e quella che salta in aria con le mine...
Scrivere tutto questo a 18 anni è prodigioso. Leggerlo è un vero piacere.
“Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'Azione Cattolica”. Ovvero, controconversione completa di una suora giovane e di un ragazzo di cattolicissima formazione sotto le insegne di una passione fiammeggiante.
L’aspetto del riscatto dalla diseducazione cattolica è quello più importante del romanzo. Giustamente implacabile ed inesorabile Japrisot. Sotto questo punto di vista, assolutamente encomiabile. Ma c’è anche, appena un passo dietro, un altro aspetto interessante: la resa veramente efficace della potenza dell’energia che si sprigiona quando un uomo ed una donna si innamorano. Il modo in cui inventano soluzioni nel pieno della seconda guerra mondiale per far sopravvivere il loro “cerchio magico” ne dà perfettamente l’idea.
La mappa narrativa non sarà originale (cosa c’è mai di più frequentato di quei territori lì?). Il rischio di cadere nello scontato era altissimo ed evitarlo del tutto era impossibile. Però la buona tenuta dei due temi portanti e la scelta stilistica della semplicità e della freschezza, perfettamente coerente con i personaggi, limitano i disagi anche del lettore allergico al genere. Un ultimo pregio: è un ottimo invito a rileggere La Religiosa di Diderot
Ma che davvero? Adelphi copertina rosina davvero? Tu che l'hai osannato come libro che più bello non si poteva, come il classico che mancava, come la storia più scandalosa del secolo, ma davvero?
Io ringrazio solo il Kobo che, gentilmente, me lo offriva nelle letture d'agosto al solito paio di caffè. E ringrazio anche il mio auto esilio agostano che mi ha permesso di trovare il tempo e la forza per leggere sto libro e per dar retta al ragazzetto e alla suora che si fa prendere dalle smanie. Perché no, perché mi dovete spiegare cosa c'è di bello in sto Harmony fatto un poco meglio.
Una palla, ma una palla che nemmeno la birra ghiacciata serale è riuscita a tirarmi su il morale
Tiene uno de esos argumentos que hacen levantar la ceja y que crean supense en torno a la postura moral del autor: colegial de 14 años y monja de 26 se enamoran, no de manera platónica.
Podría ser el Call Me By Your Name hetero. Pero si Call Me By Your Name (al menos la película) alcanzaba sus mayores cotas de grandeza al presentarnos el destino que aguarda a los amantes, El mal camino concluye sin la menor pista al respecto, hurtándonos la parte más interesante de la historia: el futuro.
A pesar de eso, se lleva cuatro estrellas por la técnica, porque el estilo es de una claridad tan inspirada que hace que la historia parezca contarse a sí misma y que resulte difícil encontrar el momento de dejar el libro a un lado para ponerse a cenar.
"Fosse anche la cattiva strada, l'abbiamo presa insieme. E da questo punto di vista siamo sulla buona strada." Denis è un ragazzo di quattordici anni, Claude è una giovane donna e una suora. I due si innamorano perdutamente. La narrazione limpida e sensibile sa descrivere in modo commovente ogni sfumatura di questo rapporto che, se dall'esterno viene considerato sporco, dal punto di vista dei due amanti è sacro. Sono rimasta colpita sopratutto dalla sensibilità con cui un autore così giovane ( aveva diciotto anni all'epoca ) ha saputo descrivere un amore deriso, ostacolato, sbagliato, ma sincero e comunque puro. Un bel libro che racconta come l'amore possa rimanere puro anche quando nasce in un contesto tabù.
ho letto un sacco di recensioni negative riguardo al fatto che sia un libro noioso ( e non lo è, a mio avviso). Per quanto possa essere scandaloso il discorso "lui 14 anni e la suora di 26anni" la storia in sé è carina e scorrevole. Si legge bene. Aggiungerei che oltre al tema di Dio e della pederastia, un altro tema che nessuno nomina nelle recensioni è l'immaturità. Lui immaturo perché ancora troppo giovane, lei immatura perché non ha conosciuto nulla della vita vera.
Un inizio travolgente. Non riuscivo ad allontanarmi dal libro poi è diventato a poco a poco noioso. Prevedibile e a tratti stucchevole. Un tema sicuramente molto forte che ho trovato un po’ banalizzato alla fine. Peccato.
Tre stelle e mezzo La cattiva strada di Sébastien Japrisot (Adelphi Edizioni) è un libro che mi ha lasciato un po’ di dubbi. Ancora oggi faccio fatica a capire quanto mi sia piaciuto. Quando l’ho comprato avevo paura che non fosse il mio genere perché di solito le storie d’amore ostacolate, insolite e consumate con passione… mi annoiano. Ho accettato la sfida perché mi fido ciecamente di Adelphi e non sono pentita.
I protagonisti sono Denis, un ragazzo di quattordici anni che frequenta la quarta (modello scolastico francese), e suor Clotilde, ventiseienne abituata a dare lezione di latino alle ragazze e a fare volontariato in ospedale.
La prima metà del libro è molto lenta, ci sono diversi episodi legati alla quotidianità scolastica. I primi discorsi sul sesso e sulle ragazze, le botte, i castighi i compiti mal digeriti. Quell’anno per Denis sembrava come tanti altri ma in realtà sarà quello che gli cambierà la vita, nel bene e nel male. Nessun cambiamento lascia indenni.
I giorni scorrono tutti uguali tra i superiori che controllano, preghiere notturne e le confessioni con i preti… fino a quando gli occhi di Denis non incontrano quelli di suor Clotilde, quello che noi oggi definiremmo colpo di fulmine.
Sembra la più classica delle storie, un amore proibito, una passione bruciante da consumare in segreto… ma in realtà bisogna tenere presente che il libro è ambientato durante le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale e soprattutto che Sébastien Japriost ha scritto questo libro negli anni Cinquanta, a soli diciotto anni. Senza questo elemento forse, il libro non avrebbe mai attirato la mia attenzione. RECENSIONE COMPLETA: http://www.lalettricecontrocorrente.i...
Leggendo qualche recensione qua e là scopro che questo libro è molto divisivo: c'è chi l'ha amato e chi si è annoiato terribilmente, arrivando a definirlo poco più di un Harmony scritto anche maluccio. Io mi pongo nel mezzo. Non credo che negli Harmony ci siano analisi introspettive tanto dettagliate, ma allo stesso tempo credo anche di aver letto una storia senza infamia e senza lode, rapida e indolore. Però, come si dice in questi casi è molto scorrevole - non lo definirei un libro noioso - e incuriosisce il giusto, pur essendo una storia scontata. Fa il suo dovere di libro; visto che non si possono leggere solo mattoni distruttivi e romanzi dalla prosa eccelsa alla Proust, ogni tanto ci sta anche concedersi una boccata d'aria frizzantina e leggera, fra una batosta letteraria e l'altra.
Volevo disperatamente una bella lettura su un amore non canonico. Ma di cosa si sta parlando? Qualche frase carina per Tumblr non giustifica più di 200 pagine di smancerie fini a se stesse. Ci vuole qualcosa in più.
Capisco perché questo romanzo abbia fatto scalpore al momento della sua pubblicazione, ma ad una millenial bombardata dagli Espstein Files è apparso assai poco scabroso. Fino alla metà i protagonisti di questa storia non si sfiorano neanche e il sesso non è mai palesato ma solo alluso. Il che non è un problema, anche perché secondo me, Japrisot non ci voleva raccontare una storia di lussuria, ma d’amore, con la cornice della Seconda Guerra Mondiale a rendere più comprensibile lo spaesamento dei due personaggi, che si trovano a vivere, per motivi molto diversi, un sentimento a cui non sanno dare un nome. Dopo la metà il libro diventa bello denso di emozione, mi è piaciuto.
Sublime racconto di un urgenza, scritto dall'autore diciottenne (!!!). Si coglie tutto l'impeto e la forza dell'adolescenza, un testo che metterei accanto a Il Diavolo in corpo di Radiguet, il tema controverso non cancella la freschezza di queste pagine.
Buona o cattiva sia, ormai ho preso questa strada. L’abbiamo presa entrambi. Senza un rimpianto, nemmeno quello di non averlo fatto prima. Doveva succedere tutto questo perché finalmente io me ne rendessi conto. Non è un granché come inizio, lo so. Ma se l’avessi lasciato sarebbe stato un inizio anche peggiore. Tra i due, scelgo quello che fa meno male. Fosse anche la cattiva strada, l’abbiamo presa insieme. E da questo punto di vista siamo sulla buona strada. Custodiremo il nostro amore. Lasceremo che passi il tempo e saremo di nuovo in piedi. Con il nostro amore rimetteremo in piedi tutto questo sfacelo. Nient’altro conta.
Sono partita scettica. Ma devo ammettere che il libro si lascia leggere, scorre ed è raccontato bene. Il romanzo parte bene, ci caliamo immediatamente nell’atmosfera di un piccolo paesino francese, verso la fine della seconda guerra mondiale. I due protagonisti si conoscono e si innamorano, travolti da una passione reale e travolgente, che finisce per vincerli. Ho trovato il personaggio di Claude un po’ eccessivo, patetico, ma alla fine la storia si riscatta e il finale, molto triste, ripaga la partenza di una storia che sembrava un po’ surreale. Lo consiglio.
I'm rereading this for second time. Japrisot is an inventive writer and a master at telling a highly layered story from multiple perspectives. This one is more a standard third person narrative dealing with only two characters, but the subject pushes the envelope a bit. It's a love story concerning a 26 year old nun and a 14 year old school boy in Vichy France. The most amazing thing is Japrisot was only 17 when he published it. What a feat. Bravo!
Fascinant et étrange histoire d'amour improbable mais imaginable et - ce qui me parle - la puissance du côté sensuel et l'impuissance de rationnel fan les matières du cœur. Tout à fait différent du style e sujet des "Japrisot s" habituelle, mais écrit très jeûne apparement.
Denis Leterrand ha 14 anni, frequenta un istituto gestito da padri gesuiti, è figlio unico, va bene a scuola ma è sempre annoverato tra i più indisciplinati. Recandosi a far volontariato in ospedale incontra e conosce suor Clotilde, una giovane suora di 26 anni che insegna in un convitto femminile. Per Denis è un colpo di fulmine e non fa che pensare a lei, ma anche Clotilde sembra ricambiare...
È un romanzo che ha fatto sicuramente scalpore quando fu pubblicato nel 1950, ma tuttora non lascia indifferenti, vista l'audacia del soggetto. Il libro parla infatti di una relazione scandalosa e proibita tra un quattordicenne ed una suora ventiseienne, quindi oltre all'immoralità peccaminosa di un ruolo sacro che viene meno, si aggiungono anche come aggravanti la grande differenza d'età e la relazione con un minorenne. Nella storia è presente una forte componente autobiografica, che si ispira direttamente ad un episodio della giovinezza dell'autore Sébastien Japrisot: come il suo protagonista frequentò un collegio cattolico e visse un'intensa relazione sentimentale con una novizia. Nel libro sono presenti entrambi i punti di vista dei due amanti, che mostrano l'iniziale tormento sulla possibilità e la correttezza della relazione, il timore dettato dall'inesperienza ed il successivo abbandono alla passione e al desiderio. Il libro è molto scorrevole e la trama è semplice e lineare, ricca di dialoghi che alleggeriscono il tutto; non bisogna poi dimenticare che l'autore l'ha scritto all'età di soli 18 anni ed apprezzabile è anche la sua capacità di rimanere neutrale nei giudizi, a differenza di una società di cui sottolinea molto bene pregiudizi, pettegolezzi ed ostilità. L'autore dimostra una spiccata capacità di caratterizzazione dei personaggi, con una profonda analisi psicologica che ne mette in luce emozioni, fragilità e contraddizioni. Forse memore dell'esperienza personale, riesce a cogliere tutti gli aspetti di una prima relazione amorosa fondata sull'inesperienza: la curiosità, il desiderio di scoperta, ma anche le insicurezze, i ripensamenti, la gelosia che acceca. I personaggi appaiono quindi autentici perché vivono in modo acerbo e spontaneo i propri sentimenti. Alla storia tra i due, l'autore acconsta anche il contesto storico della seconda guerra mondiale che non è soltanto uno sfondo, ma ricalca il clima instabile stesso della relazione sentimentale: entrambi sono attraversati da paure, cambiamenti improvvisi, trasformazioni. L'epilogo è struggente, ma coerente con le conseguenze delle scelte compiute dai protagonisti e mostra anche l'inesorabilità del tempo che non si ferma di fronte a nulla. Una lettura disturbante, scomoda per i tabù che affronta, ma autentica.
2 Boh, sinceramente non aveva tanto senso il finale e consiglierei anche di controllare gli argomenti di cui tratta questo libro prima di leggerlo. Mi aspettavo di meglio sinceramente ma comunque in generale niente di che.
* colpo di tosse* la storia è tra una suora(26 anni)e uno studente (di 14 anni)
Se vi aspettate scene descrittive… ecco, non fatelo. Non c’è assolutamente nulla se non la grande assurdità di questa storia.
È difficilissimo recensire questo lavoro! Una lettura disarmante; man mano che prosegue si susseguono diverse emozioni: compassione, incredulità, dispiacere, timore, tristezza. Oltre a tutte le domande personali: quanta forza ha questo amore? si tratta davvero di amore? come è fisicamente possibile una simile relazione? Lo ammetto, ho fatto fatica ad immaginare la coppia, ma se davvero il loro è un amore senza riserva, alla fine ho tifato per loro.
Anche qui, storia triste. E anche un po' incompiuta, nel senso che il finale aperto mi ha lasciato un tantino insoddisfatto. Per il resto, mi è piaciuto lo stile asciutto della narrazione, che forse ha contribuito a rendere il tutto meno melenso. Mi sono goduto una storia d'amore vissuta come la vivono (o forse sarebbe meglio dire vivevano) gli adolescenti - anche se uno dei personaggi non lo è, anagraficamente: senza compromessi, senza riserve, con il candore più assoluto.
<< Ho incontrato dei soldati tedeschi quest'estate. Non saprei spiegarti, ma davanti alle vostre regole faccio esattamente come loro: mi tolgo giacca e mostrine e abbandono il campo di battaglia >>.
scrittura limpida, descrizioni precise di comportamenti molto umani - davvero straordinari data l’età dell’autore
un libro che disturba, che spinge alla riflessione - quando un amore è accettabile e quando no? dove tracciamo il confine del giusto e dello sbagliato?
Storia tenera e "scabrosa" di un ragazzo di 14 anni e una suora di 26 anni nella Francia del 1940. Assomiglia a tratti a un romanzo di formazione, di rinascita, di struggimento, di dolore, di dubbi esistenziali e di ottusità.
Il romanzo si apre così:
Credi nel tuo Dio se puoi, ma credi soprattutto nella vita. Se la tua vita dimentica il tuo Dio, tieniti stretta la vita. Se il tuo Dio ti impedisce di vivere, abbandona il tuo Dio. La tua vita è l’unica cosa che hai e, chiunque tu sia, il tuo Dio non è il mio.
e credo non serva altro per introdurre quanto si leggerà nelle pagine a seguire.