L'estate della maturità. L'estate in cui puoi fare quello che ti pare. L'attendi, la sogni, la organizzi, e può succedere che all'ultimo momento salti tutto. Perché l'estate della maturità è anche quella in cui la vita sta per diventare tua e basta. Devi scegliere da solo e, per la prima volta, conosci la paura del futuro. Max frequenta l'ultimo anno di liceo in una cittadina della provincia veneta; è uno come tanti, bravo con i computer. Filippo, Anna, Beatrice e Andrea sono i suoi amici di sempre: con loro ha diviso ogni istante fin dall'asilo e con loro ha progettato di trascorrere i mesi che precedono l'inizio dell'università. Ma un semplice algoritmo, creato nella sua cameretta da figlio unico, gli stravolge in un attimo l'esistenza: invece che in giro per l'Europa a sentire concerti si ritrova a Roma a lavorare in un incubatore di start-up. In poche settimane il vecchio Max non c'è più. Il mondo in cui è cresciuto si sgretola sotto i suoi occhi mentre lui cerca disperatamente di conservarne frammenti. Cambiano le aspirazioni, le compagnie, si modificano i rapporti con i genitori; l'amore si presenta in maniera inaspettata. Tutto troppo rapido, tutto troppo presto. Forse è meglio rallentare. A patto di non fermarsi.
Sempre a proposito di romanzi che non ricordavo di avere in libreria, ecco qua Squali di Giacomo Mazzariol, un altro scrittore che boh, non avevo mai sentito nominare. Solo dopo la fine della lettura ho indagato scoprendo che si tratta di un giovanissimo youtuber e sceneggiatore della serie Baby, che non ho mai visto, quindi la cosa non ha influito sulla mia valutazione. Al contrario di La Strada so però perché ho comprato il romanzo: si intitola Squali, e la roba che parla di pesci assassini io la compro. Peccato che Mazzariol non provi a essere un emulo di Peter Benchley, e che parli di squali riferendosi alla famosa storia che se si fermano anche solo per un istante muoiono, quindi devono continuare a nuotare all'infinito. Una storia che non è neanche completamente vera ma insomma, chissenefrega. Chi si ferma è perduto ragazzi! Squali parla di uno studente di quinta superiore che sviluppa una app per scegliere l'Università più adatta e viene ingaggiato da una specie di Signor Google che però sta a Roma e ha un'infinità di team che in un a specie di parco giochi per informatici sviluppano idee innovative guadagnando miliardi. Ripeto: a Roma, non nella Silicon Valley. Ma vabbè, è finzione narrativa. Seguono dilemmi sul futuro, storie d'amore, dubbi, vittorie, rinunce. Passiamo a pregi e difetti del romanzo.
Pregi: Mazzariol ha una prosa agile, semplice e accattivante che si fa leggere volentieri, e la sua storia mi ha fatto venire un'idea per un racconto.
Difetti: capisco che Mazzariol voglia parlare alla generazione dei ventenni un po' turbati e un po' sognatori, ma tutti i suoi personaggi sono inverosimili. Tutti. Nessuno escluso. O sono degli stereotipi buttati lì (l'artista, la lesbica figlia di una cattolica integralista, il lavoratore, gli studenti in trasferta che vivono liberi e spensierati, l'imprenditore un po' Elon Musk ma senza calore umano...) o sono roba assurda come il protagonista che a diciannove anni senza un minimo di preparazione interviene a un convegno nazionale improvvisando un discorso sulla Caverna di Platone. Boh. Ma soprattutto NESSUNO AL MONDO PARLA IN QUESTO MODO PORCA PUTTANA. Ogni dialogo sembra essere stato studiato per diventare una citazione da appiccicare su un post di Instagram. OGNI SINGOLO DIALOGO. Anche i discorsi con l'autista al quale il protagonista compra un ginseng da asporto (se a Roma compri a un autista un ginseng da asporto secondo me prima te lo tira in faccia poi comincia a offendere i tuoi antenati) o con il padre che sogna di aprire un laghetto di pesca sportiva. Io boh, non capisco proprio. Cari amici ventenni, ma davvero leggere sta roba vi ispira? Vi manda un messaggio? Se la risposta è sì vi chiedo ufficialmente di rispondermi "ok boomer".
Detto questo: ho letto il romanzo in due giorni, quindi non è così pessimo. È solo un po' vuoto, e tutto odiare. Come se fosse fatto seguendo il manuale del perfetto scrittore giovanissimo che piace alle mamme e alle figlie.
Una stella in più per la conclusione! Sarei tentato di commentarla, ma non voglio spoilerare. Solo la considerazione (non credo sia uno spoiler, ma se sei un integralista di queste cose, salta il resto della frase) che la storia inizia con il nome del padre (il nome dell'azienda paterna) e finisce gridando il nome del padre. Suppongo sia una scelta consapevole dell'autore. Aggiungo di più in fondo.
All'epoca del suo primo libro si schermiva dicendo che glielo avevano scritto. Be' ora mostra che forse non era del tutto vero. Una bella storia di crescita, alla fine una ricerca di identità.
Certo, dall'autore di Mio fratello rincorre i dinosauri mi sarei aspettato qualche spunto di trascendenza in più; ma la storia è bella, tocca il mio cuore di informatico, e poi offre qualche spunto sul problema del rapporto con il digitale dal punto di vista di un nativo. Se pensiamo all'età di Mazzariol, direi che è proprio una promessa!
Forse è uno spoiler (non ne sono sicurissimo), quindi nascondo quanto segue.
"Usa la leggerezza nel sentire, anche quando il sentire è profondo. Con leggerezza lascia che le cose accadano, e con leggerezza affrontale." Huxley Da questo libro ho segnato questa citazione di Huxley!
Lo scorso anno avevo letto "mio fratello rincorre i dinosauri " e mi era piaciuto molto, anche per il modo in cui era scritto. Questo libro non mi ha presa ugualmente ma è anche una storia diversa. Sicuramente può essere una buona lettura per ragazzi delle scuole superiori.
La difficoltà di capire chi si vuole essere "da grandi", l'incertezza del proprio futuro, la voglia di nuove esperienze, il timore di perdere le proprie radici... Gli argomenti sono universali, ma il libro forse non riesce ad affrontarli appieno, scavandoli solo in superficie, anche a causa della sua brevità. L'ho trovato comunque una lettura piacevole, in cui non si fa fatica a ritrovare qualcosa di se stessi in qualcuno dei personaggi o dei contesti (quante Magnano ci sono in giro per l'Italia...)
Il primo libro pubblicato dall'autore mi era piaciuto molto e quindi ho deciso di leggere anche questo. Devo dire che a differenza di quello precedente mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca. L' ho trovato abbastanza lento nella narrazione e superficiale negli argomenti. La storia in sé è ben fatta, ma la narrazione non è riuscita a farmi interessare a questa lettura. A parer mio gli argomenti trattati potevano essere potenziati meglio.
Di solito concedo sempre una seconda possibilità ad un autore che non mi è piaciuto, e così ho fatto anche con Giacomo Mazzariol ed il suo secondo libro. Questa seconda lettura ha confermato il mio pensiero: è bravo, scrive argomenti attuali, ma forse proprio perché destinati ad un pubblico della sua età io non riesco ad appassionarmi (il primo libro scritto a 19 anni, questo libro scritto a 22 anni).
La differenza tra i due libri si sente: credo che i dinosauri siano stati pesantemente rivisti da un editor perché lo stile è troppo furbo e smaliziato per essere già parte di un diciannovenne, ma le stesse scelte stilistiche non accompagnano gli squali. Ne risulta uno stile più sincero ma più piatto, che colpisce meno l’attenzione del lettore, che si fa meno ricordare. Entrambi i libri sono ben scritti, nulla da dire… ma non mi hanno particolarmente impressionato forse perché troppo “perfetti” per i miei gusti, che non amo lo stile impeccabile e il linguaggio troppo giovanile.
Per quanto riguarda la trama, gli squali sono consigliati a coloro che si ritrovano davanti ad un bivio al termine dell’esame della maturità, quando si attende con ansia ed eccitazione la prima estate al termine di un lungo percorso scolastico, da trascorrere con gli amici e finalmente senza i genitori, in completa libertà, la tipica estate che rimane nel ricordo di tutti noi ormai adulti. Però, nel caso del protagonista questa programmata vacanza verrà sostituita da un evento che darà una svolta a tutta la sua vita, ma che lo farà crescere e lo porrà di fronte ai dubbi esistenziali di un normale diciannovenne. Credo quindi che sia un libro anche un po’ autobiografico, tra le righe leggevo un po’ anche l’esperienza di Mazzariol che con il primo libro si è trovato improvvisamente catapultato in un mondo nuovo.
Ho dovuto leggere questo libro per un progetto scolastico. La mia personale opinione è che c'è di peggio, ma anche di molto meglio. In generale per me è stato alquanto difficile andare avanti nella lettura di questo libro, sia perché lo stile dell'autore non mi entusiasma per niente (anzi direi che delle scelte lessicali dovrebbero proprio essere riviste, cito "sei una gossippara", che scritto su di un libro è abominevole), sia perché l'ho trovato estremamente superficiale. In tutto. Sia nella trattazione del tema principale della trama (che si risolve in due/tre mesi? Arrivando a prendere decisioni che sembrano casuali) che nello sviluppo dei vari personaggi e dei rapporti fra questi. Mi è parso tutto troppo accelerato, non vi è stata alcun approfondimento degli stati d'animo del protagonista, sempre stranamente e poco descritto. A volte la retorica l'ho trovata così vaga, con frasi/motti visti e rivisti. Troppo veloce, poco approfondito.
Lo stile di Mazzariol è molto semplice e scorrevole, ma a me piace molto. Mi sono innamorata del suo primo romanzo, riesce a farmi emozionare ogni volta che lo riprendo in mano e mi ha insegnato tante cose che resteranno sempre nel mio cuore. Mi aspettavo la stessa cosa da questa nuova uscita, purtroppo però si è rivelata una delusione. L'idea è molto interessante. Estate della maturità, sogni nel cassetto, paura del futuro, amicizia e amore sono ottime tematiche per un young adult degno di questo nome, ma potevano essere sviluppate meglio. L'ho trovata una lettura da ombrellone abbastanza piacevole, anche se a tratti un po' noiosetta, ripetitiva e scontata.
Una storia un po' piatta, con ampie semplificazioni dei fatti e dei personaggi descritti, troppo spesso un po' scontati. Lettura veloce, piacevole nel complesso, ma con qualche fischio nelle orecchie per alcune parole prese in prestito con superficialità dal linguaggio giovanile.
A Magnano, paese a venti minuti di treno da Padova, Massimo Carati racconta la sua giovinezza quando diciottenne e prossimo alla maturità, accadde qualcosa che cambiò la sua vita. Grazie alle sue capacità e alla sua passione per il mondo della programmazione, Max crea un'applicazione per i ragazzi che aiuta ad orientarsi nella scelta del percorso scolastico. Quello che sembra un lavoretto da nerd, viene notato da Lorenzo Mutti, un uomo che lavora nel mondo delle start-up e intuendo le potenzialità dell'applicazione di Max, gli propone di lavorare con il suo gruppo a Roma dove c'è un posto che si chiama ePark. Max viene travolto da un nuovo mondo, una nuova città, nuove conoscenze e non riesce a rinunciare a qualcosa che sembra possa essere solo bello, non può rinunciare ad un'opportunità di tali proporzioni. Questo significa anche accantonare i progetti che aveva fatto, come la vacanza a Barcellona con i suoi amici veri, quelli del paese, Anna, Beatrice, Filippo e Andrea. Ognuno di loro ha delle caratteristiche precise, c'è un rapporto sincero che li coinvolge totalmente ognuno nella vita degli altri, fino a quando le strade si dividono per quello che normalmente accade nella vita delle persone. Si tentano riavvicinamenti, le incomprensioni vengono risolte, ma resta qualcosa di insuperabile, forse è il cambiamento e la crescita di ogni individuo. Max si trova così dall'altra parte delle sue intenzioni, lui che programma e definisce i criteri per scegliere, dovrà farlo imparando che una scelta, per quanto libera possa essere, deve tenere conto della persona, di cosa conta veramente. Ho trovato un po' eccessivo il protagonismo nel quale viene catapultato Max, così come gli stereotipi assegnati al gruppo di amici, mentre il legame tra loro è sembrato molto più vero.
"Squali, ecco cosa eravamo, ecco cosa dovevamo essere. Animali capaci di scivolare in un mondo che aveva perso solidità, che era diventato instabile. Nulla mi suonava negativo in quella parola usata per descriverci: squali. Non eravamo crudeli, solo affamati. Non eravamo impazienti, solo non potevamo restare immobili."
In una piccola cittadina veneta Max e i suoi amici più stretti si preparano ad affrontare l'esame di maturità e poi dovranno scegliere cosa fare nella loro vita... Max è molto bravo con i computer e riesce ad inventare un'app che permette ai ragazzi come lui di scegliere il percorso più adatto dopo le scuole superiori. Viene così contattato da un famoso imprenditore della capitale che gli offre la possibilità di perfezionare la sua idea e di lanciarla sul mercato... Max deve così cambiare i suoi progetti, niente vacanza a Barcellona con gli amici di sempre, quella vacanza post maturità che progettavano da tanto tempo. Finito l'esame si trasferisce a Roma e inizia un percorso lavorativo circondato prevalentemente da adulti. Il suo avere 19 anni però emerge con prepotenza in breve tempo, e lo porterà a rendersi conto di cosa sia più giusto per lui e soprattutto di cosa lui desideri davvero...
Mi sono un po' rivista in questa storia, a quell'età credi di avere in mano il mondo, hai tanti sogni e non riesci a scegliere quale realizzare, ma vorresti poter fare tutto.... L'autore del libro è molto giovane (classe 1997) ed è riuscito a dar voce perfettamente a una generazione, che saranno poi gli adulti di domani... Il messaggio che è passato è proprio quello di non smettere mai di credere nelle proprie capacità e nelle proprie aspirazioni e fare tutto ciò che è possibile per realizzarle.
Avviso subito che secondo me è da leggere durante l'estate della maturità (e non dieci anni dopo come ha fatto la sottoscritta). Detto ciò, lettura molto leggera - io infatti, l'ho letto in vacanza sotto l'ombrellone - e scorrevole.
Il romanzo è ambientato appunto durante l'estate della maturità. Max, il protagonista di questo romanzo, frequenta l'ultimo anno di liceo in un piccolo paese del Veneto e Filippo, Anna, Beatrice e Andrea sono i suoi amici di sempre. È con loro che ha progettato di fare il viaggio di maturità, ma Max nel suo tempo libero ha creato un semplice algoritmo che viene adocchiato da un'importante start-up localizzata in un incubatore a Roma. Così per Max, proprio in quell'estate che deve essere la più bella di tutte, la vita cambia ma in maniera troppo rapida per lui che cerca comunque in tutti i modi di tenere assieme tutti i pezzi della sua vita. Inevitabilmente però, iniziano a cambiare le compagnie, il rapporto con i propri genitori e anche le aspirazioni di vita.
"Squali, ecco cosa eravamo, ecco cosa dovevamo essere. Animali capaci di scivolare in un mondo che aveva perso solidità, che era diventato instabile. Nulla mi suonava negativo in quella parola usata per descriverci: squali. Non eravamo crudeli, solo affamati. Non eravamo impazienti, solo non potevamo restare immobili."
Carino, ma ho decisamente apprezzato di più "Mio fratello rincorre i dinosauri". 3 stelline.
Max, alle soglie della maturità, ha l'occasione che pochi avranno nella vita: perseguirla o abbandonarla? Avere davanti a sé un futuro spianato e luminoso? Cosa, e soprattutto chi, lasciarsi alle spalle? Seguire quel qualcosa di molto confuso che la mente suggerisce? Buttarsi a capofitto in un'avventura incredibile? Mazzariol dimostra di conoscere bene il mondo attuale, nelle sue declinazioni offline e online. È molto bravo nel descrivere il mondo delle App, sia dal punto di vista tecnico che da quello dei processi di lavoro. L’autore ha un bel modo di scrivere, uno stile giovanile ma non forzato. È molto abile e rapido nel tratteggiare personaggi e situazioni, che si capiscono al volo dopo poche frasi. La storia è ben costruita, anche se non particolarmente articolata. Non ci sono elementi difficili, non è un giallo o un thriller, né fantascienza o fantasy, ma fila bene, ogni elemento ha il suo posto e ogni situazione è giustificata. Un romanzo a parer mio adatto ai giovani, per aiutarli a capire che, squali o no, non devono fermarsi, ma non devono nemmeno correre.
Ho scelto questo libro dopo aver letto il primo libro di Mazzariol che ho adorato, Mio Fratello Rincorre I Dinosauri. Anche questo libro mi è piaciuto molto. In verità, ho letto questo libro anche per continuare a migliorare la mia conoscenza della lingua italiana (sono una studentessa di livello intermedio). Ho trovato questo libro un po' più difficile perché il protagonista e i suoi amici sono tutti adolescenti, si svolge durante l'estate dopo il liceo, e quindi il linguaggio che usano include slang, sarcasmo adolescenziale e cose del genere che ho trovato impegnative (in senso positivo per il mio apprendimento). Ma il tema delle scelte con conseguenze sconosciute che i giovani devono affrontare è stato ben creato e scritto.
Dovrebbe parlare ai giovani questo romanzo, descriverne le incertezze e le aspettative legate al periodo di passaggio dal liceo all’università, quel lasso di tempo di un’estate che intercorre tra la maturità e i test d’ingresso agli atenei. Il protagonista assapora il gusto delle prime autonomie, dell’approccio al lavoro e alle prime competizioni e soprattutto delle prime prove di tenuta delle amicizie d’infanzia.
Per questo motivo è consigliabile solo ai tardo-teenagers, ai diciannovenni in dubbio su cosa fare della propria vita una volta terminato il ciclo delle superiori... a tutti gli altri non resta che annoiarsi...
Il giovane di oggi non può mai stare fermo, né fisicamente né mentalmente; deve essere sempre in movimento e deciso a farsi valere per emergere: uno squalo, predatore instancabile sempre pronto allo scatto. Rispetto a Mio fratello rincorre i dinosauri, che ho avuto il piacere di leggere quasi per caso un paio di anni fa, Gli squali è più impersonale, più ordinario, e in un certo senso dalla trama prevedibile fin dall’inizio. Tuttavia restano sia lo stile di scrittura semplice e incisivo di Mazzariol, sia la volontà di parlare dell’universo giovanile di oggi, anche se in maniera meno riuscita che nel romanzo d’esordio. Nel complesso un buon libro ma nulla di memorabile.
Ho ascoltato questo secondo romanzo di Mazzariol dopo che il primo mi era piaciuto molto, ma non c'è paragone. in "Mio fratello rincorre i dinosauri" la storia forte e potente doveva effettivamente essere raccontata; questo è invece un libro adatto magari ai giovani che escono dal liceo e si pongono le prime domande sulla vita, non a una persona adulta. Tutto ciò su cui l'autore riflette appare già sentito, detto, scontato a una certa età. Lo consiglierei solo a un pubblico giovanile.
Un libro stupendo sull'adolescenza, il crescere in una società liquida, senza certezze, veloce, dove tutto può cambiare da un momento all'altro. Un diciannovenne perso, indeciso, tra amore, lavoro, università. Ho provato una grande empatia e tenerezza per tutti i personaggi di questo libro, soprattutto per il protagonista, Max. In questo mondo bisogna sempre correre ed essere veloci, non fermarsi mai, come gli squali. Ma il vero coraggio sta, invece, nel fermarsi. Delicato, veritiero, emozionante.
Un libro carino, niente di impegnativo o sublime, ma piacevole da leggere. Mi ha riportato con la memoria al 1994, quando mi diplomai io: i ricordi del liceo sono sempre positivi, è stato un periodo di gioia e divertimento, l'ultimo momento in cui eravamo "protetti" in una bolla in cui tutto era determinato, e dovevamo solo pensare a studiare e divertirci. Poi è arrivata l'estate delle scelte, studiare o lavorare, cosa studiare, e il separarsi dai compagni di un lustro, ognuno per intraprendere la propria vita da adulto.
Diversamente dal primo libro, questo non mi ha entusiasmato: ho trovato la storia piuttosto piatta, uno stile anche questo un po' troppo semplice e soprattutto i dialoghi mi sembravano tirati fuori da una serie adolescenziale media. Il tema è buono, ma poteva benissimo essere sviluppato meglio. Unica cosa positiva è lo stile scorrevole e non pesante. Pensavo sinceramente che questo libro potesse in qualche modo interessarmi, ma in realtà non mi ha preso come speravo.
I ragazzi come gli squali non si fermano mai, per vivere hanno bisogno di muoversi. Bello, attuale, ma anche sincero, e concreto. Max ha una tremenda opportunità, e la coglie: finisce in un vortice di stimoli, ma riesce a capire che il suo ritmo è diverso, quello che lo fa stare bene non è quella girandola. La vita è sufficientemente caleidoscopica, basta quella.
Gli squali di Giacomo Mazzariol. Il libro non è male, è scorrevole, si legge piacevolmente. Nella lettura, per chi vive, o è mai andato in visita a Roma, si riconoscono molti posti della capitale. La scrittura è piacevole da leggere, ma si perde un po' dallo stile del precedente libro. Consigliato a tutti.
é un libro adatto ai ragazzi che si trovano ad affrontare il difficile periodo di passaggio tra la scuola e l'università. A mio parere, però, l'autore non riesce a bissare il risultato ottenuto con il suo esordio, probabilmente più ispirato.
Libro molto scorrevole, protagonista simpatico. Il libro parla di informatica, ovvero l'indirizzo che ho scelto anche io, mi è piaciuta molto l'intraprendenza di Max nel prendere tutte quelle scelte difficili. L'unica cosa che non mi è piaciuta è stato il personaggio di Filippo.
Romanzo insipido che si lascia leggere velocemente ma che se ne fa dimenticare altrettanto velocemente: la trama è un po’ da temono di terza media e i personaggi risultano falsi nel loro modo di approcciarsi alla storia di un comune ragazzo di un qualsiasi posto del mondo.
una struttura veloce, scorrevole...in tre ore ho terminato la lettura. max, da un paesino del veneto a Roma. Dallo stare con gli amici di tutta la vita,con cui aveva organizzato la vacanza post maturità, a stare con persone nuove dell'ambiente romano.. tutto troppo veloce?