Questa è la storia dì un gatto. Che un giorno decise di rubare un diario e di raccontarsi, tra un giretto al parco, un'incursione dal vicino e una dormita nell'appartamento che condivide con due "stupidi umani". Questa è la storia di un cinico gatto. Che offre ai lettori il suo sguardo lucido sul mondo, con l'ironica consapevolezza di chi si ritiene un essere superiore, e ha ragione di farlo. Questa è la storia del viaggio di un cinico gatto. Che ha deciso di condividere in un romanzo la sua avventura felina on the road. Ci fa innamorare di lui tra incontri, scampati pericoli, amici, nemici, maestri e... altre risposte ad altre domande, quelle sulla le stesse che noi (stupidi) umani ci poniamo da migliaia di anni. Questa è la storia del viaggio filosofico di un cinico gatto. Che ci permette di capire perché, se siamo fortunati, verremo un giorno affidati a un gatto. E perché i felini esercitino da sempre un saggio, silenzioso, felpato dominio sul mondo.
Mi è piaciuto davvero molto questo libro, l'ho trovato scorrevole e davvero molto simpatico, una lettura che ti prende e ti fa scorrere pagina dopo pagina senza neanche accorgersene. Vediamo le avventure del nostro simpaticissimo protagonista, viviamo con lui le sue giornate mai noiose e sempre piene di vita. Un romanzo ironico che vede il mondo con gli occhi di un gatto ma sotto certi aspetti l'ho trovato anche triste e toccante. La scrittura di Daniele è una scrittura semplice, chiara che con poche parole riesce a creare luoghi, sensazioni e personaggi in modo impeccabile. Un libro che va letto se amate i nostri amici gatti, ma non solo.
Primo libro che leggo di questo tipo e sono contenta d'averlo letto. Ho riso fino all'inverosimile per il nostro amico a quattro zampe davvero particolare ma mi sono anche commossa. E' stato un mix strano e sorprendente che consiglio a chiunque voglia scoprire cosa pensa un gatto del mondo dei bipedi e non solo!
Dolce, divertente, coinvolgente e commovente. Non si può dire nulla di negativo su questo libro. Che vi piacciano o meno i gatti, il diario del cinico Gatto vi prenderà dalla prima all'ultima parola, accompagnandovi in una storia meravigliosa. Consigliato a tutti, e a qualsiasi età! Davvero bellissimo!
Lo ammetto: non l’ho finito. Ma sono arrivata a pagina 220 e Goodreads mi dice che il libro termina a pagina 150 (il volume in mio possesso arriva fino a 414) e che, quindi, è terminata anche la mia lettura. Benissimo, senza esitazione mollo il tomo e mi dedico ad altro; ben contenta perché la storia non mi piace, la trovo prevedibile e mi ricorda cose lette e rilette, viste e riviste: dal “Canto di Acchiappacoda” alla “Gabbianella e il gatto” fino agli “Aristogatti”. Ne ho letti davvero tanti di libri con protagonista un gatto, o più gatti, e molti mi sono piaciuti. Questo proprio no.
Esilarante. Sono assolutamente d'accordo con tutte le recensioni super positive che questo libro ha ricevuto, e questo pur non avendo mai avuto - o apprezzato in maniera particolare - i gatti. Credo che dopo questa lettura li osserverò con occhi diversi! Il testo si divora in poco più di un'ora, è' scorrevole e il cinismo assurdo della voce narrante non scade durante la narrazione e porta il lettore sia a ridere che a riflettere. Il finale poi è davvero ben orchestrato. Ammetto che molte situazioni sono decisamente assurde, ma il bello sta anche in questo: l'immaginario che si intreccia con vicende che invece potrebbero benissimo accadere nella vita di tutti i giorni. E poi chissà... di certo nessuno di noi è' mai stato in grado di leggere i pensieri di un gatto! Peccato che a questo titolo e al suo autore non sia stata data la visibilità che meriterebbero, se non grazie a un passaparola di nicchia.
All'inizio non ero molto propensa verso questo libro (principalmente perchè mi dispiaceva troppo per il gatto JoXD), ma andando avanti...è davvero bello. Bisogna un pò abituarsi al carattere cinico del gattaccio che poi alla fine tanto cinico non è :) Poi verso la fine mi ha proprio preso tanto, bellissimo con le sue frasi feline. "Ma lo accetto; la vita è questa. Se devo ascoltare quanto ho letto nel libro di un vecchio indiano, nella libreria del mio umano, la morte è soltanto un passaggio. Un passaggio oltre il velo che ci separa dal resto del mondo, un passaggio che ci fa diventare il resto del mondo. In sostanza, diventerò il sovrano dell' Universo."
“Diario di un cinico gatto” di Daniele Palmieri pag. 150
In questo libro il protagonista è Gatto, un felino irritato dai bipedi, alla continua ricerca di nuovi modi per infastidire il suo vicino e sempre preso a rimuginare su quanto il mondo possa essere un posto migliore se a governare fossero i gatti. Se non fosse per il pollice opponibile, Gatto avrebbe il mondo in pugno e gli umani sarebbero già stati messi al loro posto, alla stregua di inservienti. Gatto ha rubato assieme si suoi padroni un diario ed una penna rossa, in modo che il colore ricordasse il sangue, dove annota vari momenti della sua vita, pensieri e note biografiche rigorosamente numerate, che forniscono sempre più dettagli del suo passato. Gatto ha un triste passato e i suoi ricordi hanno lasciato anche in me (non particolare amante di nessun animale) una sensazione di amarezza. Ma la tristezza non dura con Gatto, presto fa sorridere di nuovo con qualche considerazione decisamente poco gentile sui cani, o sugli stupidi umani. Gatto è cinico, egoista ed orgoglioso ma anche desideroso di raccontare la sua particolare visione del mondo tra il dramma per l’arrivo di una “cucciola di umano”, la costruzione di amicizie destinate crudelmente a concludersi troppo presto e il racconto di un'avventura vissuta da piccolo, in compagnia di indimenticabili amici. Questo libro è così stuzzicante, accattivante, ironico, caustico e scritto così bene, che ogni riga ti invoglia ad andare avanti persino una persona come me che non ha particolare attrazione per nessuna forma animale.
Un opera, quella di Daniele Palmieri, che strizza l’occhio al più celebre “Firmino” di Sam Savage ed al classico della letteratura giapponese “Io sono un gatto” di Natsume Soseki. Senza tuttavia raggiungere la profondità emotiva del primo né il peso storico e culturale del secondo, il libro di Daniele diverte e intrattiene “gli stupidi umani” che lo leggono. Il gatto nero protagonista che ci racconta, come fosse un diario, i timori del proprio passato e le avventure del proprio presente è esilarante, cinico, indipendente, sarcastico. Insomma, è un gatto. Un gatto che anche io, come Dara Bertolazzi nella sua splendida postfazione, ho deciso di chiamare semplicemente “Gatto”, perché anche io sono di proprietà di un gatto nero che si chiama Gatto. Lettura per niente impegnativa, semplice e scorrevole in cui è facilissimo immedesimarsi se si è affezionati a questi affascinanti e misteriosi felini. Il testo fa quel che deve decorosamente: diverte. Astenersi umani bacchettoni, concediamoci momenti di svago. Leggere significa anche questo.
Questo libro, forse perché in casa ci sono dei gatti, alla fine mi ha fatto venire delle lacrime di commozione agli occhi. Gatto è un personaggio complesso, cinico come riportato nel titolo, che però nasconde una vita piena di situazioni particolari, che lo hanno fatto "diventare" così. Riporto una citazione di quest'opera che mi ha toccato profondamente.
" Ma il gatto non cerca qualcuno che badi a lui (fidatevi, le risorse ce le ha), cerca piuttosto in noi dei compagni con cui condividere l'esistenza, delle controparti che lo stimolino e che siano in grado di far emergere le sue attitudini e le sue motivazioni. E' questa la chiave per leggere la relazione col gatto: capire che il suo voler condividere con noi non è un bisogno ma una libera scelta, che ogni giorno noi dobbiamo imparare a rinnovare."
Un bel libro che cambierà per sempre il modo in cui vedrete i gatti, sia perché ci si affeziona ai protagonisti, pure se possono sembrare cinici, sia perché si scopre qual è la loro missione nell'universo. Personalmente, al di là della storia, che è scorrevole e originale, da scrittore, ho apprezzato soprattuto due espedienti letterari (che non vi dico): uno di essi, quasi fosse la madeleine di Proust, se posso, lo ruberò di certo, perché è proprio una trovata geniale (quando vi imbatterete nella foto, OPS!, capirete di cosa sto parlando).
Non mi ha divertita. Non mi ha intrattenuta. Ho trovato irritante addirittura il gatto. E da comportamentalista felina e animalista convinta, questo la dice lunga. Tutto già visto, sentito, detto, scritto, letto. Inoltre si percepisce proprio che l'umano dietro al felino vuole proprio strapparci la risata. E infatti non ci riesce perché risulta fasullo.
Sarà che mi aspettavo di più, fatto sta io non ve lo consiglio
Come hanno scritto altri, alla fine è un pò triste, ma la visione "gatto" prevale anche su quest'aspetto. Come possessore di otto gatti (di cui due neri) non posso che raccomandare il testo.
Quattro stelle per gli errori di battitura.
Mi permetto di segnalare anche il piccolo saggio finale che rappresenta un atto d'amore ancora maggiore verso l'universo felino.
Troppo carino davvero!!!! in questo libro c'è tutto.. storia di ogni tipo, in una meravigliosa parodia e trasposizione dell'animo umano. gli animali hanno capito tutto della vita. Noi possiamo solo sperare di prendere esempio e ispirazione da loro.... consigliato davvero a tutti, qualsiasi età voi abbiate qualunque genere amiate leggere
Pieno di ironia ed emozioni, e un ritratto fedele del comportamento dei gatti! 4 stelle come incentivo a migliorare con l'aiuto di un bravo editor, perché i molto refusi detraggono un po' dal piacere di leggere della vita di questo gatto senza nome.
Forse avevo aspettative troppo alte per questo libro. Tutto sommato è carino, però a mio parere a volte pecca troppo di “ingenuità” nella scrittura, che può trovare spiegazione nella giovane età dell’autore. Lo consiglierei? Ni.
⚠️SPOILER ALERT... Per chi Ama i Gatti Neri, per chi ha con loro un rapporto simbiotico, per chi purtroppo, come me, ha perduto ogni sua traccia, preparate i fazzoletti... Un breve, ma indimenticabile viaggio nella meravigliosa mente di un Gatto Nero 🖤
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É un libro da leggere, perforza. Devo dire che per chi ha un gatto ci sono tante cose che fanno ridere raccontate dal loro punto di vista, lo consiglio proprio.