Il 1934 conta ormai i suoi ultimi giorni quando, il 27 dicembre, nasce Tidman, alla vigilia di stragi e guerre che tracceranno sulla Storia ferite mai più rimarginate. Negli anni che seguono, Tidman cresce in un mondo fatto di piccole cose ma tanta umanità, con il nonno nelle miniere di carbone, il padre becchino, la madre casalinga, l'inseparabile amica Marian e la scuola, dove Tidman viene bollato come "lento", perché non tiene il passo con gli altri nell'imparare a leggere. E poi l'adolescenza salvata dai libri e da un docente illuminato, l'indagine goffa e piena di fraintendimenti della sessualità, fino alla rivalsa sullo studio, che gli permetterà di sognare come possibilità concreta un futuro nell'insegnamento.
Aidan Chambers was a British author of children's and young-adult novels. He won both the British Carnegie Medal and the American Printz Award for Postcards from No Man's Land (1999). For his "lasting contribution to children's literature" he won the biennial, international Hans Christian Andersen Award in 2002.
Allora, se devo essere sincera, quando ho cominciato a leggere questo libro, non ero molto convinta. L' ho trovato un po' lento, soprattutto all'inizio, e lo stile non mi fa impazzire, lo trovo un po' noioso. Ci sono cose che ho molto apprezzato, per esempio tutte le riflessioni che il narratore (che è anche il protagonista, in quanto si tratta di una sorta di diario personale, per essere più precisi direi una metà strada tra diario personale ed autobiografia, scritta in prima persona) fa sulla letteratura e sulla scrittura, in particolar modo ho apprezzato l'analisi che lui fa di "Figli e amanti" di D. H. Lawrence, che io ho follemente, visceralmente amato e ho apprezzato anche il fatto che questo grande autore venga citato spesso in questo libro. Ci sono altre cose invece che non ho apprezzato affatto, come molti punti in cui Tidman tende ad autoanalizzare e commentare la sua propria scrittura (l'ho trovato pesante e, a mio parere, rende la lettura poco scorrevole) o il capitolo nel quale racconta di quando era andato a fare un viaggio con suo padre in barca e offre al lettore molti dettagli, a mio avviso, superflui. Nel complesso una piacevole lettura, anche se non credo lo rileggerei in futuro.