Nina ha sempre pensato che rifiutare il cambiamento l’avrebbe messa al riparo dal dolore e dall’imprevisto. Ma a 38 anni, con la fine di una lunga relazione, vede crollare miseramente la cassettiera in cui aveva riposto con cura la sua vita. Cosa fare di fronte a una fine, se non si è più abituati alle incertezze di ogni inizio? Nina non ne ha idea e, forse per questo, comincia a scrivere su un taccuino per cercare un nuovo ordine delle cose. Sarà la vita, con il suo meraviglioso carico di coincidenze e novità, a farle conoscere Gerri Barreca, un illustre scultore settantenne da poco ritiratosi a vita privata. L’artista le racconterà di essere richiesto a Lampedusa, terra natia, per riparare la statua simbolo dell’isola. Ormai solo, Gerri è tormentato da una malattia e ha bisogno di una spalla per il viaggio: forse potrebbe essere lei? È così che i due partono da Milano, giovandosi inoltre della compagnia di un misterioso scrittore trentenne, conosciuto su un sito per condividere passaggi in auto. Attraversare l’Italia in un viaggio senza tempo significherà ridare posto a vecchi ricordi ingombranti e, soprattutto, aiuterà Nina a scoprire la gioia delle cose che nascono per caso, che non hanno bisogno di durare per sempre per essere indimenticabili. Grazie alle persone incontrate lungo il cammino, alle bellezze artistiche del Paese e al confronto con i suoi nuovi amici, capirà che non esistono una misura o un tempo uguali per tutti. Quello che davvero conta è il proprio bisogno di amare e di ampliare i propri orizzonti.
Camilla Ronzullo was born in Milan in the late Seventies. She graduated in History and Criticism of Cinema, became a journalist and has been writing non-stop for as long as she can remember. She loves having breakfast, collecting future memories and dedicating herself to the project "Zelda was a writer" which, over time, has become a point of reference for lovers of captured words and written images. She created and manages with unchanged enthusiasm the "BookeaterClub", a reading club for book eaters.
E' stato il primo libro dell'anno, l'ho scelto per la diversità, per il colore, per la gioia grafica e perché ne avevo letto tre pagine in libreria e non mi era sembrato affatto banale. Partiamo dall'assunto che l'autrice ha un discreto seguito su IG (me compresa) ed è una persona assolutamente piacevole e a modo. Non avevo grandi aspettative, di certo non mi aspettavo Phil Roth, e invece mi ha piacevolmente colpito. Graficamente il libro è davvero bello, quest'idea di taccuini, queste note a mano e le stelline e i cuoricini. Forse un po' girly. Non che io sia girly, eh. Non cercavo un libro dove perdermi, non cercavo il libro della vita, cercavo qualcosa che mi intrattenesse in maniera intelligente e l'ha fatto. Forse l'avrei accorciato, forse avrei messo un po' più di riferimenti e citazioni a cose non per niente banali, forse. Ma non l'ho scritto io e faccio i complimento a chi l'ha invece fatto. Non vi aspettate la Karenina, ma nei pomeriggi bui, con un te davanti, aiuta, eccome se lo fa.
Una di quelle letture che si fanno quando magari si vuole staccare un attimo e non si ha voglia di barcamenarsi con libri complessi o troppo impegnativi. Insomma, una storia che vuol essere contemporaneamente un viaggio dentro sé stessi e attraverso l'Italia e le sue mille contraddizioni. Un libro che colpisce e incuriosisce principalmente per il concept grafico ma che, purtroppo, non va oltre.
Questo non è il genere di libro sui cui solitamente mi butto a capofitto, ma seguo Camilla Ronzullo (Zelda was a writer) su Instagram e a dicembre praticamente tutti lo stavano leggendo. Quindi per curiosità me lo sono regalato per Natale (insieme a The Outsider di King, che ho già letto e recensito, e che è decisamente più nelle mie corde).
Nina, 38 anni, commessa in un lussuoso negozio di abbigliamento in centro a Milano, si lascia con il fidanzato storico. Una sera conosce un anziano scultore che ha bisogno di un compagno di viaggio e nel giro di 6 giorni, Nina stravolge la sua vita, licenziandosi e partendo per Lampedusa con un perfetto sconosciuto. Dimenticavo... ovviamente nessuno dei due guida l'auto, quindi viaggiano con il car-pooling. Dai su... chi di voi non lo farebbe?
L'inizio così "frettoloso" è uno degli aspetti che meno mi è piaciuto di questo libro. Poi non mi è piaciuto il mondo in cui ha gestito la nuova relazione che sboccia durante questo viaggio: troppo pudore, troppi siparietti che dovevano far sorridere, invece mi sono sembrati scontati e banali. Infine ho trovato decisamente fuori luogo il voler tirar fuori per forza l'argomento migranti, una volta giunti a Lampedusa.
Con Nina condivido la passione per i taccuini: anch'io ne ho tantissimi (e poi non so mai cosa scriverci dentro), quindi mi è piaciuta la grafica che ricorda molto uno scrap-book più che un diario (e che ovviamente contribuisce a velocizzare la lettura, dato che di pagine stampate piene ce ne sono ben poche). Ho apprezzato alcuni aforismi (che, guardaunpo', ho trascritto in uno dei miei taccuini), mentre altri (soprattutto verso la fine del libro) li ho trovate decisamente stucchevoli e ridondanti. Condivido con Nina anche la passione per il viaggio, e mentre leggevo di questa traversata dello stivale, ho cominciato a fantasticare su eventuali mete italiane che ancora non ho visto e che potrei "raggruppare" in unico itinerario. Quindi se non altro, forse questo libro mi servirà da ispirazione.
Decisamente non un capolavoro, ma ho letto di peggio.
Gerri è un famoso scultore, è malato e da solo non riuscirebbe a raggiungere Lampedusa, la sua Madre Terra. In una luna park di Milano conosce Nina e le chiede di accompagnarlo. Il viaggio sarebbe stato lineare se non avessero incontrato Cesare, il terzo passeggero, che propone loro un gioco a tappe basato su quella che Nina definisce la psicogeografia! La trama è questa, il libro è altro, è la misura di tutto! L'impaginazione è esteticamente irresistibile: il taccuino di Nina che diventa diario di viaggio, scrigno di segreti nascosti da cancellature (che prima o poi riuscirò a leggere), appunti e cartoline spedite alla sua amica del cuore. Ho sempre diviso i libri in veri capolavori, in cui ogni parola è un'opera d'arte e libri scritti in maniera banale. A volte ho confuso la banalità e la semplicità ma non questa volta. La misura di tutto è un libro scritto in modo semplice, come ognuno di noi scriverebbe nel proprio diario ma è proprio questa la chiave che mi ha aperto il cuore. Sfido ognuno di voi a leggere le pagine di vita di una persona senza commuoversi; siamo tutti diversi ma le paure che ci frenano sono spesso le stesse. Confesso che la lettura è stata catartica, ho pianto un bel po', sapevo che ci sarebbe stata una fine che non avrei voluto ma "chi fa un viaggio, rischia di arrivare." La misura di tutto entra di diritto nei libri da regalare alle persone che amo. ❤
Attirata dalla grafica e incuriosita dal vociferare intorno a questo libro, ho deciso di leggerlo. Mi aspettavo qualcosa di leggero e questo ho trovato. Oddio, c’è moooolto di peggio in giro. Inizialmente prende anche se si intuisce già lo svolgimento, poi però diventa un po’ troppo. A mio avviso, la metà bastava. Così diventa un po’ prolisso e mieloso. Carino, niente di più. Nota positiva: vien voglia di tornare (o andare) a Lampedusa!
Mi sono avvicinata a questo libro perché seguo Zelda su IG da anni, e ho trovato sempre le sue parole e le sue iniziative molto dolci. Quindi, incuriosita anche dai commenti di amici e di altri, ho deciso di leggerlo. Non so se è perché venissi da due letture classiche (Jane Austen e Emily Bronte), ma alla fine non l’ho trovata una lettura così interessante. La grafica e l’idea di come è stato scritto e stampato è originale, però non mi piace trovare nei libri di oggi, citazioni di scrittori famosi. Mi viene un po’ da dire “così sono capaci tutti a scrivere” e infatti si vede. Detto ciò, la storia è dolce e carina, a tratti surreale ma molto attuale. La scrittura è scorrevole ma troppo semplice e scontata. Diciamo che preferisco la Camilla non scrittrice di libri.
Lo consiglio comunque a chiunque volesse prendersi una pausa da letture più impegnativeX
Da questo libro ricavo due piatti della bilancia, in equilibrio: da un lato una scrittura che non mi ha fatta impazzire, anzi, a tratti stereotipica, banale, ingiustificatamente prolissa. Dall'altro lato però una carica di riflessioni bellissime, spunti da cui ri-partire, autostima e fiducia nel dubbio. Mi ha attirata da subito, e trovo molto riuscita, la scelta grafica. Credo che l'autrice abbia messo molto della propria storia in questo libro... almeno sembrerebbe così leggendo i ringraziamenti. Sarà forse anche questo che mi ha infastidita: una presenza un po' ingombrante, un diario più che una storia. Ma in fondo il libro così si propone, come un diario. Insomma, lettura molto leggera, consigliata per passare il tempo e per una bella ricarica di fiducia.
"La misura di tutto" è un libro che ho ricevuto anonimamente partecipando ad uno scambio di libri. Non seguo l'autrice su ig ma ne ho sentito parlare.
Ho fatto fatica ad affezionarmi ai personaggi e alla storia perché è poco credibile. Si fa fatica ad immedesimarsi in una donna di 38 anni che ragiona come un'adolescente, un uomo che si finge lo pseudonimo di una scrittrice misteriosa (facile rimando al mistero creatosi dietro Elena Ferrante) e ad uno scultore di Lampedusa che distribuisce perle di saggezza ad ogni passo. Troppe citazioni, troppe frasi sottolineate, troppi proclami. Alla fine in testa non rimane nulla. Una storia che si svolge ai nostri giorni ma fuori contesto. La parte migliore del libro sono le ultime 20 pagine, molto più convincenti e scritte decisamente meglio.
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È un 2 e 1/2 (in alcune parti forse 3) stelle per me. Catturata dalla grafica (stile agenda/diario, con bigliettini, scritte a mano, cartoline, ritagli di giornale, ecc) non mi aspettavo altro che una lettura leggera e piacevole, di quelle che inizi per staccare la mente. E in effetti questo è ciò che ho trovato: il racconto tra l’inverosimile e la realtà di un viaggio per l’Italia di tre sconosciuti che alla fine diventano molto legati. La scrittura è semplice e scorrevole, la storia non è banale ma abbastanza scontata, a volte ci sono dei cliché nella narrazione. Ma ho scoperto anche alcuni bei posti in Italia, alcune delle loro tappe, a cui non avevo mai pensato o considerato. Non è alta letteratura, certo, ma è una lettura piacevole senza troppe pretese!
Bello...bello...bello!! A me è piaciuto tantissimo!! La grafica è stupenda ma dopotutto lo sapevo che Camilla (seguendola su Instagram) non poteva assolutamente deludere le mie aspettative! una lettura piacevolissima... un viaggio davvero coinvolgente che ti fa scoprire quanto l’Italia sia bella. Viaggiare con Nina, Gerri e Cesare è stato bellissimo ed emozionante. Un viaggio che parte da Milano e arriva a Lampedusa, un viaggio con delle tappe in mezzo inaspettate e divertenti. Sicuramente mi sento di parte perché amo Lampedusa e la porto con me sempre nel cuore ma penso che questo libro meriti davvero di essere letto da tutti.
"La vita, se la vivi davvero, ti consuma dentro e fuori. Pretendere di arrivare alla fine dei nostri giorni conservati e freschi sarebbe da idioti patentati".
Scelta sicuramente creativa e coraggiosa quella di ricreare la struttura di un vero taccuino all'interno del romanzo - riportando note a margine, sottolineature e commenti della protagonista (l'impaginazione del libro è esteticamente inequiparabile, bellissima!). Una lettura piacevole, delicata e ricca di spunti di riflessione e ispirazione.
Il libro si sviluppa con il susseguirsi delle tappe del viaggio, tappe che ci presentano frammenti di vita, ci porta alla scoperta di piccole grandi meraviglie che Camilla riesce a trattare con una semplicità disarmante. Tutto apparentemente sembra ruotare intorno a Gerri lo scultore famoso che ha intrapreso il viaggio per tornare alla sua casa natale, Lampedusa. Ma in realtà è il viaggio di consapevolezza di Nina. Un viaggio che viviamo con tutte le sue emozioni, paure e preoccupazioni. Recensione completa: https://www.cosnotebook.com/review/re...
Non so ancora bene in qual misura il libro mi sia effettivamente piaciuto. Ho idee contrastanti a riguardo. Ho iniziato la lettura carica di aspettative ed effettivamente dalle prime pagine ho creduto che queste venissero rispettate ma, verso metà lettura, mi sono resa conto che tutto l'interesse iniziale era svanito e che facevo quasi fatica a continuare. Ci son frasi o piccoli dialoghi su cui mi sono soffermata a riflettere molto ma nel complesso non so se mi abbia lasciato qualcosa.
E’ un libro delizioso che rispecchia la personalità della scrittrice. E’ dolce e chiaro e lo immagino come la brezza della sera sul mare estivo: un soffio delicato e gentile che ti accarezza la pelle. Il mare è’ un verbo all’infinito. Onestamente, l’ho sempre pensato!
Leggere Camilla è leggere me stessa. Non sono solita sottolineare e "segnare" i libri che leggo, questa volta è stato il libro a portarmi a farlo, per la profondità che Camilla riesce ad esprimere portandoti con lei in questo viaggio. Per me molto catartico.
Un viaggio lungo l'Italia e dentro i pensieri di Nina, la protagonista di questa bella storia delicata ma allo stesso tempo tanto forte. Un libro coinvolgente, a tratti poetico, molto introspettivo. Una piacevolissima lettura... E la veste grafica è pazzesca 😍
Ho acquistato questo volume dopo averne sentito parlare positivamente su Instagram. Quello che mi è piaciuto di questo libro è il concept grafico: un vero e proprio diario con font calligrafico, cancellature e cartoline attaccate. Ma la storia non mi è piaciuta: viene descritta come la storia di un viaggio in sé stessi oltre che fisico attraverso l'Italia, ma tranne alcune frasi e spezzoni abbastanza validi per il resto l'ho trovata surreale (un carpooling che diventa un viaggio di 3 persone che abbandonano le loro vita per un tot giorni solo per accompagnare un vecchio signore appena conosciuto a Lampedusa? Mah) e frivola, e secondo me queste due cose cozzano un po' e non me l'hanno fatto apprezzare. Finito il libro, che ho fatto molta fatica a finire, non mi ha lasciato niente. E se un romanzo ti fa questo effetto vuol dire che non è per te.
Quando lasci aperta la porta del cuore e dell’ascolto; quando esci dagli schemi e dalla quotidianità; quando lasci le certezze per l’incertezze; quando esci dalla tua zona di confort....quando ti lasci completamente andare allora scoprirai cose nuove di te e della vita! Nina, la protagonista di questo viaggio c’è riuscita! Si è licenziata da un lavoro che non era il suo e ha iniziato questo viaggio in Italia con due perfetti sconosciuti trovando la misura del suo tutto! Tra pagine scritte e scarabocchiate, tra stelle disegnate e cartoline spedite, questo libro vi terrà compagnia e vi fara venir voglia di visitare Lampedusa!