Napoli è la città meno equilibrata del mondo. È una metropoli complessa, piena di sfaccettature, è più città in una: un miscuglio di colori e di stati d'animo, di stili architettonici e classi sociali, di sapori dolci e salati, pastiera e pizza, sfogliatella e ragù, di musica antica e neomelodica, di fede e scaramanzia. Come fare allora a catturare le sue mille anime? Acuto osservatore dei piccoli e grandi fatti di cronaca della sua città, Lorenzo Marone sceglie di raccontare Napoli a modo suo, lasciandosi sorprendere da ciò che gli accade intorno così da raccogliere storie, incontri e aneddoti: i "Granelli" della sua rubrica settimanale su "la Repubblica" di Napoli. E proprio dai "Granelli", arricchiti da due testi e organizzati secondo una struttura a ossimoro che ben fotografa i contrasti della città, nasce questo libro. Dalla leggenda della sirena Partenope alle celebrazioni in onore di Totò, passando per l'arteteca e Higuaín, una lettera d'amore per Napoli, vista attraverso lo sguardo privilegiato di uno scrittore. Una guida molto sui generis per bibliofili curiosi, napoletani e non. Perché Napoli è una filosofia di vita, una continua e stupenda contraddizione: forse comprenderla ci aiuterà a vivere meglio.
Lorenzo Marone è uno scrittore italiano. Laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015), La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016), Magari domani resto (Feltrinelli, 2017), Un ragazzo normale, uscito sempre (Feltrinelli, 2018). A novembre del 2018 è uscita per Feltrinelli la raccolta Cara Napoli, che racchiude gli articoli pubblicati dal 2015 su La Repubblica Napoli e che è giunto alla seconda ristampa. Nel 2019 ha pubblicato, ancora per Feltrinelli, Tutto sarà perfetto.
Il fatto è che chi non ama questa terra (i tanti maleducati, gli scippatori, i menefreghisti), chi la sfrutta perché il prodotto Napoli tira sempre e comunque (ed è anche a buon mercato), ti obbliga a difenderla pure quando non ce n’è bisogno, ti costringe a fare un sorriso in più, a sentirti responsabile per qualcosa che non hai commesso, a discolparti anche quando non sei accusato. Come se tenessi o’ mariuolo ‘ncuorpo’.
Lorenzo Marone fa una dichiarazione d'amore alla sua città, ma non di quelle da innamorato infatuato che non ne vede i difetti, anzi, elenca anche quelli, facendo un quadro perfetto della "Napule dai mille culuri" di Pino Daniele. Una Napoli vista col cuore di chi la ama nonostante le sue mille contraddizioni.
Napoli è un'anziana nobildonna un po' dimessa che non ha perso il suo gusto di sentirsi elegante nei dettagli. Al suo cospetto, perciò, non fermatevi a guardare i suoi abiti vecchi, ma lasciatevi rapire dallo splendore del diamante che porta al dito e fatele l'inchino che merita..
Potrei riportare mille citazioni del libro, perché sono tutte meritevoli, sia quelle che la esaltano che quelle che ne mettono in luce le ombre di una città unica al mondo, ma se volete avere un assaggio di Napoli da chi la considera "casa" leggetelo.
Noi accogliamo tutti e tutti diventano come noi, i cingalesi, gli africani, i balcanici, ognuno qui trova quasi sempre una mano tesa, un posto a tavola, e una nonna con una parmigiana di melanzane pronta.
È un libro che fa bene ad esistere. Sono contenta che ci sia e che Lorenzo Marone abbia descritto questi aspetti di Napoli che sono fondamentalmente la base e l’anima culturale che I Napoletani si portano dentro da sempre.
I più pignoli direbbero che ci sono alcune superficialità, ma questi racconti superficiali spesso fanno bene, sono leggeri, da conversazione al bar, da nozione per un turista straniero per cogliere la sua attenzione.
Alcuni capitoli not my cup of tea, notamente capitoli sul calcio, botteghe, mondiali di calcio, professori.. non epoca mia.
«[..]L’equilibrio è qualcosa che non ci appartiene e che, diciamocela tutta, ce sta pure nu puculill’ antipatico, perché rende la vita tutta uguale, piatta, “grigia” insomma. [..] Quella partenopea è una scaramanzia un po’ più complessa delle altre, io la chiamo “scaramanzia certificata”, poiché di solito è accompagnata da una serie di argomentazioni più o meno scientifiche che servino a supportare il credo popolare.. si sa bene che i napoletani si fidano solo di se stessi e di mammà. Siamo un popolo di scaramantici che ha imparato a contare solo su se stesso e a dire un cuofano di bucie nel tentativo di ingannare il prossimo, il destino, Dio e, talvolta, persino il diavolo! [..] se mi devo bere le fesserie, almeno datemi la possibilità di scegliere qual è la fesseria che più mi aggrada!”
“Napoli è bianco e nero, è salite e discese, periodi di splendori e di buio, è andare via maledicendola e poi tornare da lei in punta di piedi. È restare, resistere, tirare avanti e sperare che domani vada un po' meglio.”
Una lettera d'amore alla mia città del cuore.
Mi piace tanto il modo di scrivere di Lorenzo Marone, ma devo dire che mi aspettavo qualcosina di più incisivo. In ogni caso lo consiglio, sia che amate quella pazza, magnifica città che è Napoli, sia che siate curiosi di cominciare a conoscerla attraverso la parole di uno dei suoi orgogliosi figli.
Da napoletana in (lunga) trasferta, affermo con convinzione che questo brevissimo libro si rivela davvero capace di restituire un'immagine fedelissima della mia splendida città, catturandone l'essenza in suoni, colori e odori. Sensazioni, tuttavia, che se i napoletani DOC non faticheranno a percepire, potrebbero causare qualche problema a chi Napoli non l'ha mai vissuta (e anch'io, lo ammetto, avrei preferito che l'autore avesse indugiato più a lungo sulle leggende, le vicende storiche e i personaggi famosi che hanno reso Napoli nota in tutto il mondo). A compensare ciò, dei passi bellissimi, in cui la commistione di felicità e amarezza si adatta perfettamente a quella "continua e stupenda contraddizione" che la città partenopea è.
"Questa città, che da sempre ha insegnato all'Italia a ridere, anzi a sorridere di sé e delle proprie sventure, da qualche anno sembra aver dimenticato l'allegria, la finta spensieratezza con la quale dissimulava i suoi occhi stanchi [...]. Oggi Napoli la si descrive soprattutto tramite Gomorra, con quelle facce violente che non possono rappresentare e identificare una metropoli talmente variegata. [...] Oggi ci vogliono far credere che quella Napoli non esista più. “Ma mi faccia il piacere,” avrebbe detto il nostro Principe."
"Mi piace guardare la città dal mare. Mi piace il suo rumore di tutti i giorni. Mi piace la sua euforia ingiustificata, l'ottimismo a oltranza, il sapersi scrollare i problemi di dosso con un'alzata di spalle, il non smettere mai di sperare e “aspettare la ciorta”. Mi piace la sua cultura del vivere. La nostra cultura del vivere."
Questo libricino nasconde molto di piì di quanto facesse intuire a prima vista. Contiene un intero vaggio, il quale ci porta all'essenziale di Napoli: all'anima della città. L'autore ci porta lì attraverso i suoi ricordi, attraverso pezzetti della sua vita quotidiana o di tempi passati, riesce a trasmettere emozioni e il suo amore per Napoli. Così facendo, fa sì che il lettore riesca a sentirsi parte di questa straordinaria città e degli abitanti. I capitoli sono quadri, fatti di ricordi, emozioni, profumi, colori, (pre)giudizi e speranze. Alcuni di questi anneddoti sembrano scherzi segreti tra l'autore e la sua città. Cara Napoli non è un guida turistica, ma una dichiarazione d'amore.
La Napoli di Lorenzo Marone non è ne nera ne bianca, ma grigia. È un miscuglio che si muove tra gli estremi. Difficile da comprendere per persone che non hanno mai messo piede in questa città. Ma anche difficile per me, perchè il tempo passato a Napoli è ormai solo un ricordo. Per me Napoli è infanzia, spensieratezza, amicizia, è paura del Vesuvio, è estate, famiglia, risate. È immaginazione. Un ricordo di tempi ormai passati. Questo libricino mi ha fatto rivivere tanti ricordi cari e mi ha fatto conoscere meglio questa città meravigliosa. Napoli, la mia città del cuore.
(Non sono di madrelingua italiana. Perciò scusate eventuali errori.)
Cara Napoli nasce dalla rubrica che Lorenzo Marone tiene settimanalmente su la Repubblica di Napoli, Granelli. Cerca appunto di raccontare Napoli, città in cui l’autore è nato e ha sempre vissuto, attraverso immagini, granelli, frammenti. Il libro è diviso in sezioni, ognuna delle quali prende il nome di due opposti: nord e sud, ieri e oggi, storia e leggenda, sacro e profano… e così sin dall’indice, la bellissima città di Napoli si viene a delineare come il miscuglio di contraddizioni che è, un posto in cui gli estremi non si limitano a coesistere, ma caratterizzano ogni cosa. Il libro si apre con una descrizione della città attraverso i suoi colori, o meglio il suo colore per eccellenza, il grigio del piperno. Attraverso il moto di una pallina e il volo di una rondine che subito si fa gabbiano, Lorenzo Marone guida il lettore alla scoperta delle bellezze più e meno note che si nascondono in ogni viuzza. Offre viste sul mare, scorci di storia, aneddoti divertenti… Poi, un capitolo dopo l’altro, un articolo dopo l’altro, Marone va a riempire la città che ha descritto: ci mette dentro lo spirito di accoglienza, le forti passioni, la tranquillità e la frenesia. Ci mette dentro i personaggi malinconici e quelli stravaganti, la nostalgia per un antico splendore, la superstizione. Costruisce gli interni dei palazzi, dà un suono ad ogni cosa, un profumo ad ogni pagina. Ma più di ogni altra cosa, in ogni singola lettera stampata, Lorenzo Marone ci mette l’amore per casa sua, totale e profondo. Ed è impossibile, quindi, per chiunque legga non fare altrettanto, non innamorarsi perdutamente di questa donna così complicata ma così tremendamente bella. Se devo essere sincera, leggendo le prime pagine ho pensato che non avrei apprezzato questo libro come ho fatto con tutti gli altri. Che sì, probabilmente mi sarebbe piaciuto lo stile (come sempre), ma che i contenuti non li avrei potuti cogliere appieno, perché Napoli non la conosco così bene e perché mi aspettavo una sorta di guida turistica molto poetica e romanzata, ma che parlasse di luoghi e di storia. In realtà non è stato affatto così: intanto Napoli l’ho conosciuta un po’ meglio, ma non come turista. Ho cercato di mettermi nei panni di chi ci vive, di spogliarla di ogni preconcetto che ho e ricostruirla da zero. Ho cercato di affiancare (ma non proprio di sostituire) all’immagine disperata e caotica che spesso abbiamo, quella di speranza e di cultura forte.
“Perché Napoli è una città che forse ha perso un po’ di fiducia in se stessa e sembra provare vergogna a mostrarsi, ma che non ha rinunciato al piacere di curare i dettagli che la fanno sentire ancora bella.”
Napule è mille culure Napule è mille paure Napule è a voce de' criature Che saglie chianu chianu E tu sai ca' non si sulo
Così inizia una tra, a parer mio, le più belle canzoni della musica italiana, Napule è di Pino Daniele, che esattamente come le frasi più su di Lorenzo Marone spiega perfettamente cos’è questa città. Sono tanti gli aneddoti, i racconti che tutti sentiamo sul capoluogo partenopeo, eppure quanti di questi sono realmente veritieri? Sicuramente quando si pensa a Napoli sono in molti ad avere, purtroppo, tanti pregiudizi, a causa delle tante problematiche che la caratterizzano. Ma d’altronde quale città non ha problemi? La bellezza e l’unicità di Napoli forse è proprio questa, avere mille problemi, ‘mille paure’ come dice Pino, eppure ogni giorno riuscire ad essere più bella del giorno prima, e meno del giorno dopo ancora. Napoli è tante cose insieme, e penso sia difficile spiegarle da un non napoletano. Sicuramente leggendo questo libro Marone riesce, con la sua scrittura come al solito magistrale e mai scontata, a farci vedere la vera Napoli, la Napoli di Gomorra e la Napoli dei bei quartieri, la Napoli di Pino e la Napoli dei neo melodici, la Napoli di Maradona, di Totò, di Troisi, e di tutta la gente comune, che ogni giorno affronta la vita con il sorriso e la voglia di lottare ancora, contro ogni pregiudizio e contro ogni ingiustizia. Lorenzo Marone decide di raccontare Napoli a modo suo, lasciandosi sorprendere da ciò che gli accade intorno così da raccogliere storie, incontri e aneddoti. Questo libro è l’insieme de i “Granelli” della sua rubrica a settimana su “la Repubblica” di Napoli, è una lettera d’amore verso questa città, da parte di uno scrittore che, nei suoi romanzi, riesce sempre a farla fuoriuscire perfettamente, e sopratutto apprezzare dai suoi lettori. Napoli è una filosofia di vita, probabilmente comprenderla ci aiuterà a vivere meglio. Come ogni libro di Marone anche questo è stato stupendo: lo scrittore non si smentisce mai, ha fatto vivere Napoli in ogni pagina, in ogni riga, in ogni aneddoto. Purtroppo per ora non sono ancora riuscita a visitare questa fantastica città, da anni ormai lo sogno, e grazie alle parole di Marone ho avuto la fortuna di sentirmi a Napoli, d’altronde la forza della lettura è proprio questa, viaggiare stando seduti leggendo. Un libro che si divora in pochi giorni, una storia tira l’altra, la scrittura di Marone è perfetta anche per i piccoli racconti, e ha soltanto accentuato la mia voglia di andare nella città partenopea e visitare ogni singola via, ritrovare ciò di cui lo scrittore ha parlato, e apprezzarlo sempre di più. Napoli, non vedo l’ora di vederti.
" Due anni fa l'azienda per cui lavoro mi ha mandato a fare la preparazione per il corso antincendio e a tenerlo c'era il signor Pellecchia. Vi assicuro che di quelle giornate ricordo solo che mi era venuta voglia( voglia che ho ancora) di prendere e andare a Napoli, perché il signor Pellecchia è un napoletano doc e ci ha raccontato per gran parte del tempo della sua città, che lui ha vissuto,amato e fatto amare a tanti turisti : per mantenersi gli studi ha fatto la guida turistica e la sua città la conosce a menadito. Quando ho preso in mano "cara Napoli" ci ho ritrovato lo stesso amore, la stessa passione, lo stesso attaccamento e lo stesso struggimento. La stessa voglia di fare capire quanto è bella una città che da fuori viene vista pericolosa, affascinante, caotica. Bella ma paurosa, forse perché si associa a Gomorra. O a certi comportamenti poco carini, ma attribuiti (stereotipi, che tutto il mondo è paese) ai napoletani. Lorenzo Marone racconta delle sue città e lo fa come se stesse raccontando di un grande amore, di una donna che ama, bellissima,umorale, misteriosa. Lo fa mescolando storia e aneddoti personali, con la bravura dello scrittore e la genuinità dell'uomo che "difende" quel che ama dai pregiudizi e allo stesso tempo riconosce che ci sono zone buie, luoghi fatti di dolore e miseria; lo fa attraverso una serie di racconti, senza soluzione di continuità se non, appunto, un amore sconfinato e onesto per un luogo che non è solo fisico,ma un modo di essere fatto di tante cose. Di solidarietà,di generosità, follia, sconsideratezza e "pacienza". In ogni caso anche stavolta mi è venuta la voglia di prendere e andare laggiù. ❤️ Napoli deve essere un'esperienza indimenticabile . 3 stelle e mezzo il mio voto per questa lettura davvero piacevole.
*Napoli è bianco e nero,è salite e discese….è andare, fuggire via maledicendola e poi tornare da lei in punta di piedi. Napoli è un’anziana nobildonna un po’ dismessa che non ha perso il gusto di sentirsi elegante nei dettagli. Al suo cospetto non fermatevi a guardare gli abiti vecchi e smunti… ma lasciatevi rapire dallo splendore del diamante che porta al dito e fatele l’inchino che merita il suo nobile passato.*
Lorenzo Marone, ancora una volta, ci regala parole che sanno di verità, malinconia e amore viscerale.
Cara Napoli è una dichiarazione struggente e tenera, una lettera aperta che profuma di vicoli, mare, caos, ironia e contraddizioni. È il ritratto sincero di una città che non si lascia afferrare né spiegare, ma solo sentire.
In queste pagine non c’è solo la bellezza di Napoli, ma anche il dolore, le domande, la rabbia e la tenerezza di chi la vive ogni giorno, e soprattutto di chi se ne è andato portandosela dentro. Marone scrive con uno stile limpido, intimo, e ci accompagna tra memorie personali e riflessioni collettive, toccando corde che per chi viene da questa città sono impossibili da ignorare.
È un libro che fa male e fa bene insieme. Perché è dura andare via da Napoli, ma è altrettanto dura restare. E io, che sono una di quelle che è andata via, l’ho sentita tutta, pagina dopo pagina, questa verità che non smette di bruciare e scaldare allo stesso tempo.
‘Il fatto è che chi non ama questa terra (i tanti maleducati, gli scippatori, i menefreghisti), chi la sfrutta perché il prodotto Napoli tira sempre e comunque (ed è anche a buon mercato), ti obbliga a difenderla pure quando non ce n’è bisogno, ti costringe a fare un sorriso in più, a sentirti responsabile per qualcosa che non hai commesso, a discolparti anche quando non sei accusato. Come se tenessi o’ mariuolo ‘ncuorpo’.
Questo libro racchiude una serie di articoli, frutto della rubrica ‘Granelli’ tenuta da Marone su ‘la Repubblica’ di Napoli. In questo modo si fotografano tutte le contraddizioni della nostra città, la bellezza e la difficoltà del viverci.
‘Esiste Gomorra. Ma di fronte esiste anche il liceo Elsa Morante. E lì, nel bel mezzo del luogo che abbiamo istituito a metafora del male, io ho potuto parlare di libri e sogni con i ragazzi, che di sogni se ne intendono. A qualcuno interessa?’
Alla fine Napoli o si ama o odia, è la città dove c’è gente per bene che combatte per una vita normale nonostante la criminalità che gli scorre accanto. È la città che ti insegna a restare sempre in piedi e a rialzarti dopo una caduta, a non smettere mai di sperare e aspettare la ciorta. Questa è la nostra cultura del vivere.
Ho letto questo libro perché essendo amante di napoli pensavo mi catturasse, mi emozionasse e invece purtroppo questo non è successo!
Sicuramente Lorenzo descrive napoli esattamente per come la penso io, ed è proprio lì che se potessi andrei a vivere con tutta la mia famiglia, in mezzo a quei colori, sapori, odori alle viuzze, dove andrei a bere il caffè.. Napoli è una vita a sé, è paradiso e inferno nello stesso momento eppure il paradiso batte l inferno per me. Nonostante si percepisce il suo amore per napoli secondo me manca qualcosa, avrei voluto leggere più leggende, più storia. Qualcosa che vada oltre all idea che uno ha, ma che abbia basi inconfutabili. Esistono due modi di pensare a napoli anche se uno non ci è mai stato, c'è chi la pensa come noi, come Lorenzo, come Totò, Troisi ecc.. E poi c'è chi la pensa solo malamente, come Gomorra..
Beh io personalmente AMO napoli in entrambe le realtà! Anche perché non credo esista al mondo un paese, una città che abbia due facce della medaglia entrambe di luce.
In ogni modo, non è stata una brutta lettura, è stata anche veloce però boh mi aspettavo di più.
Lorenzo Marone è devoto "all'anziana nobildonna" che è Napoli, una città dalla mille sfumature, di cui tutti conoscono gli aspetti negativi, ma sono in pochi a soffermarsi sulla bellezza della città conquistata da popoli su popoli nel corso della storia, inglobando a sé caratteristiche di ognuno mantenendo i propri principi. Attraverso Napoli, Marone ci guida alla scoperta di tradizioni e superstizioni, leggende e vite vissute, amori e disastri, mostrando il bello della sua città, ma anche i lati meno positivi. Che poi Napoli, in questo breve libro, si trasforma magnificamente in un pretesto per aprire la strada a riflessioni e provocazioni. Un gioiello che racconta la Napoli vissuta dai napoletani, e che si distingue da tutte le città del mondo per il suo inconfondibile entusiasmo per la vita. L'ho amato, sono già stata una volta a Napoli, e ho subito voglia di tornarci, di sentirmi accolta dalle braccia del Vesuvio e dal calore del cuore della gente.
In questo breve libro o, oserei direi una guida alla scoperta o riscoperta di Napoli, viene narrata la storia di un giovane, Lorenzo ovvero l’autore che torna nella sua città dopo diversi anni. Immergendosi nella lettura si ha la percezione ( soprattutto nella prima parte ) di camminare sui Sampietrini tipici delle stradine del centro storico, usate in passato come culle dai padri di famiglia per far addormentare i figli in auto per il tipico sobbalzare ; ci si immerge a tal punto che si sente quasi l’odore di umido delle vecchie chiese costruite con stili architettonici oramai dimenticati. Vengono narrati aneddoti, storie e particolarità di Napoli. È molto diverso dai soliti libri che leggo e non pensavo di apprezzarlo così tanto da terminare la lettura in breve tempo, pensavo fosse un libro dalle tinte troppo storiche e che non apprezzo particolarmente e invece si è rivelata una piacevole lettura. Traspare tutto l’amore che l’autore ha per la sua Napoli. ⭐️⭐️⭐️
Volevo un libro su Napoli perché andavo a conoscere Napoli; questo è stato uno dei libri consigliati. L'ho letto al ritorno, e meno male che non l'ho letto prima...tutto quello che ho visto, imparato, su Napoli e la sua cultura nel piccolo soggiorno trascorso lì è stato complementato da questo libro. Marone scrive molto bene ed è napoletano e...appassionato della sua città. Tuttavia in questo libro la sua anima di scrittore l'ha permesso di scrivere come una persona che guarda Napoli in un modo imparziale, anche se fa vedere il suo amore per la sua città. Il libro racconta dei dettagli i cui non mi sono reso conto in un piccolo soggiorno, soprattutto essendo straniero. Lo consiglio a tutti quelli che vogliano imparare un po' su Napoli. Si tratta di una lettura facile dato che è una raccolta di articoli scritti per un giornale.
Che dire, profonda invidia per i lettori di La Repubblica Napoli, l'ennesima fortuna di vivere in quel fazzoletto di terra bagnato da un mare che non bagna e protetto da un vulcano minaccioso, ma solo per gli altri. Sono breve riflessioni sulla città, i suoi abitanti e i suoi colori pubblicati sull'inserto partenopeo del Giornale. La prima parte, una sorta di introduzione più lunga è veramente molto bella. Un viaggio in volo sulla città per descriverla ed abbracciarla parlando del suo colore predominante, il grigio. Che non la descrive a pieno ma che sicuramente la caratterizza. Si parla del grigio ma nelle descrizioni vengono fuori tutti i colori della città. Mi è piaciuto il riferimento agli street artists e alle nuove forme di cultura presenti anche in quartieri snobbati dal turismo di massa. Andare a visitare quartieri più periferici ma non per questo meno significativi per descrivere Napoli mi è sembrata una bella idea. Nelle storie brevi ho trovato molto spassosa la descrizione dei sampietrini ed il loro utilizzo per i neogenitori. Nel complesso è stata una bella idea quella di collezionare in un libro queste brevi storie per consentire anche ai non napoletani o a chi non lege il giornale quotidianamente di gustare queste pillole di poesia.
Piccoli aneddoti di vita, di quotidianità, descritti con leggerezza e tanto, tanto amore, per la sua città natia e per la mia città... ho sentito dentro tutto l'amore espresso dall'autore e tutto l'amore che sento io, anche se non ci vivo più da almeno 15 anni.... una fantastica finestra sulla mia Napoli!
Amo la scrittura di Marone, però non amo le raccolte di racconti o, come in questo caso, articoli, preferisco i romanzi con una trama da seguire. Quindi 3 * perché come sempre Marone non si smentisce nella sua bravura, ma questo libro non è il mio genere
''Napoli è un'anziana nobildonna un po' dimessa che non ha perso il suo gusto di sentirsi elegante nei dettagli. Al suo cospetto, perciò, non fermatevi a guardare i suoi abiti vecchi, ma lasciatevi rapire dallo splendore del diamante che porta al dito e fatele l'inchino che merita [...]'''
"Noi accogliamo tutti e tutti diventano come noi, i cingalesi, gli africani, i balcanici, ognuno qui trova quasi sempre una mano tesa, un posto a tavola, e una nonna con una parmigiana di melanzane pronta".
Una dichiarazione d'amore verso la sua città, un libro un po' incostante, variegato, quasi schizofrenico nel passare da un argomento ad un altro, ma forse solo un puzzle dove l'autore con amore incondizionato, incastra i suoi tasselli per descrivere la sua città.
Lorenzo Marone non delude mai. Anche attraverso i piccoli "granelli" riesce a catturare l'attenzione di chi legge e a farlo riflettere, o sognare. O entrambe le cose.
Bello bello bello.. Ti trasporta nella realtà di Napoli con piccole storie di vita quotidiana.. Letto prima di una gita a Napoli e ora non vedo l'ora di andarci.. Lo consiglio
Carinissimo. Poteva evitare certe boomerate tipo "ai miei tempi era tutto più spontaneo, questi ragazzi sempre al pc, mamma mia signora", se l'avesse fatto avrei dato 5 stelle
Bello, íntimo… una recopilación de artículos cortos, de esos libros que puedes dejar en la mesita de noche y degustar a ratitos, como un trocito de chocolate con el café. Nápoles vista y amada desde dentro, desde el corazón. Grazie.