Recensione:
Sia Amanti, quello che il diario non dice che Miss Adele Dickinson mi hanno fatto immergere nuovamente in un batter d’occhio nella vita e nei sentimenti di Robert e Kirian. Il meccanismo narrativo ormai è chiaro: tra passato e presente seguiamo lo svolgimento degli eventi che hanno portato Robert, in particolare, a trovarsi nella situazione in cui vessa. Distrutto, sebbene a tratti ancora speranzoso di rincontrare Kirian, Robert, l’autore dei diari, ci porta con sé nel racconto di tutta la serie di eventi che si sono succeduti sino ad arrivare ad un oggi che non avrebbe mai voluto vivere, almeno non in quel modo.
Nel racconto, l’autrice ci regala con la grazia e la sensibilità che contraddistingue il suo stile, quegli attimi di passione tra i nostri due amati protagonisti e le vicende che accaddero prima e dopo il matrimonio di Robert con la detestata Catherine.
Invece, nel volume intitolato Miss Adele Dickinson si prosegue con il racconto di questo amore vissuto in un segreto sempre meno custodito e dell’impegno di lord Kiran verso i più deboli.
Ma procediamo con ordine.
Robert decide di raccontare tutta la verità alla moglie del padre e all’unica madre mai davvero conosciuta. Si sfoga, non teme più il giudizio suo o del padre, ha già perso tutto. Il dolore di Robert ci appare al suo culmine e non ha ancora accettato la perdita, anzi non sa se potrà mai accettarla. Che poi un amore tra due uomini come i nostri protagonisti come può essere giudicato impuro e folle? Voi direte, la storia è ambientata in altri tempi e luoghi, in un’altra società e con un ‘altra mentalità. Eppure sempre più questa storia sembra essere attuale. Una società che ha costretto due persone a nascondersi dietro una maschera di convenzioni sempre inclinata sul viso e mai del tutto adatta. Robert vive ogni giorno con una moglie che vuole essere l’unica, che vuole avere la sicurezza di essere la sua unica famiglia con i suoi figli, una sicurezza che cercherà di avere a tutti i costi, anche manipolandolo. Allo stesso tempo, da questo matrimonio sono nati due figli che spingono Robert a non gettare tutto al vento e a continuare in quello che diventa quasi un segreto alla luce del sole. L’amore quello vero trova la strada di irrompere e conquistare nel bene o nel male. Nel frattempo, continua l’impegno verso gli indifesi di lord Kirian, che con un travestimento ad hoc crea una casa d’accoglienza che lo porterà a scontrarsi direttamente con il suo passato e a rischiare la vita.
Anche questa volta, l’autrice pone attenzione su un tema importante come quello della pedofilia e della violenza sessuale. Paradossalmente una società giudica invertiti una coppia che si ama dello stesso sesso, ma allo stesso tempo nasconde sotto una filtra coltre di “se nessuno lo sa non esiste” lo sfruttamento sessuale di anime pure.
“…mentre non avrei voluto altro che raggiungere Kiran. Perché tutto il tempo che passiamo divisi è sottratto a noi stessi. E ogni cosa ormai mi suggerisce che il nostro tempo sta per finire.”
Piano piano anche in questo volume viene fatta più luce sulla figlia di Kirian, dagli occhi gialli come quelli del padre, e sulla relazioni di parentela tra la madre e un personaggio che abbiamo imparato a conoscere durante la narrazione.
Lo stile come detto è quello che permette a questo romanzo di conquistare e di intrigare. Sebbene ci sia la curiosità di sapere come la storia di Robert e Kirian finirà, ci si gode il viaggio che Laura Costantini ha creato per i suoi lettori. Un viaggio fatto di battiti accelerati, scene strazianti, fugaci passioni, riflessioni attuali e di tanto tanto amore.
In conclusione, consiglio davvero a tutti di leggere la serie Diario vittoriano, e di continuare con questo terzo episodio perché è un viaggio che vale la pena di vivere pagina dopo pagina.
Claudia