Contemporaneo di Dante, ma proveniente dalla rivale Siena, Cecco è un pozzo inesauribile di energia, che manifesta sulla pagina attraverso il ricorso a invettive, iperboli, doppi sensi e tanto, tanto divertimento, da parte sua e del lettore.
I suoi sonetti amorosi, dedicati alla spietata Becchina, ricalcano il Dolce Stil Novo declinandolo, probabilmente con fini parodici, in senso popolano. Altri argomenti ricorrenti sono la costante povertà di Cecco, l'odio per i tirannici genitori e l'amore per il vino e la taverna.
La lettura non è facile per la forte presenza di dialettismi senesi e da volgarismi e modi di dire popolari, oltre che ovviamente per i 700 anni che ci separano da essa. Tuttavia, con un buon apparato di note e una lettura a voce alta si può apprezzare la lingua di Cecco anche oggi.