A Londra, un fotografo di moda dalla vita emotiva divisa – da un lato il padre di famiglia, dall’altro un’infinita serie di amicizie sessuali – viene invitato a un appuntamento di lavoro a mezzanotte. Da quel momento si ritrova in un cosmo separato, in cui ogni dettaglio rimanda all’Unione Sovietica: si tratta della casa di produzione di un gigantesco film su Lev Landau, fisico premio Nobel dalla visione eterodossa del matrimonio. Ilya, il padrone di casa nonché regista e produttore del film, ha ricostruito fisicamente l’Istituto, incluso il personale, che vive veramente al suo interno, e propone ora al fotografo di diventare l’occhio ufficiale dell’impresa. Diviso tra Milano a Londra, tra fascinazione e inquietudine, tra l’attrazione per un’enigmatica ragazza e il confronto con le doppie vite di Ilya e del protagonista del film, il fotografo sentirà un messaggio interiore: deve cambiare la sua vita e coincidere finalmente con se stesso.
"Il romanzo di Ricuperati dà qualche assaggio, anche solo rimanendo nel nostro Paese, di alcune tendenze letterarie degli ultimi due decenni o poco più: scrittura del sé, ibridazione del linguaggio e quello «sconfinamento» caro alla collana narrativa di Tunué. In questo caso, l’autore racconta un’esperienza già di per sé sconfinante, e nel descriverla non ha quindi bisogno di immettere nel racconto elementi metafisici, fantastici o che strizzino l’occhio allo strano. La scelta poi di tramutare il Gianluigi-personaggio in fotografo fa diventare la sua narrazione in prima persona un obiettivo puntato su VER e su Igor, demiurgo e, come uno scrittore, costruttore di un mondo sul quale vorrebbe avere il totale controllo. I brevi capitoli che scandiscono la storia somigliano a delle piccole foto, quasi sempre istantanee, sfocate, mosse o del tutto a fuoco: dei brandelli di finzione e di riproduzione che, man mano che l’obiettivo di Gianluigi si sposta verso Vera e il lettore si avvicina alla fine del libro, divengono squarci di vita e pezzi di un amore capace di modificare il corso del racconto."
ENG: I am not sure this work is translated in English, but I wouldn't keep my hopes up anyway because I was really disappointed in it. I got the gist of what it was trying to tell me, I think, but definitely did not enjoy as much, I think t could have been much better if we got to spend a few minutes with the characters without being forced a narrative.
ITA: Sulla lista dei non-consigliati per quanto riguarda la collana di romanzi Tunué. Sono un fan di tutta la collezione, ma personalmente non mi sento di consigliare questo libro. La scrittura è ok, niente di ipergalattico, ma sicuramente ben fatta, ma i personaggi sono talmente distanti dal lettore che anche se hai voglia di capire quali siano i loro problemi, la voglia di passa immediatamente perché non c'è modo di empatizzare con queste persone. E credetemi, da parte mia, se mi metti uno sfondo comunista/URRS, io vado matto qualunque cosa sia... ma est modus in rebus.