«Non l’ho caduta io» dice il bambino guardando i cocci della tazza, «il cane gli ha rubato il compito», dice il genitore all’insegnante, «avrei potuto fare lo scrittore ma si pubblicano solo tra amici», dice l’insegnante al collega. Quel bambino, quel genitore, quell’insegnante oggi, in Italia, sono maggioranza. E tutti noi siamo ansiosissimi di dare la colpa ora ai politici, ora ai social media, senza mai, mai, mai essere sfiorati dall’idea di avere un minimo di responsabilità. Questo libro usa Internet come specchio rivelatore di una società che non riesce a rinunciare a un alibi quando ne vede passare uno: la colpa è sempre di qualcuno o di qualcos’altro. Usa una metafora poliziesca perché siamo davvero sulla scena di un crimine, il nostro futuro. Tutti vittime, non tutti colpevoli: scendi dalla ruota del criceto, smettila di dare la colpa agli altri. Puoi finalmente iniziare da questo libro e nella peggiore delle ipotesi avrai qualcosa d’altro da incolpare.
Lavoro per liberare le energie delle aziende e delle persone usando le storie per mettere ordine nel loro modo di comunicare, di raccontarsi, di entrare in relazione con gli altri. Lo faccio usando soprattutto i media digitali, ma solo perché da una ventina d’anni sono l’ambiente più interessante tra tutti quelli a disposizione, soprattutto se combinati con un uso narrativo degli spazi fisici (negozi, uffici, luoghi d’incontro).
Ho 55 anni, sono una freelance convinta, progetto e gestisco iniziative di comunicazione dal 1991 e dal 1998 cerco di mettere a frutto la mia esperienza del mondo della comunicazione tradizionale per portare in Internet le aziende, le testate e le persone che ne sentono il bisogno, guidandole a interpretare e vivere correttamente un medium complesso e divertente (e ormai parte dell’esperienza quotidiana di chiunque).
All’attività di consulenza di comunicazione e di progettazione di piani editoriali e di presenza negli ambienti sociali online (community, blog, social media) associo la formazione (in aula e personale) e la scrittura.
Non esiste una società del reale e una società di internet: la società siamo sempre e solo noi e abitiamo i luoghi online e offline con tutti i nostri pregi e difetti, conoscenze e mancanze! Un saggio davvero interessante e ben argomentato.
Un must per chi vuole capire meglio come il digitale viene da una parte osannato, dall'altra demonizzato e come funzionano i nostri filtri, le bolle. I contenuti immersi in una rete liquida, come pesci che nuotano nell'acqua. Temi trasversali, che spaziano dalla psicologia e filosofia, al debunking fatto (male) dalla cattedra, scienze della comunicazione, pregiudizi e stereotipi. Argomento molto complessi che spesso vengono semplificati e ridotti al "si stava meglio quando si stava peggio".