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Appunti partigiani 1944-1945

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Su fogli poco «letterari» - i registri di conto del padre macellaio -, Fenoglio scrisse nel 1946 il suo primo racconto «resistenziale», ritrovato quasi trent'anni dopo la morte dell'autore. Protagonista è il partigiano Beppe che, insieme ai due amici, Cervellino e Piccàrd, si trova a vivere episodi di drammatica realtà, tra processi ed esecuzioni sommarie, ripiegamenti nella boscaglia e improvvise avanzate, cadaveri e desolazione, nei giorni in cui, tra il novembre e il Natale del 1944, i tedeschi rastrellano le colline delle Langhe con crudele determinazione. Un racconto incompiuto ma intenso dove, con uno stile già maturo e toccante, Fenoglio descrive la ferocia dei nazisti e dei fascisti, le sofferenze della popolazione e il coraggio dei partigiani, l'odio e la voglia di vendetta che la guerra scatena nell'uomo.

100 pages, Kindle Edition

First published January 1, 1994

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About the author

Beppe Fenoglio

57 books148 followers
Beppe Fenoglio (born Giuseppe Fenoglio) was an Italian writer. His work was published in a critical edition after his death, but controversy remains about his book Johnny the Partisan, often considered his best work, which was published posthumously and incomplete in 1968.
The works of Fenoglio have two main themes: the rural world of the Langhe and the partisan war; equally, the writer has two styles: the chronicle and the epos. His first work was in the neorealist style: La paga del sabato (this was published posthumously too in 1969).
The novel was turned down by Elio Vittorini who advised Fenoglio to carve out stories and then incorporate them into the The twenty-three days of the city of Alba (1952). These stories were a chronicle of the Italian Partisans or of rural life. One of such works was La malora (1954), a long story in the style of Giovanni Verga.

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for lorinbocol.
266 reviews436 followers
July 30, 2017
anche la lista della spesa, o il conto della tintoria. è il paradosso che si usa per dire che di un autore si leggerebbe la qualunque. ecco, qui un po' si viene accontentati. perché questi otto capitoli superstiti del primo (in assoluto) racconto partigiano di fenoglio sono buttati giù a mano, su fogli intestati della bottega paterna. macelleria fenoglio amilcare, piazza rossetti, alba. sotto, le colonne prestampate per tener conto di chili ed etti venduti, data, prezzo unitario e importo finale.
quasi certamente nel 1946, BF scrisse così un abbozzo di romanzo ampiamente autobiografico, sui suoi due anni precedenti con le brigate partigiane: la garibaldi prima, i badogliani poi. quattro blocchetti incompleti, ritrovati e pubblicati trent'anni dopo la morte, che si interrompono nel dicembre del '44 con un'ultima parola troncata ("ca-" forse per casa?) che lascia spiazzati. e amplifica la consapevolezza di avere in mano l'unico testo che fenoglio non dovette rimaneggiare per volontà degli editori.
la lingua è senza dubbio meno peculiare di quella che verrà. nessun pastiche con l'inglese, le frasi spezzate e i discorsi diretti sostituiti frequentemente dai "dice". BF ha circa 24 anni e la sua non è ancora quella scrittura dal ritmo secco che colpirà calvino e natalia ginzburg lettori di einaudi, con in mano una copia de la paga del sabato, e farà scrivere da calvino a vittorini che il giovane e promettente autore «fa del cinema».
ma c'è altro di prezioso, in queste colonne destinate al computo delle fettine di fassone. vi si trovano le stesure embrionali di episodi e personaggi che torneranno nella sua epopea della resistenza in langa. e così pure molti dettagli che si possono immaginare come reali data l'aderenza biografica del racconto, con il protagonista che si chiama beppe, è figlio di amilcare e (marghe)rita, riceve una lettera dalla sorella marisa, e se proprio dovesse scegliere un nome di battaglia sarebbe heathcliff (è noto che fenoglio aveva una passione per cime tempestose, e un suo filarino di alba gli aveva detto di trovare in lui somiglianze col personaggio di emily brontë). e insomma dagli appunti immaginiamo che sia andato davvero, come il personaggio, a recuperare dal proprietario di una cascina i quattro pacchetti di sigarette fatti arrivare da sua madre nascosti in un paio di calze, insieme a mille lire. e quali sigarette avesse in tasca in quei giorni lo impariamo da un altro passo: «voglia di fumare. tiro fuori una popolare e due zolfini».
ma la cosa che più resta impressa è che questi appunti sono pieni di vita e di morte, e di tutte le suggestioni comprese nel prezzo. sono gli uomini, con i loro sentimenti e la fisicità dei loro corpi, a prendere la scena. c'è fin dalla prima pagina la paura di cadere ammazzato, lungo disteso nella neve. e ci saranno le morti dei compagni, i corpi sacrificati di cervellino che viene fucilato, e piccàrd che non sappiamo che fine fa una volta preso dalle brigate nere, perché è di lui che si parla in quell'ultima frase ritrovata monca.
ma c'è anche tanta vita. e tanta passione per le donne, pure. a cominciare da quell'anna maria di santo stefano belbo che qui fa la sua prima comparsa come un flirt annunciato dal «più magnifico paio di gambe mai profilatosi ai miei attenti occhi», ma sarà destinataria nella vita e nei racconti di un sentimento forte, pulsante di voglie. «chiudo gli occhi e penso ad anna maria. alla sua carne viva e benefica. voglio avere dei figli da lei». le forti attrazioni, e il suo modo schietto di raccontarle, sono un ulteriore aspetto che ha a che fare con il non-passaggio di queste pagine sotto le forbici editoriali. perché gli amori vissuti con donne libere (che fenoglio faceva capire di ammirare), sono uno dei tratti che gli vennero regolarmente fatti diluire durante le revisioni pre-pubblicazione. vanda che gode di ettore ne la paga era ritenuta sconveniente. e di un altro racconto inserito ne i ventitré giorni della città di alba calvino scriverà: «toglierei nella prima pagina la rievocazione dell’incontro in cui è successo il fattaccio, perché tanto come succede quando nasce un bambino lo sappiamo tutti».
viceversa, rileggendo queste pagine sono scoppiata a ridere in solitaria arrivata al punto in cui la staffetta claudia in una notte di fuoco viene «stamburata» - sic! - tre volte dal gagliardo beppe. al povero calvino gli avrebbe preso un colpo.
Profile Image for Ester Baroni.
135 reviews8 followers
May 5, 2025
“Sacra vi sia la libertà
Che vi è costata
Noi”
Profile Image for erica.
55 reviews8 followers
February 5, 2022
"Ma l'amore si fa ripensare. Se m'ammazzano, posso sperare che lei senta qualcosa rompersi dentro e venga su per le colline a cercarmi tra amici e nemici, ululando come una lupa? Mi ritroverà lungo, lunghissimo sopra la neve e mi bacerà tra sangue e gelo."
115 reviews9 followers
January 28, 2018
Very brief unfinished novel by a young Fenoglio just down from the hills, still living with his mother and father (the latter a small-town butcher). Moving--"now that I am away from home, my sister is the family scribe"--and highly enjoyable, like almost all of Fenoglio. A pity his work isn't better known outside Italy.
Profile Image for Andrea Muraro.
757 reviews8 followers
April 25, 2024
"Sappi che ogni volta che passeranno con camion e mitraglie e cani per quelle colline dove tu sarai, io mi sentirò morire."

Ritornare a Fenoglio è sempre una grande lezione. Prima di tutto perché l'esperienza diretta della Resistenza rimane sempre e comunque fondamentale per capire veramente quali fossero le condizioni di quelle migliaia di giovani che hanno deciso di abbandonare tutto per lottare per qualcosa di superiore. In secondo luogo perché Fenoglio è un grande scrittore e come tale ci insegna che il modo migliore per raccontare la realtà è farlo con la concretezza del linguaggio crudo e verace di coloro che sono stati, con lui, protagonisti della vicenda che racconta.
E la vicenda è la sua, personale, quella di uno studente universitario poco più che ventenne che, dalla sua valle del Belbo sceglie la vita in collina insieme a sconosciuti per condividere la lotta contro il nazifascismo, sempre allerta, sempre in cammino, sempre nascosti, alla ricerca di cibo e di armi e con l'occasionale compagnia di una donna o di un cane. Beppe non è però il personaggio che si piange addosso e che rimpiange gli agi della vita passata; è un ragazzo che crede in quello che fa e che non ha altri obiettivi se non quelli di abbattere la Repubblica Sociale.
Un deciso insegnamento per chi, oggi, vorrebbe solo giovani patrioti pronti a dire "sissignore". I veri patrioti sono stati altri.
Profile Image for Adriano Pugno.
Author 2 books22 followers
September 11, 2019
Forse la prima opera scritta da Fenoglio, molto autobiografica è e relativamente ingenua rispetto a quelle che più conosciamo. Ma dentro ci sono quel senso di vita e di morte che sono la sua cifra letteraria, un periodare che va dal cronachistico al lirico, è un’opera che ci fa conoscere di più l’autore e lo avvicina a noi, e già per questo diventa necessaria.
Profile Image for Federica.
118 reviews
March 12, 2022
Si percepisce che sono scritti a caldo e ancora immaturi, poco rielaborati, ma non per questo sono meno potenti. Verranno ripresi quasi integralmente e rielaborati nelle opere successive, soprattutto il Partigiano, ma in qualche modo hanno un'immediatezza toccante. Più leggo di Fenoglio e più lo ritrovo in tutto ciò che scrive, dove comincia la fiction e finisce la sua vita?
Profile Image for Leonardo Scotti.
24 reviews
October 3, 2024
Uno sguardo nuovo e profondo che mi ha permesso di apprezzarere ulteriormente il carattere autobiografico e materiale dell'opera di Fenoglio, l'autore che ho imparato ad amare e che purtroppo ci è giunto troppo spesso postumo e manipolato.
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