Jim Al-Khalili è un bravissimo fisico quantistico e anche un bravissimo divulgatore scientifico, tanto che l'ho citato diverse volte anche in un libro "serio", il mio testo di epistemologia "La scienza e l'idea di ragione".
E Al-Khalili se l'è cavata egregiamente anche in questo suo esordio come narratore, anche se la trama non è molto originale, dato che si tratta di un tentativo (in gran parte riuscito) di riscrivere in modo scientificamente più attendibile il film "The core" (USA 2003): anche qui infatti il nucleo della Terra per ragioni ignote smette di ruotare regolarmente, cessando progressivamente di generare il campo magnetico che da sempre ci protegge ed esponendoci quindi ai raggi cosmici e alle periodiche espulsioni di massa coronale da parte del Sole; anche qui i Governi di tutto il mondo cercano di nascondere la gravità della situazione, che viene rivelata da una giovane hacker; anche qui c'è un progetto governativo destinato al fallimento; anche qui la soluzione giusta viene trovata da uno scienziato un po' strambo ed emarginato e consiste nel provocare una potente esplosione all'interno del nucleo terrestre; anche qui, infine, c'è un tentativo di sabotaggio, anche se non è di origine governativa, ma proviene da una setta di fanatici, i Purificatori, che pensano che sia giusto che l'umanità si estingua.
Le differenze principali sono: che qui è dato molto più spazio alla descrizione della crisi della magnetosfera, in modo da creare gradualmente la suspense; che gli eventi sono descritti in modo scientificamente molto più rigoroso; che, in particolare, l'esplosione salvifica non viene provocata inviando nel nucleo un'improbabile macchina scava-tunnel armata di bombe atomiche, bensì utilizzando fasci di materia oscura; e infine che l'aspetto informatico ha molto più peso (perfino troppo, in effetti), anche perché la vicenda si svolge nel 2041, anno in cui si immagina che l'intelligenza artificiale sia ormai onnipervasiva.
Il racconto è scritto molto bene, un po' alla Crichton (uno stile che ormai da tempo ha fatto scuola), ed è anche molto ben congegnato, sicché si legge tutto d'un fiato. Bisogna però dire che presenta anche alcuni difetti.
Anzitutto, come ammette lo stesso autore, il meccanismo per inviare i fasci di materia oscura all'interno della Terra è corretto (sempre ammesso che lo siano le teorie su cui si basa, che nessuno ha ancora verificato...), ma l'energia prodotta sarebbe in realtà molto più piccola, sicuramente insufficiente allo scopo: questa però è una piccola "licenza poetica" che si può senz'altro perdonare.
Già un po' più grave è che, come anche in "The core", non si capisce perché mai un'esplosione all'interno del nucleo terrestre dovrebbe indurlo a ruotare di nuovo in maniera ordinata anziché caotica e ancor meno perché l'esplosione suddetta secondo quanto viene dovrebbe spaccare la crosta terrestre come un guscio di noce se avvenisse in modo asimmetrico mentre non farebbe danni se fosse perfettamente simmetrica: un'esplosione è sempre un'esplosione e, simmetrica o asimmetrica che sia, si propaga sempre per onde sferiche concentriche, quindi l'energia sviluppata raggiungerebbe in ogni caso la superficie della Terra e provocherebbe le stesse conseguenze. Ma anche queste sono ancora cose perdonabili.
Quello che è davvero difficile da mandar giù è invece la tecnologia con cui la giovane hacker iraniana Shirin riesce a proiettare la propria mente a distanza per sventare l'attentato finale dei "cattivi", che pretende di essere basata sull'entanglement quantistico, che è sì un fenomeno reale, ma sussiste solo tra particelle che siano entrate in contatto fisico diretto e non può assolutamente essere stabilito tra particelle lontane fra loro migliaia di chilometri: tant'è vero che lo stesso autore scrive che "era come una magia e, a quanto pareva - incredibilmente - funzionava". Anche questo sarebbe perdonabile in un libro di fantascienza che non avesse questa pretesa di realismo, ma se l'autore scrive nei Ringraziamenti che "non riuscirei mai a impormi di inventare qualcosa di scientificamente falso", allora diventa molto più difficile da accettare, dato che questo è SENZA DUBBIO scientificamente falso. E scientificamente false, o almeno molto inattendibili, sono anche alcune delle altre tecnologie da lui immaginate, a cominciare dall'Internet impiantato direttamente negli occhi, che, come qualunque neuroscienziato gli avrebbe potuto spiegare, causerebbe intollerabili scompensi percettivi e cognitivi, dato che il cervello umano, contrariamente a ciò che sostengono i pedagogisti alla moda che spingono per l'internettizzazione integrale della scuola, non è multitasking, ma è fatto per concentrarsi su una sola cosa alla volta: se pensiamo che è pericoloso anche solo parlare al cellulare mentre si guida o si attraversa la strada, è facile capire che una tecnologia del genere causerebbe delle vere e proprie stragi.
Infine, il libro contiene purtroppo due dei tre stereotipi hollywoodiani per me più insopportabili: quello dell'Eroe per Caso che batte da solo avversari molto più preparati di lui e quello del Buono che dopo essere riuscito fortunosamente a stendere il Cattivo che lo aveva rapito, invece di ucciderlo (dopotutto si tratta di uno che vorrebbe distruggere il mondo) o almeno di rompergli una gamba, in modo che non possa scappare, lo lascia lì svenuto, per accorgersi immancabilmente dopo un po' che si è ripreso ed è di nuovo libero di nuocere (il terzo, che almeno qua ci viene risparmiato, è quello dell'Eroe che dice alla Bella o all'Amico del Cuore "lasciami andare o moriremo entrambi").
Ammetto che si tratta di una mia idiosincrasia personale, ma non posso farci niente: quando qualcuno usa uno di questi tre luoghi comuni narrativi, scade immediatamente nella mia considerazione. Inoltre, il primo dei luoghi comuni suddetti qui compare con una frequenza davvero esagerata, perché non solo i Buoni vanno per ben tre volte alla carica contro i Cattivi da soli e disarmati invece di chiamare la polizia o la Guardia Nazionale, ma anche i Cattivi, che alla fine si rivelano essere essenzialmente una banda di sfigati, riescono ciononostante a fregare ripetutamente gli impenetrabili apparati di sicurezza allestiti da tutti i Governi del mondo coalizzati: e questo, indipendentemente dalle mie personali preferenze, un po' di credibilità al racconto la toglie.
Intendiamoci, alla fine sono pur sempre difetti veniali e il libro nell'insieme resta appassionante e assolutamente consigliabile. Però i moti di fastidio e a volte di vera e propria irritazione che queste sbavature mi hanno causato durante la lettura, unite alla scarsa originalità, mi impediscono di dargli il massimo dei voti.