Il catalogo della mostra di Zerocalcare al MAXXI di Roma (10 novembre 2018–10 marzo 2019) contiene quattro storie a fumetti mai stampate prima, testi critici di Claudio Calia, Francesca Romana Elisei, Oscar Glioti e Loredana Lipperini, oltre a centinaia di disegni rari o mai visti, che ripercorrono oltre quindici anni di vita e lavoro dell'artista di Rebibbia. Un libro importante, per la storia personale di un autore e per un pezzo di Storia recente, presentato nello stesso formato di Macerie prime e reso imprescindibile da una cronologia 1999-2018 (scritta da Oscar Glioti) che contestualizza Zerocalcare con una precisione mai raggiunta prima negli scritti su di lui.
Zerocalcare sul finire del 2011 ha quasi 28 anni e per un sacco di tempo ha fatto soprattutto fumettacci sulle fanzine fotocopiate e locandine per concerti punk hardcore. Oltre ad un numero sterminato di autoproduzioni nel circuito dei centri sociali, ha collaborato anche con il quotidiano "Liberazione" (pagina delle illustrazioni, ormai chiusa), il settimanale "Carta" (chiuso), i mensili "XL" di Repubblica (spazio Italian underground, chiuso) e "Canemucco" (chiuso) e la divisione online della DC comics, Zuda.com (chiusa). Tra le collaborazioni che non è riuscito a far chiudere c’è il settimanale "Internazionale", l’annuale antologia del fumetto indipendente "Sherwood Comix", la "Smemoranda" e frescafresca pure la rivista "Mamma!".
Alla fine del 2011 ha dato alle stampe il suo primo libro, “La profezia dell’armadillo”, autoprodotto sì, ma da Makkox.
A ottobre 2012 è uscito il secondo, “Un polpo alla gola“, edito da Bao Publishing.
È praticamente da La profezia dell'armadillo che Zerocalcare ha messo in piazza che è un punk postmarxista: come lettore puoi rispecchiartici appieno, puoi metterti in confronto critico o puoi schifarlo, ma se te ne rendi conto solo dopo aver letto Kobane calling evidentemente hai una cecità selettiva che si spegne solo se ti sbattono in faccia l'ovvio. Questo detto, per noi che abbiamo scoperto Calcare con i romanzi e le storielle brevi è facile liquidare le due righe della sua biografia che parlano delle copertine per fanzine e delle locandine per concerti disegnate dal nostro a inizio Duemila; meno male, meno male che c'è questo catalogo a farci entrare dentro quelle due righe e mostrarci che Michele Rech è stato prima di tutto un artista di punta della scena culturale punk, con tutto quello che ci sta dietro: i concerti, l'aggregazione sul territorio, le persone ammazzate dai neonazisti – il trauma culturale del G8 di Genova, che per la mia generazione è solo un passato rimosso, ma è stato ferite nella carne viva di fratelli e sorelle maggiori e di partner un filo più grandi. Mi azzardo a dire che per capire davvero Michele Rech come artista si dovrebbe partire da qui e incastrare tutti gli altri suoi lavori nel quadro che ci restituisce Scavare fossati – nutrire coccodrilli.
Un bel modo per presentare la mostra: gli interventi sono interessanti, così come lo sono tutte le locandine e le tavole che fin'ora erano rimaste "sparpagliate".
Ho amato immergermi in queste pagine e scoprire a 360° la carriera, il pensiero politico e le contaminazioni di Zerocalcare dagli esordi fino alla fantastica collaborazione con la Bao.
Interessantissimo! cavare fossati – nutrire coccodrilli è il racconto del viaggio di Zerocalcare a Kobane, nel Rojava, tra chi combatte l’ISIS e chi prova a costruire una società diversa. Un fumetto intenso e politico, che alterna testimonianza diretta, riflessioni personali e il suo inconfondibile tono ironico, senza mai perdere di vista l’umanità delle persone incontrate.
È una lettura che apre gli occhi, che fa pensare e che mostra come il fumetto possa diventare strumento di memoria e impegno civile. Un’opera necessaria, tra le più coraggiose di Zerocalcare.
Dopo la scoperta di Zerocalcare io, non particolarmente affezionata alla lettura di graphic novel o fumetti, ho deciso di approfondire la conoscenza di questo autore a cui lo scorso anno L'Espresso ha addirittura dedicato una copertina col titolo: "L'ultimo intellettuale". Quindi quando ho trovato in biblioteca questo volume insieme agli altri dell'autore l'ho preso senza guardare molto il contenuto. Mi aspettavo una storia a fumetti e invece è il catalogo di una mostra che c'è stata al MAXXI dedicata a lui nel 2018-2019.
Il catalogo è fatto molto bene perchè aiuta veramente a conoscere bene l'autore. Dalla biografia molto dettagliata agli interventi di "critici" che ne descrivono la poetica. Poi ci sono i manifesti per diverse manifestazioni, eventi che hanno contribuito alla crescita dell'autore. Insomma un bel libro per conoscere meglio Zerocalcare anche indipendentemente dalla mostra.
Eh si, perso si possa concordare con la definizione data da L'Espresso.
"... perché è importante riconoscersi quando cammini con i tuoi mostri e i tuoi demoni per una città in cui ti senti diverso da quasi tutti quelli che ti camminano accanto. I "normali". Pure se magari non sei diverso per niente, pure se ognuno di quei "normali" ha dentro i propri demoni e i propri mostri che magari sono più brutti e più matti dei tuoi, ma tu ti ci senti e non c'è un'obiezione al mondo che ti possa far cambiare idea, a 17 anni."
È un ottimo primo approccio. Tra aneddoti della sua vita, della vita a Roma e a Rebibbia e la voglia di giustizia e libertà, si profila anche l'uomo che è Zerocalcare. Divertente, emotivo, arrabbiato, combattivo, ironico.
Voci di grandi giornalisti e professionisti lo descrivono come l'artista nuovo, colui che ha stravolto il mondo del fumetto, concentrandosi in tanti piccoli punti che costruiscono Zerocalcare: dalla sua tribù al suo impegno sociale e civile, dall'avere come coscienza un armadillo al combattere per la giustizia.
Il catalogo della mostra di Zerocalcare, tenuta, al MAXXI di Roma tra il 2018 e il 2019, è composto da tavole dell’autore in esposizione (manifesti, schizzi, pagine di storie, storie complete) e numerosi articoli a proposito del fumettista romano, della sua formazione, dell’ambiente in cui vive e lavora, del suo pensiero, oltre a una biografia accurata e anche divertente, e qualche pagina di critica.
Io adoro letteralmente il lavoro di Zerocalcare: i suoi fumettisti più privati, incentrati sulla sua vita e quella di chi lo circonda, pieni di riferimenti alla cultura pop con la quale entrambi siamo cresciuti e pieni delle sue paranoie, che coincidono un po’ troppo spesso con le mie, e i suoi lavori più impegnati, come lo struggente Kobane Calling, dove narra vicende che il giornalismo mainstream ignora e le racconta con il suo piglio delicato, riuscendo anche a inserire il suo umorismo senza che risulti mai fuori luogo.
Questo libro, forse perché non un vero e proprio libro dell’autore, è probabilmente quello che ho meno apprezzato (non vuol dire che non mi sia piaciuto, semplicemente gli altri sono capolavori). Un po’ colpa delle pagine di storie incomplete, che magari vorrei leggere in toto (OK, immagino sia facile reperire il materiale su internet, però comunque leggere pagine di storie e non poterle finire subito mi dà un po’ fastidio), e un po’ colpa delle pagine di critica, delle quali sinceramente non ricordo una parola e non sento il bisogno: Zerocalcare ti prende al cuore, ti scava nel profondo e l’asciutta disamina della sua opera da parte di terzi, per quanto possa essere profonda e impeccabile, non mi aggiunge nulla. Come direbbe Zero, sticazzi la critica.
Bel lavoro! Interessante la biografia, i saggi e gli stralci di interviste o la sua introduzione alla mostra. Ovviamente anche le locandine e le tavole.
W Zerocalcare: nel 2017 dopo la lettura di Maus (Art Spiegelman) e Kobane Calling (Zerocalcare) ho capito quanto mi piacciono e quanto può trasmettere una graphic novel (che per ignoranza fino ad allora non consideravo quando mi guardavo intorno in cerca del prossimo libro). Peccato non aver potuto essere fisicamente alla mostra. _______________________________ No Future il cazzo. Mi sono fidato quando ci hanno detto che ci avevano rubato il futuro. E invece il futuro è arrivato ___________________________________ WANT TO READ BOOK: - Dodici (Zerocalcare, Sara Basilotta) - La scuola di pizze in faccia del professor Calcare (Zerocalcare) - A Babbo morto: Una storia di Natale (Zerocalcare) - Niente di nuovo sul fronte di Rebibbia (Zerocalcare) - No Sleep Till Shengal (Zerocalcare) - Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno (Claudio Calia)
Questo volume, in tutto e per tutto simile a quelli già pubblicati da Bao Publishing, è in realtà il catalogo di una mostra dedicata a Zerocalcare che ha avuto luogo alla Fondazione Maxxi tra il 2018 e il 2019.
Estremamente interessante soprattutto per i documenti critici che contiene, in italiano e inglese (storie non ce ne sono, al massimo citazioni di cose uscite altrove, salvo “la nostra storia alla sbarra” sui vergognosi fatti di Genova del 2001) dà conto del periodo creativo dell’autore rebibbiano prima dell’uscita di “La profezia dell’armadillo”, che lo ha proiettato - in modo del tutto inatteso - nell’empireo dei maestri delle graphic novels. Quindi soprattutto manifesti per eventi musicali e politici e copertine per pubblicazioni musicali. Il saggio più interessante è il lungo documento biografico pubblicato da Oscar Glioti, una biografia circostanziata.
Ho colto con piacere il fatto che Zerocalcare fa parte di quella corrente punk-ideologica che propugna l’astinenza totale da alcool e sostanze stupefacenti (di cui fa parte, per dire, anche la pornostar francese Ovidie Becht). Giusto perché ho sempre avuto molta difficoltà a capire cosa ci sia di così bello e virtuoso tanto nello sfondarsi di alcool e sostanze, che si sia punk arrabbiati o sofisticati frequentatori di party negli attici dei quartieri bene, quanto nell’ammazzare il gusto di meravigliosi piatti e pietanze con pregiatissime bottiglie di vino, e in un caso come nell’altro mettere in crisi i propri neuroni e la propria lucidità mentale.
"Di solito non dico perché a 17 anni si finisce lì, perché suona un po' emo, e nelle interviste mi sembra retorico. Ma tant'è, leviamoci questo dente. Finiamo lì perché nel mondo esterno non ci sappiamo stare. Non ci troviamo bene, non riusciamo a fare quello che fanno tutti i nostri coetanei, siamo dei disadattati, delle specie di Morlock. Finché non incontriamo qualcuno che ci mostra un mondo dove i Morlock possono stare tra di loro." La mia speranza è che qualche lettore ignaro delle origini di Zerocalcare acquisti questo libro convinto di avere tra le mani una nuova storia da leggere e scopra come Michele è diventato Zerocalcare: il suo percorso, la gavetta, il suo pensiero,i centri sociali, la sua Storia.
Questo catalogo della omonima mostra al MAXXI di Roma è un volume solo per gli iniziati (o per chi è stato alla mostra e vuole una guida per incominciare un approfondimento dell'autore). Contiene infatti locandine, bozze, estratti, qualche brevissima storia inedita, e diverse analisi (in particolare alcune del bravo Oscar Glioti) su temi cari a Zerocalcare. Per chi avesse dubbi, Rech (vero cognome di Zerocalcare), è un autore di vero talento e di principi solidissimi che non manca mai di esternare a costo di alienarsi pubblico: è vera gloria, parafrasando Manzoni, e non hype come a volte accade quando un autore vende tanto. Costa una bella cifretta (21 eurini), quindi se siete fan sfegatati è un bell'acquisto, ma da fare solo se già avete le opere più importanti.
I loved its comprehensiveness, but what shocked me is it clearly shows how Italy has forgotten parts of its history. There couldn't be any other explanation, if anti-fascist activists have been killed for years by neo-fascists and newspapers cover them as "fights among misfits" instead of calling them with their names: murders committed by neo-fascists. And of you think of Italy's history... That's harrowing. That's something everyone should be afraid of.
Libro particolare, raccolta e racconto di Zerocalcare con e in MAXXI. Quasi come se fosse una specie di catalogo della mostra con alcuni passaggi di persone che hanno collaborato con lui per la mostra e che hanno avuto a che fare con lui come collaborazione. Rispetto al "solito" ci sono alcune strisce e ci sono parecchie considerazioni sulla persona e sull'artista e soprattutto sul suo impegno sociale e politico; tutto composto da parecchie tavole e parecchi volantini e copertine.
Catalogo della mostra su Zerocalcare. Propone una carrellata dei suoi migliori lavori e introduce il lettore meno attento o dell'ultima ora al mondo del punk e della scena romana degli anni '90-2000 che da sempre fa da sfondo culturale e sociale alle storie di Zerocalcare, che resta una delle figure che meglio sa raccontare le inquietudini e le contraddizioni di noi adolescenti degli anni '90.
Una cosa che ho sentito in un'aula di tribunale, e che m'ha colpito più di tutto quello che gli intellettuali di 'sto paese non hanno saputo dire. Era tipo così. Se facciamo un bilancio di questi anni, e ci guardiamo attorno oggi di sicuro sentiamo il peso della responsabilità delle cose che abbiamo fatto. Ma pesa immensamente di più la responsabilità per ciò che non abbiamo fatto.
Una bellissima e completa visione di tutti gli aspetti che hanno caratterizzato Zerocalcare dalla nascita nei centri sociali a dediche & disegnetti del giorno d'oggi. L'avevo sottovalutato come libro, pensando fosse un catalogo di tavole, e invece si legge bene e velocemente, in meno di 4 ore.
Libro anomalo, che illustra la mostra di Zerocalcare a Roma. Molte parti interessanti sulla mostra, interessante la parte finale dove si racconta in modo particolareggiato l'iter dell'autore tra spazi sociali e giornali borghesi.
Un vero e proprio catalogo dell'opera di Zerocalcare che ne mostra la formazione nella cultura punk e nei centri sociali di Rebibbia e gli inizi della sua carriera. Secondo me è da leggere dopo aver letto un pò di suoi titoli per capirne bene l'evoluzione stilistica e narrativa.
Catalogo della mostra su ZC al Maxxi di Roma: molto interessante per ricostruire la sua formazione, i primi lavori, la carriera da illustratore di manifesti per concerti e manifestazioni punk/underground. Bei testi, la maggior parte di Oscar Glioti: su tutti la dettagliata cronologia.
Si tratta di una raccolta di tavole e commenti che ripercorre la carriera di Zerocalcare. A livello di opera molto interessante ed essendo un amante di Zero non poteva mancare nella mia collezione. Purtroppo non essendoci all'interno una storia come negli altri libri mi ha appassionato molto meno.
Bel catalogo ragionato della mostra omonima. Avrei preferito avere altro materiale aggiuntivo. Traduzione dei commenti in inglese mi lasciano perplesso.