Al Forum dell’economia mondiale di Davos 2017, il presidente cinese Xi Jinping è apparso come il più convinto difensore della globalizzazione. Ma quelli che si sono stupiti di fronte a un “comunista” che ha preso le difese del “libero mercato” dimenticano che nella storia cinese la parentesi di “chiusura” rispetto al resto del mondo è ben poca cosa rispetto alla millenaria apertura internazionale. Per secoli Pechino ha rappresentato la capitale di una potenza globale, sia economica sia culturale e politica, già protagonista con la via della Seta di intensi scambi commerciali. Il fatto che oggi la Cina si ponga nuovamente alla testa di un mondo globale non dovrebbe dunque stupire. Ma, come mostra questo libro, l’idea di globalizzazione che piace ai cinesi è molto diversa da quella americana. Passa per una nuova Via della Seta sul cui tracciato si produce un terzo del Pil mondiale. Delinea un’altra globalizzazione, con la quale gli Usa di Trump dovranno misurarsi.
Simone Pieranni, laureato in Scienze Politiche, nel 2009 ha fondato China Files, agenzia editoriale con sede a Pechino che collabora con media italiani con reportage e articoli sulla Cina. Dal 2006 al 2014 ha vissuto in Cina, scrivendo per media italiani e internazionali. Dal 2014 lavora alla redazione esteri del Manifesto.
Simone Pieranni presenta in poche pagine argomenti centrali della contemporaneità cinese, nonostante il libro sia stato pubblicato nel 2017 si rivela molto attuale e consente di comprendere ancora meglio l'evolversi delle relazioni Cina-Stati Uniti. In questo caso la brevità dell'opera ne rappresenta un pregio: si ha un'inquadratura generale di tutto grazie allo stile chiaro e scorrevole e alle spiegazioni precise e accurate.
Per la recensione approfondita vi rimando al blog (link in bio).