«Ogni giorno dovremmo cominciarlo con piccoli esercizi di ammirazione, di riabilitazione alla gioia. Istituire una sorta di capodanno tra un giorno e l’altro, tra un’ora e l’altra. Dobbiamo scendere molto in fondo a noi stessi e rimanere ben saldi in superficie assieme agli altri. Senza tenere insieme questi due movimenti non c’è intensità, non c’è bellezza. C’è solo una confusione inerte e il massacro di ciò che è lieve, lento, sacro, inerme. Adesso per tornare a casa, per tornare assieme nella casa del mondo, ci vorrà una nuova genesi, un nuovissimo testamento.»
Franco Mario Arminio (1960) è un poeta, scrittore e regista italiano, autodefinitosi come «paesologo».
È documentarista e animatore di battaglie civili, battendosi, ad esempio, contro l'installazione delle discariche in Alta Irpinia e contro la chiusura dell'ospedale di Bisaccia.
Nel 2009, con Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia ha vinto il premio Napoli.
Roberto Saviano lo ha definito «uno dei poeti più importanti di questo paese, il migliore che abbia mai raccontato il terremoto e ciò che ha generato».
Nel luglio 2011, con Cartoline dai morti ha vinto il premio Stephen Dedalus per la sezione "Altre scritture". Con Terracarne, edito da Mondadori, ha vinto il premio Carlo Levi e il premio Volponi. Nel 2013 è uscito il suo ultimo libro di prosa Geografia commossa dell'Italia interna.
Nel 2015 fonda la Casa della paesologia a Trevico (AV).
La valutazione non è per le poesie di Franco Arminio ma per l’edizione in sé: si apre con uno scritto che, se non sbaglio, Arminio ha pubblicato originariamente su Facebook, continua con un altro scritto proveniente dal sito dell’autore per poi lasciare spazio, finalmente, alle poesie (undici per l’esattezza, e non mi pare ve ne siano di inedite); segue un commento di Giuseppe Conoci e infine troviamo un “taccuino”: dalla pagina 45 alla pagina 59, prima della bibliografia, vi sono fogli bianchi con una citazione del libro stesso in fondo. Ho acquistato questo libriccino online e pur avendo letto l’indice non immaginavo fosse strutturato in questo modo, perciò ha deluso le mie aspettative — avrei preferito una raccolta di poesie e basta, ma si tratta di interesse e gusto personale.