Pensavo di aver preso un thriller di un autore di cui avevo letto spesso, sfruttando un'offerta del giorno del Kindle.
Un acquisto alla cieca, insomma, basato su un nome che non mi era nuovo e sull'impulso di provare qualcosa di diverso.
Ho trovato un thriller, si, ma che si intreccia con uno young adult e pure con un romanzo paranormale.
Nikki è una ragazzina che va con l'amica del cuore a una festa in discoteca, la sua prima uscita in un locale di quel tipo. Per Halloween. Lei è Samara di The Ring, l'amica una sexy Catwoman.
Però c'è qualcuno che spia l'amica, Zoe.
E nel locale qualcuno droga le due ragazze con la droga dello stupro.
Nikki rischia di morire, e solo l'intervento di un giovane infermiere ostinato e capace la salverà; Zoe invece scompare nel nulla.
Niente da eccepire, un inizio da thriller.
Però nei venti minuti in cui Nikki è morta, prima del ritorno alla vita, sperimenta qualcosa. Si trova altrove, in un luogo sconosciuto, dove vede l'amica e soprattutto vede un'inquietante e macilenta figura che la segue e sembra prenderla di mira... e che tornerà nel mondo reale insieme a lei, un'ombra che la perseguita e che solo lei può vedere.
Ecco il soprannaturale, l'horror.
E francamente, questi due filoni insieme a uno stile asciutto e conciso, a capitoli rapidi e brevi, e a una scrittura farcita di citazioni, mi hanno catturato e avvinto più di quanto non pensassi.
Staccarmi per cause di forza maggiore (dormire e lavorare) da questo libro è stato più difficile del dovuto.
Però, purtroppo, c'è la terza natura di questo libro ad abbruttirlo un minimo.
La sua parte young adult, che non vuol dire "i protagonisti sono ragazzini" nè "primi amori, primi baci...".
Vuol dire "effetto Pretty Little Liars": succedono cose strane e fai tutto da sola evitando accuratamente di chiedere aiuto agli adulti.
Posso capire il silenzio all'inizio, del resto andargli a raccontare che vedi le ombre dei morti potrebbe essere quantomeno deleterio e regalarti minimo minimo molte sedute dallo psichiatra.
Ma quando ricordi l'intera sera, chiama il commissario e diglielo.
Quando con enormi colpi di genio e di fortuna trovi gli indizi mancanti su Vanessa e sulla macchina, chiamalo e diglielo.
Invece no, e anzi le uniche persone adulte alle quali lo dice sono quelle che ovviamente non vorranno nemmeno prendere in considerazione la cosa.
Un livello di idiozia inarrivabile.
Così come l'idea finale per cercare di entrare in contatto con l'amica: chi le diceva che l'avrebbe trovata, ma soprattutto che ci sarebbe tornata, e che Sasha sarebbe riuscito a rifare il miracolo?
Non so sia più assurda quest'idea o il fatto che abbia funzionato.
Insomma, i luoghi comuni sull'idiozia e la testardaggine dell'adolescenza sono le uniche pecche di un libro che altrimenti ho trovato perfetto per me.
Sicuramente darò un'altra occasione a questo autore.