1494. La belle Britta de Johannes vit seule dans une chaumière au cœur de la forêt. Bien que de nombreux villageois bénéficient de ses remèdes à base de plantes, la jeune femme suscite la peur. Médisances et calomnies parviennent aux oreilles de l’Inquisiteur, dont le verdict est sans appel : Britta est une sorcière... 2014. Par un matin de novembre, Barbara Pallavicini, étudiante en histoire médiévale, atteint les ruines d’un château afin d’y chercher une inscription laissée par une femme reconnue coupable de sorcellerie. Mais dans l’obscurité du sous-sol, les yeux de Barbara rencontrent ceux d’un cadavre encore chaud. Commence alors une nouvelle enquête pour Giovanni Randisi, adjudant des carabiniers d’Aoste. Et si le destin de cette passionnée d’occultisme et celui de Britta étaient liés?
She was born in Milan, where she earned a degree in History of Art Criticism. After about twenty years of journalism dedicated to the art, cultural places and people in Milan, in 2001 she published her first novel, "The Wool Merchant", immediately acclaimed by both public and critics, and which received three prizes. The author lives and works in Milan.
Barbara Pallavicini è una ricercatrice di Milano che sta lavorando sul caso di una donna bruciata sul rogo per stregoneria nel 1495, tale Britta da Johannes vissuta a Machod (Aosta). Una mattina si reca presso le rovine del castello di Saint Jacques aux Bois alla ricerca dell’ultimo tassello della sua ricerca che, spera, le assegnerà il posto di professore all’università, ma si imbatte nel cadavere di una ragazza. Atterrita dalla macabra scoperta, chiama subito i carabinieri di Aosta. Il maresciallo Giovanni Randisi identifica la vittima come una ragazza del luogo e dà immediatamente avvio alle ricerche dell’assassino. Ben presto le ricerche si complicano, perché molti sono gli indizi che si affastellano uno sull’altro senza apparente collegamento, scompare anche un’altra ragazza amica della vittima, strani incubi appaiono in sogno a Barbara, una misteriosa presenza si manifesta durante la perlustrazione di quei stessi luoghi in cui visse Britta: che ci sia un collegamento fra quell’omicidio avvenuto più di cinquecento anni prima e questo? Randisi si troverà a dover dipanare una matassa di avvenimenti davvero ingarbugliati, dove ognuno in paese sembra sapere la verità e non voler parlare; in questo sarà coadiuvato dal giovane maresciallo Claudia Lucchese e dalla stessa Barbara Pallavicini e la soluzione finale avrà dell’incredibile.
In questo romanzo la narrazione procede su due piani temporali paralleli che si alternano, uno è quello del 1494-95 in cui si segue la vicenda di Britta da Johannes, l’altro è quello del 2014 in cui si seguono tutte le indagini del maresciallo Randisi. In questo modo, si può dire che vengano accontentati sia gli amanti dei romanzi storici, come me, sia gli amanti del poliziesco. La trama del romanzo è sicuramente molto avvincente, ricca di dettagli e colpi di scena, coinvolge dalla prima all’ultima pagina; i personaggi sono tutti molto credibili, in particolare il maresciallo Randisi che è quello maggiormente caratterizzato anche negli aspetti caratteriali e psicologici; un po’ meno delineate le altre figure, tutte femminili, che aiutano Randisi nelle indagini, ma alcune di loro danno la sensazione che potrebbe esserci un seguito, con un secondo romanzo, in cui una nuova indagine potrebbe portare ad un approfondimento della loro personalità, in particolare penso alla Lucchese. Il romanzo mi è piaciuto molto, soprattutto per l’indagine poliziesca davvero molto particolareggiata, intricata e alquanto realistica, caratteristica quest’ultima che finora ho faticato a trovare in romanzi dello stesso genere. Anche l’ambientazione è ben tratteggiata, mi sembrava di esserci anch’io in compagnia di Randisi ad ispezione i vecchi ruderi in mezzo al bosco. Da amante dei romanzi storici medievali, invece, devo purtroppo dire di essere rimasta un po’ delusa dalla parte storica, mi aspettavo maggior spazio alla vicenda di Britta, visto anche il titolo e l’immagine di copertina che confesso mi ha attirato moltissimo per la scelta del romanzo, ecco perché do solo quattro stelle. La storia di Britta alla fine appare così secondaria che a mio parere magari poteva essere raccontata in un altro modo, così come certi fenomeni “paranormali” mi hanno fatto un sorridere e li ho trovati un po’ forzati e in un certo qual senso gratuiti, per un giallo poliziesco così realistico. Comunque sia nel complesso è davvero un bel romanzo che merita di essere letto e sono contenta di averlo fatto.
Avrei preferito che la Montaldi avesse scritto un po' di più sul periodo ambientato nel medioevo. Il thriller del presente non mi ha entusiasmato tanto, anche perché avevo già intuito chi fosse l'assassino.
Ciò che più mi ha colpito di questo libro fu la trama. Mi aspettavo un bel thriller, avvincente e che trattava un argomento che mi intriga da sempre: la stregoneria e l'inquisizione. Le mie aspettative, però, sono state un po' deluse. Alla vicenda delle streghe si collega un mistero dei giorni nostri: una ragazza viene ritrovata morta nella prigione di un castello dove cinque secoli prima una strega era stata fatta prigioniera e torturata. I responsabili delle indagini per l'omicidio di Francesca Ravet sono il maresciallo Randisi: un uomo burbero, di bell'aspetto, con un senso etico di alto livello per il suo lavoro nell'Arma. Io invece ho riscontrato un personaggio isterico e un po' odioso, nonostante in diverse occasioni si sia dimostrato coraggioso come dovrebbe essere questo tipo di protagonista. Inoltre, tre donne chiudono il cerchio dei personaggi "moderni": il maresciallo Lucchese, la testimone e studiosa Barbara Pallavicini e il Pm Spadoni. Di tutti questi personaggi ho apprezzato poco e niente perché non sono stati caratterizzati a dovere: pochi accenni di descrizioni fisiche, caratteriali e anche sul loro passato (solo qualche accenno sporadico per Randisi). Quindi, tirando le somme: questi personaggi non mi hanno detto niente, nessun spirito di immedesimazione da parte mia. Inoltre, i momenti di suspance non sono stati così emozionanti, anzi, direi che sono stati quasi prevedibili. La Montaldi si è persa troppo in dettagli che poteva evitare: descrizioni troppo protratte e minuziose dei luoghi. La nota di lode va per la storia ambientata nel 1495 che è stata ben articolata, pensata, scritta e conclusa riscontrando, in me lettrice, una buona impressione finale.
Un po' di amarezza, però, rimane. Come ho già detto, questo romanzo thriller e mistery è stato ben pensato, la trama mi ha conquistata tanto da farmi acquistare il libro ma, alla fine, mi ha lasciato poco sia a livello "accademico" dei libri gialli thriller che adoro leggere, sia a livello emozionale: la storia si basa solo sugli avvenimenti, dà poco spazio ad altro, invisibile l'interazione con i personaggi. Alla fine la domanda è: consiglio questo libro? Sì, magari per iniziare a conoscere la scrittrice o anche per chi ama questo genere di libri e desidera leggere qualcosa di poco impegnativo ma senza avere alte aspettative.
Avevo molte speranze per questo libro, e sono andate tutte in fumo. La caratterizzazione dei personaggi è quasi inesistente, tanto da non riuscire nemmeno ad immaginarseli fisicamente, e di affezionarcisi neanche a parlarne. E' inutilmente prolisso, cosa imperdonabile per un giallo, dove la suspense è tutto. Ho aspettato invano qualche colpo di scena, mai arrivato perchè era tutto molto prevedibile. La cosa peggiore è stata lo sfruttare il tema della stregoneria per un giallo dalle tinte rosa. In pratica una trama che avrebbe potuto essere passabile per un YA, ma a cui l'autrice ha voluto dare un tono più "adulto" infilandoci l'inquisizione. Infatti la cosa migliore è stata proprio la ricerca storica per i capitoli ambientati nel 1495, ma non è neanche lontanamente abbastanza per dargli la sufficienza.
Un libro decisamente godibile, una lettura sicuramente scorrevole. I capitoli sono brevi, impostati come scene di un film o di una serie thriller. La cosa che più ho apprezzato è stata la suggestione di immaginare, nello stesso luogo a distanza di secoli, dapprima castello e poi rudere, l'avvicendarsi di persone ed eventi. Tuttavia credo che Montaldi stessa sappia di aver scritto di molto meglio. I personaggi tendono a essere "Mary/Gary", i cattivi sono supercattivissimi macchiettistici, i dialoghi spesso, nell'imitare cadenze e fraseggi da film americano, finiscono per risultare stucchevoli. Il personaggio della ricercatrice è in assoluto il peggiore: svenevole, tremebonda eppure testardamente tra i piedi dei Carabinieri che indagano. Un controsenso per nulla credibile, senza una adeguata indagine emozionale. E poi l'intreccio poteva fare a meno, di fatto, della strega. Nonostante, alla fine, sia la parte in assoluto più interessante, dove si riscopre il piacere di leggere la Montaldi più ispirata, e che ispira.
Valeria Montaldi è un'autrice che seguo e amo da parecchio. In questo libro abbandona i terreni sicuri del romanzo storico e si cimenta in un thriller a cavallo fra passato e presente. Il risultato nel complesso è buono. Le parti migliori sono quelle ambientate nel passato, la figura di Britta che emerge è splendida, così come sono affascinanti le descrizioni dei luoghi e del modo di pensare dell'epoca. Un po' più incerte invece sono le parti ambientate al presente che, seppur scritte bene, non raggiungono il livello delle altre. Peccato solo per il finale, che lascia troppe cose senza una spiegazione certa, e che non è all'altezza del resto del libro.
Pienamente soddisfatto dalla lettura di questo romanzo che alterna una vicenda del 1495 ed una del 2014 tra le montagne della Val d'Aosta. Le due storie scorrono parallele nella trama del libro e, alla fine, avranno qualcosa in comune? Buon libro che consiglio
... Nel 1494, la giovane erborista Britta da Johannes viene accusata di stregoneria. Ha avvelenato il figlio del signore del luogo, dicono, e per questo dev’essere messa al rogo. Nel presente, Barbara Pallavicini, una ricercatrice storica, durante una ricerca nel castello dove fu tenuta prigioniera Britta, si imbatte nel cadavere di una ragazza appassionata di occulto… ... L’invidia e la gelosia sono sempre state cattive consigliere ma in certi periodi della storia umana si sono trasformate in armi mortali. Durante l’epoca dei processi per stregoneria, per esempio. ... Leggi la recensione completa: https://thebookcaseofmymind.com/2017/...
« Perchè vi consiglio La Randagia. Perchè si è rivelato un romanzo in cui perdersi completamente grazie ad una storia capace di avvolgere il suo lettore in un crescente mistero sorretto da fatti storici, superstizioni e credenze popolari ben più radicate di quanto potremmo mai immaginare. La Randagia vi rapirà dal mondo esterno per condurvi attraverso le porte di un passato inquisitorio ed affascinante con le sue fragilità ed il suo umani limiti fino ad un presente costruito su crescenti domande che sembrano proprio non avere risposta. Razionale, almeno. Un mix credibile di thriller, occulto e soprannaturale che non è facile riscontrare nella letteratura italiana, ma che la Montaldi ci regala in tutta la sua autentica forza e magnetica attrazione. »
J'ai de suite été attiré par la couverture et le résumé.
L'histoire se déroule à deux époques différentes : en 1494 et 2014.
Au XV ème siècle on y retrouve Britta vivant seule, recluse. Elle soigne les habitants du village par les plantes et herbes. Sauf qu'elle est considérée comme une sorcière.
Au XXI ème siècle, Barbara, chercheuse spécialiste en études médiévales se rend au château Saint-Jacques_aux_bois pour trouver un élément pouvant lui permettre de terminer sa thèse. Sauf qu'elle trouve un corps, la police est appelée.
Un livre lu quasi d'une traite, l'auteure nous a entraînés à deux époques avec brio. Une histoire bien écrite avec des chapitres fluides, un scénario captivant rempli de suspens et rebondissements. Je trouve juste dommage que les autres livres de cette auteure n'ont pas encore étés traduits.
"En résumé, voilà un roman qui passe tout proche du coup de cœur. En tout cas, c’est une histoire qui aura su me prendre dans ses filets dès les premières lignes et ne m’aura relâchée qu’une fois ma lecture finie. J’étais vraiment nostalgique de quitter cet univers qui a su me faire autant voyager. C’est vraiment un livre que je vous conseille de découvrir, de par son histoire, mais aussi grâce à la plume envoûtante de l’auteure !"
Molto bello, inizialmente molto coinvolgente e ben scritto. Ho apprezzato si l'ambientazione presente sia sia quella del medioevo. Un po' peggio verso la fina, dove ho perso un po' di interesse e mi lascia un po' in dubbio il collegamento fra le due storie. Mi aspettavo che in qualche modo, sarebbe venuta più alla luce la vicenda di Britta, nel presente. Ma nel complesso mi è piaciuto molto, un'autrice nuova per me.
Ce n'est pas le type de roman que j'aurais choisi moi-même mais je l'ai trouvé dans la rue, laissé par une "book fairy". J'ai apprécié l'histoire, mais j'ai trouvé l'écriture parfois un peu plate, et des fois les paragraphes s'enchaînaient sans vraiment s'enchaîner...
Scrittura da autrice importante, trama ben articolata ma non originalissima per un romanzo che nel Complesso è degno di nota, aspettiamo con ansia la prossima prova della signora Montaldi!!!