The Island of Capri, August 1939. Italy in the grip of Fascism, the Second World War looming. At a dazzling party under the stars mingling aristocrats, Nazi officers and American millionaires, the writer, ladies’ man and Fascist loose cannon, Curzio Malaparte (1898-1957) – at that time internationally renowned – is accosted by Mussolini's secret police: someone has accused him of murder, the killing of a young English girl, a poet, who had mysteriously fallen from a cliff a few years before – a fall that actually did happen. Malaparte decides to go on the run: helped by a few trusted friends (a spendthrift prince, a Camorra man, an eccentric painter and his inseparable dog Febo) he finds himself embroiled in an impossible investigation. Who's trying to frame him? Could it be that SS officer shadowed by his bloodthirsty Doberman? And what has the terrible (and true) secret hidden in Adolf Hitler’s past to do with the plot against him? Struggling to stay a step ahead of the nightmare that's bearing down on him, the writer is forced to live by his wits, depending on a charming girl with unsuspected talents and the providential assistance of an American journalist, the perfect gentleman, destined to head US military intelligence in Europe.
The setting: Capri's landscapes and the house Malaparte is building atop one of the island's most spectacular cliffs. All the while, champagne corks pop, the band plays on, and Europe's high society drifts helplessly to its doom. But Malaparte won't play that game: no passive victim, he's determined to save his skin, like his mind, still painfully scarred by a war hero’s wounds from over two decades before.
Yet that's by no means all there is to it. Readers will soon find themselves up against far more than a mere literary fiction: the tale Malaparte is telling covers his entire past life; more than just a novel, he’s responding to the challenge of a lifetime. Only at the very end shall we know if he has lived up to it, or failed.
A huge success among readers and critics, DEATH LIKE ME won the Noir Mediterraneo prize for crime novels and was shortlisted at both the Acqui Storia historical fiction competition and the Premio Strega, the most important Italian literary award.
The wife and husband team, Rita Monaldi and Francesco Sorti, have published ten books to date, international best sellers translated into 26 languages and appearing in 60 countries, including the five novels featuring Atto Melani (Pistoia 1626 – Paris 1714): Imprimatur, Secretum, Veritas, Mysterium and Dissimulatio. They also edited Secrets of the Conclaves, a secret report by Atto Melani which they unearthed in a Parisian library. The couple live between Vienna and Rome with their children. For many years, the notorious political and publishing intrigues surrounding the publication of Imprimatur kept Monaldi & Sorti's books out of Italy.
Rita Monaldi majored in classical philology and specialized in the history of religions. She is an Italian journalist who, in collaboration with her husband, Francesco Sorti, wrote a series of literary-historical books called Imprimatur, Secretum and Veritas. They both live with their two young children in Vienna.
All the book titles of the series will create the sentence Imprimatur secretum, veritas mysterium. Unicum... The authors translate this as follows: “Even when a secret is printed, the truth is always a mystery. It remains only...” The authors are keeping secret the titles of the final two volumes.
Chi meglio del famigerato Curzio Malaparte può essere messo al centro di una scena ambigua come quella fascista: tanto rigorosa nella sua immagine di copertina quanto disinvolta negli ambienti del Bel Mondo così immerso nei suoi eccessi da non rendersi conto del pericolo imminente.
E’ il 1939 in una Capri Caput Mundi dove realmente ( e di questo mi sono stupita) si sono intrecciate le vicende di tantissimi personaggi. Questo è infatti un romanzo storico con tutti i crismi.
Fin dalle prime pagine entriamo nella villa di Mona Williams e ci troviamo faccia a faccia con la nobiltà ed alta borghesia europea ed americana. Fatti storici ed aneddoti si intrecciano e fanno da impalcatura ad un inverosimile giallo in cui, suo malgrado, si trova invischiato il protagonista.
La bizzarra villa di Malaparte a Capri: Casa Come Me
Malaparte scrive un romanzo di espiazione sul letto di morte (grazie ad una sospensione del tempo data dalla Morte stessa…) a Roma nel 1957, portandoci a ritroso nel 1935 quando conobbe una giovane poetessa inglese e poi al 1939 quando fu accusato della sua morte. Capri è la vera protagonista e la coppia Monaldi e Sorti (di cui avevo adorato Imprimatur) è sicuramente abile nel ricostruire fatti ed atmosfere inserendo qua e là dettagli curiosi.
La lettura, tuttavia, a me ha coinvolto solo a tratti probabilmente per mancanza di empatia. Non vedevo l’ora di finirlo e questo non è un buon segno..
Una copertina affascinante che riporta alla mente le meravigliose atmosfere Fitzgeraldiane, party eleganti, abiti da sera, Orange blossom e musica jazz. Come cornice la splendida Capri. È qui che facciamo la conoscenza del famoso scrittore Curzio Malaparte ed è qui che viene accusato di un omicidio avvenuto quattro anni prima. Il romanzo, che mescola sapientemente finzione e realtà storica, creando un giallo psicologico ricco di intrecci e colpi di scena, ci regala il ritratto di un personaggio poliedrico e controcorrente che non teme di dire ciò che pensa in un periodo storico che preferisce mettere a tacere le voci scomode e fuori dal coro. Siamo alla fine degli anni 30, la guerra ormai è alle porte, ma c'è chi ancora non si rende ben conto della portata della situazione e continua a bearsi nel suo mondo dorato. In questo contesto Malaparte con il sostegno degli amici più fidati condurrà una indagine personale alla ricerca della verità. Intrighi e complotti che affondano radici in un passato remoto e si spingono addirittura oltre oceano, semplici rivalità in amore. Questi gli ingredienti del romanzo che condurranno il lettore in un viaggio storico tra passato e presente in un susseguirsi incalzante di flashback fino alla risoluzione del caso. Una verità che suona più come motivo di redenzione personale che come ricerca di giustizia. Un romanzo ricco di personaggi realmente esistiti e ben tratteggiati, una trama arricchita dai fatti storici, una scrittura fine ed elegante come può esserlo quest'isola abbacinante, un libro complesso ma che trascina fino all'ultima pagina senza annoiare mai.
Colpa mia, probabilmente, aspettarmi qualcosa di diverso. L'ho trovato disomogeneo, a tratti si è fatto leggere piacevolmente, a tratti la lettura diveniva pesante. Maltollero le ripetizioni, in un paio di punti sembrano addirittura delle sviste. Nell'insieme non una lettura malvagia, ho trovato che la bibliografia fosse la parte più interessante di tutto il volume.
One of my favourite books of the year. I learnt some historical facts and revisited some I already knew, which lead me to further research in order to understand better what was true and what was fiction
La vita di Malaparte si srotola davanti agli occhi del lettore, tra flash-back dolorosi e indagini presenti, in un vortice di colpi di scena che si inabissano verso un finale sorprendente. E nel suo narrare, Malaparte ci racconta la Storia, ci parla di quegli anni splendidi e ruggenti, di un’Europa giovane e ignara dell’orrore che si affacciava alle sue porte. Malaparte squarcia il velo del tempo e dispiega davanti ai nostri occhi la società bella e spensierata di quegli anni fulgidi di feste e di incontri, di amori, di intrighi, anni inconsapevoli che un nuovo conflitto mondiale avrebbe segnato per gli anni a venire il volto ed il cuore dell’Europa. E su tutto, troneggia placida e serafica l’isola di Capri, con la sua natura lussureggiante, con la sua luna, che sa di latte e di ananas, di vino bianco e di mare, così vicina da poterla leccare, testimone muta e discreta delle miserie umane. Una prima parte, giocata tra ricche feste e grandi personaggi dell’Italia fascista e dell’Europa nazista ed esoterica, che ci conduce con calma verso il curioso ed intricato giallo. Una seconda parte dedicata alla caccia, in pieno giallo storico, una spietata partita senza esclusione di colpi (anche nei confronti degli ingenui lettori), tra letterati, principi, omosessuali, dittatori, ricche ma infelici primedonne italiane, facoltose maliarde americane e giovani poetesse inglesi. Senza tralasciare nazisti e soprattutto fascisti, di cui tutto il romanzo è pervaso. Le vicende del racconto scorrono su un palcoscenico e una scenografia d’altri tempi, tra le personalità di spicco di quel periodo. Tutti i personaggi che intervengono sulla scena sono realmente esistiti, ma vengono mossi dalle abili mani dei burattinai Monaldi & Sorti: da Edda Mussolini, figlia del duce e moglie di Galeazzo Ciano, ministro degli esteri, a Mona Williams, miliardaria americana, diva dei rotocalchi che non perde occasione per ostentare il lusso in cui vive organizzando ricevimenti presso la sua villa sull’isola; da Eddie Von Bismarck, amante di Mona, al Principe Philipp von Hessen, amico intimo e consigliere di Adolf Hitler. Non mancano personaggi minori, meno conosciuti ma altrettanto ambigui, spietati, intelligenti e arguti, abili di muoversi in un contesto pericoloso, dove una sola parola contro di te può travolgerti come una valanga nata da un semplice cumulo di neve. Gli autori sono abili burattinai che fanno fare a Malaparte la figura di uno sprovveduto, anche quando abbandona la sua tenuta da giovane e non innocente fascistello, e a seguire da dandy, e va a caccia del responsabile occulto che lo accusa dell’omicidio di una giovane poetessa inglese a Capri. E così facendo gli autori creano un personaggio reale, vivo, finanche fragile e talvolta detestabile. Forse la parte ancor più bella del ben congegnato giallo è la scoperta, ad opera della Morte con la quale Curzio sta giocando, della mancanza di dolore nella sua vita – o meglio, della mancanza dei sentimenti di dolore ed empatia nei confronti di chi lo ha anche solo sfiorato in vita – e di gesti semplici, spontanei e senza un tornaconto personale. La scrittura di Monaldi & Sorti è molto evocativa e figurativa. Non lesinano sulle similitudini, gli ossimori, e tutte quei passaggi immaginifici che permettono al lettore una visione chiara del contesto e allo stesso tempo mettono lo stampo sullo stile di scrittura dei due autori. Le descrizioni sono minuziose, sia per quanto riguarda gli ambienti esterni per cui ci troviamo a vedere l’Isola di Capri come una magnifica donna dalle curve voluttuose, fonte di bellezza e attrazione, senso di pace e serenità… “Malaparte. Morte come me” è un’opera dalle molte sfaccettature: romanzo storico, giallo, un percorso letterario alla ricerca di sé. Un libro che coniuga divertimento ed erudizione e non smette mai di sorprendere. Monaldi & Sorti regalano ancora una volta un libro di spessore, tra realtà e potere dell’immaginazione letteraria, impreziosito da una ricerca storica immane, con tanti riferimenti agli intrighi politici del tempo. Nella parte centrale, a mio parere, il romanzo perde un po’ il suo ritmo per inserire molta introspezione e dettagli sulle vicende storiche del tempo. Alcuni capitoli si trasformano in un saggio di storia contemporanea, con le manovre politiche delle grandi potenze del tempo come Stati Uniti d’America e Russia per gli approvvigionamenti del petrolio, o eventi che hanno segnato un’epoca come la battaglia di Bligny del 1918 di cui rimane a imperitura memoria la statua del Cristo di Saarburg. “Malaparte. Morte come me” è un libro complesso, tormentato, intenso, è insieme un affresco storico, un romanzo giallo e un romanzo di formazione, a tratti poetico, a volte sarcastico, a volte ironico, a tratti drammatico. È un romanzo che ci obbliga ad avere memoria degli eventi e della storia, che ci ricorda, con forza e con drammaticità, che la vita vale la pena di essere vissuta solo nella misura in cui riesce a lasciare una traccia, un segno, seppur lieve, nelle altre vite. Il nostro unico bagaglio, nel viaggio della vita, è la memoria.
The book is constructed around an ingenious concept: using real-life characters in a fictional context. The two authors put the story revolving around the famous Italian dandy writer Curzio Malaparte in the mythical island of Capri, where a galaxy of 1920's glamourous it-girls, wealthy aristocrats, Nazis and Italian Fascists enjoy themselves at an endless sequence of parties hosted by the likes of Mona Williams and Edda Ciano, Mussolini's daughter, in their luxurious villas. Looming in the background is the slow descent of Europe into the jaws of Nazism and the authors provide us with lots of information about what really happened later with the characters (usually starting with "what she didn't know was that he would...."). When Malaparte gets arrested for the supposed murder of the young English poet Pamela Reynolds, things get really complicated and he has to use all of his connections to find out what's going on. The book seduces the reader through a glamourous setting with detailed descriptions of the island, millionaire yachts, and the hedonist ways of Italian aristocracy. There are encrypted wordplays, mysterious femme fatales and secrets which lead "Death Like Me" dangerously close to the teritory of Dan Brown and his rather tacky pseudo-cryptic historical whodunnits. But unlike him, Monaldi and Sorti succeed in keeping your attention until the finale of almost 500 pgs thick tome. I'm a slow reader, but I'm already at pg 203 and it's been around a week since I started. My best recommendations.
Un libro che si legge molto velocemente e che ci immerge per bene nelle atmosfere lussuose della Capri prima della seconda guerra mondiale.
La storia è narrata in prima persona da Curzio Malaparte, il controverso scrittore, e riguarda la morte di una giovane poetessa inglese del quale lo scrittore viene accusato. Nel racconto poi vengono inseriti molti elementi storici e davvero interessanti, che fanno riflettere sull’importanza della minuscola e meravigliosa isoletta al largo delle coste campane. Di qui sono sempre passati tra i più “grandi” nella storia del mondo occidentale.
Il libro mi ha anche fatto ricordare due altri ottimi romanzi che in qualche modo sono collegati: 1) Proletkult dei Wu Ming, dove si racconta anche lì della scuola bolscevica caprese iniziata da Gor’kij e della leggendaria partita a scacchi tra Lenin e Bogdanov 2) Il pendolo di Foucault, per l’emergere di curiosità e divertissment esoterici (tanto assurdi quanto documentati) nei quali credevano i nazisti
Sicuramente un giallo gradevole, che viene migliorato dalla cornice storica ed incantevole di Capri.
Una coppia di scrittori formidabile! Con l'accuratezza storica di un saggio, Monaldi e Sorti ci mettono sulle tracce di Curzio Malaparte, personalità controversa del terribile ventennio italiano. Uno scrittore, un soldato, un seduttore, un socialite ma soprattutto un uomo...che attraverso l'espediente del giallo ci fa rivivere quel periodo complicato e affascinante in cui l'intera società veniva piegata al volere dei potenti.
Altro stupendo capolavoro del duo Monaldi e Sorti, romanzo con basi storiche e ancorato su ricerche storiografiche, non gli 5 stelle solo perchè il periodo storico raccontato non è dei miei preferiti