Cattleya, è così che mi chiamava lui, come le orchidee che accarezzavo con dedizione. Ma i miei petali sono stati brutalmente strappati, lasciandomi spoglia e impaurita. Lui si è nutrito di me fino all’ultimo respiro, lui mi ha ingannata senza pietà, lui ha implorato il mio perdono. Sono trascorsi due anni e ora l’immagine riflessa allo specchio è quella di un’altra donna. Coraggiosa come una leonessa. Potente come il vento. Intoccabile come Dio. Non sono più una fragile orchidea, ora sono una grandiosa Reina. Mi riprenderò ciò che mi spetta, scenderò a patti con il diavolo, mi sporcherò le mani di sangue. E otterrò la mia vendetta.
Debora C. Tepes è una lettrice, sognatrice e scrittrice. Ama viaggiare per il mondo e seguire nuove serie tv su Netflix. Scrive da quando è una bambina, ma solo da adolescente ha deciso di creare la sua prima storia. Ha pubblicato il suo primo romanzo "Predestined", uno young adult paranormale, nel dicembre 2014. Il 20 luglio 2015 ha auto-pubblicato su Amazon "Sono sempre stata tua", riscuotendo un enorme successo. È stata prima in classifica per due mesi diventando bestseller amazon e ha venduto più di 4000 copie in poche settimane. Dopo le richieste delle sue lettrici, ha pubblicato il sequel "Sei tu il mio paradiso". “Come fuoco sulla pelle” è il terzo volume autoconclusivo della serie Dangerous Souls a cui segue la novella “Para siempre”. Nel maggio 2018 pubblica il suo primo mafia romance “Javier”, amatissimo dalle sue lettrici che entusiaste hanno richiesto di scrivere il sequel “Cattleya”. Savage è il suo nuovo contemporary romance. "Eternal Night" è il suo nuovo dark romance.
Finalmente è uscito l'attesissimo seguito di "Javier", il dark mafia romance che da maggio di quest'anno ha conquistato molti lettrici. È passato molto tempo da quando Yamile e Javier hanno dovuto prendere scelte che si sentivano di fare e che purtroppo hanno portato il buio nelle loro vite. Yamile, donna dalla bellezza straordinaria, un tempo era una bellissima Cattleya fragile come le orchidee che coltivava. Ora è una leonessa pronta a difendere il suo cucciolo ed è una Reina pronta alla vendetta perché se un tempo il suo cuore traboccava d'amore, ora prova solo odio e rabbia verso quell'uomo per cui lei ha abbandonato la sua vita di prima e soprattutto la sua famiglia. Yamile è pronta a tutto, anche a sporcarsi le mani col sangue come le sue nuove orchidee, macchiate da un colore più vivo sui bordi, come il sangue. Nulla sarà più lo stesso, molte cose cambieranno, ma una cosa è certa: il filo tra l'amore e l'odio è sottilissimo. Se Javier mi ha conquistata, questo secondo romanzo mi ha completamente travolta. Non mi aspettavo che la vicenda si capovolgesse in un modo quasi devastante, per alcuni tratti ho temuto il peggio, eppure Debora è stata capace di sorprendermi nuovamente. In "Cattleya" vedrete una Yamile diversa e forse non accetterete le sue scelte, ma io le ho trovate necessarie, io stessa se fossi in una situazione simile probabilmente farei le sue scelte. È meravigliosa la sua trasformazione, come una fenice risorge dalle ceneri, un'orchidea che rivive dopo aver ricevuto una giusta annaffiata. Cattleya brilla e farà brillare la sua pistola placcata d'oro. Javier invece è lo stesso muso duro di sempre, solo che ora ha scoperto di avere due persone molto importanti che possiedono il suo cuore…
Li abbiamo lasciati con un grosso punto di domanda, senza sapere cosa ne sarebbe stato del nostro amatissimo e temutissimo agente. Siamo state mesi e mesi a crogiolarci nel dubbio e nell'attesa. Finché non è arrivato Cattleya, il romanzo in cui si chiudono i conti, in cui il bene vince sul male una volta per tutte, o forse no... Il percorso da compiere è lungo e pieno di ostacoli. Se Javier mi era sembrato un romanzo machiavellico e ricco di suspense, Cattleya ha saputo essere il suo degno sequel. Ancora più ricco di eventi, personaggi secondari nuovi e suspense. Ancora più pericolo, ancora più bastoni tra le ruote per i nostri protagonisti, ancora più intrecci. Debora C. Tepes torna a fare la magia: mi lascia a bocca aperta capitolo dopo capitolo con il desiderio di bere in un unico sorso l'intera storia ma al tempo stesso di godermi parola dopo parola, capitolo dopo capitolo, fino a centellinare ogni virgola. I ruoli si sono invertiti: stavolta ad aprire le danze è lei, la Reina, Cattleya. Non è più il fiore puro e incontaminato di un tempo; questa è la sua vendetta, queste sono le pagine dedicate al suo riscatto e alla sua vendetta. Questo secondo romanzo è interamente dedicato a lei e alla sua rinascita. La vedremo riprendere in mano l'intera situazione, donna per la prima volta. La vedremo camminare a testa alta tra i criminali, portare avanti l'impero di suo padre che era stato smantellato, prendersi cura del suo bene più prezioso, la sua bambina. Una Yamile nuova, inedita e con gli attributi. Una Yamile che ha avuto tutto il mio sostegno, ma fino a un certo punto. Se c'è una cosa che i personaggi di questa storia della Tepes sanno fare è conquistare il lettore facendolo sentire parte della storia. Mi sono schierata con loro e contro di loro, sono stata prima dalla sua parte e poi da quella di Javier. Sono ritornata sui miei passi, ho sofferto insieme a loro e mi sono anche commossa. E sì, ho stimato la piccola Cattleya per la donna che è diventata. L'ho ammirata per il coraggio e per le scelte, pur non condividendole del tutto. Ho odiato e disprezzato Javier, perché il senso di giustizia e del dovere è stato a volte troppo forte, così forte da renderlo cieco di fronte all'amore e alla famiglia. Ho sentito l'insano bisogno di picchiarlo quando ha sputato in faccia alla sua Cattleya le peggiori cattiverie. L'ho giudicato pazzo, fuori di testa, malato. Ho puntato il dito contro di lui, ma come succede nei migliori mafia romance, alla fine ho cambiato idea. Quando il potere è tornato nelle mani di Yamile ho desiderato che potesse perdonarlo. Gli uomini sbagliano, Javier è fin troppo testardo e orgoglioso, ma il suo cuore è puro, esattamente come quello dell'unica donna di cui si sia mai innamorato. Nonostante gran parte del romanzo sia basata sull'azione e sulla suspense, le sfumature romance non mancano. L'amore che Yamile e Javier provano è un fuoco che impiega pochissimo a divampare. È presente in ogni sguardo, in ogni parola, in ogni tocco fugace che si scambiano. Le loro bocche gridano odio e vendetta, i loro cuori si tendono per sfiorarsi e tornare a battere. È tutto così violento e dark in superficie, quanto estremamente romantico in fondo. Basta saper guardare oltre l'apparenza, basta entrare in sintonia con loro per cogliere ogni sfumatura, anche la più sottile. Sono stata fortunata: sono riuscita a entrare nelle loro vite e nelle loro anime. Javier e Yamile mi hanno arricchita e svuotata, mi hanno irretita e conquistata. Sono stata preda del loro amore pericoloso, proibito e impossibile da combattere. Javier è l'agente che abbiamo già conosciuto. Le vicende accadute nel romanzo dedicato a lui non hanno cambiato di una virgola la sua tempra: è sempre duro, cocciuto, intraprendente. Crede fortemente nei suoi ideali, nonostante si sia innamorato della donna "sbagliata". Persegue gli stessi obiettivi di sempre, come se non fosse cambiato niente, quando invece è cambiato tutto. Tra le pagine si anima e prende vita, diventa a tutti gli effetti un uomo, con le sue debolezze e i suoi punti di forza. Mi sono accorta di aver amato follemente - più di quanto credevo - Javier non dopo aver terminato la lettura né mentre mi accingevo a scrivere la recensione. Me ne sono accorta dopo, nei mesi successivi, quando bastava un'immagine su Internet, un riferimento al romanzo beccato su Facebook per chiedermi come l'autrice avrebbe continuato la loro storia e quando avrei avuto il seguito tra le mani. Ogni cosa mi riportava a Yamile e Javier. Cattleya è, se possibile, un gradino più su. Un lavoro affinato, il seguito "bomba". La suspense, l'amore e il pericolo sono triplicati, proprio come le emozioni.
Ben ritrovati, amici. Oggi tocca a noi del Confine parlare del romanzo del momento, ossia “Cattleya” di Debora C. Tepes, uscito lo scorso 18 dicembre, che grazie all’autrice ho potuto leggere in anteprima. Pubblicato in self publishing, l’autrice ha raggiunto con il suo stile forte e impavido un pubblico tutto suo. Grazie al suo mafia-romance, ci ha fatto conoscere un paese complessa come la Colombia. Ma dove eravamo rimasti con l’ultimo capitolo di Javier? Ripercorriamo insieme le righe finali. Il nostro amato angente della DEA finalmente ha ritrovato la donna che ha cambiato la sua vita, la temeraria Yamile Solano. Dopo la sua missione sotto copertura e dopo essersi innamorato di lei, l’ha lasciata andare, annegando nei ricordi e nei rimorsi di ciò che ha fatto. Quando però la ritrova e sa che Yamile ha una bambina, Javier pensa di poter cominciare una nuova vita con la donna che ama e con sua figlia. Tutto questo prima che lui venga sparato davanti ai loro occhi da un sicario che fingeva di essere una guarda del corpo della donna. In “Cattleya”, Javier sembra essere più perplesso. Per quanto ami sua figlia e Yamile, non si perdonerebbe mai se le mettesse in pericolo. Così porta entrambe in un posto sicuro, strappandole dalla sorveglianza che le tiene sotto protezione e portandole dai suoi genitori. Dopo essersi assicurato della sicurezza della sua famiglia, Javier fugge via rintronando al suo lavoro, lasciando Yamile al suo destino. Peccato che lei non è affatto al sicuro, soprattutto Javier ha dimenticato che lei è una Solano, quindi la vendetta scorre nel suo sangue. Così dopo la prima minaccia per lei e la sua bambina, Yamile decide di affrontare tutto e tutti per metterla al sicuro e per vendicarsi dell’uomo che le ha abbandonate. Sarà una corsa contro il tempo. Un Reina che prenderà in mano il nuovo cartello di Medellin. Ci saranno amore e odio, che impregneranno le pagine di questo libro. Troveremo in questo nuovo capitolo un’evoluzione nel personaggio di Yamila. Non troveremo la piccola ragazza che era una volta. Ora troviamo una donna pronta a lottare con le unghie e con i denti per proteggere la sua bambina. Javier, invece, pur essendo un duro, riesce a mettere da parte il suo orgoglio da agente e il suo caratteraccio, per mostrare dei sentimenti che ci sono sempre stati in lui. Ci saranno nuovi personaggi e tanti giri in tante città. Lo stile della Tepes è molto forte e caratterizzante in questo libro. Ha creato un libro a prova di bomba, pronto a scoppiare in qualsisasi momento. Determinato, enigmatico, struggente, questo molto più è il romanzo. Il finale è degno della storia e in alcuni punti forse c’è qualche emozione di troppo, che ci tiene con il fiato sospeso. Vi consiglio di leggerlo e di conoscere la storia di queste due persone così diverse da loro, da essere quasi simili per alcuni aspetti. Buona lettura!
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Quattro stelle e mezzo. Partiamo da un presupposto: Javier, a mio avviso, aveva un finale perfetto come avevo già scritto nella sua recensione: cliffhanger o meno, ho adorato la storia e il coraggio dell’autrice di rendere un mafia romance, più mafia che romance e di voler rendere realistica la storia di due anime borderline. Però, comprendo anche il desiderio innato di chi crea personaggi di non lasciarli andare e di dar loro, in qualche modo, una soluzione più pacifica. La Tepes, in questo, è stata precisa e non ha usato scorciatoie. Più volte viene detto che le orchidee sono fiori fragili e delicati, ma Yamile proprio come l’orchidea ha solo un’apparenza fragile perché in verità è forte e decisa. Questa storia parte dal presupposto che non può esserci felicità, appagamento se prima non c’è vendetta e protagonista indiscusso del plot è proprio il senso di rivalsa della giovane figlia del boss. Yamile prenderà in mano le redini del potere trasformandosi in regina, prendendo il posto di una protagonista più che fragile, di una donna con in testa un piano preciso e deciso. L’amore prenderà un secondo piano davanti al suo progetto di vendicare il suo accaduto. Uno svolgersi dei fatti alternato da amore e odio per Javier, altalenando momenti di cattiveria a quelli di dolcezza per la piccola Camila. Proprio come era accaduto nel primo volume, anche nel secondo, Yamile è la protagonista assoluta, un burattinaio, a tratti inconsapevole del distino di molte persone compreso Javier. Javier che, dal canto suo, ha un nuovo peso da portare compresa la riconquista della donna che ama e che ha dovuto abbandonare, ma che continua a influire su tutti i suoi stati d’animo. Famiglia, amore, onore e lealtà: questi sono i condimenti di un mafia romance tra i migliori nel panorama italiano. Continua a leggere la recensione su: CrazyForRomance
Non posso dirvi o raccontarvi molto degli eventi che leggerete in questo volume perché rischio di farvi degli spoiler e rovinarvi la lettura, per cui cercherò di essere il più vaga possibile. Certamente il potervi parlare liberamente di ciò che accade e dei personaggi, mi renderebbe più facile trasmettervi le emozioni provate durante la lettura, ma ho scelto di mantenere questa linea neutrale per rispetto del lettore e di chi si cimenterà nella lettura. Ma adesso iniziamo. Abbiamo scoperto le mille sfumature di Javier e Yamile nel volume precedente della loro storia, dove è iniziata l’intensa quanto frenetica relazione tra i due, ma dimenticatevi tutto ciò che sapevamo su di loro e tenetevi pronti a leggere di due personaggi completamente diversi. La nostra dolce e delicata Cattleya infatti evolve completamente e si trasforma in una donna forte, spietata e combattiva: ha perso tanto, troppo fino ad oggi. Il sentirsi continuamente rifiutata da Javier e messa da parte al pari di un oggetto inutile, ha segnato il tempo che ha trascorso con lui ed anche se allora era accecata dalla passione e dall’amore, ora deve arrendersi di fronte all’evenienza. Porterà sempre con sé delle cicatrici profonde e incancellabili, ma è al tempo stesso decisa a rialzarsi e vendicarsi. Ebbene sì, ancora una volta è la vendetta il filo conduttore che pare muovere le azioni dei personaggi, ma questo è solo ciò che accade in superficie perché sappiamo che in realtà nel profondo vi sono significati ben diversi. L’amore è sempre il motore di tutto e quando questo non c’è viene sostituito dalla rabbia e dal dolore. Yamile è pronta a prendere il posto che le spetta e proprio per questo conosceremo una donna oggi diversa: matura, impetuosa, forte ma capace di dolcezza e tenerezza solo verso chi vuole. La Reina è pronta a mettere il mondo ai suoi piedi e lentamente medita la sua vendetta, perché una Solano non lascia impunito chi la umilia nel modo in cui ha fatto l’unico uomo che abbia mai amato, Javier.
“Vorrei voltarmi e saltargli addosso, farmi possedere, sentire le sue mani e la sua bocca ovunque, raggiungere l’orgasmo mentre mi stringe il collo o mentre si muove brutale dentro di me. Ma non lo faccio, non voglio dargli questa soddisfazione, ha approfittato di me e del mio dannato amore troppe volte. Adesso basta.”
Nel corso di questo romanzo non c’è tempo di prendere un attimo di respiro perché gli eventi si susseguono uno dopo l’altro, veloci e travolgenti come non mai: c’è azione, suspense, dolcezza, mistero, passione, dolore e amore tutti insieme miscelati in un mix perfetto. La mancanza di quell’amore passionale ma anche a volte dolce che era nato tra Yamile e Javier si fa sentire delle volte, ma al tempo stesso è stato interessante cimentarsi in questa lettura perché mi è sembrato quasi di trovarmi di fronte a due personaggi completamente nuovi e diversi, che dovevano essere scoperti e conosciuti da capo e gradualmente, e sebbene credevo di aver capito già tutto di loro sono riusciti a sorprendermi di volta in volta, nuovamente. La costante sfida tra i due è senza fine: in passato così come nel presente e nel futuro il loro non sarà mai un amore consueto, non avranno una vita semplice né normale ma il loro amore è speciale proprio così come è, tra alti e bassi, tra lotte e rappacificazioni, tra addii e ritrovi, tra dolori e ferite strazianti c’è sempre quell’amore forte che tentano di combattere, per il bene e la salvezza dell’altro e solo leggendo capirete perché. Eppure è così ingiusto che un amore forte e vero come il loro proprio perché diverso dalla normalità, non faccia altro che ferirli, allontanarli e distruggerli. Ogni volta Javier e Yamile, si trovano in ginocchio di fronte alla crudeltà della vita e degli uomini, alla certezza di quanto la potenza dei sentimenti, anche quelli più oscuri e deleteri, riesca a smuovere mari e monti e a cambiare le persone. Cosa ne sarà del loro amore alla fine di questo romanzo?!
“Solo lei ha tradito la famiglia per me, solo lei ha avuto il coraggio di farlo, perché spinta da un amore irrazionale e assoluto nei miei confronti. Solo adesso sto prendendo consapevolezza di quanto sia stato difficile compiere un gesto simile: tradire il sangue del suo sangue, mandare in carcere suo padre, preferire me alla persona che l’ha messa al mondo. E io non ho fatto altro che demolire la sua anima ancora una volta. Lei voleva solo me, lei voleva solo una famiglia e io gliel’ho negato brutalmente. La cosa peggiore è che non so come rimediare al dolore che le ho inflitto.”
Di nuovo, Javier e Yamile si presentano al lettore con le loro debolezze e fragilità, con le loro imperfezioni e le loro paure ma anche con la forza e l’impeto dei loro sentimenti. Ogni evento, ogni gesto, ogni pensiero ed emozione ha un significato in questa storia, certo a volte potremmo non condividere le scelte e le azioni dei protagonisti ma sono anche i momenti sbagliati, insieme a quelli giusti, a portarli lì dove arrivano e maturano in questo romanzo; ed è tutto perfetto così come è. L’intensità del romanzo colpisce fin dalla prima pagina ed è immediatamente capace di trasportare nuovamente il lettore in quel mondo che ha imparato a conoscere in ‘Javier’ e che ora ritrova più spietato che mai. Ancora una volta la scrittura dell’autrice è accattivante ed intensa, diretta e senza filtri: Debora non ha paura di osare, di creare personaggi estremi ed imperfetti, di superare i limiti e di far viaggiare il lettore su una montagna russa di emozioni dove queste si alternano con velocità ed irruenza. Non sono riuscita a staccarmi dalle pagine del romanzo fino a che non l’ho finito, ed anche dopo non potevo fare a meno di ripercorrere tutto ciò che avevo appena letto e che ancora continuava a vorticare senza sosta nella mia testa. Ebbene sì, è questo l’effetto che fa la lettura di romanzi come questo ed ora non mi resta che dire..’A quando il prossimo?!’.
“Nero contro verde. Oscurità contro abisso.” Ed è esattamente così che ci si sente leggendo Cattleya. Ci si sente soli, spezzati, fragili, ma poi improvvisamente forti. È un viaggio doloroso, crudo e tagliente. Questo romanzo ferisce, proprio come un coltello che affonda più volte nelle carni. Questo romanzo è un proiettile che spietato arriva alla meta. È dolore, negazione, sofferenza, malinconia ed erotismo. Ancora una volta Debora C. Tepes è pronta a stupire i lettori e a portali via con sé attraverso gli occhi verdi di una donna disperata, pronta a fare di tutto per combattere, per affermarsi. È una Yamile diversa quella che ritroviamo in questo libro. È una Yamile ferita più volte, una Yamile devastata dagli eventi, pronta a prendere il controllo del suo cuore e della sua anima, dimenticando perfino se stessa. Ma l’anima non può essere messa da parte. I sentimenti sono pronti a illuminare anche un cuore freddo e buio, un cuore che ha dimenticato cosa significhi essere riscaldato dalla luce. Attraversiamo le tenebre con Yamile. La vediamo arrabbiata, distrutta e allo stesso tempo coraggiosa. Ritroviamo i suoi occhi pieni di malinconia quando cavalca il suo cavallo, riscopriamo la sua dolcezza nell’istante in cui le sue iridi più profonde degli oceani si posano in quelle della sua bambina. No, Yamile non è una madre come tutte le altre, ma è una madre e, in quanto tale, farà di tutto per proteggere sua figlia. Quella che Debora C. Tepes ha deciso di raccontare non è una storia semplice. È una storia fatta di strade scoscese, di buche, di fango. È una storia in cui una donna dimentica parte della sua umanità per poi ritrovarla. È la storia di un uomo in pericolo disposto a tutto per trarre in salvo le sue piccole orchidee. È una storia intensa, travolgente. Una storia in cui il lettore viene trascinato, così rapidamente nel vortice delle parole, da non accorgersi di essere arrivato alla fine. Ed è anche una storia d’amore. Amore non convenzionale. Amore macchiato dalle ombre di un passato e da un presente terrificante. Amore impregnato di sangue, di dolore, di sofferenza. È la storia d’amore di due cuori corrotti e disperati. Due cuori frastagliati dalle crepe, crepe che all’inizio si dilateranno sempre di più, fino a convincere i protagonisti di poter spezzare parte delle loro anime. Ma questo non è possibile. Perché, è vero, i cuori rotti non possono essere aggiustati, ma in quelle crepe può entrare ancora tanta, tantissima luce. L’autrice ancora una volta si supera. Con una penna abile, cruda, rapida e intensa trasporta i suoi lettori in un viaggio fatto di rimpianti, di azione, di sangue, di sofferenza. Non tutti gli scrittori posseggono questa dote: quella di raccontare storie terribili, dove i personaggi perdono parte del proprio cuore, congelano i sentimenti: la propria umanità. Diventano scorretti, arrabbiati, feroci più di un leone in gabbia, ma allo stesso tempo permettono al lettore di affezionarsi a loro. Di proseguire tra le pagine e di sperare in un lieto fine lontano dagli spari, dai sogni distrutti, dalle strade scivolose e ricoperte di fango. Un romanzo che non intrattiene il lettore, ma lo trascina in un percorso difficile, complesso, talvolta anche troppo per essere compreso, ma la penna abile e la prosa impeccabile di Debora permettono di apprezzare quel coraggio nel raccontare un mondo, lontano anni luce dai nostri occhi. Un mondo spaventoso, un mondo terrificante. Un secondo libro fatto di dolore, dove ogni parola ferisce. Un secondo libro in cui Yamile farà conoscere le sue crepe, il suo disagio, il suo tormento. Un romanzo in cui un uomo e una donna si faranno la guerra, ma due cuori che si amano possono provare ad attaccarsi, a ferirsi, a combattere, però l’amore, quel sentimento che illumina anche i cuori rotti, non può starsene lì in silenzio, ma nell’angolo più buio del sottosuolo dell’anima inizierà a gridare, a gridare forte, fino a essere ascoltato. 5 meritatissime stelle per un libro complesso e intenso. Per una storia attraverso la quale Debora C. Tepes afferma nuovamente la sua versatilità, la fluidità della sua penna e il suo coraggio. Leggetelo, non ve ne pentirete.
Recensione di Karmen – Cattleya di Debora C. Tepes Self Publishing pubblicato il 18 dicembre 2018.
Dopo più di sei mesi dall’uscita di Javier torna Debora C.Tepes con il secondo ed ultimo capitolo della duologia dedicata alla coppia più esplosiva della Colombia.
Trattandosi del secondo capitolo è consigliato leggere prima Javier onde evitare spiacevoli spoiler.
Per tutte le altre lettrici… non vi resta che proseguire nella lettura della recensione.
Pronte a tornare nelle vite di Javier e della sua Cattleya?
Tutto ricomincia da dove li avevamo lasciati, quando Javier, dopo un anno di separazione, trova la sua orchidea a Maui diventata madre della sua bambina e viene colpito da un proiettile sparato da uno degli uomini di Riccardo Solano, il fratello maggiore di Yamile.
Vivi, Javier.
Combatti.
Sei più forte della morte.
Io e Camila non ti abbandoneremo, siamo qui per te.
Nonostante la distanza ravvicinata e un polmone perforato non sembra ancora essere giunta l’ora dell’uomo e solo dopo pochi giorni è pronto a tornare dalla donna che ama e dalla loro piccola Camila.
Maui non è più sicura per loro, sono pronti all’ennesima fuga per costruire il loro futuro insieme ma, una volta arrivati a Los Angeles, Javier non è più convinto della decisione presa, sulla sua testa pende una taglia e lui non può mettere in pericolo la vita delle donne che ama.
L’unica soluzione possibile sembra quella di separarsi ma quale sarà il prezzo da pagare per tale decisione?
«Se te ne andrai, giuro sulla morte di Santiago che non ci rivedrai mai più. Mai più, Javier. E te la farò pagare amaramente!».
«Non minacciarmi, Yamile. Non provarci neanche».
«E tu non mettermi nella condizione di farlo» replico a denti stretti.
Ignorando i sentimenti di Yamile, Javier la lascia di nuovo sola, vulnerabile e con il cuore distrutto dal dolore e questo, può alimentare solo ed esclusivamente una cosa in una donna abbandonata: la VENDETTA.
La fragile piccola orchidea non c’è più, è morta, distrutta, spezzata ed al suo posto, come una fenice, risorge dalle sue stesse ceneri Yamile Solano, la Reina del cartello di Medellin.
Voglio solo che Javier patisca le pene dell’inferno, voglio vederlo piegato in due dallo strazio, e infine voglio che strisci da me implorando il suo perdono. E a quel punto, gli infliggerò il colpo mortale.
Ancora una volta Debora C. Tepes con il suo stile fluido e scorrevole, è stata in grado di condurci in un mondo oscuro fatto di dolore, sangue e violenza solo che questa volta ad infliggerlo sarà la dolce e delicata orchidea, una leonessa assetata di potere e risentimento.
Come per Javier, Cattleya è diviso in parti ben distinte dove in ognuna di essa viene raccontata la storia del punto di vista di uno dei due protagonisti per poi unirsi nell’atto finale.
Cattleya è un romanzo crudo, surreale, sconvolgente che con le sue descrizioni minuziose e dettagliate conduce il lettore in quei luoghi dimenticati da Dio dove la criminalità organizzata si mischia alla natura incontaminata.
Attraverso le parole di Yamile e Javier vivremo insieme a loro anche la più impercettibile sensazione, testimoni silenti delle loro trasformazioni prima quella di Yamile ed in seguito quella di Javier in un mix di avvenimenti al cardiopalma.
Come per il precedente capitolo ho adorato ogni piccola sfumatura di questi due personaggi che per la seconda volta mi hanno fatto soffrire, disperare e ovviamente amare.
Brava Debora!!!
Ogni luogo, ogni dialogo, ogni personaggio ha contribuito a creare una trama intricata pregna di dolore, potere, passione, sofferenza e morte.
Maui, Los Angeles, Panama, Medellin e poi zio Rodrigo, il signor Romero e l’Angelo della Morte David sono gli elementi in più capaci di creare una storia già appassionante ancora più irresistibile.
Ed ora non ci resta che attendere la prossima storia e chissà chi sarà il protagonista.
Cattleya è il seguito del romanzo “Javier” e, chi lo ha letto, sa che ha un finale aperto inizialmente indicato come autoconclusivo. Ma Debora C. Tepes ha sentito il bisogno di scrivere un continuo, perché quando i protagonisti parlano e ti ispirano, c’è poco da fare: bisogna assecondarli e permettere alla loro storia di essere conosciuta dai lettori che li hanno amati. Per questo fate attenzione: la recensione contiene molti spoiler che riguardano entrambi i romanzi.
Ricordiamo che Cattleya è il soprannome di Yamile Solano, la figlia del più potente narcotrafficante di Medellín che si ritrova in prigione grazie alla DEA e la stessa Yamile che ha collaborato con loro.
Il romanzo inizia così com’è terminato Javier: con ansia, disperazione e terrore per la vita del protagonista, ferito da un agente corrotto dal fratello di Yamile, che cerca vendetta.
Quest’uomo si spacciava per un agente che proteggeva Yamile, che si ritrova nel programma protezione testimoni insieme alla sua bambina, concepita con Javier.
Ci sarà una corsa in ospedale, una fuga per cercare di mettersi al sicuro, lontano da persone che vogliono la testa di Javier, lontano da tutti i problemi. Problemi che, però, si trovano sempre dietro l’angolo e ci aspettano per coglierci di sorpresa.
Yamile e Javier non avranno tempo per stare insieme, non avranno tempo per continuare ad amarsi e vivere come una famiglia felice. La storia avrà davvero inizio quando Javier abbandonerà le sue due donne e Yamile coverà rabbia e rancore nei suoi riguardi. Così tanto che prenderà in mano la sua vita e diventerà quello che era destinata a diventare fin dall’inizio: la Reina di Medellín.
Lotterà contro se stessa e le sue debolezze, contro l’amore e la dolcezza che prova per Javier. Lotterà contro gli uomini che vedono le donne solo come dei giocattolini da usare a loro piacimento, e si prenderà la sua vendetta contro i suoi nemici. Yamile diventerà forte e crescerà.
Anche Javier si dimostrerà diverso da quello che conosciamo: mostrerà non solo la sua forza, ma anche la debolezza, la paura di perdere le persone che desidera e ama, la paura di non farcela e aver rovinato ogni cosa. L’uomo cinico cede il passo all’uomo che ama con tutto se stesso e che cerca di proteggere a modo suo. Un modo che, molto spesso, non è così giusto come crede.
In questo libro i protagonisti dovranno affrontare molte battaglie personali che, alla fine, li faranno ritrovare faccia a faccia, in una resa dei conti tra mente e cuore.
Chi avrà la meglio? La vendetta o l’amore?
Ammetto che l’inizio di Cattleya prometteva scintille e, per gusto personale, magari anche per un continuo che io non sentivo di dover avere perché ho amato la ventata di novità che mi ha regalato la fine di Javier, trovo che il romanzo si sviluppi troppo velocemente, con avvenimenti che si risolvono con semplicità, che non mi hanno permesso di sentirmi completamente parte della storia, e che spesso non mi hanno nemmeno permesso di comprendere le azioni dei due protagonisti. Ho sentito costantemente un “qualcosa” che mancava rispetto al primo romanzo. Forse per la pochissima interazione che c’è tra i due protagonisti, forse perché avrei voluto scuotere Yamile e farle aprire gli occhi, così come avrei voluto fare con Javier. Dopo tutto quello che hanno vissuto insieme, credevo che non si lasciassero ingannare dalle apparenze e credessero nel loro amore.
Nonostante questo, arrivata alla fine ho comunque tirato un sospiro di sollievo, perché capiteranno cose che, chi ha amato Javier e Yamile, desidera ardentemente leggere, e la scrittura di Debora è sempre molto scorrevole e, in alcuni punti molto importanti, d’impatto.
Adesso non ci resta che aspettare la storia di qualche altro personaggio che abbiamo conosciuto in questi due romanzi. Siete pronti?
Io ne aspetto uno in particolare che potrebbe davvero sorprendermi.
In questo libro come già è chiaro dalla copertina la protagonista indiscussa sarà Yamile Solano protagonista femminile del primo libro “Javier” ( Recensione qui ), ero partita un po’ scettica lo devo ammettere, avendo conosciuto il suo ruolo un po’ da sottomessa e donna fin troppo fragile se messa al confronto con il mondo in cui viveva e lo stesso protagonista Javier che era il suo esatto opposto, non sapevo davvero cosa aspettarmi. Beh l’autrice mi ha sorpreso e mi ha davvero conquistata! Yamile è cambiata, è più matura, più sicura di sé e la penna dell’autrice te la mostra al 100% denudandola completamente nel suo lato interiore. Se devo essere sincera questo libro l’ho apprezzato tantissimo e molto di più del primo, forse perché mi è stato più facile comprendere e allearmi con Yamile in quanto donna. Come nel primo l’autrice è bravissima nel farti immergere nei luoghi e soprattutto nel mondo dei Narcos, dandoti la possibilità di liberare l’immaginazione trasportandoti accanto ai suoi personaggi. Ogni cosa vive e ti si presenta quasi reale davanti agli occhi, questo grazie ai particolari e alle descrizioni che caratterizzano la storia. L’autrice resta fedele a se stessa, non cambia o non trasforma i suoi personaggi rendendoli più umani, ma è come se riuscisse a farteli comprendere e di conseguenza a farteli accettare così come sono, senza se e senza ma. La sua scrittura è indubbiamente maturata, l’ho trovata più intensa e intrigante, brava nelle scene cruente quanto in quelle un po’ più hot, in entrambi i casi riesce a trasmetterti ogni brivido, che sia di paura, di attesa o semplicemente passione. Quindi voto più che ottimo per Cattleya, e complimenti all’autrice.
DELUSIONE! e l'unica parola che mi viene per descrivere questo libro. Speravo che la continuazione fosse fatto di amore tra i due....e invece cosa mi tocca leggere? Lui che ancora una volta non sceglie lei, lei che scappa , poi mi tocca leggere come loro due vano con altri!!! NO NO NO NO e ancora No!!!!!! Speravo che lui vivesse ,speravo che ricostruiscono il loro rapporto , vivendo molti momenti sereni, ok un pò di drama, ma sarebbe stato bello se lo facevano insieme!!! Invece cosa mi tocca leggere???? Sono insieme letteralmente solo il primo 10 % e poi al 99% quando ancora una volta lei sta via da lui per un altro anno!! Che cavolo di storia è? Stanno piu separati che insieme. DELUSA . E non credo che leggerò altri libri di questa autrice, purtroppo . 😐😐😐😥
Non sapevo cosa aspettarmi da questo romanzo perché avevo il timore di trovarmi davanti una storia forzata, scritta solo per dare il lieto fine ai protagonisti ma, per fortuna, la storia di Cattleya mi ha sorpresa. La trasformazione di Yamile da piccola orchidea a Reina del cartello mi ha un po' destabilizzata: la dolce ragazza ha tirato fuori gli artigli e gli attributi per difendere sé stessa, sua figlia e, soprattutto, per avere la sua vendetta contro chi l'ha ferita e le ha causato tanto dolore. Una storia ricca di suspense, dove la violenza la fa da padrona, con una trama avvincente che sa coinvolgere il lettore.
Non c’è nulla da fare lo stile di Debora è incredibile non smette mai di stupirmi e di meravigliarmi. Ma penso che come me ne sia accorta io anche lei se ne sarà resa conto che questi due avevano altro da raccontare. Ho divorato pagine su pagine, non riuscivo a smettere di leggere, smossa dalla smania di sapere il perché. Non è un romanzo adatto alle persone che si scandalizzano con poco, questo va detto ma io l’ho amaro alla follia. Non c’è santo che tenga, ogni romanzo di Debora arriva dritto al cuore del lettore, facendolo innamorare dei personaggi e soffrire con loro, questa è una delle abilità che più amo nelle storie che leggo, la capacità di alcuni autori e autrici di riuscire a farmi immedesimare nei personaggi o nella storia e provare le sensazioni sulla mia pelle. Vorrei stare qui a parlarvi di loro due e a fare i complimenti a Debora a lungo ma alla fine rischierei di dire qualcosa che dovrete leggere, quindi preferisco fermarmi qui e di dare una chance a questa autrice e alle sue storie se ancora non la conoscete, se invece siete lettori affezionati acquistatelo ad occhi chiusi.
Ciao a tutti! Oggi vi parlo dell'attesissimo seguito del romanzo Javier: Cattleya di Debora C. Tepes. Il primo volume ci aveva lasciato in sospeso con dei colpi di scena. Finalmente possiamo riprendere in mano la storia dei nostri protagonisti e scoprire se Javier è sempre vivo oppure no. E vi posso dire che... non saprete nulla dalla sottoscritta, non posso rispondere a questa domanda! L'amore tra Javier e Yamile è sempre stato difficile. Lui, un uomo forte, testardo, crudele agente della DEA. Lei, una bellissima e delicata orchidea, figlia del più importante narcotrafficante, Solano. Un amore quasi impossibile fin dalla nascita. Ma quando il sentimento è più forte di tutto si è disposti a qualsiasi cosa pur di viverlo fino in fondo. E per questo motivo la nostra Orchidea decide di tradire la sua stessa famiglia, per poter vivere il suo amore con Javier. Ma proprio quell'uomo le abbandonerà, sia lei che la loro bambina. Nonostante il dolore, però, nonostante la lontananza da casa, Yamile si rialzerà più forte di prima.
Da quando il cuore della nostra protagonista è stato spezzato, calpestato e abbandonato, decide di volersi vendicare di tutti coloro che le hanno fatto del male, che le hanno rovinato la vita. Per poter sopravvivere e tenere al sicuro la sua adorata bambina, decide di rialzare l'impero della famiglia Solano. Non sarà facile. Non sarà semplice trovare collaboratori che le siano fedeli, sicari pronti a morire per lei... Ma la sua forza e determinazione la porteranno a essere una donna da temere e rispettare... e forse anche da amare. Potrà mai un altro uomo, con gli occhi color ghiaccio e un viso da angelo, prendere il posto del suo grande e unico vero amore?
La scrittura di Debora mi piace molto: è fluida, chiara e cattura il lettore. Ma, nonostante la storia sia accattivante e particolare, non ha suscitato in me le stesse emozioni e la stessa voglia di leggere velocemente il libro come mi è accaduto con il primo romanzo. Voglio comunque complimentarmi con l'autrice per aver creato una storia diversa, che mostra la forza, la determinazione ma anche le debolezze di una donna, di una madre e di un'amante.
Una piccola premessa. Questo romanzo fa parte della dilogia mafia Romance iniziata con il primo capitolo intitolato Javier. Se non avete letto il romanzo numero 1, vi sconsigliamo di andare avanti a leggere questa recensione.
CONTIENE SPOILER SU JAVIER!
Sistemata la questione... Come li avevamo lasciati? Yamile, dopo aver tradito la sua famiglia e collaborato con i federali, si trova su un'isola delle Hawaii, sotto copertura grazie al Programma testimoni. Javier, che sembrava sparito nel nulla, dopo un anno torna a cercarla e scopre di essere diventato padre a sua insaputa. È tornato per restare, per dare finalmente alla donna di cui è innamorato il lieto fine che merita, ma un sicario inviato dal fratello di Yamile, Ricardo, spara a Javier.
La nostra vita non sarà mai facile, sarà continuamente dettata dal pericolo, dai proiettili e dal sangue.
È da qui che comincia il romanzo sulla nostra piccola orchidea, colei che da dolce donna contraria allo stile di vita cui è stata abituata dal padre, a capo di un cartello colombiano, si ritrova a fare i conti con un sentimento quasi più potente dell'amore: la vendetta. Yamile non è del tutto lontana dalla violenza, gli uomini di suo padre non hanno mai avuto remore ad usarla davanti ai suoi occhi, e anche se lei è sempre stata contraria, una piccola parte di sé da sempre prova anche una strana curiosità nel potere che uomini come suo padre hanno sulle persone.
Per questo Yamile si butta in questa nuova impresa e, forte della sua sete di vendetta, decide di iniziare la sua nuova vita all'insegna del pericolo e dell'incertezza. Yamile, però, adesso ha anche qualcun altro a cui rendere conto: la sua bambina, Camila, che ogni giorno le ricorda il vero motivo per cui la sua guerra ha avuto inizio. In tutta la prima fase del romanzo vediamo Yamile rivestire il ruolo di Regina di Medellin, e cercare allo stesso tempo di conservare la parte più umana di sé, per poter guardare negli occhi sua figlia. Ma la donna che ha cercato di non diventare per tutta la vita sembra ottenere rispetto e fiducia da parte dei sicari assoldati per la riconquista delle strade colombiane. E il potere è una droga potente.
E mentre bevo lo champagne comodamente seduta a bordo piscina, sento il potere scorrermi nel sangue come oro liquido e l'adrenalina scoppia in ogni terminazione nervosa. Solo adesso capisco come si sentisse il grande Don Julio Solano, el patrón di Medellín. Solo adesso mi sento esattamente come mio padre. Invincibile.
Fra i nuovi personaggi che gravitano intorno alla Reina di Medellin, uno in particolare ha catturato il mio interesse: David Cordoba, la guardia del corpo che lo zio di Yamile ha assunto per tenerla al sicuro. Nella seconda parte del romanzo troviamo una donna molto diversa rispetto a quella che conoscevamo, divisa a metà fra il dolore e la delusione della perdita del suo primo amore e il desiderio di rivalsa, di mettersi alla prova anche dal punto di vista sentimentale. La parte centrale è quella che ho preferito, anche perché, lo ammetto, per un po' l'autrice è stata molto brava a farmi credere di essere nel team David! Le scene di sesso non sono buttate lì in mezzo tanto per renderlo passionale, è sempre la voce interiore di Yamile a scandire il ritmo.
Rispetto al precedente, nel quale il nucleo di tutta la storia erano l'ambientazione e lo stile di vita della famiglia Solano, in questo secondo capitolo, al centro della scena è evidente che ci sia una donna con tutte le sue incertezze e le sue prese di coscienza. Yamile non è poi diversa da qualunque altra donna innamorata ma combattuta, ed è questo il bello, che davanti all'amore siamo tutti uguali, sia che abbiamo in mano una pistola oppure no. Riconfermo i miei complimenti per la cura del testo, che non è da sottovalutare visto quello che si trova in giro ultimamente, e per la chiusura di questa storia travagliata, che lascia un piccolo messaggio di speranza anche dove la speranza sembra non esserci.
《Cosa stiamo facendo, Javier?》 gli chiedo, guardandolo dritto negli occhi. Lui non mi delude, al contrario, ricorda perfettamente quel momento. 《Stiamo esistendo insieme.》
Ho aspettato molto per questo secondo volume della Tepes. Quando finii di leggere Javier mesi fa, rimasi senza fiato, il cuore il gola per un finale aperto incredibile. L'autrice ritorna con questo libro intenso e forte raccontandoci della vita spietata di narcotrafficanti e sicari. Solo che a differenza del primo, stavolta la reina è Yamile, Cattleya ... ... Le emozioni che ho provato me lo hanno fatto amare, anche quando ero contrariata e arrabbiata, perché alla fine di tutto è così che doveva andare. 5 meritate piume anche per questo volume. Per i colpi di scena e per questa nuova donna diventata incredibilmente forte. Mi ha fatto vivere di adrenalina, di palpitazioni e scene epiche. Se vi è piaciuto Javier sono certa che anche Cattleya vi stupirà ... Per leggere la recensione completa basta cliccare il LINK: https://leggimangiaviaggia.blogspot.c...