La politica dell'Unione era di lasciar sviluppare tutte le culture nazionali, mentre l'economia si sviluppava in direzione del socialismo. Ma 85 piccole nazionalità non avevano neppure un alfabeto, per non parlare dei libri. Il linguaggio di questi popoli fu elaborato da scienziati, e a Mosca si cominciò a stampare libri in cento lingue, finché la produzione libraria dell'Urss, alla fine del primo piano quinquennale, superò il numero dei libri stampati in Francia, Germania e Inghilterra prese insieme. Ma i libri non furono che una delle forze rinnovatrici: assieme ad essi ci furono le nuove leggi, la scienza, l'arte."
[... ] La cosa più bella che c'è nella vita - disse - è il lavoro. No, non il lavoro semplicemente: la creazione! Proprio in questo tempo, in cui noi viviamo, c'è una possibilità di creare, senza confini e senza limiti.