Se sognare è un’attività universale, diverse sono le interpretazioni e il modo di vivere quella metà della vita che passiamo addormentati. Sognare in pianura è diverso che sognare in cima a una montagna, sognare durante una guerra è diverso che sognare in tempo di pace. Questo libro esplora l’intimo dialogo tra il giorno e la notte, tra la veglia e il sonno, e la continuità che lega i due mondi di cui l’essere umano è cittadino. I sogni che vengono fatti sulle Ande Peruviane diventano una porta per visitare altri luoghi, un punto di vista per avvicinarsi alla vita delle persone, delle società e agli eventi storici che lasciano le loro indelebili tracce anche nella notte.
Libro davvero interessante; ci porta a scoprire parte della cultura dei campesinos peruviani in modo semplice, ma efficace. Riesce a far comprendere come il mondo onirico dei campesinos sia strettamente collegato alla loro storia (fatta molto spesso di violenza).