Ho dato più di una chance a questo libro regalatomi all’inizio della gravidanza. L’ho iniziato durante il primo trimestre e le prime pagine mi sono risultate già molto intense tant’è che ad un certo punto ho deciso di accantonarlo e riprenderlo in un momento più avanzato della gravidanza. Ripreso a metà del secondo trimestre ho continuato a trovare davvero eccessivo il tono dì questo libro: invece di tranquillizzare rispetto all’evento parto e alla maternità, mi ha provocato molta ansia. Anche dopo questo momento di lettura mi sono riservata di dare un’altra possibilità ritenendo mia responsabilità questa difficoltà nel proseguire la lettura (magari perché non ancora focalizzata sul parto). Ora, nell’ultimo periodo del mio terzo trimestre (più pronta e abituata ad affrontare questo tema), ho ancora una volta ripreso il libro per procedere nella lettura ma, purtroppo, nonostante sia consapevole che l’autrice voglia portare a vivere in modo positivo il parto naturale, questa lettura ha continuato a lasciarmi molto perplessa per il tono, esempi, termini e regressioni utilizzate. Credo che nel cercare di rendere un’immagine positiva si sia finiti per esagerare enfatizzando certi temi. Ho trovato queste enfasi delle note un po’ stonate se associate ad un tema così bello e importante. Per quanto abbia voluto dare a questa lettura più chances, non riesco proprio a terminarlo. Ho amiche che l’hanno trovato prezioso e molto illuminante quindi, senza nulla togliere al libro, credo semplicemente che non sia nelle mie corde.
Non mi è piaciuto, so che per molte é considerato la Bibbia, non metto in dubbio che possa essere una valida lettura ma semplicemente non fa per me. Non sono nemmeno riuscita a finirlo in quanto leggendolo mi sentivo a disagio, la mia gravidanza è frutto di una PMA e alcuni passaggi del libro (anche se sicuramente non era l’intento dell’autrice) mi hanno fatta sentire rotta e sbagliata. Inoltre non mi é piaciuto per niente il fatto che viene usata la parola “malati” in riferimento a bambini e mamme che hanno dovuto ricorrere ad un parto cesareo o ad altre procedure medicalizzate durante la nascita. L’ho trovato poco rispettoso.
Proposto durante il corso preparto, è stato il libro giusto al momento giusto. Su alcuni aspetti mi sono trovata pienamente d'accordo, su altri un po' meno, ma questo non ne toglie valore. Anzi, ci ha aiutati – a me e al mio compagno – a chiarire meglio le nostre opinioni, offrendoci spunti di confronto e momenti di crescita per affrontare con maggiore consapevolezza l'inizio di questa avventura.
Non il solito libro sull'attesa incentrato sul bambino ma che mette in luce l'evoluzione che si trova ad affrontare una donna. Passaggi per me illuminanti scritti con efficace semplicità.
Sono grata a questa lettura che mi ha rivelato con le parole cose che già custodivo nel profondo, in luoghi di me che tengo ben nascosti. Un libro incredibile, da consigliare a tutte le donne che si avviano a vivere l'avventura della gravidanza e del dare alla luce.
Un testo new age, pieno di stereotipi vecchiotti sul mascolino e sul femminino… di cliché e stucchevolmente misticheggiante. la parte più puntuale è quella riferita all’affrontare il parto, nel senso che forse può aiutare.