Un noir introspettivo, una raccolta di confessioni scomode, sfuggite dalle labbra degli avventori di un bar che sembra il vestibolo del purgatorio, dove le persone capitano per caso, o forse richiamate dalla voce della loro coscienza, intrappolata in un frammento di vita vissuta. Peccato che sia diviso in due parti, perché alla chiusura si rimane sospesi sul più bello, quando ancora buona parte degli avventori deve dar voce ai proprio peccati.
Devo dire che quando mi sono avventurata dentro l'End of the road, non immaginavo di leggere un romanzo così cupo e affascinante, dove i peccati e i vizi dei personaggi ti tengono avvinto alle pagine in attesa di conoscerne il destino. L'atmosfera ti avvolge immediatamente, la sensazione di essere in un luogo sinistro e dannato ti mette addosso una certa insofferenza, come se da un momento all'altro dovesse succedere qualcosa di truce. Complice di questa sensazione è l'atteggiamento di Penny la barista, che sembra uscita da un thriller psicologico: si muove e parla in modo inquietante dando al lettore la sensazione che all'improvviso da dietro il bancone tiri fuori un'ascia. Invece durante la serata, prepara da bere e serve più giri per sciogliere la lingua dei suoi ospiti e spingerli a dare voce ai loro più reconditi pensieri e raccontarsi senza filtri.
Le loro storie sono ben articolate, raccontante con dovizia di particolari e con un ritmo che non ti permette di abbassare la guardia, perchè confessione dopo confessione, il lettore comincia a trovare delle connessioni che sicuramente andranno a creare un finale inaspettato. Peccato il romanzo chiuda sul più bello, quando solo la metà degli avventori ha raccontato i suoi segreti. Dovrò aspettare la seconda parte per capire come determinati particolari, lasciati ad hoc lungo la narrazione, andranno a comporre il finale.
Le storie fin qui "ascoltate" sono davvero tormentate, sofferte, capaci di ammaliare il lettore in un crescendo di intensità e pathos e tessendo una trama che alla fine della serata certamente avrà un epilogo spiazzante. Attendo davvero curiosa il seguito, non solo per conoscere il passato e i peccati dei restanti personaggi, soprattutto per capire il ruolo della barista e il suo legame con "le carte in gioco".
Bravo Daniele Batella, hai saputo scavare nelle debolezze umane e creare quell'atmosfera da film decadente che attira il lettore come insetto nella ragnatela. Mi aspetto una prosecuzione di serata davvero da brivido.