Una raccolta di racconti slegati tra loro, ognuno con una propria ambientazione e specifiche caratteristiche. A volte, non una buona premessa. Spesso nei racconti, essendo brevi, noto che c’è la tentazione di fare poco, magari il minimo indispensabile, o comunque di sviluppare certe parti della storia e trascurarne altre (cosa in realtà accettabile, eh), specie l’ambientazione. Ecco, non qua. Li ho trovati molto elaborati. Qua c’è tutto ed è ben studiato. Lo stesso genere delle storie, che potremmo definire fantasy, anche se vira a volte verso il fantascientifico, soprattutto negli ultimi racconti, copre uno spettro molto ampio di tipologie narrative: ci sono racconti d’avventura, storie più urban fantasy o distopiche, altre a tema puramente mitologico, altre inquietanti con sfumature horror, altre quasi comiche. È davvero difficile non trovare qualcosa che si adatti ai propri gusti.
Spendo giusto due parole sulle autrici e i loro racconti:
Axa Lydia Vallotto: quando ho letto D’Oro e di Porpora ne ho avuto un’ottima impressione: una storia elaborata, intricata e ben pianificata, e questo basterebbe già, però l’inquietante colpo di scena finale l’ha elevata subito tra le mie storie preferite. Decisamente inaspettato. De Il Canto del Cacciatore l’unico difetto è il finale aperto, davvero una storia che varrebbe la pena sviluppare, che lascia molti spunti disponibili; come anche La Vetta più Alta, che presenta un mondo alternativo dallo spiccato sviluppo verticale, affascinante e originale. L’Ultima Lezione è una storia di vendetta, forse fin troppo ambiziosa per il poco spazio disponibile. Più spiccatamente sci-fi abbiamo Danzare nel Vuoto, una storia fantascientifica di trame e inganni politici, mentre con L’Orizzonte degli Eventi si tratteggia in maniera ambiziosa un futuristico che contempla angeli e demoni, forse troppo difficile da sviluppare in poche pagine. Insomma, un’autrice che cura molto l’ambientazione, soprattutto nell’aspetto sociale e politico, non priva di introspezione. Promette bene.
Veronica De Simone: un’altra autrice molto versatile, si trova a sua agio con le più svariate ambientazioni. Con Ulfhedinn e La Figlia di Odino ci porta nel mondo norreno, nella prima in una versione più umana, nell’altra più mitologica. Con Lo Scrigno delle Anime in un’India con un’elaborata struttura fantasy, Le Lacrime Rosse dei Ciliegi è ad ambientazione giapponese. Insomma, credo che il punto di forza di questa ragazza sia proprio la capacità di rappresentare con grande abilità e realismo le più svariate ambientazioni esotiche. Magari ci si può perdere un po’ in certi termini, se non si ha dimestichezza, ma fa parte del gioco. Un'altra tematica ricorrente è il conflitto interno, personale e volte sentimentale dei personaggi, anche questo sempre ben reso. Spicca anche negli ultimi due racconti: A Me Stessa è il riassunto di una vita avventurosa e le sue somme finali, sempre interessante, mentre Hillevi è una storia di follia e ossessione. Forse non l’avrei tenuto come ultimo racconto, ma mi rendo conto che l’ordine dei tarocchi è quello.
Madison Alyssa Johnson: autrice completa, se la cava sia con le trame drammatiche che con quelle più leggere. Bello Boudicca, avventuroso e mitologico, un degno tributo alla figura leggendaria; intrigante e intricato Il Processo, quasi un giallo insomma. La Dea dei Desideri invece propone una storia tragica ai risvolti inaspettati, un po’ inesorabile, come trama, ma ci sta ogni tanto. Molto originale l’interpretazione della figura della morte in Danse Macabre, storia breve ma molto intelligente. Ma lo ammetto, le mie storie preferite sono Draghi da Salotto e Mostri sotto il Letto. Possono sembrare forse le più pacioccone, all’inizio, ma hanno un senso agrodolce di malinconia nel finale che trovo magnifico.
Lara Nemain è l’autrice più drammatica del quartetto, e non è che le altre ci andassero leggero. Poche storie ma molto intense. Il Cuore del Re è una drammatica storia di rovina e corruzione in cui il Male vince sul Bene nel modo a lui più congeniale: sfruttando rancore e invidie nel cuore dei buoni. Penso il suo racconto migliore, per i miei gusti. Anche Il Cuore del Male presenta un’inesorabile caduta, un po’ più fatalistica e meno cercata. Poteva sembrare la storia più triste, e invece Spezzare la Luce è forse la più cupa di tutte: ho atteso il colpo di scena fino all’ultimo, rimanendo un po’ deluso quando ho capito che non ci sarebbe stato. Tuttavia, una buona realizzazione, per il suo genere. Narciso è la storia meno dark, un’idea davvero suggestiva: una storia di reincarnazioni e viaggi temporali.
Insomma, secondo me è un esperimento riuscito, è un libro godibile che vale la pena leggere e fa prometter bene per il futuro di queste autrici.
Concludo dicendo che questa è una recensione soggettiva, basata sui miei gusti e le mie impressioni, ho cercato di motivare le mie opinioni, ma questo non le rende né oggettive né professionali. Potreste trovarle sensate come anche no. Sapete, formula di rito per evitare polemiche ^^
Buone letture!