Andrea ha sedici anni e con la sua classe si sta preparando per un viaggio ad Auschwitz in occasione della Giornata della Memoria. A scuola l’insegnante invita i ragazzi a una ricerca sulla storia della loro città durante la seconda guerra mondiale. Andrea si trova così a intervistare un’anziana parente in qualità di testimone. Ma durante il colloquio, la donna lascia cadere una frase ambigua sul passato del bisnonno Sergio, morto ormai da qualche anno, al quale Andrea era molto legato. Il bisnonno non è stato un partigiano, come lui aveva ingenuamente pensato, anzi! La sua stessa ricchezza sembra avere avuto un’origine oscura. Incalzata dalle domande di Andrea, l’anziana signora diventa evasiva e si rifiuta di dire altro.
Ma un tarlo si è ormai insinuato nella mente di Andrea. Con l’aiuto di Barbara, un’amica conosciuta in biblioteca, comincia a indagare per proprio conto fino a compiere una drammatica scoperta che rischia di mandare in pezzi la sua vita.
Abbiamo un ragazzo che ha dei bellissimi ricordi del nonno, ma se scoprissimo che dietro le persone che amiamo si celano ombre guarderemmo a loro o al loro ricordo ancora con gli stessi occhi? A me questo libro è piaciuto. Vedere come un ragazzo, un adolescente allo scoprire qualcosa di brutto si chiuda in se e, come in questo caso, provi quello che il mondo propone per anestetizzare i suoi dolori secondo me è descritto molto bene; mi sembrava fin troppo crudo e non così indicato per i ragazzi, ma poi vedendo come il tutto evolve penso sia anche un buon modo per far riflettere noi giovani d’oggi su cosa è giusto e cosa no. Gli adulti restano un po’ indietro a guardare, è difficile per loro capire i figli. Però può essere grazie a una mano amica e simpatica che ci si apra nuovamente alla vita e la serenità può tornare, nonostante tutto. Dunque sebbene all’inizio avvertissi la scrittura come un po’ distaccata poi ci immerge nelle vite dei protagonisti.
"quel sospetto si era annidato in lui come un certezza che lo stava avvelenando. Una parola gli martellava nelle tempie: colpevole." Coinvolgente, ma banale. Sembra più interessante la storia d'amore tra barbara e andrea che la vera ricerca della colpevolezza del nonno, che tra l'altro si risolve in un paio di pagine in modo frettoloso e banale.